Dall’Ucraina a Berlino, avanza lo stato totalitario del Kulandro

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“Ucraina finalmente europea!”,mi scrive un lettore. E mi manda le foto della prima sfilata pederastica avvenuta a Kiev.

Il lettore ha creduto di fare una battuta sarcastica. Invece posso assicurare che non è uno scherzo. Riservatamente, fra le condizioni poste al regime di Kiev per “entrare in Europa”, è stato chiesto di far approvare al locale  parlamento  la legge sul matrimonio  dei  pervertiti, detto “unioni civili”.  Di fronte al primo agghiacciato rifiuto della sbalordita  giunta di Kiev –  impossibile strappare in parlamento una maggioranza per questo – la risposta è stata:  allora l’entrata nell’UE ve  la sognate, perché questi sono i nostri valoriContinua a leggere

Al Baghdadi, doppio colpo strategico per Mosca ma non la fine della guerra in Siria

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Al Baghdadi, doppio colpo strategico per Mosca ma non la fine della guerra in Siria

Sarebbe un doppio colpo strategico per Mosca se fosse confermata la notizia della morte di Al Baghdadi: da quando è entrata nella guerra siriana il 30 settembre 2015 la Russia è riuscita a mantenere in sella il regime di Bashar Assad, a insediare nuove basi militari sulle coste del Mediterraneo e ora Putin potrebbe vantarsi di avere tagliato la testa ai vertici del Califfato. Al contrario per gli Stati Uniti e i loro alleati l’evento costituirebbe una sorta di smacco, magari ricompensato dalla presa di Raqqa da parte della coalizione arabo-curda sostenuta dagli Usa.

Gli americani avevano sbalzato dal potere Saddam Hussein in Iraq nel 2003 e poi, senza muovere un dito, avevano assistito, dopo il loro ritiro nel 2011, all’ascesa dell’Isis che nel 2014 era riuscito a conquistare Mosul, la seconda città irachena.

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A che cosa serve la propaganda Gender?

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Alzi la mano chi avrebbe voluto due padri: a me, sinceramente, uno è bastato e avanzato…

Comincio celiando perché l’argomento è complesso. Accennerò soltanto ai contorni filosofici del tema, perché il mio scopo è quello di andare dritto alle funzioni della propaganda gender, all’interno del più generale sistema di propaganda a sostegno del progetto di ingegneria sociale mondialista e transumano.

La domanda filosofica di base è la seguente, premessa di qualunque speculazione sociologica e specialmente di quella in argomento: dove finisce l’aspetto biologico dell’uomo e dove comincia quello culturale?

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Non vuol vestirsi da bimba: bandito da scuola

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Il padre chiede lumi sul gioco gender imposto all’asilo, depennano il figlio.

Vestire i maschietti di rosa e le femminucce d’azzurro, raccontare loro che come in famiglia si può essere «multicolori», così si può anche avere «due mamme e due papà», ed è «una cosa normale».

Infine, insegnare le differenze tra uomo e donna, perché conoscere il diverso è il primo passo per scongiurare la discriminazione. A distanza di pochi mesi dall’introduzione del «Gioco del Rispetto» in decine di scuole dell’infanzia del Friuli Venezia Giulia, i genitori sono infuriati e lo scontro finisce con un bambino depennato da un asilo perché il papà è troppo apprensivo e pretende di sapere nel dettaglio il programma formativo per evitare di ritrovarsi durante il nuovo anno scolastico di fronte all’ennesimo «gioco di genere». Continua a leggere

Svezia, la primate luterana da Bergoglio: “Abbiamo rinnovato l’impegno per l’unità”

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Antje Jackelen in piazza San Pietro con il neo cardinale Arborelius: «A Lund un momento storico. Dai giovani il desiderio maggiore di celebrare insieme l’eucarestia»
Pollice in su e un ampio sorriso. Così Papa Francesco ha salutato questa mattina, in piazza San Pietro,  l’arcivescovo luterana di Uppsala, Antje Jackelen, che aveva già “abbracciato” durante la visita a Lund del 31 ottobre 2016 per la commemorazione dei 500 anni della Riforma. Proprio per quel viaggio la prima donna arcivescovo è venuta a Roma, insieme al neo cardinale Anders Arborelius, a dire grazie a Papa Bergoglio. «È stato un bel momento. La gioia di rivederci è stata reciproca», racconta a Vatican Insider, «Siamo venuti dalla Svezia per esprimere la nostra gratitudine dopo l’incontro storico a Lund, dal quale è scaturita una certa sinergia tra luterani e cattolici».

La nuova emergenza di Repubblica & Boldrini: una lista fascista in un paesino

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Roma, 13 giu – La preoccupazione massima della politica italiana, in questo momento, sembra essere una lista che si presenta alle elezioni da 15 anni, in un paesino del Mantovano. Parliamo della “Lista dei Fasci italiani del lavoro”, presentatasi alle comunali di Sermide e Felonica, 7.548 abitanti. Lista che sembra pure essere piaciuta agli elettori, se è vero che ha ottenuto il 10,41% (334 voti), permettendo così alla ventenne Fiamma Negrini, candidato sindaco, di entrare in Consiglio comunale.Come detto, la lista si era già presentata alle elezioni nel 2002, 2007, 2012, senza suscitare alcuno scandalo. Questo fino al momento in cui è incappata nell’occhiuta vigilanza di Paolo Berizzi, il “pistarolo nero” di Repubblica. Da lì si è messo in movimento il solito meccanismo: articolo indignato di Repubblica + lettera della Boldrini. La presidente della Camera, infatti, ha scritto al titolare del Viminale per denunciare l’oltraggio. Minniti, per tutta risposta, ha contattato il prefetto di Mantova e ha fatto sì che venisse rimosso il funzionario della settima sottocommissione elettorale circondariale di Mantova.

Sulla vicenda, inoltre, sono state annunciate interrogazioni parlamentari urgenti, sempre rivolte al ministro Minniti: Partito Democratico, Articolo 1 Mdp e Sinistra Italiana chiedono spiegazioni al Viminale. Non potevano mancare le proteste dell’Anpi e dell’Unione delle Comunità ebraiche. Il tutto, lo ripetiamo, per una lista presentata a Sermide e Felonica. Una lista alla sua quarta comparsa sulle schede elettorali. Una lista che ha ottenuto il 10% dei consensi.

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Colombia, la prima famiglia ‘poliamorosa’: il matrimonio tra tre uomini è ufficiale

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La Colombia ha ufficialmente riconosciuto una famiglia composta da tre uomini. L’avvocato dell’associazione Lgbt: “E’ un riconoscimento che esistono altri tipi di famiglie”

 Chi lo ha detto che si può amare solo una persona alla volta? E per chi avesse dei dubbi dalla Colombia arriva la prova: nasce una nuova famiglia formata da tre persone, ed è ufficiale.

Ecco il cuore del documento che ha sancito un matrimonio a tre davanti al notaio di Medellin, la seconda città colombiana più grande dopo Bogotà: “Desideriamo concordare un regime patrimoniale sulla base di una relazione a tre, a conferma che le persone possono stare insieme a prescindere dal loro colore, status, sesso, razza, credo religioso e appartenenza etnica. Questo non è vietato dal diritto internazionale, né dalla legge in Colombia”.
Riassumendo: Manuel Bermudez, 50 anni giornalista, Víctor Hugo Prada, 22 attore, e Alejandro Rodriguez, 36 anni personal trainer, sono sposati ufficialmente dal 3 giugno e formano una ‘trieja’ (coppia in spagnolo si dice ‘pareja’). La città di Medellin saluta per la prima volta in Colombia, una famiglia poliamorosa. Continua a leggere

La religione più perseguitata al mondo? Il Cristianesimo

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Rapporto di un centro studi Usa. Nel 2016 90 mila cristiani sono stati uccisi per la loro fede. 900 mila quelli uccisi nell’ultimo decennio. Nella sordità totale delle istituzioni

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Non c’è solo la “terza guerra mondiale a pezzetti”, quella magistralmente inchiodata all’attenzione del mondo dalla definizione di papa Francesco. C’è anche un secondo Olocausto a pezzetti, e questa volta riguarda i cristiani. Lo conferma l’ultimo rapporto, relativo al 2016, del Center for Study of Global Christianity, fondato alla fine degli anni Cinquanta presso il Gordon-Conwell Theological Seminary di Hamilton, nel Massachussetts. Anche nei dodici mesi da poco conclusi, conferma il rapporto, è stata rispettata la “quota” annua di persecuzione: 90 mila battezzati sono stati uccisi a causa della loro fede, al ritmo di uno ogni 5,8 minuti. In grande maggioranza (70%) questi martiri contemporanei sono morti in Africa, il resto in Medio Oriente e nel reticolo delle stragi che ogni giorno si compiono in Asia e in altre parti del globo.

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Parata del Gay Pride a Udine: strade semi vuote, i friulani snobbano la festa

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UDINE – Circa 3mila i partecipanti al Gay Pride del Nordest che si è svolto oggi, sabato 10 giugno, a Udine. Nessuna polemica, nessun problema di ordine pubblico, nessuna persone che abbia sfilato nuda o con abiti particolarmente bizzarri.

Un Gay Pride decisamente “sobrio“, insomma, con una parata abbastanza veloce per le vie del centro di Udine, con la presenza del sindaco Furio Honsell e di varie associazioni, tra cui Anpi e Cgil. Come avevano previsto in molti, i friulani non si sono accalcati sulle vie del percorso della parata: le strade erano semi vuote, solo qualche curioso. Maxi spiegamento di forze dell’ordine ma nessuno ha ecceduto.

di Paola Treppo

Invasione programmata, un altro no dell’Ungheria: “Dietro all’Ue c’è Soros”

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János Lázár, capo di gabinetto del governo Orbán, ha detto che l’imposizione dell’accoglienza obbligatoria da parte di Bruxelles è ritenuta “inaccettabile”

Invasione programmata, altro no dell'Ungheria: "Dietro all'Ue c'è sempre Soros"

Il governo ungherese si è dichiarato ancora una volta pronto ad affrontare l’Unione europea sul problema degli immigrati, prevedendo delle nuove controversie in merito alle competenze di Bruxelles contrapposte a quelle dei singoli Paesi membri. Lo ha affermato venerdì il capo di gabinetto del governo di Budapest, János Lázár, nel corso di un briefing con la stampa. Secondo Lázár, alla base della nuova disputa ci sarebbe ancora una volta il miliardario statunitense George Soros, che tira le fila dei burattini che governano l’Ue grazie alla sua attività di lobby, imponendo la politica di sostituzione etnica che prevede sia l’Europa a regolamentare i flussi migratori anziché gli Stati membri.

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