Sabato 14/11/15: “Calvario rosso” con Elena Bianchini Braglia
Sabato 14 novembre alle ore 16 presso i locali di “Traditio” in Via Galvani 31 a Verona, Elena Bianchini Braglia presenterà il suo ultimo libro sulle stragi partigiane verso le donne:
La Slovenia costruisce il muro anti-migranti
Stamattina l’esercito di Lubiana ha dato il via alla costruzione del muro di filo spinato al confine con la Croazia: servirà a regolare il flusso dei profughi. Per ora il confine resta aperto ma gli arrivi non cessano

L’avevano detto, l’hanno fatto. Anche la Slovenia ha avviato la costruzione di una barriera confinaria per regolare e ridurre il flusso incontrollato di migranti che da mesi ormai ne interessa il territorio. Dalla metà di ottobre infatti la chiusura delle frontiere ungheresi, anche in questo caso grazie a un muro di filo spinato, ha dirottato gran parte dei profughi sulla rotta che passa per il piccolo Stato alpino e di lì in Austria e in Germania.
Nel mezzo dell’emergenza in Slovenia si sono registrati picchi anche di 6.500 arrivi al giorno. Per ovviare a questo stato di cose il governo di Lubiana aveva annunciato già qualche giorno fa la costruzione di un muro lungo li confine con la Croazia.
Questa mattina l’esercito sloveno ha dato il via alle operazioni di costruzione intorno al villaggio di Veliki Obrez, oltre che al vicino valico di Rigonce: si tratta del varco confinario più vicino per chi proviene dalla capitale croata, Zagabria. Inoltre le operazioni di fortificazione interessano anche il valico di Gibina, molti chilometri più a nord.
Il premier sloveno Miro Cerar ha spiegato che il muro non servirà a bloccare i profughi ma solo a regolarne l’afflusso: il confine dunque rimarrà aperto. Le misure decise da Lubiana, però, non sembrano scoraggiare i migranti: durante la notte e in mattinata sono arrivati in Slovenia almeno duemila persone, che sono poi state raccolte nei centri d’accoglienza – che pure sono gravemente sovraffollati – o fatti proseguire verso l’Austria.
Mappa
Francia: i contadini scaricano letame davanti all’agenzia delle entrate – Video –

Gli agricoltori contestano il piano del governo teso a sminuire la produzione e la distribuzione locale.
Francia, gli allevatori ‘minacciano’ Hollande con il letame
L’occasione è stata quella della visita del presidente della Repubblica francese, François Hollande, in Moselle, dipartimento francese della regione della Lorraine.
La FDSEA, Federazione dipartimentale di agricoltori dell’Ile-de-France ha organizzato varie manifestazioni in tutto il territorio per promuovere il cibo prodotto in Francia.
La Catalogna vota sì, parte il processo d’indipendenza. Rajoy: “Resterà Spagna”
Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero
Ok alla mozione che dà l’avvio alla formazione della repubblica catalana. Proteste di tutti i partiti. Il premier: «Impediremo che questa sfida alla democrazia si compia»

I rappresentanti popolari mostrano le bandiere spagnole durante il voto al Parlamento di Barcellona
Uno strappo storico. Il Parlamento di Barcellona ha votato la mozione che dà l’avvio alla formazione della repubblica catalana, 72 deputati a favore, 63 contrari. I parlamentari popolari hanno mostrato bandiere spagnole per protesta.
Quella di oggi è una decisione che fa seguito alla vittoria delle forze indipendentiste alle elezioni del 27 settembre. Il governo Rajoy è pronto a reagire: «Utilizzeremo lo stato di diritto per impedire che questa sfida alla democrazia si compia – dice il premier in una dichiarazione ufficiale da Salamanca -, metteremo in marcia tutti i meccanismi che la legge ci concede. E’ un tentativo che disprezza la pluralità spagnola. Ma i cittadini stiano tranquilli: la Catalogna resterà in Spagna e in Europa. Siamo una democrazia avanzata».
La mozione, composta da nove punti, dichiara esplicitamente che non verranno più rispettate le sentenze delle istituzioni spagnole in particolar modo quelle del tribunale costituzionale. Ed è proprio all’alta corte che il governo di Madrid si rivolgerà come prima reazione ufficiale. Tutti i partiti spagnoli, seppur con diversi accenti, criticano duramente il voto del parlamento catalano: «E’ un attentato alla democrazia», dice Susana Diaz la presidente dell’Andalusia e potente dirigente socialista. Rajoy incontrerà domani il leader del Psoe Pedro Sánchez alla Moncloa per cercare un fronte comune davanti alla sfida indipendentista. In prima linea contro la secessione anche Ciudadanos, il nuovo partito guidato dal catalano Albert Rivera molto quotato dai sondaggi. Podemos mantiene una posizione diversa, no all’indipendenza, ma sì a un referendum.
All’esterno del parlamento della ciutadela di Barcellona manifestanti indipendentisti che hanno festeggiato all’annunicio dei risultati del voto e bandiere spagnole che hanno fischiato, nessun incidente, come sempre da queste parti, ma certo tanta tensione.
Nasce la “Cosa Rossa”: centri sociali, gay, clandestini e islamici saranno ben rappresentati
L’altra faccia della medaglia, la Cosa verde-azzurra col trio Berlusconi, Salvini, Meloni si ricompatta a Bologna in nome dei consueti slogan
Un logo in rosso su fondo giallo che farebbe la felicità dei tifosi romanisti. È il simbolo della nuova “Cosa Rossa” – Sinistra Italiana – neonato gruppo parlamentare sorto dalle ceneri di Sel e con l’apporto di fuoriusciti del Pd come Fassina, D’Attorre e altri irriducibili oppositori della leadership di Matteo Renzi e che si è ritrovato in queste ore al teatro “Quirino” di Roma. Il nuovo gruppo è composto da 31 deputati (25 provengono da Sel e 6 dal Pd). Al Senato nascerà solo in un secondo momento e includerà i 7 di Sel,Corradino Mineo e due ex M5s. Il gruppo della Camera, ha annunciato Monica Gregori, avrà come consulente economico l’economista statunitense premio Nobel Joseph Stiglitz.
Profanazione di Notre-Dame, le Femen vengono di nuovo assolte…e saranno pure risarcite!
Segnalazione di Redazione BastaBugie

Le Femen che nel 2013 hanno profanato la cattedrale parigina di Notre-Dame, danneggiando una famosa campana ricoperta d’oro, non solo sono state assolte ma verranno pure risarcite. La Corte d’appello di Parigi conferma così la somma ingiustizia già sancita in primo grado a settembre dell’anno scorso.
Ricordiamo i fatti: per festeggiare la rinuncia di Benedetto XVI al soglio papale, otto Femen il 12 febbraio 2013 hanno fatto irruzione nella cattedrale, si sono spogliate a seno nudo, hanno urlato slogan come «Non vogliamo più il Papa!» e hanno rovinato la preziosa campana “Marcel” esposta in occasione degli 850 anni di Notre-Dame colpendola ripetutamente con dei bastoni. La polizia ha trovato poi scalfitture di oltre un centimetro sulla campana che, ricordiamolo, è ricoperta d’oro. Continua a leggere
Sei antifascista? Rinuncia alla pensione!
Il Presidente Anpi di Soave aveva duramente attaccato il Fascismo dicendo che non fece riforme ma fu solo violenza e dittatura….Da L’Arena di Verona di oggi gli replica il nostro Responsabile Matteo Castagna
“Dago-chiesa” – ”se davvero balda avesse passato informazioni, andrebbe immediatamente santificato”
Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero
La festa mondana parallela sulla terrazza della Prefettura vaticana per festeggiare i due pseudosanti Roncalli e Wojtyla, con Vespa, Chaoqui, vip vari, fra antipasti, aperitivi e comunioni dentro bicchieri di plastica … Tutta la lordura vaticanosecondista al meglio.
Paglia, il “vescovo” che predica la povertà, ma fa i milioni usando i soldi dei suoi fede
Tra gli indagati spicca anche il nome di monsignor Vincenzo Paglia, attuale presidente del Pontificio consiglio per la famiglia. Insieme a lui ci sono, tra gli altri, il vicario episcopale della diocesi Francesco De Santis, e il presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, Giampaolo Cianchetta.
Tra i traffici illeciti di monsignor Paglia spicca la compravendita, avvenuta circa quattro anni fa, del castello di san Girolamo a Narni. Come riporta il Corriere della Sera, questa operazione è “avvenuta formalmente da parte della IMI immobiliare Srl ma in realtà realizzata utilizzando indebitamente denaro della diocesi di Terni Narni Amelia“.
È davvero singolare che in questa inchiesta sia finito proprio monsignor Paglia, autore del libro Storia della povertà. La rivoluzione della carità dalle radici del cristianesimo alla Chiesa di Papa Francesco. Insomma, monsignor Paglia predica bene, ma razzola male.




















