Svezia, il capo dell’esercito sull’immigrazione: “in Europa ci sarà presto la guerra”

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Citando la situazione in Svezia, le recenti decisioni dei politici, e l’instabilità globale, il capo dell’esercito svedese, generale Anders Brännströ, ha detto gli uomini sotto il suo comando potevano aspettarsi di combattere una guerra in Europa contro avversari ‘qualificati’ nel giro di pochi anni”. “L’ambiente globale che stiamo vivendo, che è dimostrato anche da decisioni strategiche [prese da politici] ci porta alla conclusione che potremmo essere in guerra nel giro di pochi anni”. … Parlando dei suoi commenti con il tabloid svedese Aftonbladet, il generale ha detto che il quadro di sicurezza in deterioramento in Europa è il fattore principale che lo porta a lanciare l’allarme, indicando la possibilità che lo Stato Islamico conduca campagne militari in Europa e la diffusa instabilità ucraina come motivi principali che potrebbero portare a un conflitto. “Si può tracciare un parallelo con il 1930. Un grande incertezza e dinamiche [politiche] che poi hanno portato a una grande guerra. Quella volta siamo riusciti a tenerci fuori (la Svezia era in teoria neutrale). Ma non è affatto certo che potremmo avere successo questa volta “. … E ‘insolito per una figura militare di alto livello, e tanto meno il capo di un esercito, si esprima così chiaramente su questioni politiche. E questi commenti non sono l’opinione personale del generale, che ha aggiunto, come siano condivise dai suoi colleghi più anziani: “questa è una posizione condivisa. Questa è una situazione completamente diversa da quella che abbiamo avuto dieci anni fa. “Vi è ora un focus molto forte sulla difesa nazionale … si tratta di prepararsi al peggio”.

 

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Il Giappone boccia il 99% di richieste di asilo, immigrazionisti in crisi

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Il Giappone ha accolto lo scorso anno solo 27 rifugiati, respingendo più del 99 per cento delle richieste di asilo. L’hanno riferito oggi le pseudo-organizzazioni per i diritti umani.

Il ministero della Giustizia ha annunciato di aver ricevuto nel 2015 qualcosa come 7.586 richieste s’asilo. Solo 27 sono state accolte. Il dato dello scorso anno rappresenta comunque un record: nel 2014 erano state accolte 11 richieste, nel 2013 solo sei.

L’Associazione giapponese per i rifugiati ha detto che, nonostante i progressi degli ultimi anni, bisognerebbe fare di più. “Io spero che il Giappone discuta con l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e che con le organizzazioni non governative e prenda in considerazione misure per certificare rifugiati in linea con gli standard internazionali”, ha detto l’associazione. L’Unhcr ha annunciato che il Giappone ospita 2.419 rifugiati. Gli Stati uniti ne ospitano 267.222 e la Turchia 1,8 milioni. (Fonte Afp)

Il Giappone deve migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, prima di accogliere i rifugiati siriani. L’ha dichiarato il primo ministro Shinzo Abe a margine dell’Assemblea generale dell’ Onu a New York.  ”È una questione demografica. Dobbiamo incrementare il nostro tasso di natalità” ha spiegato il premier, aggiungendo che in aiuto del popolo siriano e di quello iracheno, il Giappone stanzierà circa 720 milioni di euro, mentre altri 668 milioni verranno investiti in sforzi per riportare la pace in Medio Oriente.

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La propaganda di regime intensifica gli sforzi per imporre il ddl Cirinnà

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Segnalazione Corrispondenza Romana

Non vi è dubbio alcuno che l’eventuale approvazione dell’iniquo ddl Cirinnà sulle unioni (in) civili, rappresenterebbe una tappa molto importante nel processo rivoluzionario di distruzione della famiglia e dell’ordine naturale, che passa necessariamente attraverso la legittimazione giuridica dell’immoralità.

La legge che disciplinerebbe le convivenze e le unioni omosessuali costituirebbe infatti il coronamento di un lento ma inesorabile cambiamento culturale che ha portato la società a ritenere normali o quantomeno accettabili i comportamenti contro natura. Pertanto, non desta sorpresa il fatto che in vista del raggiungimento dell’obiettivo le forze anticristiane profondano il massimo sforzo per condizionare l’opinione pubblica e costringere la politica a legiferare nel senso da esse auspicato. E’ in quest’ottica che vanno inquadrati gli “spot” pro gay curati dalla propaganda di regime, che mira a stabilire il controllo totale dell’informazione e della cultura, come in ogni dittatura che si rispetti.

Tale finalità è stata resa particolarmente evidente all’interno di due trasmissioni televisive,Presa Diretta e Che tempo che fa, entrambe andate in onda il 24 gennaio scorso su Rai Tre, l’emittente televisiva nazionale che più di tutte funge da cassa di risonanza dell’establishment politico e culturale: le telecamere di Presa Diretta sono andate fino in California, a Palm Springs, una delle 10 città degli Stati Uniti con la più alta concentrazione di coppie omosessuali, dove è stata raccontata la storia e raccolta la testimonianza di Kirin Manson, già mamma di tre bambini, la quale si è prestata a fare la madre surrogata di due bambini da destinare ad altrettante coppie di omosessuali italiani.

Nella stessa trasmissione sono state anche raccolte le testimonianze di coppie omosessuali che si sono sentite discriminate, di imprenditori che hanno deciso di estendere ai propri dipendenti omosessuali le stesse tutele degli altri lavoratori, dell’ex presidente del tribunale dei Minori Melita Cavallo e quelle dei politici coinvolti nel dibattito di questi giorni. Il tutto confezionato in modo da veicolare il consueto messaggio demagogico secondo cui i gay sarebbero oggetto di ingiuste discriminazioni e che concedere loro alcuni diritti non toglierebbe nulla agli altri e alla società nel suo complesso.

Nella puntata preserale del 24 gennaio di Che tempo che fa, la comica di sinistra Luciana Littizzetto, spalleggiata dal noto conduttore televisivo Fabio Fazio, ha invece inscenato una sorta di presa in giro della religione e del Family Day del 30 gennaio, definito “un ritrovo di preti e di politici divorziati che vanno a prostitute”, chiedendosi in maniera ironica di cosa si abbia paura, se per esempio si teme che le coppie omosessuali possano contagiare il resto della popolazione.

Oggi più che mai è necessario resistere agli attacchi pianificati delle forze anticristiane che possono contare sull’appoggio pressoché totale degli organi di informazione. Tuttavia, si avverte un certo nervosismo legato alla manifestazione del 30 gennaio, che sembra evocare il fantasma del 2007, anno in cui il Family Day riuscì a bloccare i Dico, una bozza di legge simile a quella attuale. Il timore degli estensori del ddl Cirinnà, e soprattutto di chi li manovra, è che anche stavolta l’obiettivo di giungere ad una qualche legittimazione giuridica delle unioni omosessuali sfumi proprio all’ultimo; cosa che, naturalmente, ci auguriamo possa puntualmente accadere. (A. D. M.)

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Danimarca: beni confiscati agli immigrati per pagare il loro mantenimento

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 GOVERNO DANESE

Segnalazione Quelsi

La Danimarca ha trovato un metodo alternativo per scoraggiare gli immigrati ad arrivare nel paese scandinavo per chiedere asilo politico. Ieri il Parlamento di Copenaghen ha approvato un discusso disegno di legge che prevede la confisca agli immigrati di denaro e oggetti di valore per pagare le spese per il loro mantenimento nel Paese. Ce lo racconta La Stampa.

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Smemorati

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Nun

Segnalazione del Centro Studi Federici

La presenza dei cristiani in intere regioni della Siria e dell’Iraq è cancellata irrimediabilmente nell’indifferenza generale di chi sa piangere solo in una direzione.

Come esempio del genocidio in corso segnaliamo la situazione di Qaraqosh, in Iraq. Qui viveva pacificamente una florida comunità cristiana, come dimostrano i due video, risalenti al 2007, relativi alla domenica delle Palme:

https://www.youtube.com/watch?v=qoAIPGjf5BA

https://www.youtube.com/watch?v=mApo27QtMko

Oggi a Qaraqosh non ci sono più cristiani: tutte le persone che sfilavano nei video o sono state massacrate dall’Isis o sono fuggite, donne, anziani, bambini, “senza portare via niente, solo con gli abiti che avevano indosso, alcuni di loro a piedi” (mons. Louis Sako, “patriarca di Babilonia dei caldei”).

Vittime dell’odio anticristiano dimenticate dai professionisti della memoria.

Li ricordiamo insieme a tutti i discepoli di Cristo martirizzati dai giudei, dai pagani, dai musulmani, dagli eretici e dai seguaci delle sette e delle ideologie moderne (massoneria, liberalismo, comunismo, nazionalsocialismo, ecc.) nel corso dei secoli.

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Libia nel caos, l’Occidente pronto all’ennesimo saccheggio

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Segnalazione Il Faro sul Mondo

di Salvo Ardizzone

Come facilmente prevedibile viste le premesse, il cosiddetto parlamento di Tobruk ha rigettato l’accordo siglato in Marocco il 17 dicembre, ponendo condizioni irricevibili per la sua approvazione.

In sintesi, dà 10 giorni a Fayez Serraj, il Premier incaricato dalla comunità internazionale, per presentare una nuova lista dei ministri, e rigetta una delle condizioni fondamentali, quella che prevedeva l’azzeramento di tutte le cariche militari, inclusa quella del generale Haftar.

Il voto conferma ciò che era arcinoto: che il sedicente Haftar, già gheddafiano, poi agente della Cia ed ora protetto di Al-Sisi, tiene in pugno quella ridicola assemblea eletta dal 10% scarso di elettori e per giunta largamente incompleta, perché molti suoi membri la disertano in dissidio con gli altri.

Adesso tutto torna in alto mare, mentre il Pentagono ha già dichiarato che la Libia è il nuovo fronte della cosiddetta “guerra al Terrore”, e Francia, Gran Bretagna e anche il Marocco scalpitano per scendere sul campo. In questo quadro scellerato, all’Italia non rimarrà che accodarsi come ha già fatto nel 2011, impantanandosi nell’ennesimo pasticcio sanguinoso e senza uscita. Continua a leggere

Grande attesa a Roma per l’arrivo del presidente Rouhani

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Segnalazione Discover Iran

Arriva oggi a Roma il presidente iraniano Hassan Rouhani per una visita di tre giorni, la prima compiuta all’estero dopo il ritiro delle sanzioni internazionali; con lui c’è una delegazione di Ministri ed esponenti di spicco dell’economia iraniana.

Il viaggio era previsto già a novembre, ma gli attacchi terroristici di Parigi avevano suggerito di rinviarlo; troppa la tensione per quei massacri perché potesse svolgersi serenamente, perché potesse essere data la giusta attenzione ai tanti dossier rimasti congelati per troppo tempo. E in fondo, forse, è stato anche meglio: allora il traguardo dell’implementazione degli accordi di Vienna era un probabile futuro, adesso è cosa fatta.

Il programma del viaggio prevede un fitto calendario di incontri con le più alte cariche dello Stato italiano, con il Papa e con i rappresentanti dell’economia italiana, interessati a rilanciare i rapporti bloccati dalle sanzioni. Esponenti dei due Paesi nei settori di petrolio e gas, agricoltura e alimentare, gestione delle acque e opere ingegneristiche, s’incontreranno per intessere relazioni e sviluppare quanto già esaminato nelle precedenti missioni economiche e commerciali, che hanno visto centinaia di aziende italiane in Iran. Continua a leggere

Venezia, Tamborini chiede l’immediato sgombero dei centri sociali Morion e Rivolta

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Grand Canal and Basilica Santa Maria della Salute, Venice, Italy

IL PROF. TAMBORINI – CON DENUNCIA – CHIEDE AL PREFETTO L’IMMEDIATO SGOMBERO DEI CENTRI SOCIALI MORION E RIVOLTA

A seguito dei gravissimi fatti avvenuti a Venezia-mestre in data 24 gennaio 2016 qui sotto evidenziati,
considerate altresì le minacce e le intimidazioni contro la mia persona perpetrate a mezzo stampa da Tommaso Cacciari e dai responsabili del centro sociale Morion e parimenti qui evidenziate a fine testo, informo la stampa che lo scrivente si è recato in prefettura a Venezia in data odierna per sporgere denuncia e per richiedere al Prefetto l’immediato sgombero dei centri sociali Morion e Rivolta.

In difetto, come già comunicato alla prefettura, procederò denunciando il Prefetto e le autorità dello Stato che tollerano e giustificano i centri sociali e i loro sostenitori.
E’ inammissibile in uno stato di diritto che lo Stato permetta e financo giustifichi isole di illegalità che diventano luogo di aggregazione violenta e costituiscono gravissimo problema di ordine pubblico.

La denuncia termina con codeste parole che ricordano altro mio intervento nel giugno 2015

Sua Eccellenza il Prefetto gode della mia stima, per la sensibilità con la quale ha immediatamente sostenuto l’azione e denuncia dello scrivente del giugno u.s. 2015, che ha portato alla chiusura della Moschea abusiva a Venezia e del padiglione islandese della biennale d’arte. Lo stesso Tar con ben due sentenze, ha rigettato i ricorsi degli islamici ed organizzatori, confermando le mie ragioni.

Per altre informazioni e/o necessità potete contattare lo scrivente ; cordiali saluti. Alessandro prof. dott. Tamborini

Alessandro prof. dott. Tamborini
cattedratico di Scienze Religiose, plenipotenziario per la storia e simbolismo dell’arte antica e medievale,
San Marco, 30124, Venezia.

Parte dei testo della denuncia che vi potrà essere trasmesso interamente su vostra richiesta

DENUNCIA

la vile e brutale aggressione di persone inermi, tra cui diverse donne, avvenuta nella serata di domenica 24 gennaio 2016, verso le ore 19.00 alla stazione di Mestre, azione inaudita ed ancora più grave perché svoltasi in pieno centro della città, perpetrata da oltre 40 giovani dei centri sociali di Mestre e Venezia che si sono scagliati contro un piccolo gruppo di cittadini rappresentanti di Comitati ed associazioni a difesa della città e di militanti di Forza Nuova, che intendevano ritrovarsi per affermare l’impegno civile contro violenze di abusivi, clandestini e strupri avvenuti scandalosamente in città e sottaciuti dalle autorità per evitare scontri tra cittadini e clandestini.

Le dinamiche, che hanno visto un vero e proprio assalto di un commando consistente di giovani delinquenti incappucciati e con spranghe, è vergognoso ed inammissibile per la sicurezza dei cittadini. Allo stesso modo si deplora come non via siano stati interventi immediati da parte delle forze dell’ordine, non presenti in una zona così sensibile, centrale e problematica come la stazione di Mestre e la successiva identificazione degli assaliti e non la ricerca ed il fermo degli assalitori.

Diverse persone sono ancora oggi, 25 gennaio 2016, trattenute al pronto soccorso per le percosse e l’aggressione subita.

NOTIFICA E DENUNCIA

alla S.V.I. il Prefetto di Venezia dott. D. Cuttaia

altresì le gravi offese, accuse a sfondo religioso e razziale, indirizzate alla mia persona tramite articolo diffamatorio dal signor Tommaso Cacciari apparso sul Gazzettino di Venezia il giorno 24 dicembre 2016, ed altri scritti diffamatori contro la mia persona e ad altri cittadini, divulgati dai responsabili del centro sociale illegale Morion attraverso la pagina facebook “Laboratorioccupato Morion “ contro le attività culturali dello scrivente, e nella quale sono stati deplorevolmente schedati i partecipanti ad un corso culturale, attraverso una foto di gruppo, postando i nomi dei partecipanti e denigrandoli e umiliandoli con diffamazione aggravata tramite social network e violando la stessa privacy dei cittadini.

Lo scrivente, dopo vari interventi sui social atti a favorire un dialogo e una conoscenza reciproca, si recava il giorno 19 gennaio 2016 al centro sociale Morion al fine di parlare coi responsabili del centro li radunati, per un confronto e un dialogo e per comprendere le ragioni del loro attacco alla mia persona. Venivo minacciato da una persona con le seguenti parole: “minimo che ti faccio è prenderti a schiaffi e spaccarti la testa”. Un video da me stesso girato conferma quanto ivi riportato. Il tentativo di violenza è stato evitato perché chi scrive è stato costretto, contro ogni regola istituzionale, del diritto e democratica, ad allontanarsi allorchè codesta persona chiamava forsennatamente a sostegno gli oltre 15 suoi compagni all’interno, manifestando la precipua volontà di agire con una aggressione e pestaggio. In venti contro uno: si evidenza la vigliaccheria di codesti individui e la loro intrinseca violenza.

E’ attestato ed emerso purtroppo che anche in questa occasione gli occupanti dei centri sociali impongono atti di violenza inaudita in totale deroga e senza alcun intervento dello Stato che Lei illustre Prefetto rappresenta.

Per le aggressioni subite, le intimidazioni, minacce, diffamazioni plurime e aggravate anche a mezzo stampa da parte dei centri sociali e del signor Tommaso Cacciari alla mia persona e ad altri cittadini,

lo scrivente Alessandro prof. dott. Tamborini

CHIEDE

a sua Eccellenza il signor Prefetto di Venezia

di tutelare la sicurezza, i dritti costituzionali violati, l’onore e il prestigio gravemente leso dello scrivente e di altri cittadini/e e procedere con

L’IMMEDIATO SGOMBERO DEI CENTRI SOCIALI MORION E RIVOLTA

perché luoghi di ispirazione violenta, proprietà pubbliche e private illegalmente occupate da anni con attività illegittime che sfociano in atti di violenza gratuita ed ingiustificata.

In difetto procederò con ogni azione contro le stesse autorità che, ben a conoscenza della grave situazione di ordine pubblico, violenze, occupazione di proprietà pubbliche e private, e di ogni attività illegittima operata nei centri sociali quali spaccio ed uso di sostanze stupefacenti, attività abusive quali concerti, disturbo delle quiete pubblica, affissioni abusive e danni al patrimonio pubblico e privato, attività di ristorazione, bar, con relativa evasione di imposte a danno e discapito di onesti cittadini e residenti, tollerano e giustificano i centri sociali e i loro sostenitori.

Della denuncia di codeste attività abusive la S.V.I. viene in ogni caso informata con il presente esposto-denuncia, e per codeste attività illecite chi scrive chiede parimenti l’intervento immediato per il ripristino della legalità anche alle autorità comunali di Venezia e al Sindaco.

E’ inammissibile in uno stato di diritto che lo Stato permetta e financo giustifichi isole di illegalità che diventano luogo di aggregazione violenta e costituiscono gravissimo problema di ordine pubblico.

Auspica chi scrive un Suo pronto intervento ed ogni azione che Ella vorrà valutare atta ad accertare quanto ivi esposto e ripristinare le leggi, l’ordine costituzionale e il diritto.

Seguirà ogni azione legale e denuncia formale atta a salvaguardare i diritti lesi. Per conoscenza inoltrati alle seguenti autorità:

– Ministro dell’Interno – Presidente del Consiglio – Procura della Repubblica

– Sindaco di Venezia – Organi Costituzionali Preposti.

 

 

 

 

Fonte: http://www.imolaoggi.it/2016/01/25/venezia-tamborini-chiede-limmediato-sgombero-dei-centri-sociali-morion-e-rivolta/

 

La Bomba non è uguale per tutti: Iran bastonato, Israele aiutato

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IRAN

di Massimo Fini

Sabato è stato firmato a Vienna l’accordo che pone fine all’embargo e alle sanzioni a l’Iran in cambio della definitiva desistenza di Teheran a farsi la Bomba. Era ora. Ufficialmente le sanzioni e l’embargo all’Iran erano state sancite dall’Onu nel 2007, ma in realtà erano in vigore, almeno da parte degli Usa e dei loro principali alleati, dall’epoca della Rivoluzione komeinista del ’79 che aveva cacciato lo Scià di Persia Reza Palhavi. Chi era lo Scià?

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