Padova, l’impero finanziario della Contro-Chiesa conciliare

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L’INCHIESTA

Investimenti, immobili e gravi perdite di una delle più grandi Diocesi d’ Italia

 PADOVA Una “Chiesa” «povera per i poveri», che «sia madre e non imprenditrice», perché «quando crede di poter andare sulla strada dei farisei è sterile». Così dice Bergoglione. A Padova, tuttavia, Diocesi tra le più grandi d’Italia (459 parrocchie su un territorio che copre anche parte delle province di Belluno, Treviso, Vicenza e Venezia, il cuore del Veneto «bianco»), da tempo si susseguono inquietudini su come, negli ultimi anni, siano state gestite le finanze. Questa inchiesta, alla vigilia della fine del mandato di “monsignor” Antonio Mattiazzo, in carica dal 1989, pronto a lasciare il prossimo aprile al compimento del 75esimo anno di età, vuole raccontare cosa sia successo e cosa stia accadendo.

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Convegno su gender contro gerarchie vaticane e tradizionalisti

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Segnalato alla Redazione

 

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A Ghost is Haunting Europe: On the Uses and Abuses of the Concept of Gender

In its most common understanding, the term “gender” primarily refers today to the complementarity of femininity and masculinity, understood in turn as psychosocial identities; and so it has been used also by large sectors of feminism. The seminar aims to provide a synthetic overview of the effects produced by its diffusion in medicine, psychiatry, academic knowledge production, the public sphere and social movements. The point of departure will be the ongoing debate in Europe and Italy, where the category of gender coagulates the hostility of Vatican elites and catholic integralist movements toward the achievements of civil rights for lesbian, gay, bisexual, transsexual/transgender, queer and intersex people. This contrast is a clear example of the semantic complexity of gender, a concept or better a conceptual device, which has in short time produced numerous political cultures, often in conflict with each others.

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Record di chiese dismesse in Olanda, al loro posto supermercati e piste di skate

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Sono sempre più le chiese che chiudono nel Nord Europa, trasformandosi in palestre, supermercati, o addirittura scuole di circo e sale attrezzate per lo skateboard. L’Olanda è il paese dove il fenomeno è più diffuso: la gerarchia cattolica stima di dover dismettere due terzi delle proprie 1600 chiese nel prossimo decennio, mentre 700 chiese protestanti che dovranno essere chiuse nei prossimi quattro anni.

In Danimarca sono 200 le chiese che non servono più, mentre in Germania ne sono state chiuse 515 negli ultimi dieci anni. In Inghilterra se ne chiudono 20 l’annno, tanto che la Chiesa d’Inghilterra, così come quella di Scozia hanno sul proprio sito una sezione per la vendita delle chiese sconsacrate. http://www.churchofscotland.org.uk/about_us/property_and_church_buildings/properties_for_sale

https://www.churchofengland.org/clergy-office-holders/pastoralandclosedchurches/closedchurches/closed-churches-available.aspx

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Firma anche tu la petizione per fermare l’ideologia gender nelle scuole!

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PROVITA

Gentile lettore,

mi permetto di inoltrarti la precedente comunicazione per informarti che anche il Movimento per la Vita si è unito ai promotori della petizione per contrastare l’ideologia gender nelle scuole!

Inoltre è ora possibile, per più persone, sottoscrivere la petizione con il medesimo indirizzo mail

cliccando qui

E’ importante diffondere al massimo questa petizione mediante email, Facebook e Twitter per indurre il Governo ad ascoltare le famiglie: è infatti ufficiale la notizia del decreto Fedeli che vuole erogare 200 milioni di euro per l’introduzione della ideologia gender nelle scuole e nelle università.

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I debiti della famiglia Renzi pagati dal Governo Renzi. Leggi i documenti

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

DEBITI RENZIL’azienda di famiglia di Matteo Renzi, quella in cui lui stesso è stato socio e per lungo periodo unico dirigente, ha avuto un percorso travagliato, ad un certo punto ha fatto richiesta di un finanziamento. Finanziamento che alla fine è stato pagato dal Governo Renzi e dalla finanziaria della Regione Toscana. Soldi pubblici. Alle spalle degli imprenditori in crisi che si suicidano.

Ecco qui uno schema riassuntivo e l’interrogazione che presentiamo in Regione. Ecco i documenti e le cifre corrette.

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Charlie Hebdo, i poliziotti morti nella strage

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by Redazione Quelsi

LA POLICEFra le persone uccise ci sono un addetto alla portineria, otto giornalisti, uno dei poliziotti assegnati alla protezione del direttore Charb e un invitato alla riunione di redazione, che si trovavano all’interno, più un secondo poliziotto accorso appena dopo la sparatoria e colpito sul marciapiede di fronte all’edificio. Lo ha precisato il procuratore di Parigi in una conferenza stampa, aggiungendo che le autopsie saranno effettuate domani.

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Musulmani d’Italia: “Preghiamo Allah che francesi smettano di ammazzare musulmani”

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Chi se non la solita Al Queda ha interesse ad una destabilizzazione in Europa da attribuire ai mussulmani per creare un’opinione pubblica occidentale favorevole ad altre guerre ed altri interessi in Medio Oriente? Il lettore si dia una risposta…

Segnalazione Quelsi

by Redazione

MUSULMANI ITALIANI

Oggi pomeriggio sulla pagina Facebook “Musulmani d’Italia” è apparso il seguente post:

Attentato alla redazione del giornale “satirico” francese Charlie Hebdo. Dalle prime ricostruzioni (secondo la CNN) sembra che il giornale era nella lista nera di Al-Qaida a seguito di queste (e altre) vignette blasfeme contro il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui). Almeno 12 persone, tra redazione e poliziotti sono morti.
Forse l’attacco può essere anche correlato ai bombardamenti francesi contro lo Stato Islamico tra Iraq e Siria. La situazione é molto grave in Francia. Preghiamo Allah che i francesi smettano di ammazzare i musulmani in Medio Oriente e insultare il Profeta e che alcuni musulmani smettano di fare rappresaglie, rischiando di uccidere innocenti.
P.S. Verità e falsi miti sul Califfato:https://www.facebook.com/114099168608363/photos/pb.114099168608363.-2207520000.1420665507./843283755689897/?type=3&theater

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Charlie Hebdo: Allerta massima in Italia. Alfano, noi bersagli

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

ALFO ALFANONessun segnale specifico di attentati imminenti nel nostro Paese, ma vigilanza massima su tutti gli obiettivi sensibili e monitoraggio costante degli ambienti più radicali legati all’estremismo islamico:dopo l’attentato a Charlie Hebdo anche l’Italia innalza le misure di sicurezza.

“Non siamo la Francia, la situazione nel nostro Paese è più tranquilla, ma è evidente che non possiamo sentirci fuori pericolo”, sottolineano gli esperti di intelligence e antiterrorismo che per tutto il giorno hanno seguito le notizie provenienti da Parigi, rimanendo in contatto con i servizi dei paesi alleati con cui c’è un continuo scambio informativo.

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