Francia, profanate tombe cristiane Crocifissi divelti e lapidi distrutte

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Segnalazione di Mattia Piras

 

L’episodio a Labry. La zona a Est di Parigi tra le più colpite. Gli attacchi non sono necessariamente legati a motivi religiosi. Fermati tre minorenni

di Elisabetta Rosaspina, inviata a Parigi

Crocifissi divelti o spaccati, lapidi vandalizzate: una quarantina di tombe cristiane nel cimitero di Labry, nel dipartimento della Meurthe-et-Moselle, a est di Parigi, sono state profanate probabilmente nella notte tra domenica e lunedì. Tre minorenni sono stati fermati. CONTINUA LA LETTURA SU:

http://www.corriere.it/esteri/15_agosto_03/francia-profanate-tombe-cristiane-crocifissi-divelti-lapidi-distrutte-871b17f8-3a27-11e5-b49b-ae37d5ff3efe.shtml?cmpid=PA178012501DCOR Continua a leggere

E’ iniziata la resistenza: cittadini devastano palazzina destinata ai “profughi”

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20150804_241438695921207FRASSINELLE (Rovigo) – Atto di resistenza all’invasione, stanotte, a Frassinelle, paese in provincia di Rovigo, dove una palazzina composta da 14 appartamenti in via Romana a Chiesa, frazione del Comune polesano, destinata all’accoglienza di una sessantina di clandestini, è stata ‘colpita preventivamente’

Nella notte, ‘ignoti’ hanno rotto le tubature dell’acqua, provocando un allagamento generalizzato ai 14 appartamenti e danni per circa 50.000 euro all’affarista che avrebbe incassato quasi 50 mila euro al mese con l’accoglienza.

La palazzina presa di mira, in origine destinata ai manager dell’Ikea che avrebbe dovuto insediarsi nella vicina macroarea di Arquà e Villamarzana e che poi ha abbandonato il progetto, ha a fianco uno stabile gemello.

Ma attenzione, perché anche il secondo stabile sarebbe pronto ad ospitare altre decine di clandestini: un vero e proprio business per l’affarista e imprenditore edile vicentino.

Sull’accaduto il sindaco di Frassinelle Ennio Pasqualin (Pd): «Escludo sia qualcuno dei miei 1.450 concittadini. Questo atto vandalico è di matrice politica, ed è riconducibile a sigle eversive di destra».

Si si, come no.

E’ inevitabile che i cittadini reagiscano in modo sempre più disperato, quando imponi loro presenza di ‘ospiti’ indesiderati. Alla dittatura, si risponde con la resistenza.

Non sarebbe più semplice chiedere ai cittadini se non sono d’accordo? Ah no, questa è democrazia.

Fonte: http://voxnews.info/2015/08/04/e-iniziata-la-resistenza-cittadini-devastano-palazzina-destinata-ai-profughi/ Continua a leggere

Gli affari milionari di “don” Mazzi con i “profughi”

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Risultati immagini per don Mazzi“Accoglienza-Business”: Christus Rex e Forza Nuova lo denunciano pubblicamente da anni… Leggete qui:

GLI AFFARI CON I PROFUGHI: SCUSA, MA QUANTI NE OSPITI?

Grazie ad un articoletto di gossip su Corona del ‘giornale’ CHI, abbiamo finalmente capito il perché delle simpatie politiche di Don Mazzi, il presunto prete, non poteva che ospitare presunti profughi.

Il settimanale “Chi” pubblica le immagini della nuova vita di Fabrizio Corona, affidato alla comunità Exodus di don Mazzi, quella che non paga gli affitti.

Il settimanale mostra le immagini – evidentemente concordate (e pagate) con il’prete’ – di una giornata di Corona impegnato nella sede staccata della comunità a Gallarate, dove sono ospitati, veniamo a sapere, una trentina di sedicenti profughi nigeriani.

«Ammetto che Fabrizio si sta comportando bene», dice Don Mazzi a “Chi”. «Rispetta gli orari e gli obblighi previsti dal suo protocollo all’interno della comunità. Non si lamenta (e ci mancherebbe!) quando deve pulire i bagni o cucinare per tutti. Soprattutto mi stupisce la sua ubbidienza. Quando parlo, quando mi arrabbio, lui ubbidisce. Comunque oggi Corona è felice. Credo che gli manchi l’amore, una donna, una ragazza».

A parte Corona, che serve a Don Mazzi per farsi pubblicità, si spiegano meglio le parole del ‘prete’: ogni ‘profugo’, alle coop e alle cosiddette associazioni, genera 35 euro al giorno. Lui ne ospita 30 in una delle sue tante sedi. Se viene pagato, sono oltre mille euro al giorno. Oltre 365 mila euro l’anno per una sola sede.

Non male.

Quindi la domanda a Don Mazzi: quanto guadagni coi profughi? Quanti ne ‘ospiti’ nelle tue comunità a spese nostre?

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Ius Soli, l’ultima follia di Renzi che ci imporrà di mantenere milioni di immigrati

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Segnalazione Quelsi

unnamed (1)Qualche giorno fa, Renzi è andato a fare un viaggio di piacere in Giappone con moglie e figlia al seguito. Cosa è andato a fare? Nulla, l’hanno ricevuto per pura cortesia perchè in pratica si è auto-invitato. La scusa ufficiale era di sollecitare gli imprenditori giapponesi ad investire in Italia, ora che “maremma maiala, s’è dato il fritto per fare le riforme” che secondo lui ci rendono affidabili ed appetibili al punto da potere attrarre fiumi di investimenti e capitali dall’estero, roba che neanche nella Svizzera degli anni ’70 s’è mai vista. Addirittura, in un breve ed inutile colloquio con il premier giapponese Shinzo Abe, Renzi ha segnalato al suo annoiato interlocutore che “è scoccata l’ora per cui lo sviluppo venga promosso con politiche economiche di crescita, non più con il rigore”.

Bene, il nostro premier va a raccontare queste cose al keynesiano per antonomasia Shinzo Abe che le ha già fatte tre anni fa, quando Renzi ancora scucchiava ribollite alla Leopolda e sognava di poter essere lui un giorno a poter rovinare l’Italia. Il nostro premier semi-abusivo non sa, e probabilmente non lo sa neanche la tuttologa del PD Serracchiani che altrimenti glielo avrebbe detto, che il mondo della finanza anglo-americana ha coniato un neologismo, cioè “abenomics”, crasi di Abe ed Economics, per indicare il combinato di politiche monetarie, riforme ed economia reale posto coraggiosamente in atto nel 2012 da Abe, tra lo scetticismo generale, per rianimare un Giappone pressochè esanime. Altro che sviluppo dettato dalla crescita, invece che dal rigore dei conti in ordine, come velleitariamente auspicato da Renzi.

Senza fare nè annunci, nè chiacchiere, nel 2012 Abe ha sforato il 10 % del rapporto annuale deficit/Pil che a noi l’Europa impone di tenere sotto il 3 % e di azzerare nel 2018, s’è messo a stampare yen per deprezzare la moneta del Sol Levante rispetto alle altre divise del 30 %, col che il Giappone ha rilanciato alla grande le esportazioni ed ha potuto indirizzare l’equivalente di 170 miliardi di euro tutti sulla spesa pubblica produttiva. Di questi, 85 miliardi a carico dello Stato, il rimanente derivante dal coinvolgimento di enti locali e privati su progetti credibili ed affidabili, per lo sviluppo tecnologico (in Giappone!!!), incentivi alle imprese che investono in tecnologie innovative, il sostegno sociale dei meno abbienti, lo sviluppo di fonti energetiche alternative, interventi di preservazione dell’ambiente, infrastrutture anti-sismiche. Un programma che in un anno ha alzato il Pil del 2,2% ed ha creato 600mila posti veri in un Paese che ha un tasso di disoccupazione che ci sogniamo, cioè del 4,5 %, un terzo di quello che ci affligge.

Di fronte a tutto questo, il massimo che un Renzi millantatore ha potuto trasferire ad Abe è che farà di tutto per accelerare l’iter dell’accordo di libero scambio tra Ue e Giappone. Come se dipendesse da lui e non dalla Merkel, Hollande, Juncker. Poi ha sviolinato e smandolinato che in Italia c’è tanta cultura che non deve rappresentare solo il nostro passato, ma anche il nostro futuro (Ercolano e Pompei a parte, visto che si stanno sgretolando senza che nessuno se ne curi). L’ultima raccomandazione al premier giapponese Renzi l’ha rivolta prima della partenza alla volta dell’Italia: “Mi raccomando Shinzo, se vuoi assaggiare la pizza buona devi venire che ti porto a Napoli”. Ora, se voi foste degli imprenditori giapponesi, ci verreste ad investire in Italia, dove c’è un premier così, che non dà assicurazioni sull’equità del prelievo fiscale, non garantisce sull’erogazione del credito e sulla rapidità dei pagamenti, non spiega come pensa di risolvere le complessità burocratiche e l’incertezza del diritto per i contenziosi economico-commerciali per facilitare l’avvio di “intraprese”, nè come tutelare gli imprenditori da mafiosi ed assassini, che però dà l’indirizzo delle pizzerie?

Riferiamo del viaggio di Renzi perchè avevamo coltivato la timida speranza che almeno quei due-tre giorni lontano da casa la smettesse di combinarci solo guai, che la sua gita fosse inutile, ma con il merito di darci la contropartita della sua temporanea innocuità, almeno per qualche giorno. Invece no, pure nel mettersi in viaggio è riuscito a lasciarsi alle spalle un casino che promette di essere una insostenibile devastazione del tessuto economico-sociale e culturale della nazione. Nel pacchetto dei nuovi servizi depositato dal premier alla Camera venerdì scorso, il quale raccoglie le 24 proposte di modifica della legge 91/92, con l’obbiettivo di ridefinire il concetto di cittadinanza, cioè chi sono i cittadini italiani. In questa modifica voluta da Renzi spuntano lo Ius Soli cosiddetto “temperato” e lo “Ius Culturae”.

Tutto questo accade nel momento in cui persino Cameron ed Hollande si sono finalmente spaventati e preoccupati dallo tsunami dei clandestini in Europa, tanto da richiedere l’aiuto dell’Ue per un problema che non è di questo o quel Paese, ma che coinvolge tutto il continente. L’Ungheria blinda con cavalli di frisia di filo spinato il proprio confine con la Bulgaria in funzione anti-immigrati, la Tunisia realizza un muro di 160 km per non essere coinvolta dal traffico di clandestini e terroristi che transita in Libia con destinazione Italia, gli Usa progettano un muro per rendere a tenuta stagna il confine col Messico ed il resto del Sud America, la Francia chiude i confini, in Austria non entra più nessuno e quei pochi che riescono a passare vengono rispediti indietro con tanto di accompagnamento, Cameron minaccia di sbattere tutti i clandestini in galera prima di espellerli e coperture sociali e sanitarie zero per i rifugiati che non ottengono il permesso di asilo. Renzi, invece che fa?

Invece di ripristinare il reato di immigrazione clandestina e far trainare indietro barconi e gommoni da dove sono arrivati, introduce lo Ius Soli, per il momento definito temperato, ma come al solito destinato ad essere tranquillamente aggirato in base alla consolidata tradizione tutta italiana del “fatta la legge, trovato l’inganno”. Se passerà la proposta del premier, sarà riconosciuto come cittadino italiano “chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui uno sia legalmente residente in Italia senza soluzione di continuità per almeno i 5 anni precedenti la nascita. Oppure, chi nasce in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno sia nato in Italia. Però, chi non ha questi requisiti, ma ha meno di 12 anni, non si deve preoccupare, Renzi ha pensato pure a lui con lo Ius Culturae : gli basterà frequentare la scuola elementare per ottenere la cittadinanza italiana.

Oltre al danno pure la beffa, e qui viene il bello, perchè per far scattare queste clausole per ottenere la cittadinanza basterà esibire un’autocertificazione. In un mondo dorato di privilegiati e milionari come quello del calcio professionistico, spesso per i calciatori africani è assolutamente impossibile conoscerà la vera data di nascita, perchè nei loro Paesi d’origine l’iscrizione anagrafica è volontaria ed aleatoria, per cui spesso si accettano generalità dichiarate, ma non verificabili. Pure quando ce l’hanno, gli immigrati arrivano volutamente senza documenti per non essere identificati e divenire rintracciabili, si muovono in clandestinità, non si sa mai cosa realmente facciano. A persone come queste noi andiamo a chiedere, senza pretendere valide certificazioni, se hanno i requisiti per ottenere la cittadinanza. La quale, si badi bene, non ti rende solo un italiano, ma cittadino di una comunità di 28 Paesi, tra molti dei quali c’è un accordo di libera circolazione dei cittadini comunitari. Quindi quello che accadrà è che si rilascerà la cittadinanza in pratica solo sulla base di una semplice richiesta, senza verifiche e controlli. Cioè a tutti.

Ma forse neanche serve mettere in atto tutto questo: siamo in Italia, signori. Visto con i gay? Prima erano schifati da tutti e ci dicevano che non era giusto che fossero perseguitati e discriminati. Ok, hanno ragione. Poi il gay pride, una vera miserabile ed ostentata provocazione, poi il riconoscimento delle unioni omosessuali, poi che non li puoi criticare se no vai in galera per omofobia, ma loro in galera per eterofobia non ce li mettono, poi vabbeh tutti i diritti civili, siamo tutti figli di Dio, ma le adozioni no. Son passati sei mesi, per arrivare al “ma perchè no?”, nì, so, sì. Mo addirittura la Cassazione ci dice che non sta scritto da nessuna parte che i genitori devono essere di sesso diverso, e l’Europa ci minaccia se non ci sbrighiamo ad introdurre la legislazione che renderà gli omosessuali dei privilegiati della società (in)civile. Con lo Ius Soli soft succederà la stessa cosa. Si derogherà dapprima in qualche occasione, poi la deroga si allarga, si diffonde, volete che non troveranno uno straccio di tribunale e giudici moralmente depravati e compiacenti da dare sempre ragione ai clandestini? La norma verrà giudicata discriminatoria ed anticostituzionale e la concessione a tutti della nazionalità italiana ed europea verrà deregolamentata.

Come faranno tecnicamente ad aggirare la legge noi ancora non l’abbiamo ben chiaro, ma i clandestini invece lo sanno già benissimo. Quelli che si arricchiscono sul business dell’immigrazione hanno costituito lobbies i cui tentacoli arrivano dappertutto, ed hanno già previsto tutto. Però noi sappiamo bene quello che succederà una volta che chiunque nato in Italia da chiunque sarà dichiarato cittadino italiano per default. L’Italia diverrà la più grande sala da parto del mondo. Arriveranno gestanti ad uno stadio avanzato da tutto il mondo. Al business degli immigrati verrà affiancato quello della tratta delle puerpere che partoriscono in Italia per avere figli “italiani”, con il corredo di tutta l’assistenza logistica ed ospedaliera necessaria, il tutto a spese dei contribuenti, pure dei pensionati a 600 euro al mese.

unnamed (2)Poi scatterà la legge sui ricongiungimenti. Vi pare che la Cassazione o la Consulta, od anche dei normali tribunali e rigorosi rossotogati non troveranno il modo di autorizzare il ricongiungimento automatico di figli “italiani” con i propri genitori, anche se stranieri? Sarà un fatto di umana solidarietà, un ovvio atto di tolleranza e civiltà. Tutta gente alla quale, una volta avuta la cittadinanza, dovremo assicurare quello che non si riesce ad assicurare agli indigeni autoctoni, agli italiani veri, cioè copertura sanitaria, istruzione, lavoro, casa, ordine e giustizia. Ed un assegno mensile, perchè volete che da qui ad un paio d’anni Renzi non introdurrà non il reddito minimo garantito, che sarebbe una vera e giusta conquista sociale, ma il reddito di cittadinanza.

Pensate un po’: milioni di cittadini taroccati, che non sanno chi era Garibaldi e neanche parlano l’italiano, che spesso una volta presa la cittadinanza se ne vanno all’estero sfruttando Schengen, ai quali dovremo passare assegni di mantenimento per miliardi di euro, pure a quelli che se ne saranno andati in Belgio senza dircelo, mentre la metà dei giovani italiani, quella dei disoccupati senza speranza, dovranno rassegnarsi a continuare a campare sulle spalle di genitori o nonni, senza prospettive di futuro. Quando i nostri avi si sono sacrificati, spesso a prezzo della vita, per lasciarci un Paese unito, solidale e civile, sperando che il nostro tenore di vita fosse migliore del loro, non crediamo che avessero in mente che i giovani italiani fossero discriminati rispetto ad immigrati sconosciuti e che il Paese divenisse il ricettacolo di qualsiasi etnia con il completo annientamento della nostra cultura, della nostra religione, della nostra civiltà.

Rosengarten | agosto 5, 2015 alle 3:02 pm | Categorie: Politica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-9Ob

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Raccolta firme per l’abrogazione della legge sulla “buona scuola”. Firmate presso i vostri Comuni di residenza

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Segnalazione di Gianni Toffali

È già iniziata la raccolta di  firme per l’abrogazione della legge sulla “Buona scuola”

È già iniziata la raccolta di firme per l’abrogazione della legge sulla “Buona scuola”

Redazione . . La raccolta di firme per il referendum abrogativo della legge 13 luglio 2015, n. 107 (la cosiddetta “legge sulla buona scuola”) è già iniziata. Qui vi riportiamo la notizia pubblicata oggi dal Mattino di Padova, che segnala la raccolta di firme al Comune di Camposampiero (PD). In particolare si mette in luce la pericolosità di questa legge, che …

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Coloni invadono la moschea di al Aqsa sotto la protezione della polizia israeliana

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Risultati immagini per Coloni invadono la moschea di al Aqsa sotto la protezione della polizia israelianaSegnalazione di Federico Prati

Gerusalemme -PIC

Lunedì mattina, gruppi ebraici estremisti hanno fatto irruzione nella moschea di al-Aqsa, hanno girato per le sue piazze e provocato i fedeli musulmani.

Testimoni oculari hanno rivelato che 18 coloni sono entrati nel luogo sacro dalla porta al-Magharebah sotto la protezione della polizia israeliana e delle forze speciali che li hanno accompagnati nel loro giro.

Donne e bambini palestinesi, che erano nella moschea, hanno affrontato l’incursione dei coloni al grido di “Allahu Akbar” finché sono usciti dalla moschea dalla porta al-Silsilah, secondo quanto hanno affermato testimoni oculari. Continua a leggere

Eletto il Cda Rai: è il cimitero degli elefanti. Tutti i nomi che “puzzano” di vecchio

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Carlo FrecceroImmancabile, tra i nominati, anche un noto esponente graditissimo alla lobby gay…

La Rai ha il suo nuovo Cda, eletto dopo giorni di voci, indiscrezioni e trattativa. Sette nomi per la nuova lottizzazione di Viale Mazzini. Rinnovmento? Rottamazione? Non proprio. Piuttosto, il cimitero degli elefanti. Basta passare in rapida rassegna i vertici di Viale Mazzini per notarlo. Si parte dai nomi eletti dal Pd. Guelfo Guelfi: ex sessantottino (annamo bene…), grande affabulatore nonché l’uomo che scrisse buona parte dei “cento punti” che permisero a Matteo Renzi di vincere le elezioni comunali a Firenze. Dunque la semisconosciuta Rita BorioniFranco Siddi, classe 1953, già segretario della Fnsi, insomma di certo non uno di primo pelo. Si distingue invece Area popolare, che elegge il giovane editore Paolo Messa, classe 1976. Il “re degli elefanti”, però, viene spedito nel Cda dal Movimento 5 Stelle: Carlo Freccero. Il celebre autore televisivo, classe 1947 ed eterno candidato alla presidenza Rai, tra le altre, è stato direttore di Rai2 e presidente di Rai Sat, oltre ad essere da un trentennio ospite di qualsivoglia salottino televisivo. Anche il centrodestra non rinnova, tutt’altro. Il primo eletto è Arturo Diaconale, il giornalista classe 1945, poi passato alla politica al tempo del Polo per le Libertà. E infine il secondo nome, Giancarlo Mazzuca, giornalista e scrittore classe 1948, che lascerà dunque la direzione de Il Giorno.

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11817240/Eletto-il-Cda-Rai–e.html

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Calabria, simbolo di un’Italia piena di contraddizioni

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Calabria, simbolo di un’Italia piena di contraddizionidi Marco Ianes

Tempo di vacanze, così si decide di partire per la Calabria, costa ionica, dove il mare è splendido. Partenza notturna, alle 2, per evitare il traffico e così transitiamo da Bologna alle 5 del mattino, velocemente e senza problemi. Decidiamo di prendere la via perNapoli, quindi indirizzandoci verso la Salerno- Reggio Calabria che da qualche anno non percorro, spinto dalla curiosità di vedere se davvero i lavori sono stati portati avanti come sostenuto da molti esponenti politici.

I miei ricordi vanno a sei anni fa, ultima volta che transitai da questa arteria che per oltre trent’anni è stata massacrata dai lavori infiniti e perennemente cantierata e, quindi, con traffico rallentato e insopportabile. A Salerno entriamo e il primo tratto è abbastanza scorrevole, sono circa le 11 del mattino. Poi, arriviamo in zonaLagonegro e qui, pur notando notevoli progressi nelle opere, comincia il calvario; oltre 150 km di lavori che costringono a velocità ridottissime, con il limite di 60 km/h e corsie alternate.

Non ci siamo proprio, perdura il costante protrarsi di questi lavori infiniti! Ma dopo quasi 35 anni di lavori, come è possibile che non sia ancora finita questa importante arteria, che è determinante per lo sviluppo del Sud del Paese? Arriviamo in fondo alla Calabria, posti meravigliosi, unici e di una bellezza incredibile. Una zona di spiaggia ancora naturale, reale e non invasa dal turismo spinto. Davvero un posto incantevole. Al mattino successivo, corsa di allenamento, nell’entroterra. E qui, prendi coscienza dell’esistenza di un mondo parallelo, dove alla bellezza naturale viene contrapposta l’assurda visione dell’uomo. Continua a leggere

I buonisti nostrani ci sono ricascati: lacrime per il migrante, ma era pubblicità…

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Segnalazione di L.M.

di Francesco Meneguzzo

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Roma, 4 ago – Grondavano di lacrime e commozione le paginate de La Stampa, Il Corriere della Sera, Vanity Fair, e Huffington Post, tra gli altri, dedicate alla storia straziante del povero Abdou Diouf, migrante in cerca di fortuna partito dal Senegal e giunto in Spagna attraverso il deserto, il Marocco, il filo spinato e il mare, per essere strapazzato dalla polizia e finire in un centro d’internamento iberico senza per questo aver perso la speranza di riscatto.

Il tutto documentato giorno per giorno su Instagram, il popolare social delle foto, dall’ultimo pasto in famiglia alla coperta termica sulla spiaggia spagnola, infarcito di decine di hashtag piuttosto bizzarri, tanto tipici dei ragazzi occidentali e qualcuno singolarmente professionale, che forse qualche dubbio poteva sorgere nelle grandi redazioni. Invece, forse abbagliati da tanta insperata fortuna di poter a un tempo chiamare a raccolta e lettura l’italica commozione nonché servire la causa immigratoria governativa ed editoriale, la stravagante narrazione fotografica veniva passata così com’era.

 

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Se non che, c’era qualcosa che non andava.

Il primo a capirlo è stato il giornalista spagnolo Jaime Rubio Hancock, del quotidiano El País, che ha notato alcune stranezze nelle didascalie delle foto pubblicate, contenenti appunto hashtag piuttosto inusuali e incongrui rispetto alle foto pubblicate, e molto occidentali: #happyfamily #daydreamers, per la foto di addio alla famiglia; #newlook per quella del taglio dei capelli, fino a #acab per quella dell’arresto. Tra i vari hashtag, Hancock ne ha trovato soprattutto uno che ha attirato la sua attenzione: #getxophoto. Da lì a scoprire cheGetxophoto è un festival di fotografia, il passo è stato breve.

 

 

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Per attirare l’attenzione sulla prossima edizione, che inizierà il 3 settembre, questo festival ha prodotto infatti unacampagna pubblicitaria incentrata sui viaggi dei migranti per arrivare in Europa. Sulla pagina Facebook di Getxophoto c’è uno spot che riproduce in versione video il viaggio raccontato dalle foto sul profilo di Instagram@abdoudiou1993.

In realtà, il protagonista delle fotografie, che si spacciava come il ventiduenne senegalese Abdou, è di passaporto spagnolo, si chiama Hagi Toure e nella vita fa il giocatore di pallamano, mentre gli organizzatori di Getxophoto hanno spiegato a El País di aver chiesto al regista Tomás Peña di creare il video per la campagna pubblicitaria. Girato tutto, tra l’altro, in Catalogna.

Dopo una mattinata strappalacrime, solo nel pomeriggio del 3 agosto i titoli online dei grandi giornali nazionali venivano, come niente fosse, estesi di qualche parola per spiegare che si trattava di una campagna pubblicitaria, senza per altro riportare scuse né giustificazioni.

Quanto meno, un’occasione utile per aggiornare al ribasso le misure della credibilità delle maggiori testate giornalistiche italiane.

Fonte: http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/hanno-sbagliato-negro-lacrime-giornalistiche-per-il-migrante-su-instagram-era-pubblicita-28517/

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Gender a scuola – Analizziamo il ddl Fedeli

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gender a scuola

A proposito del gender a scuola, e in generale dell’insinuarsi dell’ideologia gender nel linguaggio e quindi in ogni ambito sociale, non solo nella scuola, è interessante l’analisi puntuale che fa Giovanni Lazzaretti, dell’ Osservatorio Internazionale Cardinale Van Tuan, del ddl Fedeli.

Una lettura da fare con calma, e meditare.

Vale la pena di analizzare il DDL Fedeli quando l’educazione di genere sembra ormai essersi infilata di straforo nel sistema scolastico, attraverso il voto di fiducia sulla cosiddetta “Buona Scuola”? Vale certamente la pena di analizzarlo. Continua a leggere

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