L’Unione Camere Penali boccia la legge Fiano: “Incostituzionale e priva di effetti”

Roma, 11 lug – La legge, già ribattezzata “legge Fiano” dal nome del suo estensore, che intende insaprire le pene per tutta quella serie di reati, veri o presunti e pur con estrema vaghezza ed eccessivo arbitrio, legati all’apologia del Fascismo, incontra la bocciatura non solo degli avversari politici del Pd, ma anche dell’Unione delle Camere Penali, associazione che riunisce più di 8000 avvocati penalisti italiani.
Ascoltati in audizione in Commissione Giustizia della Camera lo scorso 7 luglio, i penalisti italiani “hanno rappresentato la posizione critica dell’Unione rispetto all’introduzione di tale nuova fattispecie di reato nell’ordinamento“, si legge in un comunicato diramato dall’associazione. “In particolare – prosegue la nota – sono stati sottolineati i profili di contrasto con i principi costituzionali dettati dagli artt. 21, 25 comma 2 e 117 della Costituzione. A riguardo sono stati richiamati i plurimi interventi della Corte Costituzionale e la giurisprudenza elaborata dalla Suprema Corte di Cassazione in merito al perimetro di applicazione dei reati di apologia del fascismo e di manifestazioni fasciste”.



Secondo l’ex ministro degli Esteri del governo Letta, Emma Bonino, dal 2014 al 2016 il governo Renzi si sarebbe impegnato per conto dell’Italia, d’accordo con altri governi europei, ad accogliere tutti i migranti che giungevano in Europa. E fin qui nulla di nuovo, visto che ciò è scritto nero su bianco sugli accordi relativi all’operazione Triton. Il problema sorge se, come


