L’invasione di massa di clandestini e profughi brucia i tempi per l’africanizzazione dell’Italia pianificata dalle centrali mondialiste

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AFRICA

Segnalazione di Federico Prati

L’invasione di massa di clandestini e profughi brucia i tempi per l’ africanizzazione dell’Italia pianificata dalle centrali mondialiste

di Luciano Lago

Fino a poco tempo addietro pensavamo che il piano predisposto dalle centrali mondialiste per l’ingresso in Italia di masse di immigrati africani destinate a modificare l’assetto sociale e l’identità culturale del paese necessitava di tempo, qualche decennio almeno per essere portato a termine, in modo graduale.

La situazione invece sta rapidamente precipitando: sulle coste libiche sono in attesa di imbarcarsi, soltanto in questi giorni, circa 500.000 persone, secondo il rapporto dei servizi.

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La Corte Suprema rinvia al 14 luglio l’esame del ricorso dei Marò. Che sia la volta buona?

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VILLA ROSA

Segnalazione Quelsi

by Rosengarten

Secondo quanto si è potuto rilevare nel portale della Corte Suprema dell’India, circoscrizione di New Delhi, giusto prima che smettesse di funzionare, l’udienza fissata (si fa per dire) al 1° luglio p.v. per decidere in merito al ricorso dei Marò si terrà il 14 luglio prossimo. Che ci sarebbe stato un rinvio l’avevamo anticipato ai nostri lettori, non tanto perchè è ormai consolidata consuetudine della CS quella di convocare le udienze non per discutere le istanze dei nostri fucilieri, quanto per stabilire la data di quella successiva cui tutto viene rinviato, ed è la 36ma volta che succede. Noi pensavamo che l’udienza si svolgesse il 15 di luglio perchè quello è il giorno di scadenza del permesso per convalescenza concesso a Max Latorre che era stato colpito da un ictus operato in Italia. Invece la CS ha deciso di fissare l’udienza il giorno prima, quando l’assenza di Latorre sarebbe ancora formalmente giustificata.

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La Nato schiera 40mila soldati a Est contro Putin

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L’annuncio dato dal segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg. Tutti i paesi della Nato pronti ad aumentare le spese militari

Il vento che soffia tra la Russia e la Nato è un vento di tempesta. La Nato si guarda bene dal mettere gli scarponi sui territori della Libia e dello Stato Islamico, ma non attende a schierare armi e soldati contro Mosca. Da qualche ora, infatti, l’Alleanza ha deciso di portare 40mila uomini al confine con la Russia per “rispondere” alle recenti decisioni in campo militare e politico di Putin.

Mentre si apprestava ad entrare alla riunione dei ministri della Difesa della Nato, il segretario generale Jens Steltenberg già dava per certa la decisione – poi resa ufficiale – di “aumentare da 13mila a 40mila le truppe” in Europa. Una mossa militare e strategica importante, che forse non può impensierire i 150mila uomini che Putin ha già schierato al confine, ma sicuramente aiuterà ad aumentare la tensione.

La Nato ha accusato più volte il Cremlino di aver avviato l’escalation del riarmo con l’annessione della Crimea. Un atto “non difensivo”, al contrario di quello proposto dall’Alleanza, perché “annettere una parte del territorio di un altro paese non lo è”. Intanto l’organizzazione militare va avanti. Oltre alle numerose truppe da schierare sul campo, la Nato punta a velocizzare il processo decisionale per muovere i soldati in caso di emergenza. Verranno realizzati sei nuovi “quartier generali” in altrettanti paesi membri dell’Est. Ogni sede avrà a disposizione circa 40 persone che dovranno pianificare e assistere le attività di rafforzamento della Nato. “Ci aspettiamo che siano pronte entro la fine dell’anno – ha detto Stoltenberg – il nostro obiettivo è avere un collegamento tra le forze nazionali e quelle multinazionali”.

E poi c’è la quetione della spesa militare. Il riarmo costa, e i Paesi Nato fino ad oggi hanno tirato quanto più possibile la cinghia. Ma ora Stoltenberg chiede agli alleati di “destinare almeno il 2% del prodotto interno lordo alle spese per la difesa”. “I nostri sforzi – ha aggiunto – devono essere sostenuti con adeguati finanziamenti: alcuni progressi sono stati fatti, ma dobbiamo vederne di più”.

La risposta del Cremlino non si è fatta attendere. Il portavoce del ministero della Difesa russo, il generale Jurij Jakubov, ha definito la decisione del Pentagono di schierare centinaia di carri armati e semoventi d’artiglieria in Europa Orientale, a ridosso dei confini russi, “l’atto più aggressivo dai tempi della Guerra fredda”. E probabilmente è solo uno dei primi capitoli del nuovo conflitto tra la Nato e Mosca.

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Dov’è un governo europeo che dica gli americani di smetterla col loro delirio?

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TODD

Segnalazione di Federico Prati

di Maurizio Blondet

E’ una delle espressioni che Michael Todd 1, l’economista storico e sociologo francese, pronuncia in una rovente intervista a Sputnik New. Vale la pena di sottolinearne i passi più rilevanti. L’America s’impone sempre più come una potenza apocalittica”.

…”una potenza teratologica ed apocalittica”, precisa Todd, “che illustra un destino di violenza da due secoli a questa parte. In guerra dà Hiroshima, il Vietnam, l’Irak, in cultura Madonna o Lady Gaga, in economia ineguaglianze e indebitamenti, zone zombi o le mostruose ghirlande dello Urban Sprawl (la proliferazione dei sobborghi) che sfigurano il mondo, come ha denunciato il grande saggista e ecologo Dean Kunstler.

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Austria: no ai matrimoni gay

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BANDIERA AUSTRIA

Segnalazione di L.M.

Sorpresa in Austria: il parlamento respinge le unioni gay

Sorpresa in Austria: il parlamento respinge le unioni gay

I Socialdemocratici votano contro il progetto di legge da loro presentato, per non compromettere la coalizione di governo con i Popolari

Proprio nei giorni in cui fervevano i preparativi per il Family Day a Roma, una buona notizia per i sostenitori della famiglia naturale è arrivata da Vienna.

Il 18 giugno scorso, il parlamento austriaco ha bocciato il progetto di legge per l’equiparazione dei diritti delle coppie gay e lesbiche al matrimonio, tecnicamente definita “diritto umano di matrimonio ugualitario”. Il voto si è risolto con 110 contrari e appena 26 favorevoli.

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Il “rapporto sul terrorismo” del Dipartimento di Stato USA suscita reazioni sdegnate ed ilarità fra gli osservatori

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DIPARTIMENTO DI STATO USA

Segnalazione di Federico Prati

di Luciano Lago

Il Dipartimento di Stato USA ha pubblicato il suo annuale rapporto sul terrorismo, in collaborazione con il “National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism” della University of Maryland. In questo rapporto viene fatto un elenco preciso delle vittime del terrorismo nell’anno trascorso (32.727 secondo il rapporto) di quanti siano stati gli assalti terroristici (9.700 secondo il rapporto) di quanti siano stati i sequestri, le persone prese in ostaggio, i feriti, ecc..

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“Via i libri genitore 1 e genitore 2 dalle scuole”

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GENITORI

Così il sindaco Luigi Brugnaro ha azzerato con un semplice ordine agli uffici – riportandolo alla sfera dell’educazione privata e non pubblica – il lavoro di introduzione alle differenze di genere avviato dalla giunta Orsoni, con la delega a Camilla Seibezzi. Una decisione che aveva fatto il giro d’Italia, quella del Comune di Venezia di introdurre favole che educhino alle differenze di genere, religione, nazionalità, culture.

“Nessun bambino sarà discriminato o trattato diversamente”, aggiunge il sindaco Brugnaro, “nella loro casa potranno esserci papà 1 e papà 2, mamma 1 e mamma 2 e sarà certamente incoraggiata qualsiasi integrazione, ma va riconosciuta la maggioranza delle persone che hanno una mamma e un papà”.

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La Polonia minacciata dal “drone dell’aborto”

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DRONE

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Lupo Glori

L’aborto arriva dal cielo. L’ultima trovata degli abortisti è infatti il “drone dell’aborto” che sabato 27 giugno si alzerà in volo in Germania, da Francoforte sull’Oder, per planare sulla confinante Polonia e, sorvolandone il territorio, sganciare pacchi di pillole abortive che saranno raccolti e distribuiti alle donne “bisognose”. Il “volo della morte” si concluderà presso la vicina città polacca di Sublice. Promotrice dell’insolita campagna a favore dell’aborto è l’organizzazione olandese Women on Waves assieme a Cocia Basia, un gruppo di supporto ai diritti delle donne polacche con base a Berlino, Feminteka Foundation ePorozumienie kobiet 8 marca, due associazioni abortiste con sede a Varsavia.

Come si legge sul sito ufficiale di Women on Waves, gli organizzatori dell’iniziativa sono riusciti ad aggirare abilmente le leggi tedesche e polacche, dal momento che quest’ultime non prevedono alcuna particolare autorizzazione per poter far volare un drone che, come quello che prenderà il volo sabato 27 giugno, pesa meno di 5kg, non è utilizzato per scopi commerciali, rimane nel campo di vista di colui che lo manovra e non vola in spazi aerei riservati. La mente dell’iniziativa, la Dr. Rebecca Gomperts, fondatrice e direttrice dellaONG abortista Women on Waves, ha dichiarato al quotidiano inglese “The Telegraph”, che la missione del “drone dell’aborto” aiuterà concretamente le tante donne polacche private del loro sacrosanto diritto all’“aborto sicuro” e alla pillola: «Penso che sia estremamente importante perché in Europa c’è troppa disuguaglianza nel modo in cui vengono rispettati i diritti delle donne. (…) Non possiamo smettere di sottolineare la mancanza di accesso sicuro all’aborto e di pillole per abortire. Si tratta di una violazione dei diritti delle donne». Ovviamente la Polonia non è stata scelta a caso, ma per la sua “restrittiva” legislazione in materia di interruzione di gravidanza in vigore dal 1993. L’attuale normativa polacca prevede, infatti, che una donna possa interrompere la gravidanza solamente nel momento in cui si riscontri un grave rischio per la sua salute, in caso di stupro o incesto, o quando il feto presenti gravi anomalie. Se la consegna con il drone avrà successo, Gomperts ha già affermato che l’operazione sarà replicata anche in Irlanda, dove ancora sopravvive una legislazione che limita fortemente il ricorso all’aborto.

Utilizzare metodi asimmetrici è una collaudata strategia di azione dell’organizzazione Women on Waves, il cui nome deriva dalla tipologia di servizi offerti. La ONG è infatti nota per offrire i suoi “servizi” attraverso una nave noleggiata che trasporta una clinica, attrezzata di tutto punto per abortire, in un grande container. Quando l’organizzazione visita una nazione, le donne prendono un appuntamento e vengono accolte a bordo dell’imbarcazione per poi salpare verso acque internazionali dove la legge vigente a bordo è quella olandese così che possono essere messi in pratica impunemente aborti e altri servizi affini. E’ in corso insomma una guerra culturale e morale in cui si combatte con tutte le armi che la nuova tecnologia mette a disposizione. Le strategie degli antiabortisti devono tenerne conto.

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Gay Village e propaganda omosex: una battaglia a tutto campo

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 GAY VILLAGE

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Alfredo De Matteo

I pericoli dell’ideologia del gender non sono rappresentati solamente da progetti di legge che mirano ad equiparare le unioni omosessuali a quelle tra un uomo ed una donna e dalla diffusione della stessa nelle scuole di ogni ordine e grado, ma anche dalla propaganda omosessualista che mira a far passare il concetto che essere gay, lesbica o trans è una condizione del tutto normale o addirittura preferibile a quella di natura. Il messaggio è ancora più efficace se tale propaganda è promossa o patrocinata dalle Istituzioni e se essa si inserisce in un contesto socio culturale di generale accettazione dei comportamenti viziosi. A tal proposito, sono ormai diversi anni che si svolge a Roma, con il beneplacito delle autorità e tra l’indifferenza generale, la kermesse dell’orgoglio omosessuale che va sotto il nome di Gay Village, definita dagli stessi organizzatori un classico dell’estate gayfriendly romana. Il villaggio dei “gay” è, se vogliamo, ancora più scandaloso e moralmente devastante della manifestazione del gay pride, in quanto quest’ultima si esaurisce nell’arco di una giornata tra oscenità ed eccessi di ogni tipo, mentre il primo costituisce un appuntamento fisso e prolungato nel tempo che ha il precipuo scopo di “fare cultura”, di orientare i giovani verso un mondo almeno apparentemente scevro da qualsiasi forma di esibizionismo e per tale motivo, forse, ancora più attraente. Nell’edizione in corso, la XIV, sono state presenti all’apertura ben 9.500 persone, con tanto di conferenza stampa di lancio cui hanno partecipato come madrina della manifestazione la nota conduttrice televisiva Simona Ventura, il solito Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, come responsabile artistico e alcune autorità, tra cui il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il consigliere comunale in campidoglio Imma Battaglia. Per il Gay Village di quest’anno sono stati investiti tre milioni di euro ed il complesso consta di diverse piste da ballo, tre nuovi maxischermi e una nuova imponente scenografia a forma di gabbia luminosa in cui è situata la consolle della pista house. Inoltre, tra i principali sponsor della kermesse gay spiccano due grandi aziende come Acea e M20.

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Grexit: non sarà l’Europa a salvare la Grecia, ma la Grecia a salvare l’Europa

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GREXIT

Segnalazione Quelsi

by Rosengarten

Dal defilato e disincantato punto di osservazione degli Usa, al Grexit, cioè alla possibilità che la Grecia potesse uscire dal sistema della moneta unica europea, sono stati in pochissimi a credere. Neanche le tre sorelle del Cra (Credit Rating Agencies) di solito sempre all’erta ed a caccia di carogne da spolpare senza fatica si sono interessate più di tanto alla questione. Fior di analisti finanziari, di economisti, di politologi non si sono mai posti la “drammatica questione” del cosa sarebbe successo in Europa se la Grecia fosse uscita, od uscisse ora, dall’euro, perchè sarebbe un evento troppo catastrofico per potersi verificare.

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