L’OCCULTA STRATEGIA DELLA GUERRA SENZA CONFINI di G. Auriti
Un “libricino”, poche pagine (novantasei) ma grande sostanza, e visto l’autore, Giacinto Auriti, non poteva che essere cosi. Infatti dopo averlo letto non posso che estrarre vari passaggi, significativi, per capire come i gruppi di potere bancario attraverso la sovranità monetaria gestiscano pure la cultura, i costumi, le mode… infondendoci poco a poco quelle ideologie sessuali, egoiste e perverse! che finiscono per animalizzare l’uomo e la società. Cosi che il banchiere possa dominarci indisturbatamente, trattandoci come bestiame da allevamento.
Ma non solo, si vedrà le origini e le conseguenze della moneta-debito…
Gia in altre occosioni ebbi modo di rilevare che oggi l’Europa sta vivendo un travaglio analogo a quello che visse dopo la Rivoluzione francese, quando Napoleone diceva: “Non sono io che conquisto l’Europa, ma è la rivoluzione che l’ha già conquistata”.
Cosi oggi non è l’esercito russo che conquista l’Asia, l’Africa o il Sud America, ma l’idea comunista.
O noi siamo capaci di esprimere un’idea-forza che abbia intrinsecamente una tal carica di verità e quindi di conquista e di penetrazioni delle menti e delle anime del popoli, da rinnovare spiritualmente, politicamente, giuridicamente gli attuali parametri della convivcenza sociale o altrimenti saremo sempre costretti a subire impotenti le iniziative dei nostri avversari.
Noi oggi constatiamo che l’Occidente vive nell’angoscia dell’ineluttabile, perché sono secoli ormai che sulle nostre spalle grava l’incubo del razionalismo liberale e della rivoluzione marxista. Noi dobbiamo scrollarci di dosso una volta per sempre l’incubo di questi fantasmi culturali che hanno deformato milioni di cervelli. Questo è il nostro scopo. E’ uno scopo ambizioso. E’ un grande scopo. Ma senza i grandi sogni non si scrivono le nuove pagine della storia.
(Tratto da pag. 7-8 dal libro: L’occulta strategia della guerra senza confini. Società mitica e società organica sulla frontiera della guerra fredda. Di Giacinto Auriti)









Un’analisi condivisibile per chi, come noi, conosce bene l’ambiente della cosiddetta “destra radicale”: