UN FORTE NO ITALIANO CONTRO I NEMICI DELLA NAZIONE

di Redazione
Come previsto, il NO ha vinto ampiamente. Si è trattato di un voto politico, personalizzato per primo dallo stesso premier, che ha visto un’affluenza record di gente motivata dal fatto di voler mandare a casa questo Governo di nominati. E’ stato il voto degli arrabbiati espresso con la matita. E sono stati venti milioni, ai quali vanno aggiunti molti di coloro che si sono astenuti per totale sfiducia, che hanno favorito indirettamente ma matematicamente, la strabiliante vittoria del NO! Come aveva pronosticato il nostro informatissimo Matteo Castagna, Renzi ha espresso la volontà di dimettersi e Alfano, a nome del Governo, quella di andare a votare al più presto, forte di un 40% di Sì, che considera un plebiscito compatto a favore dei renziani. Ora la palla passa al centrodestra, che si vede costretto a stare unito e, soprattutto a dover trovare un candidato premier idoneo, se non vuole che il Paese se la giochi tra un “Renzi 2” e un grillino. Era quello che molti di noi volevano accadesse, dal momento che solo un atto forte, solo un forte segnale del popolo potrebbe smuovere le acque di questo litigioso centrodestra, che vede un Berlusconi reticente nel voler lasciare un erede presentabile. Nel mezzo, la vittoria del NO! ha dimostrato che c’è tanta gente profondamente arrabbiata e delusa, che potrebbe reagire male al caos, come spesso capita a chi è in una situazione economica e sociale precaria.
di Roberto Pecchioli
60 per cento al NO, quasi il settanta per cento degli italiani alle urne per il referendum costituzionale. Altri muri cadono, pochi avrebbero immaginato uno scenario tanto positivo numericamente. Lasciamo ai politici le analisi politiche, ai sociologi l’onore di reinterpretare questa nostra strana nazione fuori dalle rassicuranti categorie valide sino a ieri, lontano dalle etichette appiccicate a forza, logorate dall’uso, clamorosamente smentite dai fatti.
Noi tentiamo una lettura diversa, indubbiamente di parte, ma con il pregio forse di una certa originalità. E’ stato un grande voto “italiano”, nazionalpopolare, chirurgico. Il bisturi elettorale ha sconfitto Renzi, sì, ma innanzitutto i sostenitori della cessione di ulteriori pezzi di sovranità, così chiaramente espressi in tante parti della deceduta riforma Boschi-Napolitano-JP Morgan. Messi a tacere Monsieur Juncker, il maìtre d’hotel dei banchieri, i cantori dei Mercati, i servitori in livrea del potere finanziario oligarchico e transnazionale, nonché gli interessati tifosi d’Oltralpe ( Frau Merkel, Schauble,il neo disoccupato Hollande ), i numerosi grandi architetti dell’universo globalista. Continua a leggere









