Picconate contro la lapide per le vittime delle foibe

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 Nel giardino delle Vallette compreso tra corso Molise, corso Grosseto e strada delle Vallette: “Dopo un mese nessun intervento per cancellare l’offesa”

14/10/2015 – Paolo Coccorese – Torino

E’ stata distrutta la lapide in ricordo delle vittime delle foibe nel giardino delle Vallette compreso tra corso Molise, corso Grosseto e strada delle Vallette. E’ stata presa a picconate nelle settimane scorse, ma oggi è stata denunciato il danneggiamento da parte dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Maurizio Marrone e Fabrizio Leotta. «E’ il gesto vigliacco e vandalico di una minoranza sparuta di nostalgici del comunismo – dicono – . E un’infamia per tutta Torino: incredibile poi che, secondo quanto riferito dai cittadini della zona, la targa sia stata distrutta quasi un mese fa senza alcun intervento del Comune in tutti questi giorni. Per questa ragione l’Amministrazione deve rimediare attivando l’immediato ripristino».

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Austria, elezioni Vienna: la sinistra tiene ma ora Strache chiede politiche anticipate

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Alle urne per la città-regione è mancato il testa a testa pronosticato dai sondaggi, ma il leader populista vede il suo Fpoe accreditato di un balzo in avanti del 6% (al 32,3%), mentre i socialdemocratici perdono oltre 5 punti percentuali (al 39,4%), peggior risultato del dopoguerra

VIENNA – I socialdemocratici del Spoe prevalgono alle elezioni comunali di Vienna, ma le scene di esultanza dei loro sostenitori non nascondono quanto sia stata dura evitare lo sfondamento della destra populista del Fpoe. Che non ha fatto nulla per non strumentalizzare a proprio favore il clima di incertezza e paure diffusosi nell’opinione pubblica a seguito dell’emergenza migranti che negli ultimi mesi ha visto transitare nel Paese migliaia di rifugiati siriani, provenienti dall’Ungheria e per la maggior parte in transito verso la Germania. A oltre un terzo dello scrutinio per assegnare i seggi nel parlamento della città-Regione di Vienna, i socialdemocratici si confermano prima forza nella capitale con un 39,4%, ma arretrano di circa cinque punti percentuali, mentre il Fpoe compie un salto in avanti del 6%, attestandosi intorno al 32,3%. Il risultato dei socialdemocratici è il peggiore del dopoguerra a Vienna e suona come un campanello di allarme per la Grosse Koalition messa in piedi con i Popolari della Oevp dal dicembre 2008 sotto l’attuale cancelliere Werner Faymann dopo decenni di analoghe collaborazioni.

Risultato che ha fatto mancare il testa a testa previsto dai sondaggi, ma dà fiato alle ambizioni del leader populista Heinz-Christian Strache, che invoca un ritorno alle urne anticipato a livello federale. “Il nostro risultato non può essere sminuito”, avverte il capo del Partito della libertà austriaco e suo candidato di punta alle elezioni viennesi, perché, sottolinea Strache, il Fpoe ha ottenuto una minoranza di blocco nel parlamento regionale in grado di fermare modifiche allo Statuto della città. Inoltre, spetta al suo partito la nomina di un vice-borgomastro, carica peraltro solo onorifica. Mentre, a livello federale, il governo del cancelliere socialdemocratico Faymann, è “incapace di agire” e “dovrebbe dimettersi”, ma non lo farà perché Spoe e Popolari dell’Oevp continueranno a “rimanere appesi gli uni agli altri” evitando il ricorso alle urne. Secondo le proiezioni, il partito cristiano-conservatore Oevp, dato in calo del 4,5% al 9,5%, è scavalcato dai Verdi, che avrebbero ottenuto l’11,6% e possono contribuire a mantenere Vienna la Rossa”, roccaforte di sinistra che è stata fin dalla fine della Seconda Guerra mondiale e, con i suoi 1,3 milioni di elettori, centrale nel sistema-paese austriaco.

Nell’analisi dei media, è generalizzata la considerazione che sul balzo in avanti del Fpoe di Strache (leader della formazione che fino al 2005 fu di Joerg Haider, che ne uscì per formare la sua “‘Alleanza per il Futuro dell’Austria”, Bzoe, prima di morire in un incidente d’auto tre anni dopo), abbia influito la peggiore crisi migratoria del dopoguerra: soprattutto tra agosto e settembre, i flussi hanno avuto proprio in Vienna la meta intermedia sulla rotta balcanica che punta alla Germania e i nazional-populisti hanno avuto gioco facile a sottolineare i rischi e negatività della situazione. Già nei mesi passati la formazione di Strache ha ottenuto notevoli successi in consultazioni provinciali sempre a spese dei socialdemocratici e dei centristi.

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Governo manda l’Esercito per sfrattare due anziani

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Incredibile…Alcuni sostengono che solo da noi possano accadere certi fatti…

TRIESTE – Mentre i clandestini vengono piazzati in hotel, e quando occupano edifici abusivamente guai a chi li tocca, per due anziani italiani si sono mossi: quattordici uomini dell’Esercito, sette carabinieri, cinque mezzi in strada e il ministro della Difesa.

E’ accaduto ieri, al civico 23 di via Donadoni

Allucinante a Trieste!!! L’Esercito sta sfrattando una famiglia di nostri cittadini, senza preavviso!!! Queste persone non sanno dove andare!!! TUTTO CIÒ È INACCETTABILE!!!! Chiedo che i triestini vengano qui, in via Donadoni 23, per fare resistenza (con la sola presenza) per impedire questa vergogna!!!Diffondete!!! Sta accadendo ora!!

 

Posted by Paolo Polidori on Venerdì 9 ottobre 2015

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In prima serata Rai l’amore lesbo: la fiction che fa discutere

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Il gender sbarca sulla TV di Stato. Ricordiamo che è pagata anche col canone di chi è contrario…

In prima serata Rai l'amore lesbo: la fiction che fa discutere

Ha debuttato giovedì con buoni ascolti su Raiuno la fiction E’ arrivata la felicità, storia corale con amori, divorzi, adolescenti, dolori, gioie, emozioni. Il cast è notevole: da Claudio Santamaria a Edwige Fenech, da Claudia Pandolfi a Lunetta Savino. La fiction, nonostante vada in onda in prima serata sulla rete delle famiglie, l’ammiraglia Rai, affronta temi forti come l’omosessualità (non è la prima volta che accade, va detto).

L’attrice Giulia Bevilacqua interpreta una ragazza lesbica che sta con una donna ed è incinta. E si lamenta che sua madre, interpretata dall’attrice Lunetta Savino, sia l’unica ancora contraria al suo stile di vita, quando per tutto il mondo – dice lei – è una cosa normalissima. In effetti la madre non dice agli amici che la figlia è lesbica e le due donne hanno quasi completamente tagliato i rapporti. Anche il personaggio di Claudia Pandolfi, sorella della ragazza gay, si scontra con la madre “conservatrice” e la incolpa di non accettare un fatto che “la maggioranza del Paese reputa normale”:

Arriveranno le polemiche per questa “normalizzazione” dell’amore gay? Staremo a vedere.

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Se sono stati bombardati, sono dell’Isis…

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Risultati immagini per Bombardamenti ISISSegnalazione di Federico Prati

Di ISRAEL SHAMIR
The Unz Review

Il presidente Putin è un pirata, nient’altro. Nella sua dichiarazione all’ONU ha letteralmente rubato le parole della chiamata alle armi contro il terrorismo del 2001, con sopra il copyright del presidente Bush Jr. È per questo che gli americani sono stati presi in contropiede: il presidente russo ha usato contro di loro le migliori figure retoriche dei loro stessi presidenti. Si tratta chiaramente di un trabocchetto: invece di evidenziare i punti di rottura fra Russia e Stati Uniti, Putin si è preso l’intera discorso americano e se n’è appropriato. La gente suggestionata da questa retorica se l’è bevuta completamente, e gli è pure piaciuto: i lettori del popolare NY Daily News hanno preferito il discorso di Putin per il 95% a quello del loro presidente. E fra questi c’è anche Donald Trump. Putin probabilmente conquisterebbe la guida dei Repubblicani se potesse candidarsi, così Trump vuole prendersi i voti che spetterebbero a Putin.

E adesso, i russi cominciano la loro guerra al Terrore. La guerra al Terrore di George W Bush è stata una farsa: quella dei russi sarà migliore? Lo stato islamico (IS, ISIS, ISIL o Daesh con l’acronimo arabo), l’obiettivo dichiarato dell’operazione, è un’entità elusiva, come al Qaeda o come lo Snark del poema di Lewis Carroll. È un franchise, un network, piuttosto che uno stato. Non può essere fermato dai raid aerei tanto quanto non poteva esserlo al Qaeda. Continua a leggere

Strage di Mina: Mossad e Arabia Saudita dietro i rapimenti di personalità iraniane

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

Teheran - Il rientro delle bare dei martiri della strage di Mina

di Giovanni Sorbello

L’agenzia al-Nahrain ha pubblicato giorni fa un rapporto in cui afferma che il Mossad, l’agenzia di intelligence degli Esteri di Israele, ha rapito un certo numero di funzionari, diplomatici e membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Irgc), durante la calca scatenata a Mina, nei pressi della città santa della Mecca, in cui morirono 4.700 persone.

Nella strage sono rimasti uccisi circa 470 iraniani, ma diverse decine risultano ancora dispersi. Sulle cause della ressa sono stati già pubblicati diversi report in cui si conferma che a scatenare la calca sono state appositamente le autorità saudite.

Al-Nahrain ha ottenuto informazioni anche da fonti diplomatiche europee a Bruxelles, che confermano che in realtà la strage avvenuta alla Mecca è stato un sabotaggio pre-pianificato al fine di rapire un certo numero di militari e diplomatici iraniani.

Secondo il rapporto di Al-Nahrain, tra le autorità rapite durante la ressa al pellegrinaggio del Hajj ci sarebbe l’ex ambasciatore iraniano in Libano, Ghazanfar Roknabadi. Roknabadi è considerato un importante membro dell’ufficio del leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, oltre che una persona ben informata sui segreti dell’arsenale missilistico iraniano fornito ad Hezbollah.

Anche Ali Asghar Fouladgar, il capo dell’istituto per gli studi strategici dell’Irgc risulta attualmente disperso, così come Hussein Danesh, Fo’ad Mashghali, Ammar Miransari e Seyyed Hasan Hasani tutti membri dell’ufficio della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei.  Continua a leggere

Siria, l’intervento russo segna una svolta epocale in Medio Oriente

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

di Giovanni Sorbello

Mentre l’azione militare russa in Siria diventa sempre più efficace e determinante, i vari gruppi terroristici che da quasi cinque anni stanno insanguinando il Paese, stanno pensando bene di trovare una rapida via di fuga dalla Siria.

Lo Stato Maggiore della Difesa russo ha annunciato che i jet da combattimento della Russia hanno effettuato nelle ultime 72 ore più di 60 raid in Siria, distruggendo almeno 50 postazioni dei vari gruppi terroristici.

I raid hanno colpito obiettivi sensibili dei gruppi terroristici dell’Isis, di Al-Nusra e di Ahrar Sham, tra cui postazioni di comando, fabbriche di esplosivi, impianti di comunicazione, depositi di carburanti e munizioni, campi di addestramento.

Lo Stato Maggiore russo ha riferito che al momento sono stati uccisi almeno 1,700 terroristi e decine di mezzi a loro disposizione sono stati distrutti. Gli attacchi condotti dalle forze militari russe vengono coordinati con le forze armate siriane.

Secondo le ultime informazioni, sarebbero almeno 600 i mercenari in fuga dalle loro postazioni in Siria che hanno attraversato la frontiera turca cercando di raggiungere l’Europa. Altri 700 terroristi si sono consegnati al governo siriano nella provincia di Daraa, consegnando anche tutte le armi a loro disposizione. Continua a leggere

Usa-Isis: quel bombardamento non s’ha da fare

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usa_isisSegnalazione del Centro Studi Federici

Ecco la prova che l’America NON sta distruggendo l’Isis
 
Navigando su internet ho trovato un documento molto interessante, anche perché la fonte è insospettabile: il Council on Foreign Relations, ovvero il think tank di altissimo livello che forma le élites sia del partito democratico che di quello repubblicano destinate a governare il Paese. Molti lo considerano, non a torto, il vero pensatoio della politica estera statunitense.
Uno dei suoi ricercatori Mikah Zenko ha paragonato i bombardamenti degli americani nelle grandi missioni militari degli ultimi vent’anni con quelli in Siria. Vediamoli. Da quando un anno fa è stata lanciata la campagna militare contro l’Isis il Pentagono ha sganciato 43 bombe al giorno, mentre in Irak nel 2003 ne lanciò 1039, in Afghanistan 230, in Kosovo 364 e nel 1991 nella prima guerra addirittura 6123.

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California, ‘suicidio assistito’ è legge

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PUNTURA

Governatore cattolico firma testo dopo acceso dibattito.

(ANSA) – WASHINGTON, 5 OTT – Diventa legale in California la possibilità per malati terminali di optare per il “suicidio assistito” dopo la firma, particolarmente sofferta, del governatore Jerry Brown, cattolico ed ex seminarista. Salgono così a 5 gli Stati americani – dopo Oregon, Vermont, Washington e Montana – dove la pratica è consentita. Brown ha detto di aver sottoscritto il provvedimento dopo profonda riflessione e dopo aver ascoltato diversi pareri tra cui quello di un vescovo cattolico e di medici.

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Il verbo dei nuovi usurpatori: Lepanto no, Napoleone sì

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LEPANTO VS NAPOLEONE

 

Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

Lo scandalo è ancora più grande, se si guarda al patrocinio comunale pro Napoleone. Per Lepanto a Venezia nessun sostegno pratico, credo. E dire che vi sarebbe adesso la nuova Giunta. Mai sparare, poi. Immaginiamo se si dovesse ricostruire un giorno la battaglia di Rialto senza spari. Invece, per i bonapartisti e per i risorgimentalisti, gli odierni usurpatori fanno questo e altro.

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