L’ “arcivescovo” di Strasburgo: “I figli dei migranti musulmani sostituiscono il popolo europeo”

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Luc Ravel, arcivescovo di Strasburgo al giornale alsaziano Dernières Nouvelles d’Alsace: “Molti musulmani in Europa dicono con molta calma e tranquillità che un giorno l’Europa sarà tutta nelle loro mani!”

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L’arcivescovo di Strasburgo sfida il politicamente corretto. “È in corso la ‘Grande Sostituzione’ dei popoli! Molti musulmani in Europa dicono con molta calma e tranquillità che un giorno l’Europa sarà tutta nelle loro mani!”, dichiara Luc Ravel, l’arcivescovo di Strasburgo al giornale alsaziano Dernières Nouvelles d’Alsace.

Gli immigrati musulmani hanno un altissimo tasso di natalità mentre noi europei non facciamo più figli”, continua l’alto prelato. “Dobbiamo considerare anche il fatto che in Europa l’aborto, non è più solo permesso, ma addirittura incoraggiato! E questo lo dico non per una questione di fede ma perché amo la Francia!”, conclude la più alta carica religiosa di Strasburgo.

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Verona e gender: il neo-sindaco Sboarina conferma il programma elettorale

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DDUkda_XYAA8ti0Nel programma elettorale del neo sindaco si parla di “ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso”

La notizia che nel programma elettorale di Federico Sboarina ci fosse un punto che annunciava “il ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso” ha suscitato un vespaio di polemiche ed ha spaccato a metà l’opinione pubblica. Continua a leggere

Gerusalemme, Nicosia e la Terza Guerra Mondiale

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Gerusalemme, Nicosia e la Terza Guerra Mondiale

Cypriot press ha scritto la scorsa settimana di una grande esercitazione militare israeliana-cipriota.

Il video israeliano qui sotto, mostra una operazione di Commando di Brigata israeliano impegnato in una routine militare di aggressione sui monti  Trodos di Cipro.

Che cosa è successo? Com’è che i ciprioti – conosciuti per sostenere la causa palestinese – sono diventati una provincia dell’impero israeliano?

La risposta è : Un accordo sul gasdotto Israele-Europa.

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Chi paga il conto (stellare) dei nuovi italiani

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Segnalazione di Raimondo Gatto
Questo diritto per i soggetti esteri genera dei costi per chi cittadino lo è già. Le conseguenze su concorsi e università
di Francesco Forte

Nella discussione sulla cittadinanza in base allo ius soli, inventato dopo la scoperta dell’America per toglierla agli Indios, si dimentica che questo diritto per i soggetti esteri genera dei costi per chi cittadino lo è già sia perché ci sono nuove spese e sia perché essendo la «coperta corta», ce n’è meno per ciascuno.

I leader politici che sostengono lo ius soli dovrebbero spiegare che «non è un pasto gratis». In Italia esiste la legge sull’invalidità civile che dà diritto a una indennità mensile ed a una serie di agevolazioni, per gli italiani invalidi civilmente, per nascita o disabilità successiva, extra lavoro, conseguita in qualsiasi età. Inoltre è prevista, a carico del Tesoro, la pensione sociale per i cittadini anziani, privi di altra pensione o/e reddito adeguato. La concessione, della cittadinanza per ius soli, genererebbe un diritto a tale indennità, anche per chi sia tornato nel paese di origine o sia andato in un terzo.

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Ius Soli e il rischio Sudafrica

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ad20ea763f7f0b518e4e38eb6646f9f3_400x400Segnalazione di Federico Prati

DI MASSIMO BORDIN
micidial.it

Non è facile. Per un ex giocatore di Rugby che ha tifato Sudafrica ai mondiali del 1995 e che si è commosso alla morte di Mandela nel 2013. Per uno che ritiene che ogni uomo abbia una sua naturale dignità solo perché “uomo”, non è mica facile. Però nella vita non ci sono solo i principi astratti e l’empatia per gli oppressi: ci sono anche lo studio, l’analisi, l’approfondimento, e se questi studi, analisi e approfondimenti ti dicono che in Sudafrica si viveva meglio PRIMA di Mandela occorre tirare un respiro lungo, prenderne atto e cercare di capire perché. Tutto ciò servirà un giorno anche per capire cosa significa davvero la questione dei migranti, così attuale per noi.

Nelson Mandela è stato un leader politico che prima di rovesciare il regime di segregazione razziale si è fatto 27 anni di galera. Il regime di segregazione prevede una differenziazione sulla base dell’etnia di appartenenza, come sanno anche i bambini, i neri in Sudafrica per motivi legati alla plurisecolare forza colonizzatrice dei bianchi non godevano di tutti i diritti di cui godevano i bianchi. Se pensate, però, che allora i bianchi sudafricani siano state delle merde vi dico attenzione, i paesi che hanno promosso la fine dell’apartheid in Sudafrica, come gli Stati Uniti, hanno avuto la segregazione per anni e prima ancora la schiavitù, trasferiscono le società manifatturiere dove c’è sfruttamento minorile ancora oggi ecc. Ma questo sarebbe fuorviante. Ciò che conta nella nostra analisi è che in Sudafrica fino al 1993 vi era la segregazione razziale e che nonostante i neri fossero maggioranza essi non erano adeguatamente rappresentati e non governavano il paese. La cosa, sinceramente, mi ha sempre fatto schifo, finchè, ancora ragazzino e ben prima che finisse l’apartheid non mi sono confrontato con un conoscente che era da poco rientrato come lavoratore italiano emigrato da Johannesburg. Costui sosteneva, a dispetto di tutti i media italiani, che i neri in Sudafrica avevano un’indole poco incline all’amministrazione e all’ordine e che – parole sue – al lavoro si comportavano piuttosto male. Essendo abituati – diceva – a vivere alla giornata, al lavoro arraffavano il più possibile se non visti e dovevano essere continuamente controllati e trattati con estrema fermezza per poter anche solo minimamente far rispettare un orario di consegna. Continua a leggere

Senza Putin, la Siria avrebbe cessato di esistere

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Senza Putin, la Siria avrebbe cessato di esistere

Fonte: oraprosiria

Secondo il padre fiammingo Daniel Maes, che vive in Siria dal 2010, la copertura della guerra in Siria si basa su menzogne. Il Presidente Bashar al-Assad non è il problema, ma lo sono invece i nostri politici, che sostengono l’ISIS e Al Nusra, solo per rovesciare il governo siriano. “I veri capi terroristi si trovano nell’Occidente e nell’ Arabia Saudita”.
Padre Daniel Maes,79 anni, è tornato nel suo paese natale, il Belgio, per trascorrere un periodo nell’Abbazia Norbertine al villaggio fiammingo Postel. Nel 2010 ha lasciato il Belgio per la Siria, quando il Paese non era ancora in guerra. A Qara ha vissuto momenti critici, soprattutto quando il villaggio di 25.000 persone è stato invaso da un esercito ribelle di circa 60.000 uomini.
Adesso Padre Daniel Maes è in Belgio per recuperare le forze dopo essersi ammalato in Siria (‘ ho pensato: è la fine ‘) e non tollerava più la cucina locale. Ma è venuto in Belgio anche per raccontare alla gente in Occidente la “vera storia” della Siria, poiché i media mainstream non scrivono la verità.Verso metà giugno ritornerà con le valigie pieno di aiuti umanitari per la popolazione siriana bisognosa.
 
Intervista di Eric van de Beek 

 

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La polizia tedesca ordina: non dite la verità sul terrorismo islamico

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La polizia tedesca ordina: non dite la verità sul terrorismo islamico

Il Corriere del Ticino, principale testata del gruppo che dirigo, ha pubblicato questa mattina un documento riservato del Bundeskriminalamt (BKA) la Polizia criminale tedesca. Si intitola «Come agire in presenza di attacchi terroristici” e contiene le linee guida sulle informazioni da trasmettere alla stampa in queste circostanze. L’intenzione è lodevole: evitare il diffondere di allarmismi, ma le conseguenze pratiche sono sorprendenti. E inquietanti.

La premessa dà già il tono:

“Nell’anno elettorale 2017 non ci sarà alcun attentato, almeno se si sarà in grado di evitarlo. Ciò significa che, non importa quanto siano sicuri dei fatti i funzionari in campo, davanti alla stampa e all’opinione pubblica, per cominciare, si deve negare sempre tuttoLo staff di consulenza del Governo ha bisogno di tempo per illustrare l’accaduto e per mettere insieme un racconto credibile agli occhi dell’opinione pubblica».

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L’imbecille globale è al potere

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L’imbecille globale è al potere

Ogni mattina, pomeriggio e sera, ovunque tu sei e a qualunque fonte d’informazione ti colleghi – video, radio, giornali, web ma anche film, concerti, omelie, lezioni a scuola o all’università, discorsi istituzionali – c’è un Imbecille Globale che ripete sempre lo stesso discorso: “Abbattiamo i muri, niente più frontiere tra popoli, fedi, razze, sessi e omosessi, non più chiusure in nazioni, generi, famiglie, tradizioni ma aperti al mondo”.

Te lo dice come se stesse esprimendo un’acuta e insolita opinione personale, originale; finge di ribellarsi al conformismo della chiusura e al potere del fascismo (morto da 72 anni) mentre lui, che coraggioso, che spregiudicato, è aperto, non si conforma, ha la mente aperta, il cuore aperto, le braccia aperte, è cittadino del mondo. Sfida i potenti, lui, che forte.

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