Gli occupanti sono in sintonia su tutto: “Terrorismo, migranti, disoccupazione le sfide”

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Papa al Quirinale incontra Mattarella: “Terrorismo, migranti, disoccupazione le sfide”

La banda dei Carabinieri ha poi suonato l’inno dello Stato Pontificio seguito dall’Inno di Mameli

“L’Italia e l’insieme dell’Europa – ha rilevato il Papa nel suo discorso al Quirinale – sono chiamate a confrontarsi con problemi e rischi di varia natura, quali il terrorismo internazionale, che trova alimento nel fondamentalismo; il fenomeno migratorio, accresciuto dalle guerre e dai gravi e persistenti squilibri sociali ed economici di molte aree del mondo; e la difficoltà delle giovani generazioni di accedere a un lavoro stabile e dignitoso, ciò che contribuisce ad aumentare la sfiducia nel futuro e non favorisce la nascita di nuove famiglie e di figli”.  Il Papa ribadisce quanto sia “urgente la cooperazione internazionale sui migranti”.

Il pontefice ha auspicato il rafforzamento del legame tra la gente e le istituzioni perché da questo nasce la “vera democrazia”.  “Ci si attende – afferma il Papa in tal senso – un paziente e umile lavoro per il bene comune”.

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A Teheran è partita l’operazione coperta della CIA?

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A Teheran è partita l'operazione coperta della CIA?

Dalle agenzie: “Teheran, spari all’interno del parlamento e un kamikaze si fa saltare al mausoleo di Khomeini: almeno un morto, feriti e ostaggi”.
“Alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco contro addetti alla sicurezza e pellegrini in visita al santuario. Una delle guardie sarebbe stata uccisa ma si parla di altre vittime.
“Quasi in contemporanea, al mausoleo di Khomeini c’è stato un altro attacco che sarebbe stato condotto da un commando di quattro persone, incluso un attentatore suicida che si è fatto esplodere all’interno. Lo riporta la tv statale iraniana e anche l’agenzia semiufficiale Fars. L’attentato, che sembra una strategia coordinata, è avvenuto intorno alle 11 del mattino, ora di Teheran, mentre era in corso una sparatoria all’interno del Parlamento. E qui si parla di un arresto, uno dei membri del commando, forse una donna.
Queste sono operazioni coperte americane. Non più tardi del 2 giugno, il New York Times ha pubblicato un articolo dal titolo: la CIA nomina il “principe delle tenebre” che condurrà operazioni contro l’Iran, segnalando una posizione più dura” da parte del governo USA.

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Scontro al Bilderberg 2017

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di Thierry Meyssan

Fonte: Megachip

Scontro al Bilderberg 2017

Mentre il presidente Trump sembra aver più o meno risolto i suoi problemi di autorità interna, il conflitto ormai si manifesta in seno alla NATO. Washington sta parlando attualmente contro la manipolazione del terrorismo, mentre Londra non ha intenzione di rinunciare a uno strumento così utile per estendere la propria influenza. Il gruppo Bilderberg, inizialmente organizzato come una cassa di risonanza dell’Alleanza, è appena stato teatro di un difficile dibattito tra i partigiani e gli avversari dell’imperialismo in Medio Oriente.

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Perché i terroristi colpiscono l’Iran

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Perché i terroristi colpiscono l’Iran

La rivendicazione dell’Isis degli attentati a Teheran è quasi un marchio di fabbrica, una sorta di sanguinoso sigillo a decenni di politica estera dell’Iran e di contrapposizione tra la repubblica islamica e un universo sunnita che ha sempre mal sopportato l’esistenza di una “Mezzaluna sciita”.

L’Iran viene colpito perché è lo stato del Medio Oriente che da più tempo e con maggiore efficacia combatte contro il jihadismo sunnita: lo fa in Iraq con i Pasdaran del generale Soleimani, a fianco del governo maggioranza sciita di Bagdad, lo fa in Siria sostenendo il regime alauita di Bashar Assad e appoggiando in Libano gli Hezbollah, da sempre in lotta con i gruppi radicali sunniti.

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Effetto panico, così l’Isis ha già vinto

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Effetto panico, così l'Isis ha già vinto

L’Isis ha già vinto la partita. Non quella di Champions, dove il Madrid ha surclassato una Juventus inerte, fiacca, intimorita, quasi una metafora dell’Italia di oggi, ma la sua. Ora non ha più nemmeno bisogno di sacrificare un kamikaze e neppure di sparare un colpo di kalashnikov o di far balenare i coltelli. E’ riuscito a instillarci una tale paura che provvediamo noi a distruggerci da soli. Quanto è avvenuto in piazza San Carlo a Torino, con più di 1500 feriti, almeno tre ricoverati in codice rosso, è molto più grave, dal punto di vista qualitativo e del significato, di quanto nello stesso giorno avveniva a Londra per due attentati terroristi, dove pur i morti sono stati sette e i feriti 21, tutti gravi. Le scene di isteria collettiva che si son viste a Torino sono state impressionanti.

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L’Onu: Israele collabora con l’Isis. Vuole il petrolio del Golan

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Un colonnello israeliano catturato in Iraq con miliziani dell’Isis, e un dossier ufficiale dell’Onu che denuncia il ruolo di Israele nel supporto al Califfato. Motivo? Mettere le mani sul petrolio siriano, dopo che la società Genie Energy, in cui figura anche Dick Cheney, ha scoperto nel Golan un immenso giacimento. Ma nulla di tutto ciò affiora sui media mainstream, protesta il professor William Engdhal, consulente strategico e docente universitario negli Usa. Clamorosa la cattura dell’ufficiale israeliano, il colonnello Yusi Oulen Shahak, sorpreso “a brache calate assieme all’Isis” dall’esercito iracheno. Secondo l’agenzia iraniana “Fars”, l’ufficiale era legato al “Battaglione Golani” dell’Isis, insieme a cui l’ufficiale avrebbe «partecipato alle operazioni terroristiche della fazione takfirita» dei miliziani jihadisti. Dal 30 settembre, cioè «da quando sono iniziati gli efficaci bombardamenti russi», scrive Engdhal, sono emersi dettagli sempre più imbarazzanti sul «ruolo alquanto sporco» giocato da Washington, dalla Turchia di Erdogan e anche da Israele.

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Spari e kamikaze a Teheran: è partita l’operazione coperta C.I.A.

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Dalle agenzie: “Teheran, spari all’interno del parlamento e un kamikaze si fa saltare al mausoleo di Khomeini: almeno un morto, feriti e ostaggi”.
“Alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco contro addetti alla sicurezza e pellegrini in visita al santuario. Una delle guardie sarebbe stata uccisa ma si parla di altre vittime.
“Quasi in contemporanea, al mausoleo di Khomeini c’è stato un altro attacco che sarebbe stato condotto da un commando di quattro persone, incluso un attentatore suicida che si è fatto esplodere all’interno. Lo riporta la tv statale iraniana e anche l’agenzia semiufficiale Fars. L’attentato, che sembra una strategia coordinata, è avvenuto intorno alle 11 del mattino, ora di Teheran, mentre era in corso una sparatoria all’interno del Parlamento. E qui si parla di un arresto, uno dei membri del commando, forse una donna.
Queste sono operazioni coperte americane. Non più tardi del 2 giugno, il New York Times ha pubblicato un articolo dal titolo: la CIA nomina il “principe delle tenebre” che condurrà operazioni contro l’Iran, segnalando una posizione più dura” da parte del governo USA.

C.I.A. Names the ‘Dark Prince’ to Run Iran Operations, Signaling a Tougher Stance

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Immigrazione, la rotta dei sospetti jihadisti: in Italia su moderni gommoni

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Segnalazione di Raimondo Gatto

Scoperta la nuova rotta: dalla Tunisia a Marsala in tre ore e mezza. Uno degli intercettati: “Spero che non mi rimandino indietro per terrorismo”

Uno degli immigrati, ascoltato al telefono dagli investigatori del Gico, dice:  “Spero di arrivare in Italia e che non mi rimandino indietro per terrorismo”.

È stata anche questa conversazione a far accendere i riflettori del procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi e dei sostituti Geri Ferrara, Claudia Ferrari e Federica La Chioma sulla nuova tratta dell’immigrazione clandestina. Negli ultimi tempi gli scafisti hanno iniziato a battare la rotta che dalla Tunisia porta al porto di Marsala. In appena tre ore e mezza e sono in Italia. Il tutto a bordo di modernissimi gommoni (guarda il video).

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L’uomo di Soros: “I migranti? Una ricchezza”

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Risultati immagini per open society foundation italial direttore europeo di Open Society: “George non finanzia gli sbarchi. Ma bisogna creare passaggi sicuri per gli immigrati”

DI Fausto Biloslavo E Matteo Carnieletto

Barcellona – Nel centro di Barcellona, Open society, la discussa fondazione filantropica del miliardario americano George Soros, ha sede in un antico orfanotrofio delle suore che non esiste più. L’ebreo ungherese sopravvissuto al nazismo e al comunismo sovietico è diventato uno degli uomini più ricchi almondo e spende quasi un miliardo di dollari l’anno in nome di libertà e diritti umani secondo i suoi fan.

Per interferire negli affari interni di paesi stranieri che non gli vanno a genio come la Russia di Putin e favorire l’invasione dei migranti è il parere dei detrattori. Jordi Vaquer, il giovane direttore catalano di Open society foundation nel vecchio continente, è l’uomo di Soros in Europa. In un’intervista esclusiva al Giornale alza il velo sulla controversa filantropia del miliardario Usa.

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Così il Qatar finanzia in Italia moschee e scuole coraniche

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Nell’ultimo anno la Qatar Charity ha stanziato 25 milioni per costruire 43 moschee in Italia. Ma dietro la fondazione ci sono sospetti di legami con al Qaeda.

Con i suoi 2milioni e 700mila abitanti, il “piccolo” Qatar è un attore importante nel mercato internazionale, con le sue grandi aziende come la compagnia aerea nazionale Qatar Airways e la rete televisiva internazionale Al Jazeera, ma anche con i forti investimenti del Paese nel mondo sportivo: già principale sponsor del Barcellona, il Qatar ospiterà i campionati mondiali di calcio nel 2022.

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