[QUESTIONE EBRAICA] Piergiorgio Seveso introduce ‘Pensieri teologicamente scorretti” di P. Vassallo

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Mentre scorrevamo le pagine, ricche e molto dotte, scritte in un italiano corposo e ubertoso, di questo interessantissimo saggio di Piero Vassallo, una parola montava, imperiosa e prorompente, arcana e terribile, alle labbra della nostra mente: Deicidio.

In un mondo come quello che ci circonda e ci assedia, sostanziato dal totalitarismo liberale, le parole “proibite” sono tantissime, ogni giorno aumentano di numero e se ne fanno ormai lemmari e lezionari (para)liturgici, le si trascrive in codici pubblici e privati, in nuovi manuali di comportamento e di comunicazione.

Tra queste spicca certamente la parola “Deicidio”.

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Interdetto su Genova del 1912 fulminato da San Pio X

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Risultati immagini per San Pio Xdi Raimondo Gatto

L’INTERDETTO SU GENOVA DEL 1912: una pagina pressoché sconosciuta di fedeltà e tradimenti

Questo breve studio si basa principalmente su ricerche svolte negli anni ‘80 da chi scrive; e poi dalle testimonianze e conversazioni raccolte dall’autore a colloquio con l’indimenticato Monsignor Francesco Repetto, Segretario del Cardinale Pietro Boetto. Utili alla conoscenza dei fatti, si sono rivelati altresì molti incontri avuti dallo scrivente con Monsignor Alberto Boldorini, ex barnabita e già direttore della rivista Renovatio, nonché uno dei postulatori della causa di beatificazione di Padre Semeria, oltre che collaboratore del Cardinale Siri.

Il 29 novembre 1912, un avvenimento di gravità inaudita veniva adottato dal Papa San Pio X; l’Arcidiocesi  di Genova veniva colpita dall’interdetto papale, che comportava il divieto di ogni funzione pontificale,  la sospensione nell’amministrazione  delle Cresime e delle ordinazioni.

Ricapitoliamo la successione degli eventi.

Modernismo e anti-modernismo a Genova

Con l’Enciclica Pascendi del 1907, San Pio X metteva fine ad una disputa che aveva lacerato il clero, dichiarando che le tesi di Loisy, Tyrrell, Bonaiuti ecc. erano contrarie alla dottrina della Chiesa, in particolare la pretesa che le Sacre Scritture dovessero essere rilette in senso naturalista, minimizzando o addirittura negando gli elementi soprannaturali (Resurrezione e miracoli).

Purtroppo l’errore modernista era dilagato, sicché l’Enciclica giungeva tardi; esso contava tra i suoi sostenitori già un discreto numero di Vescovi, nonché alcuni influenti Cardinali, sia in Italia, che all’estero.

L’Arcidiocesi di Genova, assai importante nella storia della Chiesa, non era stata risparmiata dal contagio progressista, e contava personalità di spicco del modernismo come il Padre barnabita Giovanni Semeria, molto vicino a Casa Savoia. Continua a leggere

Come i Cristiani hanno perso occasioni preziose per fare leggi giuste

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Segnalazione di BastaBugie

L’errore sta nel ritenere che radicalità e gradualità siano contrapposte, quando invece è la prima che giustifica la seconda
di Massimo Micaletti

Assistiamo periodicamente – flussi e riflussi – alla tentazione delle “battaglie possibili”, ai richiami alla gravità del momento ed all’esiguità delle forze in campo. Ciò comporterebbe una sorta di sana serena sentita assoluzione per il silenzio sugli aspetti fondanti delle questioni antropologiche e giuridiche che ci portano in campo. Ne è riprova la voga di opporsi all’utero in affitto senza ridiscutere le premesse antropologiche e giuridiche della Legge 40 ed in generale della fecondazione artificiale: o, per fare un altro esempio, il tentativo di difendere la famiglia senza una chiara opposizione (non al divorzio ma) alla legge sul divorzio; o ancora, di parlare di paternità e maternità senza tener conto del dato oggettivo ed empirico che la paternità e la maternità di un genitore divorziato sono cosa affatto differente di quella di due genitori uniti in matrimonio.
Riscontro, nel mio povero e certamente erroneo giudizio, almeno due errori di fondo in questa impostazione.

1) EQUIVOCO SUL PIANO STRATEGICO
Il primo errore è l’equivoco sul piano strategico che l’istanza massimalista precluda o quantomeno comprometta quella gradualista: se faccio guerra alla Legge 40 non posso poi contemporaneamente oppormi alla maternità surrogata perché non mi darebbe retta nessuno, sarei troppo radicale. L’errore qui sta nel ritenere che radicalità e gradualità siano contrapposte, quando invece è la prima che giustifica la seconda: la differenza tra gradualità e compromesso sta infatti nella chiarezza degli obiettivi, che devono essere comunque dichiarati, e dichiarati come obiettivi veri e non meri desiderata. Non si può dire “vorrei abolire la 194 ma, siccome non ho la bacchetta magica, lavoro sulla cultura”, perché invero l’una cosa non esclude l’altra: la battaglia culturale, anzi, diviene più viva e vera se vissuta in funzione dell’obiettivo integrale; se all’opposto ci si concentra sul fine parziale e, per strategia, si tace sull’istanza radicale (sempre ammesso che la si voglia perseguire) si fa l’ennesima battaglia di retroguardia. In Bioetica siamo nel capo dei principi non negoziabili, ed i principi valgono nella cultura come in politica ed in diritto, non possono declinarsi in maniera talmente differente in questi tre ambiti da far venire meno la loro natura di non negoziabilità: prova ne sia che, puntualmente, l’ottenimento di vittorie parziali fondate su istanze di compromesso è stato sempre il prodromo per sconfitte integrali e definitive, che hanno avuto buon gioco a gettare la pietra tombale sulle questioni fondanti, lasciate intonse anche da color che avevano combattuto e con le migliori intenzioni. La legge sul divorzio, la legge 194, la legge 40, l’abbaglio – per ora sventato, ma c’è da temere ci si torni presto – per le dichiarazioni anticipate di trattamento (presentate come alternativa eticamente sostenibile al testamento biologico, del quale invece erano e sono un subdolo epigono sotto mentite spoglie) dovrebbero aver insegnato qualcosa: furono salutate all’epoca della loro promulgazione come un salutare compromesso, mentre oggi la loro azione devastante è sotto gli occhi di tutti.

2) ERRORE DI APPROCCIO
Il secondo errore è di approccio, e si fonda sulla convinzione che il piano giuridico-legislativo possa restare intonso ed impregiudicato mentre si conduce la lotta sul piano culturale. Può aiutare in questo senso riflettere sul fatto oggettivo che la 194 o anche la legge 40 non si limitano a legalizzare l’aborto o la fecondazione extracorporea, ma le sovvenzionano e le erogano in strutture pubbliche, così come un domani l’eutanasia sarà garantita coi soldi di tutti noi: ciò significa che in questi processi di soppressione di vite umane o Stato non è un semplice spettatore, ma un attore necessario. Finché le norme che dispongono tali processi restano intonse, la battaglia culturale sarà sempre monca perché contraddittoria in nuce e fondata su una inesistente dicotomia tra scelta del singolo e liceità normativa. Questa dicotomia non esiste: non è pensabile eliminare il fenomeno dell’aborto legale se ci si limita a lavorare sui singoli lasciando la legge dov’è e com’è. E così come l’istanza massimalista non preclude quella gradualista, la battaglia culturale non preclude quella sul piano legislativo e giuridico.
Abbiamo visto, in questi anni, dove portano i tentativi di potare la mala pianta dei suoi rami più sporgenti anziché attaccarne direttamente il tronco: una pianta potata si rafforza, giammai perisce. E questo è l’effetto che abbiamo constatato: solo per fare un esempio, certi Giudici non avrebbero mai potuto creare dal nulla la Legge 40, gli è stata servita su un piatto d’argento e ci hanno pensato loro, assieme a certi politici, a farne quel che oggi è.

L’ALTERNATIVA?
L’alternativa è forse (ripeto, forse) la sconfitta nel breve periodo, ma nel lungo termine le istanze integrali pagano, ne è un esempio quel che sta accadendo negli Stati uniti o che è accaduto in Polonia in tema di legislazioni abortive. Perché, in effetti, parliamoci chiaro, vogliamo sperare di vincere qui ora tutte e subito queste battaglie, che i nemici della vita e della famiglia preparano da decenni? No, non ci riusciremo, non ci sono le premesse: nelle università, nell’informazione, in politica, in Parlamento, nei Tribunali ci sono persone che in gran parte non hanno certo a cuore il valore della Vita. Ma questa è una guerra, non una battaglia: perdere adesso restando nella verità significa creare le condizioni per la vittoria di domani. Restare nella verità comporta un lavoro di lungo periodo, che non si fonda su aggregazioni spontanee di persone di buona volontà che dopo un anno non esistono più o si perdono nei rivoli della politica o dell’associazionismo; comporta perseveranza più ancora che determinazione, dedizione più ancora che sacrificio, fiducia più ancora che entusiasmo, serenità più ancora che coraggio, amore profondo per la vita di ogni essere umano ed odio profondo per ogni attentato che le viene arrecato.
Reggendoci su quest’odio e su quest’amore, potremo portare lotta senza quartiere non solo al divorzio, all’aborto, alla fecondazione extracorporea, all’eutanasia, ma anche, e senza timore, alle leggi che li permettono e sovvenzionano. Solo così cadrà la mala pianta.

Titolo originale: La mala pianta e i potatori
Fonte: Radio Spada, 09/03/2015

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Un prete dannato mette in guardia contro l’inferno – durante un esorcismo!

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PRETEDANNATO

L’Ossessa

Ecco a grandi linee il curriculum vitae dell’ossessa (già pubblicato nel libro “AVVISI DALL’ALTRO MONDO”). Questa madre di famiglia è un’anima riparatrice che da 27 anni, ossia dal suo quattordicesimo anno, è tormentata da spaventose crisi di paura e da periodi di insonnia totale. Ella è stata curata durante 8 soggiorni in clinica, con tutti i moderni mezzi della medicina e della psichiatria.

Quando, dopo una rigorosissima cura del sonno, fu dimessa come caso inspiegabile, un ben noto esorcista, fortuitamente incontrato, stabilì che si trattava di un irrefutabile caso di possessione. Dopo un esorcismo al quale parteciparono diversi preti, a Fontanelle – Montichiari (Brescia), demoni angelici (angeli decaduti) e anche demoni umani (uomini dannati) hanno dovuto fare, per ordine della Santa Vergine, ammonitrici rivelazioni all’indirizzo della Chiesa.

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Mendicante cieco. Anno 1771. Fra Bologna e Venezia. E mendicanti ottocenteschi e neo-romantici..

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Mendicante cieca, olio su tela di James Flewitt Mullock (secolo XIX) Mendicante cieco. Olio su tela del 1771 di Gaetano Gandolfi (S. Matteo di Decima, 1734 - Bologna, 1802) Mendicante. Dipinto di Rosa Gozzini (anno 2010)

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Mendicante cieco, dipinto nel 1771 da Gaetano Gandolfi, pittore operante fra Bologna e Venezia. Si noti che persino il mendicante stava relativamente bene nell’ancien Régime, si trattasse degli Stati della Chiesa o della Serenissima o di altri ancora. Il dipinto è conservato nelle collezioni museali bolognesi.

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Grande promozione il Cerchio – Tolkien 2015!

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tolkien

 

 

Segnalazione Edizioni Il Cerchio

 

TOLKIEN 2015

In concomitanza con il grande successo della novità “AINULINDALE. LA MUSICA DEGLI AINUR ” (Link: http://www.ilcerchio.it/ainulindale-la-musica-degli-ainur.html) IL CERCHIO propone un’offerta irrinunciabile su tutti i titoli dedicati a Tolkien e alla Terra di Mezzo! Fino al 31 ottobre 2015 per chi acquistasse con l’opera “Ainulindale” uno o più titoli della seguente lista: – 15% di sconto sul prezzo di ciascun titolo; – 20% di sconto dai tre ai cinque titoli; -25% e spese di spedizione gratuite dai sei titoli alla collana completa! Per info e ordini: info@ilcerchio.it La promozione è valida anche per coloro che avessero già acquistato l’opera “Ainulindale. La musica degli Ainur” I SETTE TITOLI

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110 anni fa nasceva Longanesi. Più vivo e più inattuale che mai

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di  Marcello Veneziani

Leo Longanesi fu breve: breve nella statura; fu breve nel nome; fu breve nella prosa, perché si esprimeva con aforismi; fu breve nella conversazione, con battute folgoranti; fu breve, purtroppo, anche nella vita. Quindi, parlare di lui brevemente, significa seguire omeopaticamente il suo destino di scrittore e di uomo. Vorrei, dunque in breve, sostenere una tesi in apparenza cornuta e cioè che Longanesi è più vivo e più inattuale che mai. E le due cose non sembrino in contraddizione.

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Bergoglio e l’indulgenza verso il peccato

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Risultati immagini per bergoglio falce e martellodi Matteo Castagna

Bergoglio ha deciso di aprire il mese di Settembre con una lettera indirizzata a Rino Fisichella, in qualità di Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, con la quale concede delle indulgenze particolari in occasione del “Giubileo della Misericordia”.

Il primo pensiero va a tutti coloro che parteciperanno attivamente a tale iniziativa, che potranno ottenere l’indulgenza plenaria a condizioni consuete, anche per la Chiesa Cattolica, in occasione di un Anno Santo.

Il secondo pensiero di Bergoglio va agli anziani, ammalati ed agli infermi che non potranno assolvere alle condizioni poste, che implicano la piena capacità di deambulazione. Essi potranno ricevere l’indulgenza anche se parteciperanno alle iniziative del Giubileo dal salotto di casa, attraverso gli organi di comunicazione. Continua a leggere

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