Adesso è di sinistra sfruttare i poveri
di Maurizio Blondet
Sembra che alla fine, “l’utero in affitto” non diventerà legge in Italia. Alle femministe è venuto qualche dubbio… Lo ha condannato, come pratica degradante della donna, anche il parlamento europeo. Però in Italia è stato parte della “grande lotta progressista sulle unioni civili”, del ddl Cirinnà. Beninteso lo “utero in affitto” in Italia è reato, ma la Cirinnà non vuole che siano punite le coppie che vanno all’estero per affittare uteri. La Cirinnà e, notoriamente, progressista, come il suo partito, che un tempo si proclamava difensore della classe operaia, degli sfruttati in genere.

Ora, la coppia italiana che va’ in Pakistan, India o Ucraina per procurarsi l’utero in affitto, trova donne giovani e poverissime, le fa’ ingravidare a pagamento, fa’ condurre a loro la gestazione, e poi gli prende il bambino. La madre affittata viene pagata con qualche migliaia di euro. Perde ogni diritto sul bambino; ma che vuole? E’ stata pagata.
Questo è – tralasciata ogni altra considerazione – sfruttamento della povertà. Anzi peggio, della miseria del Terzo Mondo su cui una volta era “di sinistra” commuoversi e indignarsi. Come il traffico di organi, come quelli che comprano un rene da un miserabile indiano o ucraino. E’ un’azione che dovrebbe suscitare l’indignazione “di classe” di un partito che un tempo era “avanguardia del proletariato” e lottava “a fianco degli sfruttati”.
Adesso il PD, gli sfruttati, li sfrutta. Per la Cirinnà la coppia ricca che torna col figlio deve essere immune dalle conseguenze penali che prevede la legge italiana per chi faccia la stesa cosa in Italia; ovviamente dà un grande sviluppo al mercato, già fiorente, dell’utero delle povere in affitto, di cui si occupano grosse agenzie internazionali: mettono in contatto la domanda e l’offerta. E ciò, adesso, è progressista. Le Repubblica ci scrive sopra mielosi reportages: “Noi donne divenute madri grazie all’utero in affitto”. Dove una ricca italiana racconta di quando ha visto l’utero che aveva pagato a Delhi: “Emozionante. Con mio marito Abbiamo conosciuto Latika, capelli scuri e un grande sorriso, accanto aveva suo marito che fa il conducente di autobus. Abbiamo parlato in inglese di quello che ci aspettava, delle nostre storie, dei motivi che avevano fatto incrociare le nostre vite: lei lo faceva per i suoi due figli, per pagargli un’istruzione superiore. Per tutta la gravidanza abbiamo chiacchierato, comunicato via skype, tenendoci in contatto mentre il desiderio cresceva e si faceva più reale”. Continua a leggere
Esclusivo. Strappati a mamma mafia
“Mentite, mentite, qualcosa resterà”
Segnalazione del Centro Studi Federici
Siria. I bambini di Madaya uccisi dalla stampa occidentale. Così si fabbrica la menzogna
(Alessandro Aramu) – Foto false, filmati costruiti ad arte, fonti inattendibili e non verificate dal circuito mediatico internazionale. Così si fabbrica l’ennesima menzogna sulla Siria, quella della popolazione civile affamata e malnutrita del villaggio di Madaya assediato dall’esercito di Assad. Un copione già visto in quasi 5 anni di guerra nel martoriato paese arabo. Attori di questa disinformazione sono i cosiddetti ribelli, i finti rivoluzionari siriani che nulla hanno a che fare con la democrazia e la pace. Sono loro, parti in causa e portatori di terrore, a propinare all’opinione pubblica mondiale foto di bambini denutriti. La didascalia è la solita: “Così il regime di Assad riduce i nostri figli costretti a mangiare foglie pur di rimanere in vita”.
Dopo Colonia, la Merkel rispedisce gli immigrati in Italia
Segnalazione Quelsi
Dopo i fatti di Colonia, la Germania ha deciso di respingere con decisione gli immigrati in arrivo in queste ore. Dove tornano gli immigrati respinti? Sì, indovinato: in Italia. Ne ha parlato Ivan Francese su Il Giornale.
di Ivan Francese
Ricordarlo non è elegante, ma stavolta l’avevamo detto per davvero: la Germania continua a respingere i migranti ai propri confini meridionali e i profughi già fanno rotta verso il Friuli.
Soprattutto dopo i fatti di Colonia, la Cancelliera si trova alle prese con un’opinione pubblica interna furibonda contro l’immigrazione senza controlli ed evidentemente ha dato ordine di procedere a un nuovo giro di vite nei controlli in frontiera. Sebbene in pubblico frau Merkel si ostini a ribadire che “la Germania non pone limiti al numero di rifugiati”, i numeri la smentiscono clamorosamente.
Germania, vola la destra: ha raddoppiato i consensi
Segnalazione di Alfio Krancic
Gli euroscettici di Alternative für Deutschland volano nei sondaggi: rispetto alle ultime politiche hanno quasi triplicato il proprio bacino elettorale. Pesano le violenze di Colonia e l’immigrazione di massa
Mentre la coalizione a guida conservatrice di Angela Merkel arranca e tenta di rispondere alle richieste di sicurezza dell’opinione pubblica con un giro di vite sui controlli in ingresso, gli euroscettici di destra di Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania, ndr) raggiungono il massimo storico nei sondaggi.
Il capo dell’esercito svizzero: «prepariamoci a conflitti, crisi e catastrofi»
Segnalazione di Corrispondenza Romana
di Mauro Faverzani
Ci si può esercitare in filosofie, cimentarsi in acrobazie dialettiche o sfoderare un arsenale di retorica; a parlar chiaro è, invece, il capo dell’esercito svizzero, il generale André Blattmann, nel suo intervento apparso sul giornale Schweiz am Sonntag. Dice apertamente che, ad esser messa oggi a rischio, è «la sicurezza della nostra società democratica, moderna, interconnessa»; che la crisi economica non deve compromettere le «strategie» difensive in un momento di massima recrudescenza della minaccia terroristica internazionale; che in ogni caso dobbiamo aspettarci quanto meno dei «disordini sociali».
La casta del Csm tiene segrete le sue spese da 18 anni
Segnalazione Quelsi
Dal 1998 il Csm nega alla Corte dei Conti i rendiconti delle proprie spese: dopo 18 anni potrebbe finalmente cadere questo muro. Domani è attesa la decisione in merito. Nel frattempo, qualche domanda sorge spontanea: quanto spende il Csm e in cosa spende i propri soldi? E soprattutto, perché sinora ha tenuto riservate le proprie spese? Ne ha parlato su Il Tempo Valeria Di Corrado.
di Valeria Di Corrado
Il Consiglio superiore della magistratura non vuole che si «ficchi il naso» nei suoi conti. È dal lontano 1998 che il Csm non presenta i conti giudiziali alla Corte dei conti. In pratica, sono ben diciotto anni che i giudici contabili non possono esaminare la corretta rendicontazione delle spese effettuate, anno per anno, per il funzionamento dell’organo di autogoverno della magistratura. «Non siamo tenuti a farlo», è l’interpretazione difensiva del Csm. Ora saranno i magistrati di via Baiamonti a decidere se questo organo dello Stato può ritenersi effettivamente «immune» dal controllo della Corte dei conti o se invece non ha agito correttamente, per tutti questi anni, aggirando il controllo dei giudici contabili.
Domani si terrà, davanti alla sezione giurisdizionale per il Lazio, il cosiddetto giudizio per la resa del conto. In sostanza, si discuterà sull’assoggettabilità del Consiglio superiore della magistratura all’obbligo di presentare il rendiconto del¬le sue entrate e delle sue uscite.
Il conto giudiziale è un documento in cui viene certificato come sono stati utilizzati i soldi pubblici. La compilazione è delegata agli agenti contabili, cioè a coloro che hanno maneggio di denaro o di valori dello Stato. Spetta a loro dimostrare come sono stati spesi i fondi stanziati per il funzionamento degli enti pubblici o degli organi dello Stato, allegando ricevute e giustificazioni. Il conto giudiziale deve prima essere approvato dalla stessa amministrazione e poi inviato alla Corte dei conti. I magistrati non sono chiamati a valutare nelmerito come sono stati spesi i soldi pubblici, ma se tutte le uscite sono giustificate correttamente. La sentenza finale può essere di «discarico», quando il conto è regolare, o di condanna, quando vi sono voci di spesa che risultano non giustificate. In quest’ultimo caso l’agente contabile viene condannato a rifondere le spese. Ogni volta che il conto giudiziale non viene presentato alla Corte dei conti, ne nasce un giudizio per la resa del conto.
Nel caso di specie, gli agenti contabili che operano in seno al Csm sono dipendenti pubblici che fanno capo all’Economo, all’Istituto Cassiere e al Consegnatario dei beni. Sono incaricati di gestirei fondi stanziati dal ministero dell’Economia per il funzionamento de¬gli uffici di piazza dell’Indipendenza. Una volta incamerato questo denaro, devono dimostrare come viene erogato: dal pagamento degli stipendi del personale, alle spese di cancelleria o di guardiania.
Ebbene, si è scoperto che dal 1998 il Csm non presenta i conti giudiziali alla Corte dei conti. Il giudice relatore, Ivan De Musso, nonché presidente della sezione contabile per il Lazio, ha inviato una lettera di ricognizione al Csm. La risposta del segretario generale è stata perentoria: il Consiglio non è soggetto a questo controllo. Da qui si è aperto il processo che verrà discusso domani. La memoria difensiva con cui il Csm si è costituito in giudizio verte su due punti: in primo luogo, l’organo è dotato di autonomia contabile e amministrativa, il controllo sulle spese viene effettuato in virtù di un regolamento interno; in secondo luogo, in quanto organo costituzionale, il Csm non sarebbe soggetto alla giurisdizione della Corte dei conti.
Secondo invece l’interpretazione del giudice relatore, la giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione parla chiaro al riguardo: solo gli organi costituzionali «supremi» non sono obbligati a presentare il conto giudiziale, e tra questi non rientra il Csm. Come organi costituzionali «supremi», infatti, vengono contemplati solo la Presidenza della Repubblica, i due rami del Parlamento e la Corte costituzionale. Se questa interpretazione verrà accolta dal collegio, il Csm sarà costretto a mostrare tutte le sue spese, senza più scuse.
La manina americana dietro l’invasione
Segnalazione FB di Alfio Krancic
Un’Europa debole e senza in capitolo è negli interessi Usa
di Francesco Alberoni
Le migrazioni non si fermeranno finché dalle coste della Turchia verranno fatti partire gommoni pieni di asiatici e i greci li aiuteranno a sbarcare sulle loro isole.

La FIFA censura Gesù
Segnalazione Quelsi
Nel video ufficiale trasmesso dalla FIFA in occasione dell’assegnazione del Pallone d’oro, vinto da Leo Messi, la Federazione Internazionale di Calcio ha omesso un piccolo dettaglio: Gesù.
Osservate cosa c’è scritto nella fascia che indossa in testa Neymar, e poi controllate come per magia sia sparita la scritta “100% JESUS” nel fotogramma del video ufficiale. Che questo abbia a che vedere con i mondiali 2022 assegnati al Qatar? Resta una vergogna…











