Christ or Belial? Bp. Sanborn refutes Bp. Williamson on the New Mass

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Williamson spouts Protestant ideas…

Christ or Belial?
Bp. Sanborn refutes Bp. Williamson on the “New Mass”

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Just recently we took Bp. Richard Williamson to task for his ludicrous argumentation that the “New Mass” of the Vatican II Sect can licitly be attended by Catholics under certain restrictive circumstances. As we demonstrated in our post and video, the former SSPX bishop’s argumentation was lacking in consistency and, most of all, in traditional Catholic theological principles. Williamson based his entire argumentation on the Modernist, Subjectivist, and Protestant idea that licit attendance at Holy Mass is determined by what it does for the believer, rather than whether it is the true worship of God by the Catholic Church. Holy Mass, for Williamson, is principally and essentially a spiritual aid to the believer, rather than the Church’s solemn worship of the Most Holy Trinity.

Bp. Donald Sanborn, rector of the sedevacantist Most Holy Trinity Seminary in Brooksville, Florida, has now weighed in with a substantial blog post that systematically refutes the errors of Bp. Williamson on this very topic. Here is an excerpt, followed by a link to the full article:

[Source: In Veritate Blog]

CHRIST OR BELIAL?

A Response to Bishop Williamson concerning Attendance at the New Mass

On June 28th of this year, Bishop Williamson gave a conference to a gathering of people in Connecticut, followed by questions and answers.

A woman asked him whether it was permissible to attend the New Mass. Bishop Williamson says that, under certain circumstances, it is permissible to actively participate in the New Mass.

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Psicologi contro il gender

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lgbt

di Federico Cenci – 29/07/2015

Fonte: Zenit

Risposta di un gruppo di professionisti al presidente dell’Ordine degli  Psicologi delle Marche, secondo cui “non esiste l’ideologia gender”. Il primo  firmatario Paolo Scapellato: “In corso un conflitto antropologico”

•Non solo genitori e insegnanti, contro il gender prende posizione anche il  mondo della scienza. Un nutrito gruppo di psicologi marchigiani ha deciso di  intervenire per districare con una luce scientifica l’oscura matassa dell’ideologia. Tutto ha avuto inizio poco dopo la manifestazione del 20 giugno in piazza San Giovanni, quando un milione di persone ha urlato il proprio  disappunto nei confronti dell’indottrinamento ideologico degli alunni.

Vera e propria sollevazione popolare che, com’era prevedibile, ha scatenato  polemiche. Nell’acceso dibattito si è lanciato anche il dott. Luca Pierucci,  presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche, che si è unito al coro dei  detrattori. Usando un’argomentazione molto in voga in alcuni ambienti culturali – “Non esiste l’ideologia del gender” – Pierucci ha contestato quanti sono  scesi in strada. E li ha ammoniti, a nome del suo Ordine, che “non si possano e  non si debbano utilizzare e distorcere informazioni basate su ricerche e studi  scientifici a fini propagandistici e confusivi”.

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Notte fonda per il Sionismo

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CANDELABRO

Segnalazione di Federico Prati

di Andrea Muratore – 20/07/2015

Fonte: L’intellettuale dissidente

Israele risulta la grande perdente dei negoziati sul nucleare iraniano e  oramai nel paese serpeggia un clima da fine Impero, da cittadella assediata, da  ultima spiaggia. Netanyahu è riuscito a farsi rieleggere puntando forte sulla  psicosi iraniana, e accodando al Likud una carovana di partiti sciovinisti,  razzisti e guerrafondai, e ora paga lo scotto delle sue politiche scriteriate.

Le manifestazioni di gioia incontenibile del popolo iraniano nelle piazze di  Teheran saranno ricordate a lungo. Rappresentano la vittoria del buon senso,  della diplomazia e, per una volta, della giustizia sull’oscurantismo e la bieca  propaganda del terrore. L’Iran vive un momento catartico, un pesante debito con  la giustizia viene pagato e si infligge un colpo durissimo alle ambizioni dei  Neocon americani di lanciare la guerra definitiva, finale aggredendo la nazione  persiana.

oprattutto, il corso storico che ha portato all’annullamento delle insensate  sanzioni all’Iran rappresenta un punto di svolta storico e un punto di partenza  per una nuova visione dello scenario mediorientale. In questi giorni si sta  aprendo finalmente la stagione propizia per rompere definitivamente l’abbraccio  mortale tra Occidente (USA in primis, dunque il carrozzone delle nazioni  europee ad essi legati) e Israele, già fortemente allentatosi negli ultimi  mesi. La nazione sionista risulta la grande perdente dei negoziati e oramai nel  paese serpeggia un clima da fine Impero, da cittadella assediata, da ultima  spiaggia. Netanyahu è riuscito a farsi rieleggere puntando forte sulla psicosi  iraniana, e accodando al Likud una carovana di partiti sciovinisti, razzisti e  guerrafondai, e ora paga lo scotto delle sue politiche scriteriate. Accusare di  terrorismo internazionale un Iran attivo più di ogni altro attore nella lotta  all’ISIS, a cui invece  Tel Aviv fa numerosi favori con i raid aerei illegali contro Assad e  Hezbollah, è qualcosa di insostenibile.

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[VIDEO] La Basilicata è la prima regione italiana a vietare l’indottrinamento gender nelle scuole

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La Concia conciata per le feste

 

 

Segnalazione di Carlo Di Pietro

 

di CdP Ricciotti.

Potenza, 28 luglio 2015. La Basilicata è la prima regione italiana ad approvare una mozione contro l’insegnamento del gender nelle scuole. In passato la Regione Lombardia aveva voluto una mozione a sostegno della famiglia naturale, suscitando l’ira dell’Arcigay: “abominevole, intrisa di odio”.

A dare la notizia in anteprima è il portale Notizie ProVita dell’omonima Associazione no profit che si occupa di promuovere i valori della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, e della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna.

Riferisce Notizie ProVita: “Avevamo scritto qualche giorno fa che in Regione Basilicata era stata presentata una mozione che esprime la contrarietà delle Istituzioni regionali a che nelle scuole si attuino progetti educativi ispirati all’ideologia gender”.

Ancora: “La signora On. Paola Concia, nella foto, era probabilmente presente anche alla votazione: non crediamo ne sia rimasta contenta. Infatti il Consiglio Regionale ha approvato la mozione con una maggioranza trasversale di persone evidentemente ragionevoli e di buon senso.”

 

Il Consigliere regionale Aurelio Pace ha dato la notizia su Facebook: “Passata a maggioranza la mia mozione su “Ruolo della famiglia e teoria del gender”. 8 voti favorevoli (Pace (GM), Rosa (FDI), Napoli (FI), Mollica (UDC), Bradascio (PP), Spada (PD), Galante (RI), Castelgrande (PD), 6 contrari (Santarsiero (PD), Cifarelli -PD), Lacorazza (PD), Polese (PD), Perrino (M5S), Romaniello (GM), 1 astenuto (Giuzio -PD). Una grande vittoria. Noi ci crediamo”.

“Una mozione trasversale, redatta anche grazie alla consulenza esterna di ProVita, con cui la Regione Basilicata dimostra che anche nelle Istituzioni il buon senso può prevalere sulle preclusioni ideologiche e sulla follia gender”, commenta ProVita.

La mozione intende impegnare il Governo Regionale affinché nelle scuole di ogni ordine e grado in Basilicata:

– non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012); – sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione; – si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica; – si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazione al riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.

Segue il testo completo della mozione approvata.

Il Consigliere regionale Gianni Rosa (FdI) ha diffuso sulla sua pagina Facebook il documento ufficiale dove si elencano i votanti a favore e contro, così commentando la notizia: “Mozione per evitare l’introduzione della teoria gender nelle scuole lucane, approvata. Che esista o no, questa teoria, è bene puntualizzare la nostra posizione. Ecco chi ha votato contro!”.

Parte della stampa locale, impegnata in una campagna di boicottaggio, aveva precedentemente affermato che “non esiste alcuna teoria del gender”, cercando di minimizzare la cosa ed aprendo una vera “caccia alle streghe” su internet; ProVita, come pure la votazione politica contro tale teoria, hanno invece dimostrato che esiste eccome (qui il dossier dettagliato) e che la politica è ancora attenta alle questioni etiche, oltre i diktat di partito e le pressioni di lobbies.

Su Youtube è possibile visionare l’intervento del Consigliere regionale Pace poco prima della votazione favorevole alla sua mozione: https://www.youtube.com/watch?v=9ou65W2-q2s.

 

 

 

 

 

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Perché i “matrimoni gay” sono dannosi alla società

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

 
Video imperdibile (con testo italiano): lo Stato deve promuovere il matrimonio tra uomo e donna, non le unioni omosessuali
da Notizie ProVita

Il matrimonio tra uomo e donna non può essere confuso con o equiparato ad altre unioni, in particolare alle unioni gay.
E’ quanto viene spiegato da un video interessante che ci è stato segnalato, proveniente dagli Stati Uniti, realizzato dal Michael Brown e adesso sottotitolato in italiano. Il video spiega chiaramente perché lo Stato deve promuovere il matrimonio tra un uomo e una donna e perché invece non ha alcun senso promuovere le unioni tra persone dello stesso sesso.
Il matrimonio fra uomo e donna è garanzia del perpetuarsi delle generazioni, è il luogo dove vengono garantiti nel migliore dei modi l’esistenza e il benessere dei bambini, ed è fonte di tutta una serie di benefici sociali e individuali, in ogni ambito.
E’ per questo che deve essere riconosciuto dallo Stato e promosso. In effetti, lo Stato, come spiegato nel video, può adottare solo tre possibili comportamenti di fronte a un fenomeno: la promozione, la permissione, o la proibizione. Il matrimonio tra uomo e donna, a causa della sua positiva rilevanza sociale, non può che essere promosso. L’unione di due persone dello stesso sesso invece non deve in alcun modo essere promossa socialmente, in quanto non ha una funzione sociale positiva, e ancor meno deve essere equiparata al matrimonio.
Ecco il video in questione [attivare i sottotitoli cliccando la prima delle icone in basso a destra]:

https://www.youtube.com/watch?v=2cqaGLecee0

Nota di BastaBugieecco una nostra traduzione (grazie all’amica Federica) del video sopra riportato

Il matrimonio dovrebbe essere limitato ad un uomo ed una donna? Perché il Governo promuove il matrimonio tra un uomo e una donna? Non è semplicemente perché due persone si amano. NO. E’ invece per il mantenimento e la stabilizzazione della nostra società. Questa visione del matrimonio è scritta nella natura biologica dei fatti.
Ma abbiamo alcuna valida ragione per mantenere una cosi ristretta definizione? Oppure è arrivato il momento in cui il governo deve rivedere ed espandere la visione del matrimonio in modo da includere (in questo sacramento/istituzione) coppie dello stesso sesso?
Quando si considera il comportamento dei cittadini, il Governo ha solo 3 opzioni: esso può promuovere, permettere o vietare un comportamento. Ad esempio, lo stato promuove il lavoro della Polizia, permette molte (la maggior parte delle) occupazioni, ma vieta il commercio di droghe. Perché? Perché il commercio di droghe danneggia la società. Mentre il lavoro della polizia beneficia la società. Allo stesso modo il governo promuove il matrimonio naturale, permette molte (la maggior parte delle) relazioni dello stesso sesso, ma vieta l’incesto e la pedofilia. Perché? Perché l’incesto e la pedofilia danneggiano la nostra società, mentre il matrimonio naturale beneficia la nostra società.
Ecco la ragione:
– il matrimonio naturale crea (da vita) figli;
– è il miglior (più stabile) contesto per far crescere i figli;
– protegge le donne;
– rende responsabili gli uomini;
– diminuisce il tasso di crimine, il tasso di povertà e quindi riduce la spesa e il deficit dei governi.
In sintesi il matrimonio naturale mantiene e stabilizza la nostra società. Tutti beneficiano di questo, persino le persone che non si sposano.
Ora analizziamo il matrimonio dello stesso sesso. Che benefici fornisce? Nessuno. Il matrimonio dello stesso sesso non solo non offre alcun beneficio alla società, ma di fatto, la danneggia.
Promuovere il matrimonio dello stesso sesso di fatto modifica il fine ultimo dell’istituzione civile del matrimonio. Il matrimonio naturale è il centro di creazione delle generazioni future e forma i bambini per divenire ottimi cittadini. Il matrimonio dello stesso sesso semplicemente convalida il partner sessuale.
E’ statisticamente provato che il matrimonio naturale crea il miglior contesto familiare (di crescita) per i bambini. Se alteriamo lo scopo primario del matrimonio, la fascia più danneggiata saranno i bambini.
Ogni bambino non ha diritto ad una mamma e un papà? E cosa dire sui matrimoni naturali che non creano bambini? Questi sono l’eccezione, non la regola. L’unica relazione che fa naturalmente nascere bambini è quella tra un uomo e una donna.
Dove il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è promosso:
– la scuola sottopone i tuoi figli all’obbligo di argomenti omosessuali;
– il tuo lavoro e le tue tasse finanziano relazioni omosessuali;
– la tua libertà di parola è compromessa;
– e la tua libertà di culto religioso è annullata.
Il governo non ha una valida ragione per promuovere legalmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nessuna. Ma ha ogni ragione per continuare a promuovere il matrimonio naturale.
Cosa si può dire sull’uguaglianza: la legge già tratta ogni cittadino ugualmente! Ogni cittadino può sposare ogni persona del sesso opposto. Ma è giusto promuovere il matrimonio naturale e non promuovere il matrimonio tra persone dello stesso sesso? Si. La legge tratta ogni persona allo stesso modo, ma non tratta ogni comportamento allo stesso modo. I matrimoni tra lo stesso sesso e i matrimoni naturali rappresentano comportamenti differenti con risultati differenti, quindi la legge tratta questi comportamenti differentemente.
Non è questa una discriminazione contro gli omosessuali? No. Questa (impostazione) discrimina i comportamenti, non le persone. Per esempio, ti senti discriminato quando il governo promuove il lavoro della polizia, ma tu non sei un membro del corpo di polizia? NO. Per niente. Noi tutti beneficiamo quando il lavoro della polizia è incoraggiato. Allo stesso modo, quando una persona non sposa qualcuno del sesso opposto, questa non viene discriminata quando il governo promuove il matrimonio naturale. Infatti noi tutti beneficiamo quando il matrimonio naturale è incoraggiato.
Cosa si può dire riguardo alla tolleranza? I promotori del matrimonio dello stesso sesso devono essere più tolleranti. Le relazioni omosessuali sono già tollerate, le coppie omosessuali possono già impegnarsi tra loro fino a che morte non li separi, senza il bisogno dell’approvazione del governo. Solo l’unione tra un uomo e una donna deve essere promosso, perché esso solo è il fondamento della crescita e della civilizzazione della società.
Questo non è bigottismo, ma biologia.

Titolo originale: Matrimonio si, unioni gay no
Fonte: Notizie ProVita, 03/07/2015

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Gender: la Basilicata dice no, trasversalmente (anche con voti PD)

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Avevamo scritto qualche giorno fa che in Regione Basilicata era stata presentata una mozione che esprime la contrarietà delle istituzioni regionali a che nelle scuole si attuino progetti educativi ispirati all’ideologia gender.

La signora On. Paola Concia, nella foto, era probabilmente presente anche alla votazione: non crediamo ne sia rimasta contenta. Infatti il Consiglio Regionale ha approvato la mozione con una maggioranza trasversale di persone evidentemente ragionevoli e di buon senso.

Il consigliere Aurelio Pace ha commentato: “Passata a maggioranza la mia mozione su “Ruolo della famiglia e teoria del gender”. 8 voti favorevoli (Pace (GM), Rosa (FDI), Napoli (FI), Mollica (UDC), Bradascio (PP), Spada (PD), Galante (RI), Castelgrande (PD), 6 contrari (Santarsiero (PD), Cifarelli -PD), Lacorazza (PD), Polese (PD), Perrino (M5S), Romaniello (GM), 1 astenuto (Giuzio -PD). Una grande vittoria. Noi ci crediamo”

Una mozione trasversale, redatta anche grazie alla consulenza esterna di ProVita, con cui la Regione Basilicata dimostra che anche nelle istituzioni il buon senso può prevalere sulle preclusioni ideologiche e sulla follia gender.

La mozione intende impegnare il Consiglio affinché nelle scuole di ogni ordine e grado in Basilicata:

«- non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012);

«- sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione;

«- si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica;

«- si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazione al riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.»

Redazione

Ecco il testo completo della mozione:
Premesso che:
– la “Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (Costituzione italiana, art. 29);
– con l’espressione “società naturale”, i Padri costituenti, mediante la Carta fondamentale, hanno voluto chiaramente affermare che la famiglia è una realtà che preesiste al diritto, una oggettiva realtà che il diritto non crea;
– la famiglia è inequivocabilmente una realtà, un “elemento fondamentale” dell’organizzazione sociale e dell’esperienza umana;
– la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l’unica istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita;
– la “famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società” e, in quanto tale, “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”, come stabilito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (10.12.1948, art. 16, § 3);
– è compito della famiglia – “società naturale fondata sul matrimonio” fra un uomo ed un donna – trasmettere la vita, i valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo ed il benessere dei propri componenti;
– le istituzioni devono, perciò, provvedere allo stanziamento di fondi pubblici per garantire quanto finora premesso e non per, al contrario, finanziare programmi di indottrinamento che vanno contro il diritto stesso;
– non si ha intenzione di sollevare polemiche politiche bensì di sollecitare l’aula al rispetto, alla luce di quanto finora esposto, della vita umana, delle famiglie, dei bambini e, infine, del diritto.
Considerato che:
– ci troviamo, oggi e purtroppo, davanti ad alcuni interrogativi mai sorti prima poiché oggettivamente illogici ed anti-scientifici: Maschio o femmina si nasce o si sceglie di diventarlo? O, più in generale, che cosa è la persona umana? È una struttura dotata di una precisa identità sessuata, maschile o femminile, oppure è un’entità astratta, modellabile nel tempo in base al desiderio ed alla libera scelta dell’orientamento sessuale di un soggetto?
– è nostro dovere non glissare su tali pretestuosi interrogativi ma tutelare società, famiglie e bambini, preso atto dell’esistenza della “teoria del gender” che pone gli interrogativi su accennati e numerosi altri ancora;
– la “teoria del gender” afferma, infatti, che le differenze biologiche fra maschio e femmina hanno poca importanza e ciò che conta sarebbe il proprio “genere”, ossia la percezione che una persona avrebbe di sé;
– la “teoria del gender” vuole, come imposizione dall’alto, che tutti noi, compresi i bambini, non diciamo più “io sono maschio” o “io sono femmina”, ma “io sono come mi sento”;
– basti pensare che Simone de Beauvoir, ideologa del “genere”, pronunciò la famosa frase “donne non si nasce, lo si diventa”;
– tali teorie non sono solamente contrarie al diritto naturale (tutelato dalla Carta fondamentale secondo le intenzioni esplicite dei Padri costituenti), ma sono anche anti-scientifiche. L’umanità è sempre stata caratterizzata da un chiaro dimorfismo sessuale (differenza morfologica fra individui appartenenti alla medesima specie ma di sesso differente), maschio/femmina, il cui determinante biologico è rappresentato dal cromosoma Y: la sua presenza costruisce il maschio, la sua assenza realizza la femmina;
– la promozione della “teoria del gender” nelle scuole potrebbe essere attuata mediante progetti chiamati educativi, che vorrebbero promuovere codeste pretese per renderle invece “norma”;
– le famiglie ordinariamente non hanno neanche idea di cosa sia questa “teoria del gender” e di cosa si vuol insegnare, oggi ed in futuro, ai propri bambini, così sottoponendo, di fatto, genitori e figli ad un vero inganno voluto dalla disinformazione sull’argomento;
– in alcune scuole vengono proposte, e si vorrebbero imporre per legge, fiabe come “Perché hai due mamme”, “Perché hai due papà” o altre che promuovono apertamente la transessualità come “Nei panni di Zaff” o “Il bell’anatroccolo” che indirettamente invitano i bambini e gli studenti a “scegliere il proprio genere”, ignorando le proprie origini biologiche;
– questo tipo di insegnamento oggettivamente confonde e ferisce la crescita e l’innocenza dei bambini;
Bludental- il sesso rimanda a criteri biologici, ovvero tutte quelle caratteristiche anatomiche e fisiologiche che indicano se si è maschi o se si è femmine, mentre il “genere” sarebbe un costrutto psicologico che cambierebbe e si modificherebbe a seconda delle epoche e dei contesti culturali.
Ciò premesso e ciò considerato, i firmatari si impegnano affinchè nelle scuole di ogni livello e grado in Basilicata:
– non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012);
– sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione;
– si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica;
– si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazioni a riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.

 

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No global e antifascista: ecco chi è davvero Nello K, il dj della strage contromano

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No global e antifascista: ecco chi è davvero Nello K, il dj della strage contromano

No global e antifascista: ecco chi è davvero Nello K, il dj della strage contromano

L’ultima foto postata su Instagram è quella di Carlo Giuliani: «Non spegni il sole se gli spari addosso», scrive Nello K, che accompagna la frase con una serie di hashtag espliciti: #Acab #noglobal #policebrutality #pagheretecaro. In carcere, nella speranza che vi rimanga a lungo, Aniello Mormile, in arte Nello K, avrà modo di curare poco i social network ma dovrà fare i conti con quella tragica nottata nella quale lui, ubriaco, s’è fatto cinque chilometri contromano sulla Tangenziale di Napoli uccidendo un povero automobilista che gli arrivava contro e la fidanzata seduta accanto a lui. La follia di quel gesto non ha, non può avere, alcun colore politico. Ma è giusto che nel raccontare quella drammatica vicenda si racconti anche quel mondo aggressivo, di antagonismo e contrapposizione sociale, ideologica e perfino sportiva che Aniello Mormile frequentava. Un mondo che lui documentava sul web (sospeso il profilo personale su Fb, resta aperto quello come dj ), dalle ironie sui morti fascisti di Piazzale Loreto, alle trasferte con il volto coperto dalla sciarpa e l’hasthag #hooligans con il Quartograd, la squadra del quartiere Sanità che fa capo ai centri sociali (tutto ancora su Instagram, accounto Nellok3), fino alle foto di concerti di gruppi no global, alla manifestazione per Freedom Flottiglia e a una lunga serie di “rivendicazioni” di murales nelle gallerie di Napoli. No, la politica non c’entra. Ma è giusto raccontare tutto, come si farebbe se quel ragazzo avesse frequentato altri ambienti politici.

Dalla guida contromano al silenzio assoluto

Gli investigatori della Polizia Stradale di Napoli che indagano sul gravissimo incidente provocato all’alba di sabato scorso sulla tangenziale di Napoli dal dj di 29 anni Aniello Mormile – nel quale sono morte la fidanzata, Livia Barbato, di 22 anni, e un uomo di 48 anni, Aniello Miranda, che stava andando al lavoro – stanno cercando di ricostruire le ore precedenti alla tragedia per individuare elementi utili a luce sull’accaduto. Mormile, quella tragica mattina, ha fatto inversione a “U” sulla tangenziale e percorso ben cinque chilometri contromano, molti dei quali a fari spenti, con la sua Renault Clio, prima di scontrarsi frontalmente con la Fiat Panda guidata da Miranda. Intanto si attendono i risultati degli esami tossicologici che dovranno rivelare se Mormile avesse, o meno, assunto sostanze stupefacenti. Il dj, di sicuro, era ubriaco quando ha effettuato la paurosa manovra, così come risulta dagli esami eseguiti sul posto. L’uomo è ricoverato nell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta per una duplice frattura. Ieri è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia durante il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere. È accusato di duplice omicidio volontario.

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La palestinese che pianse davanti alla Merkel

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La 14enne, intervistata da “Die Welt Am Sonntag”: “Israele si dovrebbe chiamare Palestina”


22:01

di Marco Pasqua

Le sue lacrime hanno fatto il giro del mondo. Lacrime versate davanti alla cancelliera tedesca, Angela Merkel, alla quale Reem Sahwil, 14enne rifugiata palestinese aveva chiesto di poter rimanere più a lungo in Germania.  Richiesta alla quale la Merkel aveva risposto con una verità lapalissiana: «Non possiamo accogliere tutti». Sedimentata l’onda emotiva collegata a un video che in poche ore ha fatto il giro del mondo, il giornale “Die Welt Am Sonntag” ha dedicato una lunga intervista alla Sahwil, che ha avuto l’effetto di gettare una nuova inquietante luce sulla ragazza palestinese. Alla domanda su cosa fosse la Palestina, la giovane ha risposto, spiazzando il suo interlocutore: «La mia speranza è che prima o poi Israele non ci sia più, e che esista solo la Palestina. Quella terra non dovrebbe più essere chiamata Israele, ma piuttosto Palestina».

A quel punto, l’intervistatore – che ammette di trovarsi in difficoltà di fronte a quell’affermazione chiaramente antisemita – le fa notare che «la Germania non ammette l’odio verso gli ebrei». «Sì, ma qui c’è la libertà di espressione – le ha ribattuto la 14enne – Qui posso affermare cose del genere e sono pronta a confrontarmi su qualsiasi argomento». «La mia patria è la Palestina – ha aggiunto – prima o poi mi trasferirò lì». I suoi nonni vivo in un campo rifugiati in Libano, lo stesso nel quale è nata 14 anni fa.

 

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Possono gli Stati Uniti evolversi come la Russia ed il resto dell’umanità?

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Segnalazione di Federico Prati

di Finian Cunningham

Avete notato come gli esponenti dell’amministrazione USA  sembrano essere  capaci ogni momento di parlare costantemente circa la guerra, guerra e sempre  guerra? Dall’altra parte la Russia e  la maggior parte dei paesi del mondo  stanno parlando di associazione, di sviluppo, di integrazione, di progresso, di  prosperità e di pace. Cosa si prepara per l’umanità, la pace o la guerra?  I dirigenti nordamericani  sono fossilizzati su una apparente routine mentale  di ostilità, di sospetti, di inimicizia e di guerra. Guardateli negli occhi.  Quello che offrono è un tunnel senza uscita di rassegnazione, senza progresso,  senza umanità e soltanto di conflitto permanente.

In contrasto con questo, il presidente russo Vladimir Putin, ed altri leader  mondiali, si sforzano per sancire una visione di speranza per l’umanità’, una  visione che poggia le sue basi sulla cooperazione, l’associazione e lo sviluppo  comune.

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GUIDA PRATICA ALLA LEGGE BAVAGLIO: CIO’ CHE NON SI PUO’ FARE IN SPAGNA DAL 1° LUGLIO 2015

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Europa
Manifestacion

FONTE: RT.COM

Dal tweettare su una protesta al fotografare un ufficiale di polizia, dalle  concentrazioni davanti al parlamento o impedire uno sfratto. Questo è ciò che  gli spagnoli non potranno più fare liberamente da mercoledì, giorno  dell’entrata in vigore della controversa legge sulla sicurezza pubblica,  soprannominata ‘legge bavaglio’.
Questa guida sulla controversa legge è stata preparata dal quotidiano digitale  ‘El Plural’, con l’obiettivo di far sapere agli spagnoli cosa possono fare da  questo mercoledì 1° luglio, o almeno quello che potrebbe costare loro delle  multe se lo fanno. Come osserva il portale, questo “linguaggio contorto e  criptico” della legge “permetterà  all’Amministrazione di sanzionare senza  permesso giudiziario per ragioni che non sono chiare nel testo.”

1. Manifestare in una “infrastruttura che fornisce servizi di base per la  comunità”

Che cosa intende?

Nella redazione calzano a pennello i tipici atti di protesta di Greenpeace,  che spesso includono la scalata di una centrale nucleare e il dispiegamento di
uno striscione, una concentrazione in un aeroporto o anche una protesta durante  una trasmissione di notizie un’emittente pubblica, come nel caso del canale 9.

Come sarà sanzionato?

Tutte queste azioni ora sono considerate infrazioni molto gravi che possono  essere sanzionate con cifre comprese tra 30.001 e 600.000 €.

2. Diffondere in rete messaggi riguardanti una protesta o manifestazione a  venire

 

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