Ma perché l’America NON vuole distruggere l¹Isis?

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Chi osserva con disincanto le vicende in Medio Oriente lo ha capito da tempo: l’America che negli anni Duemila ha lanciato una guerra feroce – e decisamente sproporzionata – ad Al Qaida, ora appare molto svogliata contro una minaccia ben più concreta: quella dell’Isis.

Come ho documentato da tempo, l’Isis un paio di anni fa è stato usato, armato e finanziato da Arabia Saudita, Emirati Arabi e dagli stessi Stati Uniti nel tentativo di abbattere il regime di Assad. Grazie anche a quei finanziamenti l’Isis si è ampliato, si è rafforzato ed è partito alla conquista di larghe parti dell’Iraq e ha infiltrato i suoi jihadisti in altri Paesi, fino alla Libia.

L’Isis, come purtroppo ben sappiamo, sta destabilizzando tutta la regione.

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Dopo unioni civili ci saranno adozioni gay

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Chi non vuole le adozioni gay deve opporsi alle unioni civili

giugno 2, 2015Luigi Amicone

Un’iniziativa parlamentare per fermare l’approvazione del simil-matrimonio e una manifestazione per sostenere e difendere il diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà.

 

 

Sull’onda emotiva del referendum irlandese che ha elevato a diritto costituzionale il “matrimonio” tra persone delle stesso sesso, il ministro Boschi aveva promesso che subito dopo le elezioni regionali il governo avrebbe varato il decreto Cirinnà. Oggi, dopo la tempesta imperfetta delle regionali vinte dal centro-sinistra 5 a 2, ma che Renzi ha perduto nell’altamente simbolica Liguria, dove il suo “personale” candidato ha subito la batosta di Lega, Forza Italia e Movimento Cinque Stelle, non è escluso che a Palazzo Chigi vi siano dei ripensamenti.

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I “nuovi diritti” e l’aborto fanno rima con profitti

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MARIE STOPES

 

 

Segnalazione di Matteo Castagna

 

Abbiamo scritto numerose volte come, dietro ai “nuovi diritti umani” si celano miliardi di profitti per le multinazionali e le industrie della morte (aborto, eutanasia, mercato degli uteri, semi ed ovociti, la fecondazione in vitro, il cambio di sesso, ecc.).

Conosciamo tutti la Marie Stopes International (MSI), una delle multinazionali dell’aborto.

Un ex impiegato della MSI ha dichiarato: “La MSI è largamente finanziata dalle sue attività commerciali, ma per lo più da grandi donatori anonimi. Le voci di entrata e di spesa non sono molto trasparenti e non sembrano essere controllate.

I direttori e funzionari hanno degli stipendi enormi: alcuni ricevono salari annuali tra 150.000 e 200.000 dollari all’anno. Dopo aver visto tutto questo spreco di denaro ho perso la mia fiducia in MSI e nelle charities in generale”

Numerosi parlamentari inglesi hanno denunciato gli alti stipendi della MSI, il cui dipendente più pagato guadagna più di 290.000 sterline all’anno. Il secondo supera le 200.000 sterline ed oltre 11 persone hanno un’entrata annuale a sei cifre. Questi salari non sono mai stati dichiarati dalla multinazionale dell’aborto.

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Il 20 giugno tutti in piazza a Roma per i bambini e per la famiglia!

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PROVITA

Segnalazione ed invito di Antonio Brandi

Ciao Matteo Castagna,

ti invitiamo a partecipare a un evento di importanza capitale …

Siamo tutti chiamati a scendere in piazza per i nostri bambini, per il loro diritto a una famiglia, per il loro diritto ad avere una mamma e un papà.

Sabato 20 Giugno è stata indetta una Manifestazione a Roma che partirà da Piazza della Repubblica per arrivare a Piazza San Giovanni.

E’ un’iniziativa che parte dal basso, dalla società civile, dai genitori, che si sono resi conto quanto la famiglia ed i bambini, i più deboli ed indifesi, siano in grave pericolo.

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Sabato 6 Giugno: Verona Familiy Pride

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Dai Cattolici tradizionalisti al centro-destra, passando per la destra radicale, Verona si conferma laboratorio plitico, almeno tematico, in cui si può trovare unità, almeno su argomenti di fondamentale importanza, come l’unicità della Famiglia naturale, formata da uomo e donna e finalizzata alla procreazione. Associazioni, movimenti e partiti sono gli organizzatori del “Verona Family Pride”. Tutti sono invitati a partecipare.

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Fallisce il gay pride a Mosca: scontri e arresti

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La dimostrazione per diritti omosessuali non era stata autorizzata. In Russia è vietato “fare propaganda” dell’omosessualità.

MOSCA – Mosca nemmeno quest’anno ha avuto il suo gay pride: niente da fare per gli omosessuali russi che hanno tentato una manifestazione a sostegno dei diritti dei gay, ma il loro coraggioso tentativo si è concluso con scontri e una quindicina di arresti.

Una settimana fa il sindaco della capitale aveva negato agli attivisti il permesso di manifestare e il suo portavoce aveva avvertito che chi avesse ignorato il divieto avrebbe corso dei rischi. La magistratura aveva successivamente confermato il drastico ‘niet’.

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Gender in atto in un asilo a Treviso

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LE TESTIMONIANZE

Le mamme: «I bambini stanno male sono stati spogliati in bagno e toccati»

Voci di abusi, maestra picchiata in una scuola materna a Treviso. Denunce dei carabinieri, ma una parte delle famiglie difende gli insegnanti

 

TREVISO Seduta una accanto all’altro tre mamme, vicine di casa, raccontano quanto appreso dai figli. Presunte violenze subite in bagno, in particolare da due maestre, durante le ore di lezione, che alle materne dovrebbero essere di semplice gioco. Possibile che i bambini abbiano inventato tutto? Che si siano influenzati l’un l’altro? «Anch’io non ci credevo — dice una delle mamme — perché mio figlio, che ha 3 anni, non mi aveva raccontato nulla. Da alcune settimane però ha cominciato a farsi la pipì addosso e due giorni fa un’amichetta ha detto tutto alla sua mamma. Lui si vergognava, ma poi mi ha confermato che veniva messo in fila con gli altri, nudo, e costretto a tirarsi giù gli slip, sennò prendeva pugni. Anche le maestre si spogliavano e toccavano dove non dovrebbero. Nel dirmelo non mi guardava in faccia, come fosse colpa sua». «Mia figlia non voleva più andare a scuola — racconta un’altra madre —. Credevo fossero capricci, ma poi mi ha detto che le facevano male le parti intime, che veniva toccata a scuola. Lo chiamavano il “gioco del pisellino”. Ha cominciato addirittura a balbettare». Le accuse più gravi, da verificare, arrivano da un papà di origini rom: «Da due mesi mia figlia ha continui mal di pancia e perdite. Ci ha raccontato scene raccapriccianti. Martedì sera è stata male e l’abbiamo dovuta portare in ospedale».

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Sul Referendum in Irlanda

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BANDIERA IRLANDESE

Patrick Da Larin

Curtatone Mantova

S.S. Papa Francesco

Vescovi delle Diocesi d’Italia

Curtatone 30-05-2015

Riporto la frase di: Jean-Baptiste Chautard (1858-1935), abate trappista di Sept-Fons, enuncia questa massima: «A sacerdote santo corrisponde un popolo fervente; a sacerdote fervente un popolo pio; a sacerdote pio un popolo onesto; a sacerdote onesto un popolo empio»

Dopo il Referendum che si è svolto in Irlanda il 22 maggio, è il primo Paese in cui è riconosciuta legalmente unione omosessuale.

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Due delle più grandi potenze economiche del mondo sono sull’orlo di un conflitto militare

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BANDIERA CINESE

Segnalazione di Federico Prati

Washington pretende da Pechino lo stop alla costruzione di isole artificiali e sta inviando aerei spia nel Mar Cinese Meridionale. La Cina non vuole cedere alle pressioni e deve prepararsi ad un confronto, riporta il giornale “Global Times”, pubblicato dall’organo principale del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), il “Quotidiano del Popolo”.

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Migranti, l’Ue scarica ancora una volta l’Italia

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di Salvo Ardizzone

Dopo infinite mediazioni e compromessi al ribasso, i Commissari europei hanno definito il testo della proposta di legge relativa ai migranti da sottoporre al Parlamento europeo.

In seguito al voltafaccia di Francia e Spagna, che ancora una volta con cieco egoismo hanno rotto il fronte dei Paesi mediterranei, non si parla più di quote ma di “ricollocamento” dei richiedenti asilo; il provvedimento prevede il trasferimento di 40mila soggetti complessivi da Italia (24mila) e Grecia (16mila) nell’arco di due anni fra coloro che sono arrivati o arriveranno da Siria ed Eritrea, praticamente un’inezia a fronte della situazione. E non è neanche detto che anche così il testo sia approvato, vista l’opposizione di molti Paesi; per l’esito si dovrà attendere il Consiglio dei Ministri degli Interni del 15 giugno e quello dei Capi di Stato e di Governo del 25.

Dei disgraziati in fuga da altri Paesi nulla è detto, come pure dei migranti “economici” in fuga dalla miseria, che costituiscono la gran massa dei disperati che s’affollano sui barconi: arriveranno e sarà l’Italia a dover provvedere. Per sovrappiù, funzionari europei dell’Easo, di Frontex e dell’Europol praticamente commissarieranno le procedure di accoglienza, per vigilare che i migranti vengano tutti identificati impedendo che dall’Italia possano spostarsi in altri Paesi.

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