Segnalazione Quelsi
by Stefania Elena Carnemolla

Sulla scrivania di Ignazio Marino, sindaco di Roma, c’è una bilancia. Su un piatto ci sono le colpe degli avversari, sull’altro le sue, travestite da atti morali, tipo intascare 30.000 euro sull’unghia dal sottobosco criminale delle cooperative rosse. Non fosse scoppiato lo scandalo romano, di queste cifre nessuno avrebbe mai parlato, benché meno Marino, sulla cui campagna elettorale per la conquista del Campidoglio c’è una macchia, quella del finanziamento mafioso. Ciò che lo accomuna a Luigi Nieri di Sel, vicesindaco di Roma, e Daniele Ozzimo, l’ex assessore Pd della giunta Marino, entrambi in stretti rapporti con Buzzi.
Luigi Nieri, il cui nome compare nell’ordinanza del gip Flavia Costantini su Mondo di Mezzo a proposito delle intercettazioni a testimonianza del suo rapporto confidenziale con Buzzi, fu colui che il 29 aprile 2013 si recò con Marino in visita alla Cooperativa 29 giugno: “Stamattina con Ignazio Marino abbiamo fatto visita alla 29 Giugno” annuncerà via social network “una sorta di istituzione a Roma. Una cooperativa che è nata con l’obiettivo dell’inserimento lavorativo di detenuti, ex detenuti, disabili fisici e psichici, tossicodipendenti ed ex, senza fissa dimora, vittime della tratta, immigrati. Una bellissima realtà che ha permesso a tantissime persone che non ce l’avrebbero mai fatta da sole, di riscattarsi”.

Il bonifico di cinquemila euro per Nieri sarebbe partito il 20 maggio 2013.
Ozzimo fu invece onorato con ventimila euro. Quando fu eletto, la Cooperativa 29 Giugno, orgogliosa, annunciò: “Il consigliere Daniele Ozzimo ha ottenuto un ottimo risultato nelle ultime elezioni amministrative di Roma confermando la sua presenza nel Consiglio Comunale con 5200 preferenze. La cooperazione sociale di integrazione lavorativa di Roma ha sostenuto con forza la sua candidatura, certa che il suo impegno e la sua dedizione nelle dinamiche sociali sarà mantenuta”. Non ci sono pertanto dubbi su chi abbia votato il candidato Pd.
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