
Segnalazione di Federico Prati
a cura di H.O.M.E. 1
In molte opere massoniche è scritto che la Massoneria è una sorta di laboratorio e le Logge delle «officine» in cui i Fratelli, tramite l’iniziazione ai vari Gradi, vengono lentamente trasformati da vile metallo in oro puro. Secondo la filosofia massonica, gli adepti sarebbero la primizia della nuova umanità, quella che finalmente liberata dalla superstizione (la religione) vivrà nella Repubblica Universale che un giorno la sètta instaurerà.
Nulla di strano quindi se la Massoneria sia favorevole ai «matrimoni» omosessuali visto che, come rivela questo articolo, nei Gradi più elevati di certe obbedienze le «sante orge» tra affiliati sembrano essere di casa.
Oltre a questo, i vertici massonici perseguono sicuramente un altro scopo che non va assolutamente trascurato: la dissoluzione dell’ordine naturale e cristiano (il solve alchemico) mediante la diffusione del vizio generalizzato derivante dalla convinzione che più la nostra società diventa putrescente, prima sarà possibile scalzare dalle fondamenta il cristianesimo ed edificare la nuova umanità. Non è un caso che il governo francese di Hollande, che nel 2013 ha legalizzato le unioni gay, contava tra le sue fila un numero impressionante di «grembiulini», senza dimenticare gli altri Fratelli che siedono nel Parlamento (centocinquanta tra deputati e senatori).
Albert Pike (1809-1891) fu un massone estremamente stimato dai suoi confratelli. In suo onore essi hanno hanno eretto un monumento chiamato Albert Pike Consistory, gli hanno dedicato un’imponente Loggia (l’Albert Pike Memorial Temple, a Little Rock, nell’Arkansas), e lo hanno abbondantemente lodato in alcune delle loro opere. Pike, che giunse al livello più elevato della Massoneria di Rito Scozzese (il 33º Grado), fu un autore prolifico di opere sulla sètta. In questo articolo, presenteremo diverse citazioni estratte da uno dei suoi libri, Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry (1872), probabilmente l’opera più famosa di Pike 2.
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