Marino, Crocetta, Gabrielli e gli insulti ai sudditi

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FRO-CETTA

Segnalazione Quelsi

by Augusto Grandi

La presunta telefonata tra il delirante Crocetta ed il suo medico e’ davvero fondamentale per portare alle dimissioni il disastroso presidente regionale siciliano? Assolutamente no. Anzi, le discussioni su una telefonata misteriosa servono solo a creare una cortina fumogena sul suo mal operato. Molto più grave, ma lo si dimentica in nome del politicamente corretto, e’ l’aver scaricato sui conti pubblici i costi per lo sbiancamento anale.

Ed ancora più grave la telefonata, registrata e pubblicata, tra il medico e Crocetta nel corso della quale il medico parla di politica sanitaria ed il presidente regionale si interessa solo di quanto tempo occorra per farsi togliere i punti dopo l’operazione di lifting anale. Fantastico. Perché mai uno così dovrebbe guidare una Regione quando l’unico suo pensiero e’ rivolto al suo fondamentale posteriore? E Marino? Importa davvero se sia o non sia coinvolto in mafia capitale quando tutto il suo operato come sindaco e’ fallimentare? Marino che, da sindaco, insulta un’anziana signora solo perché non si entusiasma all’arrivo degli invasori? Può, un sindaco, insultare impunemente un cittadino, soprattutto se indifeso, e continuare a guidare la città? Sindaco di tutti o solo delle cooperative che speculano sugli invasori? E Gabrielli? In teoria, ma solo in teoria, in quanto prefetto dovrebbe rappresentare lo Stato, non un partito.

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Altro che Grecia. L’Italia è la bomba innescata sotto l’euro.

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BANDIERA EUROPA GAY

..Ed anche Renzi ha avuto il suo “Berlusconi’s Moment”: meno tasse per tutti! Via l’IMU prima casa! 45 miliardi che restano nella vostre tasche! Così, adesso, si vede benissimo perché ce l’hanno messo sopra, quegli stessi che ci avevano messo sul collo Mario Monti e il Letta GeyAr: per rimbambirci di annunci contrari alla realtà, farci sperare (sempre meno) in “riforme” che non hanno alcuna intenziuone di fare – le vere riforme urgenti sarebbero l’abolizione delle Regioni e l’espulsione dall’Italia di Sicilia, Calabria e Campania, eventualmente , e la riduzione die vitalizi dei magistrati (ciascuno dei quali va’ in pensione con 9 mila euro mensili netti). Monti e Letta jr non erano bravi – non abbastanza spudorati – a cacciare balle come questo qui, per questo li hanno sostituiti.

Perché intanto, come ha comunicato Unimprese, “prendiamo atto con stupore delle promesse del premier. Il presidente del consiglio parla di un taglio delle tasse da 45 miliardi di euro. I numeri ufficiali dello stesso governo vanno nella direzione opposta. Col Documento di economia e finanza già approvato è stato certificato, per i prossimi 5 anni, l’aumento della pressione fiscale oltre il 44% e si va incontro a una stangata fiscale da oltre 100 miliardi. Dal 2015 al 2019, le entrate tributarie dello Stato cresceranno costantemente e arriveranno fino agli 881 miliardi del 2019. Complessivamente nel prossimo quinquennio i contribuenti italiani dovranno versare nelle casse pubbliche 104,1 miliardi in più rispetto allo scorso anno (+13%). Sulle imposte dirette e indirette – principalmente Irpef, Ires e Iva – ci sarà una stretta da quasi 80 miliardi. Il bilancio statale non sarà sforbiciato: le uscite cresceranno di quasi 38 miliardi(+4%) e sono stati sterilizzati gli investimenti pubblici, che resteranno stabili attorno ai 60 miliardi l’anno.”

In altre parole: le caste parassitarie e inadempienti, invece di ridursi i privilegi ormai scandalosi, gestiscono l’austerità dettata da Berlino, Bruxelles e BCE. Come sapete, ci hanno ordinato di rientrare entro il 60% del rapporto debito pubblico sul Pil. E loro lo fanno, perché così si legittimano agli occhi di quelli là sopra, e possono continuare le loro dilapidazioni e delle loro ricchezze indebite. Renzi? Fa’ il commento musicale alla nostra discesa negli abissi.

Naturalmente non riusciranno al loro scopo. L’austerità obbligata è precisamente quella che aumenta il debito pubblico rispetto al Pil (che decresce). E’ già stato provato, è la ragione della rovina inarrestabile e incurabile della Grecia.

Una sola magra consolazione: sarà la nostra Italia, esplodendo, a far esplodere l’eurozona. Una soddisfazione da kamikaze…

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LO SCHIAVISMO 2.0 DEGLI “IMPRENDITORI DEI BUONI SENTIMENTI”

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MIGRANTI

PAOLO SENSINI – Che altro fare? Dopo aver creato (con guerre criminali come quelle in Libia e Siria) e montato ad arte il problema “immigrazione”, eccoci giunti al suo “naturale” sbocco: il lavoro servile, cioè nessuna compensazione monetaria in cambio della propria attività. Una volta riempito ogni spazio “ricettivo” ed esasperato ben bene la situazione sui territori, in quale altro modo procedere? Ma è ovvio, far lavorare i “migranti” gratis. Peccato che queste centinaia di migliaia di persone servano come cavie e testa d’ariete per un esperimento sociale su ampia scala. I buonisti e gli “antirassisti” di professione, che ne siano consapevoli o meno, mostrano così la loro vera natura di utili idioti al servizio dei moderni negrieri. Domani, visto che l’uomo è un animale che si abitua a tutto, sembrerà normale che le amministrazioni e altri “soggetti” impieghino abitualmente personale senza corrispondergli alcuna retribuzione. O meglio, in cambio di un po’ di cibo, qualche abito e un giaciglio per la notte. Punto. Del resto tale esito lo si è già propiziato con un’inizativa introdotta dall’articolo 24 della legge n. 164 dell’11 novembre 2014, denominata “Sblocca Italia”, e voluta dal governo Renzi. Per capirci: le amministrazioni comunali sono autorizzate a realizzare un “patto di collaborazione” tra cittadini (che, per esempio, non sono in grado di pagare i tributi) e l’amministrazione comunale che in cambio potrà richiedere agli stessi la pulizia delle strade, interventi di manutenzione, abbellimento di aree verdi, ecc. ecc. Ed eccoci arrivati, con gli opportuni aggiornamenti del caso, allo schiavismo 2.0. Il tutto, non c’è bisogno di sottolinearlo, in salsa rigorosamente “democratica”. Ma non finisce certo qui, perché la cosa si allargherà presto a 360° e non coinvolgerà più solo i “poveri profughi”, ma anche tutti quei giovani e meno giovani i-tagliani che al momento si trovano sprovvisti di un lavoro remunerato. Vuoi continuare a sopravvivere? Adeguati alla “nuova” situazione, se no crepa! Le porte dell’inferno sono sempre lastricate di buoni sentimenti, e gli “imprenditori della bontà” un tanto al chilo si rivelano essere nient’altro che gli apripista di un mondo mostruoso.

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Brigatisti Rossi

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BR

Segnalazione Quelsi

by Stefania Elena Carnemolla

Disgusto e ambienti di sinistra, in Italia sono ormai sinonimi. C’è chi ricicla denaro sporco e chi ex brigatisti rossi e delinquenti. Ormai si sprecano i casi di ex brigatisti rossi, invasati, teste calde e rivoluzionari del nulla cui la società italiana – non tutta la società italiana, per fortuna – ha perdonato tutto. Ovunque ci fosse da infettare – giornali, università, fondazioni, istituti di ricerca, musei, TV, anche di Stato – loro sono arrivati, contando su complicità insospettabili. L’ultimo scandalo arriva dalla Puglia, dove la Biblioteca Comunale di Bitonto, nel barese, sarà il regno di un ex brigatista rosso. “Era nel commando che uccise il generale Giorgieri, ora Bitonto gli affida la biblioteca”, così l’articolo di Mauro Denigris di Resto al Sud.

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STOP Matrimonio gay! Firma anche tu!; Gender a scuola: appello alle famiglie; Unioni civili: rispondiamo alle obiezioni

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PROVITA

Segnalazione di Antonio Brandi

STOP MATRIMONIO GAY! STOP CIRINNA’! IL POPOLO PRO-FAMILY SI MOBILITA: FIRMA ANCHE TU! STOP Matrimonio Gay! STOP Cirinnà! Parte la petizione per chiedere a tutti i deputati e senatori di non approvare il ddl Cirinnà, che istituirebbe il matrimonio gay in Italia. Il progetto di legge Cirinnà rischia di dare una definitiva spallata culturale e valoriale alla famiglia naturale, tutelata dalla Costituzione in quanto luogo dove nascono, crescono e sono educati i figli, il futuro del nostro popolo. http://www.notizieprovita.it/legislazione/stop-cirinna-il-popolo-pro-life-si-mobilita-firma-anche-tu/

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Grecia, a Volos vivono già senza euro: come funziona la moneta parallela Tem

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grexit

In Grecia c’è già chi prova a vivere senza euro, ma con una propria moneta. Da ben prima che il falco tedesco Wolfang Schaeuble ipotizzasse una Grexit temporanea, con ritorno alla Dracma, nella città di Volos si usava il Tem, una moneta parallela all’euro. 140 mila abitanti circa, a nord-est di Atene nella Tessaglia, Volos è la prima città della Grecia che prova a sfruttare il meccanismo di una moneta nata sul web, non ancora stampata, ma che aiuta a far girare l’economia interna.

La genesi – All’inizio sono stati in 50 ad iscriversi sul sito dell’ingegnere informatico Christos Papaioannou, a ognuno è stato rilasciato un credito di 300 Pcs. Oggi sono in 800 tra commercianti e cittadini che fanno scambi e vendono prodotti e servizi.

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Pedofilia: un “disturbo”, non un crimine

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Già da parecchio tempo abbiamo raccolto segnali preoccupanti circa il lento, inesorabile e surrettizio lavorio delle forze del male, teso allo sdoganamento della pedofilia.

Basti rileggere qui, o qui, o qui, oppure il numero dedicato della nostra rivista mensile, Notizie ProVita (se scrivete “pedofilia” nel nostro motore di ricerca troverete infiniti rimandi, purtroppo).

Dicevamo che il lavoro del partito dei pedofili è incessante e paziente. Tra gli intellettuali e cattedratici che hanno sposato la mala causa, Tommaso Scandroglio sulla Nuova Bussola Quotidiana ha recentemente segnalato Margo Kaplan, docente alla Rutgers School of Law di Camden.

La professoressa ha scritto un articolo sul New york Times intitolato “Pedofilia: un disturbo e non un crimine” (Pedophilia: A Disorder, Not a Crime).

E’ interessante notare, con Scandroglio, come la tecnica usata per legittimare i pedofili sia la stessa che è stata messa in pratica per la legittimazione dell’omosessualità.

“Un primo passo per rendere accettabile una condotta o una condizione è affermare che non è poi così rara. Scrive la Kaplan: «Secondo alcune stime, l’1 per cento della popolazione maschile continua, molto tempo dopo la pubertà, a sentirsi attratto da bambini in età prepuberale». … la pedofilia è quindi una realtà sociale, un fenomeno che esiste ed esiste accanto a noi”.

Intanto già da tempo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dice che la pedofilia è un disturbo se «provoca un disagio o difficoltà interpersonali». Quindi un pedofilo sereno non soffre di alcun disturbo; se il bambino è “consenziente”, il “disturbo” magicamente scompare.

Secondo passo: «la pedofilia è uno stato e non un atto. […] Circa la metà di tutti i pedofili non sono sessualmente attratti da loro vittime» dice la professoressa. Quindi la metà dei pedofili sono persone per bene, che i bambini neanche li toccano (ma se non ne sono attratti sessualmente che pedofili sono? Ci vuole far credere che tutti coloro che amano i bambini – educatori, intrattenitori, baby sitter – sono pedofili?).

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L’ideologia Gender e la distruzione della famiglia

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TEORIA GENDER

Segnalazione di Federico Prati

Marcello Pamio

Dopo gli ultimi ddl presentati in Parlamento su omofobia, pseudo-diritti delle coppie gay, ecc. vorrei sottolineare la pericolosissima deriva culturale, sociale e quindi spirituale che sta interessando l’Occidente e che contempla, tra le altre cose, la distruzione della famiglia per arrivare in ultima istanza alla legittimazione della pedofilia.

Una deriva che ha l’obiettivo occulto di distruggere in tutti i suoi aspetti l’uomo e la concezione che noi abbiamo di esso, per creare il cosiddetto Uomo Nuovo, un individuo privo di identità.

Ideologia di genere (gender) I Poteri Forti stanno spingendo e promuovendo a suon di dollari l’idea di genere (gender).

Potremo dire addio all’identità dell’essere umano, nel suo naturale dimorfismo maschile e femminile, perché per l’ideologia gender le differenze sessuali tra maschio e femmina non avrebbero più alcuna importanza, se non dal punto di vista culturale. Pertanto non hanno senso di esistere!

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Il Sistema insindacabile di oppressione in Europa

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BANDIERA EUROPA GAY

di Maurizio Blondet

Una voce da Bruxelles, riportata da Dedefensa: “Fino a qualche anno fa, la consegna fra i funzionari dirigenziali era di essere più discreti possibile, specie nel caso delle auto di servizio ( …). Da qualche mese è un diluvio nell’

altro senso: enormi 4×4, SUV, eccetera – si direbbe che i nostri famosi fabbricanti tedeschi non cessino di fabbricarne di sempre più grossi, più massicci, più blindati, specialmente concepiti per i funzionari – Juncker è un campione in questo campo – che sembrano sempre più delle fortezze semoventi, blindati di inaudita potenza e lusso, intoccabili, coi vetri oscurati, che si muovono in lunghi convogli come dei cingolati russi che invadessero l’Ucraina…”.

Insomma han buttato la maschera e adottato   lo stile di ostentazione   che è parte dello stile di vita degli oligarchi criminali dell’Est europeo. Istruttivo il particolare dei vetri oscurati,   un tempo   tipico della Nomenklatura sovietica. Il privilegio di un potere che non deve rispondere di sè. A Bruxelles dunque ostentano e sfoggiano, sgavazzano e sbevazzano, sicuri che il sistema in cui   hanno trasformato la “speranza europea”, la celebrata “utopia di Altiero Spinelli” (capirai…)   oggi prigione dei popoli, durerà. L’euro non si spaccherà, l’oligarchia non sarà mai minacciata dalla democrazia nè dalla rivolta dal basso. I tecnocrati e i politici   sono sicuri che non dovranno mai abbassare l’arroganza.   Si sentono, si sanno garantiti da uno che sta al disopra di loro. L’Insindacabile, lo chiameremo. E che è il vero vincitore nella tragedia dei greci.

Il sistema posto in atto dall’ Insindacabile ha regalato molto ai suoi complici.

Cosa ci ha guadagnato Berlino. Per esempio ai politici irresponsabili, in Grecia come in Italia, che hanno potuto indebitare il paese (e i cittadini) ai tassi artificialmente bassi che regalava loro la unione monetaria, spandendolo in lussi, clientelismi, corruzioni e spreco per gli “amici”. La Germania ha avuto la sua epoca di grande   successo economico all’estero (l’export costituisce ormai quasi il 50% dei suo Pil) perché l’euro è stato creato – per definizione – per essere più deboledel marco tedesco; così Berlino ha portato via a manbassa quote di mercato all’Italia, per la quale al contrario l’euro è sopravvalutato. Certo, sono proprio i cumuli di valuta   di cui gli esportatori tedeschi hanno riempito le loro banche all’origine del disastro finanziario. Il perché spero sia chiaro: per le banche, i depositi dei  clienti sono un “passivo”, che le obbliga a perseguire in modo esponenziale l’incameramento di “attivi”.   Per la banca, “attivi” sono gli interessi che lucra dalla moneta che crea dal nulla, indebitando persone, aziende, stati;   più la banca ha in pancia depositi, più deve moltiplicare il credito, di nove, dieci, venti volte non so. Nel caso, le banche tedesche indebitarono fino al collo la Grecia. Comprarono senza limiti i loro titoli pubblici: perché davano rendimenti più alti, perché erano emissioni di un Tesoro europeo, e dunque valevano “come contanti” da offrire come garanzia (collaterale) per le speculazioni più osèes, i derivati più fantastici (da cui estrarre altre rendite).

Prestavano troppo, e lo sapevano benissimo, ad un debitore che non poteva pagare. La Grecia è stato un creditore sub-prime; come nel caso dei sub-prime americani, le cui banche hanno prestato a messicani e ragazze madri disoccupate   perché si comprassero a rate auto che non si potevano permettere; quei pessimi debiti le banche mica se li tenevano in pancia, li hanno mescolati e riaffetttati in “titoli di debito” che hanno sbolognato ad altri enti, specie ai Fondi pensione, promettendo: danno interessi alti, approfittatene. Appena le ragazze madri non hanno potuto pagare la seconda rata, le banche d’affari si erano già liberate dei loro impegni. Con la Grecia,   le banche tedesche e francesi hanno fatto esattamente la stessa cosa, ma più grave:   si sono liberate del rischio trasferendolo   sugli stati, ossia sui contribuenti europei. I danni privati, che le banche avrebbero dovuto subire   come meritata punizione del loro cattivo, irresponsabile “investimento”, sono diventati debiti pubblici. La tabella qui sotto illustra il successo della operazione.

Naturalmente questo trucco è stato esaltato e spiegato dai media come “salvataggio delle Grecia” (bail-out). Con l’accusa moraleggiante alla Grecia di “vivere al disopra delle sue possibilità”. Come oggi dice persino D’Alema (doveva dirlo nel 2012), quei soldi dei salvataggi non andavano in Grecia: la BCE li ha creati   dal nulla per acquistare a man bassa i titoli di debito greci in pancia alle banche tedesche e francesi. Hanno riempito di quattrini le banche. Applausi del media.

Alla Grecia, restavano da pagare solo gli interessi su questi “nuovi prestiti” che riceveva sulla carta ma venivano immediatamente dati alle banche. Interessi sempre più salati, perché il debito pubblico greco saliva e saliva, sicché il debitore diventava inaffidabile – se voleva nuovi salvataggi, doveva pagarli sempre più caro.

Per questo Varoufakis ha detto: “Mi taglio il braccio piuttosto che firmare la richiesta di un nuovo prestito”.

E’ così che il debito greco è diventato quello che è:

Il tutto aggravato dalla austerità che i tedeschi, con la Merkel ma tutti quanti, hanno imposto alla Grecia: austerità! Austerità! Tagliare!   Effetto: il Pil è sceso, sicché il debito in rapporto al Pil, meccanicamente, è salito.

Lo stesso è stato imposto ai paesi periferici, fra cui il nostro: fate le riforme, austerità, compiti a casa. L’effetto è la crescita del debito in rapporto al Pil. Noi eravamo già indebitati fino al collo; ma la Spagna aveva un rapporto debito Pil del 60%, prima dei salvataggi greci…

Perché i nostri politici, gli eurocrati col SUV, i banchieri centrali hanno preferito salvare le banche anziché i cittadini e gli stati? C’è qui pronta, grazie a Zero Hedge, una teoria del complotto.

 La mappa è un po’ vecchia e mancano alcune foto: Prodi, Padoan ad esempio. Anche loro ex (?) dipendenti Goldman Sachs. E’ ovvio che la loro logica sia quella di accollare le perdite della finanza ai cittadini. Hanno imparato lì.

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