Per Israele non valgono mai le cose che valgono per tutti gli altri

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di Paolo Sensini

Fonte: Maurizio Blondet

Israele è un paese veramente unico al mondo, oltre a essere, va sans dire, “L’Unica-Democrazia-del-Medio-Oriente”. Da solo totalizza una quantità talmente alta di “primati” da non avere eguali a livello planetario. Esso, infatti, fonda la sua presenza e “legittimità” sul suolo della Palestina unicamente sul passo biblico della Genesi (15,18-21), che recita: “In quel giorno il Signore strinse un’alleanza con Abramo, in questi termini: ‘Alla tua discendenza io do questo paese, dal torrente d’Egitto fino al fiume grande, il fiume Eufrate: i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti, gli Hittiti, i Perizziti, i Refaìm, gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei e i Gebusei’ “. In pratica dall’Egitto fino all’Iraq, includendo Giordania, Siria, Libano, Arabia Saudita, Kuwayt e Turchia.

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La “Strategia 2015″ del Pentagono per dominare il mondo

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Segnalazione di Federico Prati

di Mike Whitney

Il Pentagono ha pubblicato giovedì scorso la Strategia Militare Nazionale 2015, un piano di 24 pagine per dominare il mondo attraverso la forza militare.

Se il linguaggio usato è più sottile e meno incendiario rispetto ad analoghi documenti del passato, la determinazione a perseguire unilateralmente gli interessi statunitensi tramite la violenza estrema resta però la pietra angolare della nuova strategia.

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“1984” arriva in Europa: fine della libertà’ di parola in Spagna

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Segnalazione di Federico Prati

La Spagna ha dimostrato di seguire appieno le direttive autoritarie di Bruxelles per mettere fine alla democrazia. I potenti si sono semplicemente convinti che il popolo non capisce cosa sia buono per esso, e che devono quindi imporgli la loro volontà con la forza bruta. Ma non è questo il ragionamento che giustificava l’imposizione del comunismo? Questa è la fine di ogni libertà, ed è arrivata alla nostra soglia. Ecco le nuove leggi spagnole (Ley Mordaza):

  1. Se fotografate il personale della sicurezza e poi condividete le immagini sui social media, pagherete una multa fino a 30.000 euro, in particolare se la foto espone la violenza usata contro un membro del pubblico. La multa potrebbe aumentare a seconda del numero dei vostri “followers” sui social media.
  2. Twittare o ri-twittare informazioni o “il luogo di una protesta organizzata” può ora venire interpretato come un atto di terrorismo, poichè incita gli altri a “commettere un crimine” (ora che “dimostrare” è diventato per molti aspetti un crimine). Ricorda un po’ “1984”? Leggetevi Orwell e il tempo da lui trascorso in Spagna.
  3. La rivelazione di informazioni in stile Snowden è ora definita un atto di terrorismo. Se scrivete per un giornale locale, state attenti a cosa stampate, a chi vi rivolgete, e se il governo vi sta ascoltando.
  4. Visitare o consultare i siti terroristici, anche a scopo investigativo, può essere interpretato come un atto di terrorismo. Assicuratevi di usare browser “Tor”, rifiutare i cookies e non permettere i pop-up. Ovviamente non postate la navigazione sulla vostra cronologia di Facebbok!
  5. Prestate attenzione alle vostre battute contro i reali. Qualsiasi commento satirico contro la famiglia reale è ora un crimine “contro la Corona”. Per esempio, “Cosa hanno avuto da dire, Leticia e il vescovo, dopo che…” (scusate, censurato).
  6. Non infastidite i membri eletti del governo o le autorità locali, neanche se dicono una cosa per farsi eleggere e poi vanno a fare l’esatto contrario.

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La buona scuola di Renzi introduce il Gender

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L’ideologia del gender entrerà per legge nella scuola nell’area curricolare, non soggetta a consenso informato e non controllabile dal genitore

di Giano Colli

Spett.le redazione di BastaBugie, seguo con interesse il vostro giornale ed ho letto con attenzione l’articolo di Riccardo Cascioli “Smascherato il diabolico compromesso” [vedihttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3826]. Sono un insegnante della scuola statale e vorrei segnalare che il principale strumento nel quale il gender entrerà per legge (Buona Scuola) nella scuola è proprio l’area curricolare, non soggetta a consenso informato e non controllabile dal genitore. I progetti extracurricolari sono infatti costosi e facoltativi e si tende a svolgerli durante le ore curricolari (obbligatorie) con la scusa della flessibilità didattica delle varie discipline o addirittura curvando appositamente il profilo didattico di alcune discipline verso il gender, basta l’intervento dell’insegnante e la scelta di testi e altri materiali. Nella mia scuola è stato fatto un progetto di educazione sessuale (con profilattici ecc,) durante ore curricolari al posto di alcune materie, senza informare più di tanto. Solo alcuni genitori si sono accorti. Anche le paritarie, con la Buona Scuola, dovranno piegarsi a far entrare il gender in quanto la formulazione dell’art.16 è inequivocabile e fa riferimento al decreto Fornero contro le discriminazioni (leggere bene e vedere cosa si nasconde dietro quei numeri di leggi). Entrerà nel taglio didattico curricolare, per legge. Non vi spiegate perché le associazioni pro-gender non abbiano protestato alle dichiarazioni ed alla circolare del Ministro Giannini? L’unico modo che hanno i genitori di tutelarsi è la partecipazione attiva (ma contro la legge si può poco), i ricorsi di incostituzionalità contro la Buona Scuola (toglie la libertà di educazione e di insegnamento) e la oculatissima scelta della scuola peri propri figli, senza scartare, anzi, la possibilità dell’istruzione parentale, contro cui la “Buona Scuola” nulla può. Stanno infatti fiorendo molte scuole parentali [come, ad esempio, Alleanza Parentalehttp://www.alleanzaparentale.it]. Un saluto. grazie. Andrea Caro Andrea, in effetti non mi risulta che i progetti gender attualmente siano proposti come attività extracurricolari facoltative. Una cosa sono le attività extracurricolari (formalmente non fanno parte del programma – curricolo, ma vengono fatte in orario obbligatorio, come arricchimento dell’offerta formativa), una cosa le attività fatte in orario extracurricolare (effettivamente facoltative). In una scuola elementare di mia conoscenza, il progetto era inserito nell’orario obbligatorio, in nessun modo poteva essere a scelta la partecipazione, insomma è proprio vero che questa circolare è davvero pessima. Altro che salvezza dal gender! A onor del vero, Riccardo Cascioli ha precisato la sua posizione in merito con l’articolo  “Buona scuola e Cirinnà” dell’11-07-2015 in cui ha precisato: “ho solo preso atto di quanto ormai compiuto, consapevole anche del fatto che quell’articolo 16 della riforma della scuola è – purtroppo – solo uno dei canali attraverso cui il gender penetra nella scuola. Bisogna ricordare al proposito che la principale fonte di problemi in tal senso è quella ‘Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere’, che dobbiamo al governo Monti e in particolare al ministro Fornero. Già nel maggio 2013, del resto, avvertivamo su quello che sarebbe successo nella scuola, ma anche allora la maggior parte dei politici cattolici aveva altre preoccupazioni.”

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Unioni civili: la fretta e gli interessi della Cirinnà

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Le unioni civili stanno per arrivare. Entro l’estate devono lasciare la Commissione Giustizia del Senato ed approdare in aula.

Da diverso tempo i giornali vociferano di una presunta accelerazione del ddl Cirinnà.

A noi sembra la solita strategia: far credere che ormai è fatta per fiaccare ogni forma di opposizione e costringere gli avversari al compromesso. Di certo dobbiamo stare in guardia, ma senza pensare di aver già perso. La battaglia è ancora tutta da giocare e infatti abbiamo lanciato la petizione per bloccare questo disegno di legge (vi invitiamo a firmare e far firmare qui).

Anche Monica Cirinnà mette fretta e dal suo sito ha lanciato un appello all’opinione pubblica invitandola a far sentire la sua voce e la sua richiesta di diritti, di libertà e di dignità. A dire il vero, la senatrice dovrebbe sapere che c’è un popolo che ha fatto sentire la propria voce per difendere diritti, libertà e dignità di bambini e famiglie: è il milione di persone sceso in piazza S. Giovanni il 20 giugno e i tanti altri rimasti a casa ma che la pensano allo stesso modo. Ma questi sono forse italiani di serie B, non meritevoli nemmeno di essere nominati…

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Alba Dorata: «Syriza ha tradito Ora tocca a noi»

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Il portavoce del partito parla a poche ore dal voto del Parlamento greco sulle riforme di Tsipras e attacca: «Ue usuraia, meglio guardare a Putin»

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Kasidiaris, secondo Alba Dorata Alexis Tsipras ha tradito la Grecia?

«Sì, Tsipras ha tradito la Grecia e ha consegnato la nostra sovranità nazionale agli usurai della Ue, del Fondo Monetario Internazionale e della Bce».

Voterete le riforme «imposte» dalla Ue?

«No, noi saremo contrari a queste proposte perché stanno guidando la nostra Nazione dritta nella tomba».

Si parla della volontà tedesca di «punire» la Grecia che ha osato dire «Oxi» («No»).

«I tedeschi devono al nostro Paese tanti bilioni di euro – il prestito che ci hanno costretto a prendere durante la Seconda guerra mondiale e i danni di guerra – e per questo motivo hanno dichiarato questa guerra economica ora».

Si fa strada l’ipotesi di un «governo tecnico» o di «unità nazionale» sul modello di quello di Mario Monti in Italia nel 2011. Partecipereste anche voi?

«Noi lotteremo contro un governo di questo tipo, perché purtroppo servirà gli interessi dei banchieri della Ue e non del popolo greco. Purtroppo le proposte degli usurai, cioè il famigerato terzo memorandum, passerà dal nostro Parlamento con i voti di tutti. Certamente non con i nostri».

Lo scenario della Grexit non è tramontato. Pronti all’eventuale ritorno alla dracma?

«Sì alla moneta nazionale, però non senza prima un piano per poter farlo bene. E ciò accadrà soprattutto quando risorgerà la nostra produzione nazionale».

Resta il problema del debito. Come si risolve?

«Con la revisione del debito e la cancellazione unilaterale del debito illegale».

In queste ore sia gli Usa (con il Fmi) che la Russia sono interessati al destino della Grecia. Voi da che parte state?

«Alba Dorata ha un obiettivo: vuole puntare e rafforzare la geopolitica della Grecia verso la Russia, tramite un’alleanza al livello economico, energetico e militare. Dialogare con Putin è una delle nostre posizioni principali, e abbiamo contatti con il partito di Zhirinovsky e con il consigliere del presidente Putin, Alexander Dugin».

Parlate di «sovranità» contro il «diritto inglese». Ce lo può spiegare?

«Semplice. Vogliamo denunciare il contratto di finanziamento che si basa sul diritto inglese e trasforma il nostro Paese in un territorio sotto il dominio degli usurai mondiali».

Il sistema sociale della Grecia a vostro avviso non ha delle criticità?

«Il sistema sociale è tutto distrutto in Grecia, a causa dei governi che hanno governato dal ’74 in poi ma anche a causa dell’arrivo di troppi immigrati. Noi proponiamo un taglio immediato dei privilegi del sistema politico greco, più tasse sulla ricchezza, immediata espulsione degli immigrati clandestini. Tutto questo per poter riorganizzare il nostro sistema basandoci sulla giustizia sociale».

Se si dovesse andare ad elezioni anticipate ritenete di poter rappresentare anche gli elettori delusi da Tsipras?

«La maggioranza degli elettori che ha votato Syriza e che ha votato contro questa Europa ormai non voterà più per loro. Noi siamo pronti a governare, per la nostra sovranità nazionale e la sovranità popolare. Obiettivo principale per noi è che la Grecia debba tornare ai greci».

Lei è tra gli arrestati di Alba Dorata, è stato appena scarcerato. Può spiegare ai lettori italiani perché i greci dovrebbero fidarsi di un movimento coinvolto in inchieste e arresti?

«La risposta l’ha data il numero due del governo che ci ha imprigionato. In una famosa prova-video Panayotis Baltakos, il consigliere dell’allora premier greco, diceva: “Samaras, il primo ministro, ha ordinato di imprigionare Alba Dorata per prendere i vostri voti”. Noi siamo stati vittime di una persecuzione politica assurda e il popolo greco questo lo sa molto bene. Lo sa perché noi siamo l’unica voce vera di questo Paese tra tutti i traditori e i ladri politici».

Antonio Rapisarda

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Verona: per fingere di far lavorare i profughi, un tutor farà il loro lavoro

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Per fingere di far lavorare 49 clandestini camuffati da profughi, in sedicenti “lavori socialmente utili”, il comune di Verona dovrà fare

E’ stato infatti sottoscritto oggi un demenziale protocollo d’intesa fra Prefettura, Comune, Amia, cooperativa Il Samaritano-Caritas diocesana (nome adatto per chi incassa 35 euro per ogni clandestino), Centro cooperazione giovanile internazionale, perché una cinquantina di sedicenti profughi ospitati a Verona svolga “attività socialmente utili”.
Sembrerebbe una buona cosa. Non lo è. Per tre motivi: primo, lavori che, se necessari, potevano essere fatti da giovani italiani; secondo, oltre ai 37,50 euro al giorno già spesi per mantenerli, si dovranno anche versare i contributi per questi coloni; terzo, per fingere di farli lavorare, si dovrà impegnare per ognuno di loro ‘un tutor’.

E’ la classica manfrina politica per ‘calmere’ le acque delle proteste e dire: “vedete? lavorano”. Peccato che per fingere di far lavorare loro, dovrà lavorare un altro per loro.

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Grecia, Alba Dorata ribadisce il no alla troika- IL VIDEO

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Atene, 14 lug – Dopo il tradimento di Tsipras, che ha accettato clausole più dure di quelle rispetto alle quali aveva scenograficamente chiamato i greci alle urne, tutti guardano ora ad Alba Dorata. Il movimento nazionalista è in crescita e potrebbe ora raccogliere il voto dei delusi e degli arrabbiati, presentandosi come unica forza coerentemente anti-troika. In questo video (sottotitolato in italiano), il leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, esprime sinteticamente le ragioni del no al nuovo memorandum europeo.

 

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=f30_qt37Hbo

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La teoria gender esiste, anche a scuola: la prova definitiva

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Ultimamente una grande questione divide politici, intellettuali, associazioni e gente comune: l’esistenza della cosiddetta “teoria gender “. E di conseguenza, se sia reale o meno la sua introduzione nelle scuole di ogni ordine e grado.

Gender o no gender, questo è il problema.

I negazionisti del gender sostengono che la famosa “teoria” sia in realtà una invenzione di coloro che pretendono di combatterla. Forse perché questi ultimi interpreterebbero male i cosiddetti “studi di genere”. Forse perché deformerebbero volontariamente certe visioni, attribuendole al variegato mondo LGBT, in modo da avere nemico più facile da combattere e da demonizzare (il noto argomento dell’”uomo di paglia”).

Alcuni si spingono fino a dire che la teoria di genere sarebbe stata creata, per le finalità di cui sopra, in qualche stanza segreta del Vaticano …

Visto che l’argomento è di grandissimo interesse, è venuto il momento di fare un tentativo di esporre in modo più chiaro possibile le ragioni che stanno dietro alla posizione di chi sostiene l’esistenza della teoria e denuncia il fatto della sua promozione da parte di alcune istituzioni e all’interno di alcune scuole.

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Ecco come Monti, Di Paola, Passera ed una procura “assente” hanno consegnato i Marò all’India

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RIUNIONE

Segnalazione Quelsi

by Rosengarten

Che nella vicenda dei Marò ci fosse del torbido e che i due fucilieri fossero vittime sacrificali per altri interessi è sempre stato molto più di un sospetto avanzato da molte parti, a cominciare da Qelsi. Però adesso se ne ha la conferma perchè, come spesso accade, anche se immerse nella melma più vischiosa, a lungo andare spesso le cose affiorano per spontaneo e naturale processo di decantazione. Ieri è apparsa in rete una lettera che l’allora Ministro delle Giustizia, sig.ra Paola Severino, tramite il suo capo di gabinetto dott.r Eugenio Selvaggi, inviò il 13 marzo del 2013 ai colleghi del Governo Monti per spiegare le ragioni per le quali, sulla base delle rilevazioni satellitari, del diritto penale e di quello internazionale l’Italia avrebbe potuto e dovuto rifiutarsi di riconsegnare agli indiani i Marò che si trovavano in Italia per una licenza elettorale di 4 settimane. Si ricorderà, che in un primo momento il governo annunciò che i Marò sarebbero restati in Italia, decisione che però il premier Monti presto si rimangiò dietro i “saggi” consigli di due membri di quel terrificante esecutivo, il Ministro della Difesa amm. Giampaolo Di Paola e quello per lo Sviluppo Economico, nonchè ad interim anche per le Infrastrutture ed i Trasporti, Corrado Passera.

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