Padova, l’impero finanziario della Contro-Chiesa conciliare
L’INCHIESTA
Investimenti, immobili e gravi perdite di una delle più grandi Diocesi d’ Italia
PADOVA Una “Chiesa” «povera per i poveri», che «sia madre e non imprenditrice», perché «quando crede di poter andare sulla strada dei farisei è sterile». Così dice Bergoglione. A Padova, tuttavia, Diocesi tra le più grandi d’Italia (459 parrocchie su un territorio che copre anche parte delle province di Belluno, Treviso, Vicenza e Venezia, il cuore del Veneto «bianco»), da tempo si susseguono inquietudini su come, negli ultimi anni, siano state gestite le finanze. Questa inchiesta, alla vigilia della fine del mandato di “monsignor” Antonio Mattiazzo, in carica dal 1989, pronto a lasciare il prossimo aprile al compimento del 75esimo anno di età, vuole raccontare cosa sia successo e cosa stia accadendo.











