La conversione renziana del senatore D’Anna

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senatore

Segnalazione Quelsi

by Eugenio Cipolla

Fino all’anno scorso, quando i cronisti di Palazzo Madama lo intervistavano, Vincenzo D’Anna, senatore campano eletto nelle liste Pdl, poi passato a Forza Italia, transitato a Gal e infine approdato ad Ala, il gruppo costituito di Denis Verdini per sostenere Matteo Renzi, criticava aspramente Silvio Berlusconi per la sua adesione incondizionata al patto del Nazareno. A tal punto che i giornalisti arrivarono a definirlo frondista per le sue posizioni critiche sulle riforme che avevano dato inizio alla collaborazione tra l’ex presidente del Consiglio e l’attuale premier. «Questa è una riforma liberticida – tuonava D’Anna nel luglio dello scorso anno, intervistato da Corriere della Sera e Il Mattino – rischia di consegnare alla sinistra il Parlamento, il Quirinale, due terzi della Consulta, un terzo del Csm. E poi è l’eutanasia di Forza Italia», affermava convinto.

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Capolavoro ONU: a vigilare sui diritti umani c’è l’Arabia Saudita

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TAGLIATORE ISLAMICO

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Eppure nella monarchia islamica, dove vige la sharia, vengono violati tutti i diritti umani (e vengono decapitate più persone di quanto faccia l’isis)

di Leone Grotti

Le minoranze, i perseguitati, i discriminati e chiunque nel mondo soffre per il mancato riconoscimento dei suoi diritti umani può stare tranquillo: nel 2016 sarà difeso dall’Arabia Saudita. Purtroppo non è uno scherzo: l’ambasciatore saudita Faisal bin Hassan Trad è appena stato eletto a capo del Consiglio per i diritti umani dell’Onu per l’anno 2016. Toccherà dunque a uno dei pochi paesi a non aver mai firmato la Dichiarazione universale dei diritti umani, difendere per conto dell’Onu i diritti umani nel mondo. Quest’anno la presidenza, che viene ricoperta a rotazione da un paese di una diversa area continentale, toccava al gruppo asiatico e la monarchia assoluta islamica l’ha spuntata su paesi come Bangladesh, Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Giappone, Kazakistan, Maldive, Pakistan, Repubblica di Corea, Qatar e Vietnam. PIÙ DECAPITAZIONI DELL’ISIS L’annuncio, comprensibilmente, ha destato molta perplessità. Hillel Neuer, direttore di UN Watch, ong di Ginevra che monitora il lavoro in difesa dei diritti umani delle Nazioni Unite, ha commentato così la notizia: «È scandaloso che l’Onu abbia scelto un paese che ha giustiziato più persone dello Stato islamico quest’anno per presiedere il Consiglio dei diritti umani. Petrolio, dollari e politica nuocciono a questi diritti». Neuer non ha usato mezzi termini, ma ha le sue ragioni. L’Arabia Saudita è il quarto paese al mondo per numero di esecuzioni capitali, dietro Iraq, Iran e Cina, che detiene il record assoluto e irraggiungibile con migliaia di condanne a morte contro le centinaia degli altri paesi. Nel 2014 in Arabia Saudita sono state decapitate in tutto 88 persone. Ad agosto è stata decapitata la 102esima del 2015. E mancano ancora quattro mesi alla fine dell’anno. Pochi giorni fa, il 17 settembre per la precisione, nel Regno è stato condannato alla crocifissione Ali Mohammed Al-Nimr, figlio di un critico della monarchia islamica, arrestato nel 2012 quando aveva appena 17 anni. È stato accusato di aver protestato in modo illegale e di essere in possesso di armi da fuoco. Secondo molti giornali arabi, il ragazzo avrebbe confessato tutto sotto tortura. La sua richiesta di appello, appena respinta, è stata giudicata non pubblicamente, ma in segreto. Solo per citare uno degli ultimi esempi di intolleranza radicale, l’Arabia Saudita ha proibito a National Geographic di vendere il suo numero di agosto in edicola e di spedirlo agli abbonati. La rivista ha citato «motivi culturali» alla base della censura. In copertina, sotto il titolo “La rivoluzione silenziosa”, c’era una foto di papa Francesco. ZERO DIRITTI Al di là di questi ultimi casi, l’elenco delle violazioni dei diritti umani che avvengono in Arabia Saudita è lungo: dal trattamento delle donne a quello delle persone non islamiche, dalla violazione della libertà religiosa alla negazione della libertà di espressione, dallo sfruttamento disumano dei migranti per lavoro al trattamento riservato agli omosessuali, che possono incorrere anche nella pena di morte, per non parlare della rigidissima applicazione della sharia. L’attivista laico Kacem El Ghazzali riassume così la vita nel Regno: «Questa è l’Arabia Saudita: l’unico membro dell’Onu a non aver firmato la Dichiarazione universale dei diritti umani, uno Stato con zero diritti per le minoranze, zero diritti per le donne, zero diritti umani, zero libertà e un sacco di oppressione e barbarica soppressione per chi dissente». Il Consiglio Onu per i diritti umani è nato nel 2006 e al Palazzo di vetro avevano giurato che «gli Stati membri avranno i più alti standard nella promozione e protezione dei diritti umani». Il Consiglio ha come scopo quello di «rafforzare, promuovere e proteggere i diritti umani nel mondo», oltre che «denunciarne le violazioni». Da oggi, ci penserà l’Arabia Saudita.

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Telefonata a “La Zanzara” tra il falso Renzi e il vero “Mons.” Vincenzo Paglia (detto Piglio) sul sindaco Marino

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vincenzo-paglia

 

Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

http://video.ilmessaggero.it/primopiano/monsignor_paglia_al_finto_renzi_de_la_zanzara_marino_si_imbucato_papa_furioso-69677.shtml

Secondo me la cosa era preparata: un uomo di Curia non si fa ingannare così facilmente e la voce di Renzi non era ben imitata; inoltre parlano subito di Marino, come se sapessero già di cosa debbono trattare; l’unica parte che sembra credibile è quando Paglia lo complimenta in quanto piddì, forse per le unioni omosex o per la buona scuola col gender, e quando gli preannunzia che vuol parlargli, di affari e raccomandazioni naturalmente, argomenti preferiti dai conciliari (e di che altro sennò?)

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Il Sindaco di Pieve di Cadore allerta i Sindaci sul prelievo a cuore fermo ma cervello vivo

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COMUNICATO STAMPA

ANNO XXXI n. 16

29 Settembre 2015

IL SINDACO DI PIEVE DI CADORE ALLERTA I SINDACI SUL PRELIEVO A CUORE FERMO MA CERVELLO VIVO

 

Il messaggio d’allerta inviato dal Sindaco di Pieve di Cadore Maria Antonia Ciotti a tutti i colleghi sindaci della provincia di Belluno (24.09.15) accompagnato dalla e-mail “donatore a cuore fermo ma cervello vivo” della Lega Antipredazione, dimostra un sentimento profondo e una responsabilità sociale del tutto eccezionali: una limpida determinazione in difesa dei diritti personalissimi e della vita dei cittadini che è anche difesa dell’estetica del vivere.

Fatto così raro tra le istituzioni, eppure così importante perché riallaccia un filo di speranza verso quei Sindaci che hanno un’autonomia di giudizio e il coraggio di esprimerlo proprio per difendere coloro che li hanno votati.

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Appuntamenti del Centro Studi Federici

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CENTRO STUDI FEDERICI

Segnalazione del Centro Studi Federici

Sabato 3/10/2015, pellegrinaggio al Sacro Monte di Orta e visita all’Isola di San Giulio (NO)

Programma:

– ore 11,00 Ritrovo a Orta (Davanti all’entrata del S. Monte sul parcheggio [Via Sacro Monte – 28016 Orta San Giulio (NO)].

– ore 11,15 Inizio del pellegrinaggio: recita del S. Rosario, con la visita delle cappelle del Sacro Monte che rappresentano la vita di S. Francesco.

– ore 13,00 Pranzo presso ristorante “Il Bocciolo” (Menù piemontese prezzo concordato, circa 22€). [via Domodossola 26, Orta].

– ore 15,30 Visita all’isola di S. Giulio (è necessario prendere il motoscafo – si prega di confermare la prenotazione anche per questo).

– ore 17,00 Fine del pellegrinaggio.

Per informazioni e iscrizioni: info@sodalitium.it

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Nasce il Comitato “Verona ai Veronesi”.

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Subito in piazza giovedi’ 8 ottobre davanti all’ex caserma Nato delle Torricelle.

 

verona ai veronesi

A cura del Comitato “Verona ai Veronesi”

Dal giornale “L’Arena” di qualche giorno fa apprendiamo che, dopo celeri lavori di ristrutturazione interna ed esterna, i locali dell’ex palazzina Nato di Via Caroto sulle Torricelle è pronta ora ad ospitare una ventina di persone richiedenti asilo.  Ad occuparsi amorevolmente di queste persone sarà la cooperativa sociale Milonga, che si assicurerà inoltre che esse vengano inserite in un progetto dall’alto valore formativo: quello di ripulire l’area verde delle mura; la notizia oltre allo sdegno e allo sconforto non può che suscitare in tutti noi parecchi interrogativi. Chi si è occupato del risanamento e della risistemazione dell’area dell’ex palazzina Nato abbandonata ormai da molto tempo? Il prefetto? E chi gliel’ha ordinato? E perché nessuno all’interno dell’amministrazione non ha preso una chiara posizione contro l’ormai conclamato “business dell’accoglienza”?‎ Con quali soldi sono stati effettuati i lavori? O meglio da dove arriva il denaro? O, meglio ancora, da dove arrivano queste persone? Da cosa scappano? Perché poi le cooperative sociali fanno a gara per ospitare i migranti? Questo spirito caritatevole e filantropico perché si indirizza sempre e solo verso gli immigrati? Non è forse vero che qualche furbone ci sta lucrando sopra? Queste sono le domande che, come semplici cittadini, ci stiamo facendo quando ognuno di noi, distogliendo orecchio e sguardo da televisori e giornali ed aprendo gli occhi alla realtà, scopre in cuor suo che quello che sta accadendo a Verona e in Italia è un attacco alle nostre città, al futuro dei nostri figli, un insulto alla nostra dignità di cittadini che pagano le tasse.  Pensiamo a tutti quei tributi che non verranno utilizzati per aiutare quelle famiglie italiane che ingrossano sempre più le fasce deboli della società, ma che sarà poi l’Europa a gettare nel vento contribuendo a riempire i nostri quartieri di migliaia di migranti economici, di nordafricani e mediorientali adulti che non fuggono da nessuna guerra, destinati a non trovare lavoro e, a breve, pronti a delinquere per sopravvivere o ad essere inseriti nei cicli produttivi industriali come manodopera a basso costo, partecipando attivamente così all’abbassamento ulteriore dei livelli salariali e delle tutele dei lavoratori. Non possiamo accettare che un clandestino appena arrivato in Italia abbia diritto a essere accolto e mantenuto ben prima di qualsiasi italiano in difficoltà, quando troppi nostri concittadini vivono in condizioni disperate, abbandonati dallo Stato e dalle istituzioni.  Questo insano meccanismo è reso ancora più malato da coloro che, dietro l’ipocrita maschera della solidarietà, attraggono con false promesse ed accolgono con finte braccia caritatevoli queste masse di individui senza identità a spese dei cittadini.  Fin dove vogliamo spingerci con questa sconsiderata politica dell’accoglienza indiscriminata? Fin quando non avremo più lavoro, diritti, stato sociale, sicurezza e identità? Possibile che prefetti, sindaci, partiti, Chiesa e associazioni di volontariato non si accorgano di essere complici della tragedia che stanno alimentando?   Il comitato apartitico “Verona ai Veronesi”, neonata realtà a difesa del Territorio, della Cultura e Tradizione della nostra città, vuole proprio partire dallo scandalo dell’accoglienza business, invitando da qui in avanti tutti i Veronesi “vivi” e di buona volontà a seguire e sostenere un cammino al di là di partiti e istituzioni; una strada che possa creare un vero e proprio fronte comune che si erga a difesa della nostra Verona ogni volta ne si senta il bisogno. Verona ai Veronesi, dopo poche parole, vuole partire subito con i fatti e lancia una prima mobilitazione di protesta davanti all’ex palazzina Nato delle Torricelle per giovedì 8 ottobre p.v. dalle ore 20:30. Noi come semplici cittadini Veronesi e Italiani siamo determinati a non lasciare morire la nostra città, a non lasciare sola la nostra gente. Comitato “Verona ai Veronesi” veronaaiveronesi@yahoo.com https://www.facebook.com/Verona-ai-Veronesi-753236424788179/timeline/

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Genova: danneggiata la targa ad Ugo Venturini, la protesta

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(Gp)Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 settembre ignoti hanno danneggiato la targa dedicata a Ugo Venturini, il missino ucciso il 18 aprile del 1970 durante un comizio di Giorgio Almirante ai giardini di piazza Verdi.
Il sito di informazione ligure Tele nord ci racconta la protesta di Fratelli d’Italia e di Forza Nuova contro l’incivile gesto perpetrato da ignoti chiedendo anche l’intervento del sindaco Marco Doria che dovrebbe, a detta di Forza Nuova, avere il coraggio di condannare pubblicamente il gesto.

Danneggiata Targa a Venturini, Fratelli d’Italia e Forza Nuova protestano

E’ stata danneggiata, molto probabilmente nella notte, la targa ai giardini di piazza Verdi dedicata a Ugo Venturini, il missino ucciso il 18 aprile del 1970 durante un comizio di Giorgio Almirante. Forte la condanna di Gianni Plinio, vice segretario regionale di Fratelli d’Italia-AN e Massimo Spinaci, coordinatore metropolitano genovese. “Solo dei vigliacchi – hanno sottolineato i due esponenti di
FdI – possono distruggere la targa di un militante missino assassinato da ultracomunisti 45 anni fa. E’ la terza volta che accade. Ci rivolgeremo, anche in questa occasione, al questore”. Forte la protesta anche da parte di esponenti di Forza nuova che hanno invocato l’intervento del sindaco Marco Doria. “Pretendiamo che dopo questo ennesimo sfregio alla città , il sindaco abbia almeno il coraggio di condannare questo gesto anche perché un suo ennesimo silenzio verrebbe da noi interpretato come una manifestazione di assenso per questa vile azione. Se non si fara’ nulla siamo pronti ad azioni eclatanti”.

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Radio Padania sta per chiudere e…curioso retroscena calabrese…

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SALVO SALVINI

Il popolo leghista rischia di perdere un altro pezzo di storia della Lega. Stando a quanto riportava Italia Oggi qualche giorno fa Radio Padania Libera, l’emittente radiofonica leghista, non avrebbe i soldi per andare avanti e la possibilità di spegnere i ripetitori si fa sempre più concreta. Non si tratta di una crisi di ascolti, è la mancanza di liquidità a mettere a rischio le trasmissioni della “voce della Padania”. Di proprietà della Lega dal 1990 e nata ufficialmente nel 1997 la storica radio che da sempre dà voce alle sfuriate del popolo leghista rischia ora la chiusura.

Aiuta anche tu Radio Padania!1

Buona Padania a tutti

Buona Padania, questo il saluto che conduttori e gli ascoltatori che intervengono in trasmissione si rivolgono costantemente, ma forse potremo non sentirlo più. Come riporta Andrea Secchi su Italia Oggi l’ufficializzazione della crisi di Radio Padania è stata fatta dal presidente Andrea Manzoni che durante l’assemblea soci di luglio ha parlato di un bilancio in profondo rosso. Altro che verde padano, nelle casse della radio mancherebbero almeno un milione di euro, da trovare entro fine anno altrimenti il rischio è la liquidazione e lo stop ai programmi. Della crisi della radio se n’era parlato anche durante il raduno leghista sul pratone di Pontida, dove il direttore (e capogruppo della Lega al Comune di Milano) Alessandro Morelli aveva lanciato un grido d’allarme: “servono almeno centomila euro entro settembre”. A mettere in crisi l’emittente leghista secondo Morelli sarebbe il taglio dei finanziamenti pubblici all’editoria (300.000 euro in meno). Ma forse c’è dell’altro, ad esempio i mancati introiti dalla vendita delle frequenze, una delle principali fonti di guadagno per l’emittente. Dal momento che Radio Padania non può, per legge, trasmettere più del 5% di pubblicità per ogni ora di trasmissione i leghisti negli anni si sono inventati una leggina apposta per garantirsi un flusso di denaro in cassa.

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Siria, ISIS, terrorismo, Islam e sanzioni: l’intervento di Putin all’ONU

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Putin all'ONU

La Russia ritiene un grave errore il rifiuto a collaborare con le forze siriane nella lotta contro il terrorismo; oltre a Damasco di fatto nessuno lotta contro il terrorismo, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin intervenendo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

“Riteniamo che sia un grande errore il rifiuto di cooperare con le autorità siriane e le forze governative. Con chi, con coraggio, combatte faccia a faccia contro il terrorismo. Dobbiamo finalmente riconoscere che in Siria, oltre alle forze del presidente Assad e alle milizie curde nessuno combatte sul serio contro lo “Stato Islamico” e le altre organizzazioni terroristiche,” — ha detto Putin.

“Si vorrebbe chiedere a coloro che hanno creato questa situazione se almeno ora si rendono conto di cosa hanno fatto”, — ha aggiunto Putin.

Il presidente russo ha esortato ad aiutare il governo legittimo di Bashar Assad in Siria, oltre che a sostenere il governo della Libia e dell’Iraq.

“Soprattutto penso che sia estremamente importante aiutare a ricostruire le istituzioni statali in Libia, sostenere il nuovo governo iracheno e fornire assistenza completa per il governo legittimo della Siria”, — ha detto Putin.

Putin ha esortato ancora una volta a formare una grande coalizione contro ISIS; secondo il capo di Stato russo, i protagonisti di questa coalizione devono essere i Paesi musulmani.

“Lo Stato Islamico non solo è una minaccia diretta contro di loro, ma anche per i suoi crimini sanguinosi rovina un’importante religione come l’Islam. Gli ideologi di ISIS si fanno beffe dell’Islam e distorcono i suoi veri valori umanistici,”- ha detto Putin, parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Putin ha commentato il ruolo delle sanzioni nella politica internazionale.

“Oggi sono quasi diventate una regola le sanzioni in elusione della Carta delle Nazioni Unite: non solo perseguono obiettivi politici, ma servono anche come mezzo per eliminare i concorrenti dal mercato”, — ha detto il presidente russo

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