Ogni giorno Big Brother ci rende più liberi

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Ogni giorno Big Brother ci rende più liberi.

Tutti i partiti che in Europa sono critici della NATO, i leader che hanno posizioni euroscettiche o hanno biasimato l’imposizione di sanzioni alla Russia saranno posti sotto indagine dai servizi degli Stati Uniti. Il Congresso sospetta che siano “pagati da Putin” e ha incaricato il coordinatore di tutti i servizi d’intelligence Usa, James Clapper, di condurre una profonda indagine. “E’ evidente l’ingerenza russa” ha detto un anonimo alto funzionario Usa al Telegraph, volta a “minare la coesione politica euro-atlantica, favorire l’agitazione contro i programmi di difesa missilistica della NATO minare gli sforzi per trovare alternative all’energia russa”. Evidentemente al soldo di Mosca sono anche quelli che disgregano l’unità europea”.

Insomma praticamente tutti i temi politici di vitale importanza non possono essere discussi in Europa, senza attrarre una inchiesta dell’intelligence USA, con la raccolta di prove della intelligenza col nemico di chi li solleva. E’ la nuova libertà concepita dalla più grande demokràzia della storia. Potete discutere quanto volete di nozze gay e approvare uteri in affitto; le grandi questioni storiche sul “destino manifesto” e sulla trasformazione della NATO in un apparato aggressione mondiale, lasciatele al Grande Fratello.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/russia/12103602/America-to-investigate-Russian-meddling-in-EU.html

big brother

Ovviamente sotto accusa sono il Front National, che ha ricevuto un prestito da 9 milioni di euro da una banca russa nel 2014; la Lega Nord di Salvini; il partito Jobbik ungherese; Alba Dorata in Grecia; il FpO austraco… ma non basta. Il Telegraph ha potuto sfogliare un dossier già pronto sulle “attività di influenza russa” che ha identificato tale “Influenza” anche nei Paesi Bassi,Austria, e la Repubblica ceca. In Olanda, è stato indetto un referendum con cui la cittadinanza deciderà, ad aprile, sull’accordo di associazione UE dell’Ucraina: è prevedibile il “No”. I promotori del referendum sono stati indubbiamente pagati da Mosca. Quanto al partito austriaco Freiheitliche Partei Österreichs, Libertà per l’Austria, alcuni dei suoi deputati hanno visitato la Crimea, segno che ne approvano l’annessione – dunque si scoprirà che sono pagati dai russi, nemici della civiltà.

Apparentemente, manca dalla lista dei sospetti di ricevere denaro da Putin il partito germanico Alternative fur Deutschland (AfD). Ma non è una dimenticanza: sono le autorità tedesche che s’incaricano spontaneamente di disciplinare il sospetto per conto del Grande Fratello Demokratico. Lo AfD infatti, essendo anti-immigrati, è stato bandito dai dibattiti televisivi che avranno luogo in marzo, quando tre stati (Bade-Wurtemberg, Renania- Palatinato e Sassonia Anhalt). La catena televisiva SWER ha reso la decisione di escludere il partito alternativo perché gli altri candidati hanno minacciato di boicottare tutti i talk show se si presentava quello: un caso esemplare di come sono gli schiavi stessi a farsi psico-polizia per il padrone. Volontariamente. E’ il perfezionamento della Demokratia: “Nessuna libertà per i nemici della libertà”, come proclamò Saint Just (l’ideologo di Robespierre – e fu il Terrore)

'It's the CIA. They want to know why you're Googling Michael Moore's web site.'
It’s the CIA. They want to know why you’re Googling Michael Moore’s web site.’

Fa piacere notare che quasi tutti i partiti in Europa su cui Washington indaga e che vuole colpire con sanzioni (o incarcerandone i capi a Guantanamo: i tempi sono maturi) sono “populisti” e anti-Europa, ossia “di destra”. Ciò dimostra in modo luminoso che il Grande Fratello americano è “progressista” ed aperto. O anche, a voler vedere, che i partiti cosiddetti “di sinistra” sono i più obbedienti al progetto americano di dominio sull’Europa e disfatta della Russia, e quindi non suscitano i sospetti della superpotenza.

Unica ma notevole eccezione, Jeremy Corbyn, il nuovo capo del Labour britannico. Mosca a salutato la sua elezione dalla base socialista inglese come “Un mandato democratico” (orribile!) alla piattaforma di Corbyn “di opposizione agli interventi militari dell’Occidente, il supporto per il disarmo nucleare del Regno Unito, e la sua convinzione che la NATO ha superato la sua ragion d’essere dopo il crollo dell’URSS”. La tv Russia Today ne segue con favore i discorsi pubblici e copre le manifestazioni: segno inequivocabile che Mosca sta influenzando, e forse pagando, Corbyn.

Ragion per cui indagare sul mostro britannico che critica la NATO (spaventoso solo a concepirsi), si è attivato nel Regno Unito il Royal United Service Institute (RUSI), che smaschera la propaganda della Russia e le sue trame in Inghilterra. In essa un analista chiamato Igor Sutyagin (un russo sul libro paga occidentale?) che dice al Telegraph: l’infiltrazione di Mosca è “molto attiva”, e “viola chiaramente le regole non scritte fra stati nazionali europei”, ma “sa’ che l’Occidente non può bloccarla senza danneggiare i propri valori sulla libertà d’espressione”.

Ma ancora per poco: basta che la Demokràzia britannica faccia sua la regola che fu di Robespierre, sopra citata: “Nessuna libertà per i nemici della libertà” (poi ghigliottinati. Di Corbyn infatti s’occuperà Londra, secondo quello che sembra un accordo: infatti gli Usa non hanno messo nel dossier dei sospetti Nigel Farage, eppure il leader dell’Ukip ha espresso ad alta voce simpatia per Putin, criticato la UE, ed in inglese, quindi è difficile che sia sfuggito ai servizi Usa. Ma ci dev’essere un accordo per cui Washington non interferisce nella politica interna di Londra. Tanto, magari, qualcuno s’ già occupato di smollare i bulloni dell’auto di Farage, vivo per miracolo.

Il punto è che la Demokràtia è a senso unico. Peccato, perché sarebbe utile una inchiesta di servizi d’intelligence europei si senatori Usa che appoggiano le guerre per Israele ricevendone fino a 500 mila dollari per “sostegno”. O altri che ricevono soldi dai sauditi o dagli Emirati sempre per lo stesso scopo (avere l’America a fianco delle guerre per Sion. Magari potrebbero entrare nell’inchiesta i 5 miliardi di dollari che la Nuland ha speso per il cambio di regime a Kiev, e i miliardi che il Fondo monetario condona, e gli altri che la Banca dei Regolamenti Internazionali ha appena dato al regime di Kiev: si tratta per caso di alimentare certe convinzioni politiche in un paese attraverso ingerenze e soldi ad un partito? Un’altra utile indagine potrebbe dedicarsi alle numerosissime Organizzazioni non-governative finanziate da enti dello stato americano, come il National Endowment for Democracy, o ricchi privati come Georges Soros, per creare una “opposizione politica” in Russia, senza alcun successo ma con gran profusione di fondi. Ci sono partiti in Russia nati e finanziati dai soldi americani, ancorché rimasti nani? Chissà. Una indagine permetterebbe di rispondere alla domanda.Dempsey3

Ma nella Demokràtia la libertà esiste, ma solo dal potente al debole, dall’alto verso il basso. Sicché i partiti che in Europa osano esprimere giudizi politici sulla UE, sulla Russia e sulla NATO sgraditi a Washington, sono soggetti ad inchiesta per scoprire che vengono pagati da Mosca. No c’è dubbio che si scoprirà che effettivamente sono pagati. Ciò potrebbe escluderli dal sistema SWIFT – come già fatto per il Vaticano ai tempi di Ratzinger, per l’Iran, per Cuba ed ogni altro paese sottoposto a sanzioni – e quindi impossibilitato ad agire. La libertà demokràtica aumenta ogni giorno, la libertà d’espressione non conosce limiti: si scende in piazza per il diritto a bestemmiare Dio- non siamo tutti Charlie?- potete liberamente sposarvi il finocchio, farvi eutanasizzare, fare acquisti la domenica, drogarvi…è di politica che non vi dovete occupare. Altrimenti, non potrete più né vendere né comprare.

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/ogni-giorno-big-brother-ci-rende-piu-liberi/

 

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Con i governi Monti, Letta e Renzi produzione industriale a picco

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io renzo tu renzi egli renza

Segnalazione Quelsi

Dal 2010 al 2014, la produzione industriale è calata a picco: in quattro anni si è registrato un -8,7%. A dirlo è un rapporto Eurostat dal quale emerge che la performance italiana è tra le peggiori in assoluto d’Europa. Ne ha parlato Mario Valenza suIl Giornale.

di Mario Valenza

Crolla la produzione industriale dell’Italia in quattro anni: nel 2014 risulta di 8,7 punti percentuali più bassa rispetto al 2010.

La sua performance la colloca tra le peggiori dell’Eurogruppo (al quindicesimo posto), e nell’Europa a 28 (al venticinquesimo posto). Dalle tabelle Eurostat emerge che, rispetto all’anno di riferimento 2010, per 10 paesi della zona euro la produzione industriale ha registrano una riduzione, mentre per gli altri 8 c’è stato un miglioramento; la media Uem registra un aumento di 1 punto percentuale. In Italia dopo un avvio positivo (nel 2011 la produzione ha registrato un incremento di 1,2 punti), è iniziata una discesa inarrestabile: -6,4 punti nel 2012, -3 punti nel 2013 e -0,5 punti nel 2014.

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“Un milione per le unioni gay”. Bugie sulle piazze arcobaleno

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ARCO-BALENAL’Arcigay gonfia i numeri dei cortei per le unioni civili. Una mossa politica per equiparare le piazze arcobaleno al Family Day. E i media si bevono i numeri finti. Giovanardi li smaschera: “Città per città si fa fatica ad arrivare a 50mila. Dove sono gli altri 950mila?”

Repubblica parla di “invasione delle piazze”. Il Fatto Quotidiano si spinge ancora più in là: “L’arcobaleno ha numeri da Family Day”. Tutti danno per veri i numeri fatti girare dall”Arcigay al termine della manifestazione #Svegliatitalia. “Nelle ccento piazze – ha detto ieri sera – erano presenti un milione di persone”. La cifra, ovviamente inverificabile, è costuita ad hoc per sfidare il Family Day che sabato prossimo si terrà al Circo Massimo. Lì, infatti, ci sta circa un milione di persone. Far vedere che i due movimenti, quello che sostiene le unioni civili e quello che difende la famiglia tradizionale, è un giochetto mediatico che favorire la sinistra che in questi giorni deve far passare il ddl Cirinnà in parlamento. Peccato che ieri pomeriggio non sono scese in piazza un milione di persone.

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Italia nella top ten dei Paesi più ignoranti al mondo

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pinocchioL’indagine condotta da Ispos Mori rivela che l’italia è uno dei Paesi più ignoranti al mondo, nazione in cui manca la consapevolezza concreta dei problemi della propria contemporaneità

E l‘Italia si aggiudica il decimo posto a livello mondiale. Non è un ranking delle migliori squadre di calcio e neppure una classifica di opere d’arte, ma un elenco dei Paesi più ignoranti al mondo. E il Bel Paese è entrato nella top ten. Questo quanto emerge dal report pubblicato dall’istituto di ricerca Ipsos Mori, che prendendo in considerazione alcuni fattori come l’obesità, l’ineguaglianza sociale e l’immigrazione, attraverso 25mila interviste fatte in 28 paesi, ha constatato come in merito a queste problematiche la popolazione abbia una percezione reale oppure estremamente falsata.

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Matrimonio gay – Si allunga la lista dei giuristi che dicono NO

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giustizia_diritto_matrimonio-gay

Abbiamo già scritto dell’iniziativa del Centro Studi Livatino che ha scritto un documento critico alla legalizzazione del matrimonio gay, con conseguenti adozioni, camuffata da “unioni civili”, nel ddl Cirinnà.

Quando ne abbiamo parlato, cinque giorni fa, il documento era stato sottoscritto da più di 100 giuristi. Si è subito aggiunta la firma del nostro Direttore Editoriale, Francesca Romana Poleggi. Oggi apprendiamo da Tempi che le sottoscrizioni hanno superato di gran lunga le trecento unità.

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Cristianofobia: spunta il coro di gay travestiti da monache

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CANTORI

Segnalazione Corrispondenza Romana

Due organizzazioni (di ispirazione, n.d.r.) cattoliche, l’Istituto di politica familiare eMas Libres per la libertà religiosa, hanno preso una posizione pubblica, criticando aspramente il gesto compiuto dal Maliorca Gay Men’s Choruscon la loro esibizione, travestiti da monache, in concerto per i festeggiamenti di San Sebastiano, patrono di Palma di Maiorca.

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L’implacabile realtà demografica dell’Europa

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DEMOGRAFIA

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Lupo Glori

Le recenti violenze della notte di Capodanno di Colonia sembrano aver improvvisamente fatto aprire gli occhi ai tanti esperti del politically correct, riguardo i rischi e le incognite insite in decenni di incessante e incontrollata immigrazione.

Domenica 17 gennaio, giorno nel quale si celebrava la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, il Corriere della Sera ha dedicato un’intera pagina al tema, con un’inchiesta di Sara Gandolfi dal titolo, Uomini soli verso l’Europa. Studio sui migranti, in Italia 9 su 10 sono di sesso maschile. L’articolo sottolinea come il crescente clima di allarme sul tema dell’immigrazione abbia spinto diversi ricercatori ad esaminare con più attenzione i propri dati statistici, constatando risultati alquanto preoccupanti relativamente al profondo squilibrio esistente tra immigrati di sesso maschile e femminile:

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Israele getta la maschera: per noi l’ISIS non è un nemico

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Nel corso di una conferenza tenutasi presso l’”Istituto di Studi per la Sicurezza Nazionale” a Tel Aviv, il ministo della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha dichiarato di “preferire l’ISIS rispetto al pericolo costituito dall’Iran e che Israele non considera che l’ISIS (Stato Islamico) costituisca una minaccia per Israele. L’esponente del Governo israeliano ha inoltre aggiunto che ” bisognerà sempre considerare l’Iran quale il principale nemico di Israele”.

Yaalon ha affermato di ritenere che l’ISIS finirà con l’essere sbaragliato, tuttavia ha dichiarato che preferirebbe vedere questo gruppo (l’ISIS) a governare la Siria che non tenere “un governo pro iraniano ” al potere a Damasco (quale il Governo di Bashar al-Assad).

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Nuovi milioni di disoccupati in vista: siamo pronti?

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I media hanno finalmente scoperto che 62 ricchi hanno la ricchezza della metà dell’altra popolazione del mondo. Grazie ad Oxfam, la ong inglese, possono pubblicare dati come se fossero una sorpresa. 7 milioni di italiani, l’11,5% della popolazione, vivono in “grave deprivazione materiale”, e nel 2004 erano solo, si fa per dire, il 6,4 per cento: è stato quasi un raddoppio. Il numero di quelli che, pur avendo un lavoro, sono poveri, è parimenti cresciuti: dall’8,9 all’11per cento. Nel complesso 22 italiani su cento sono miseri, e il loro numero è aumentato- Nello stesso periodo, è triplicato il numero dei miliardari in Italia: erano 13 nel 2004, sono 39 oggi a possedere almeno mille milioni di euro. Ciò mentre il paese ha perso il 25 % delle attività economiche a cominciare dall’entrata nell’euro e poi nella grande depressione dal 2008.

La politica dei governi ha solo aggravato le disuguaglianze. Se questi sono stati l’effetto generale del capitalismo globalizzato in tutto il mondo, la particolarità italiana sta nel fatto che è il paese peggio governato dalla UE. E non date la colpa (solo) ai governi; è la Casta multiforme e parassitaria, esemplificata da direttori generali di ministeri con stipendi pari a quello del presidente Usa, o apparati regionali criminosi, che si sono pagate profumatamente per la mancata distribuzione, l’incompetenza, il saccheggio dei produttori.

Fra le cose che non si sottolineano abbastanza, c’è la rivelazione che questa disparità estrema della ricchezza costa 7 punti di Pil: la celebrata “efficienza” del capitalismo senza freni è una reale e concreta palla al piede dell’economia.

Il punto che noi siamo arrivati con questa condizione sociale nel secondo avvitamento della recessione innescata nel 2008 coi subprime americani. Il crollo delle banche italiane, che fa’ stupidamente godere quelli che “il papà della Boschi si è fatto consigliare da Carboni” ( la Massoneria governa le banche toscane dai tempi in cui i Savoia cacciarono il Granduca; mazziniani come Augusto Duchoqué furono al centro del cosiddetto “trasformismo creditizio” a capo della Banca Nazionale Toscana, e al patriota Giacomo Alvisi, con le sue Banche del Popolo social-mazziniane, dobbiamo la prima bolla in cui lasciarono le penne i lavoratori toscani rossi, che ci avevano creduto: niente di nuovo sotto il sole), dicevo la fuga degli “investitori” dalle banche toscane e dai loro titoli a interessi quasi zero, che ha messo a nudo i 200 miliardi di crediti marci del sistema bancario italiano, sono solo la risacca locale del crollo globale in corso.

Nelle prime due settimane del 2016 sono collassate le azioni di Wall Street, collassati i mercati cinesi; si inabissano gli emergenti, precipitano le borse dei petrolieri arabi, cade la Russia in un attimo. Cadono anche i mercati dove le banche centrali pompano liquidità a perdifiato, o dove impongono interessi negativi per i depositi; misure del tutto inefficaci nella colossale tempesta perfetta innescata.

In Usa, la menzogna della ripresa non regge più, e i titoli crollano. “La menzogna consensuale è svanita, qualcosa di grosso è cambiato”; avverte l’analista Wolf Richter. “E’ arrivato il mostro della deflazione, è davvero arrabbiato”, annuncia Chris Martenson, un altro.

Svanita la menzogna “consensuale”, gli operatori Usa scoprono per esempio che le azioni Intel (i microchip)son cadute di oltre il 9% in un colpo; ma come, anche la grande sofisticata industria avanzatissima? La realtà è che il business del digitale è nel pantano. -16% le vendite di PC. Basta dire che a Taiwan – la centrale dell’industria, dove si fabbricano e progettano semiconduttori del mondo intero – ha oggi una disoccupazione al 12 per cento, pari a quella italiana.

Cosa è successo? Quello che il capitalismo fa’ succedere in modo ricorrente, se lasciato agire liberamente: il 1929. La grande depressione, a deflazione maligna. Il motivo è spiegato da una tabella. Riguarda gli Stati Uniti? No, il mondo intero:

Il debito è cresciuto il doppio del Pil
Il debito è cresciuto il doppio del Pil

La finanza, mentre toglieva potere d’acquisto ai salari, ha finanziato la “crescita” indebitando i salariati, gli imprenditori, gli stati, il mondo. Risultato: il debito è salito del doppio rispetto alla crescita del Pil. E’ facile capire che se tu prendi prestiti per il doppio dei tuoi guadagni, finisci presto a far la fila alle mense Caritas.

E’ la grande ricaduta, come nel ‘37

I segnali c’erano, e da anni: il calo tremendo dei traffici marittimi segnalati da Baltic Dry Index. Da molto temo la Cina ha preso a “esportare deflazione” nel mondo, svendendo la sua sovrapproduzione, poniamo, di alluminio e acciaio che le sue industrie non assorbono più, e cessando di comprare rame come prima,facendone calare il prezzo. Ma non basta: un giorno gli storici del futuro (se ci sarà un futuro) si domanderanno per quale malvagia idiozia le grandi potenze, tutte insieme – in un clima mondiale di per sé deflattivo da fine del ciclo del debito- si sono messe ad applicare attive politiche per aggravare la deflazione. La monarchia saudita guidando con la sovrapproduzione follemente volontaria,

il calo storico del prezzo del greggio, da 100 a 28 dollari, per distruggere lo shale americano, mettere in difficoltà i russi e contrastare il concorrente-nemico Iran. Washington che sceglie proprio questo momento per far tornare l’Iran all’onore del mondo, in cui gli ayatollah non vedono l’ora di rovesciare milioni di barili del loro greggio, deprimendone i prezzi a livelli che un giorno saranno considerati suicidi. Non bastasse, gli Usa hanno provocato il caos in una parte notevole del mondo, che ha cessato di essere un “mercato” di consumo o luogo di attrazione del turismo; hanno imposto (all’Europa) sanzioni alla Russia che provocano recessione a questa e a quella, con riduzione di consumi. La Unione Europea a guida germanica ha dato il suo decisivo contributo alla deflazione imponendo austerità, il pareggio di bilancio degli stati, il rientro dai debiti, taglio dei salari come unica via per riacquistare competitività mondiale. La cancelliera Merkel passerà alla storia (se ci sarà una storia) come quella che ricalcò le orme del cancelliere Heinrich Bruening, che nel 1930 “curò” la crisi economica (nata dall’America, 1929) e la disoccupazione galoppante con fori riduzioni delle spese dello stato, aumento dei dazi doganali, tagli ai sussidi di disoccupazione (“così quei fannulloni si metteranno a lavorare”) e, nel ’31, “decretò una riduzione generale dei salari, che furono tagliati del 15%” per rendere più competitivi i lavoratori. A quel punto, non-lavoratori: sette milioni di salariati, un terzo della forza produttiva di allora, aveva perso il lavoro, perché le loro industrie, aggravate da costi incomprimibili (leggi: gli interessi sui debiti contratti con la finanza, tasse, ammortamenti ed affitti) cessarono di pagare i debiti, e anche le banche fallirono con loro.

Poi, venne Hitler e il risanamento dell’economia con i metodi creativi del banchiere Schacht, ariano d’onore. Per gli americani, la politica di Roosevelt fallì nel 1937, quando –come oggi – un piccolo tentativo della Fed di alzare i tassi (l’occupazione era un poco migliorata) provocò un nuovo collasso più tragico del ’29 dei mercati azionari (il Dow Jones crollò del 46%!), una nuova recessione, fallimenti a catena di imprese, e i disoccupati aumentarono dal 14 a quasi 20%.

Nel 1937 il Dow Jones crollò, come oggi
Nel 1937 il Dow Jones crollò, come oggi

La crisi che si apre è molto più grave (allora la Cina non esisteva come mercato né produttore ed esportatore di disordine finanziario), e di lunga durata, perché stavolta nessun dittatore “populista” potrà prendere il potere ad imbavagliare la finanza speculativa e il Bruening del nostro tempo; sicché anche noi avremo altri milioni di disoccupati. Che si andranno ad aggiungere a quelli rimasti sul lastrico dalla crisi del 2008 debitamente aggravata dalle ricette di austerità diligentemente applicate da Monti e Bersani per conto di Bruxelles e di Draghi, e mai riassorbiti – in un paese che ha il tasso di inattività più alto d’Europa. Quanti saranno, anzi saremo? Da 3,5 milioni a 6? Dal 12,4 al 22 per cento della Spagna, al 25% della Grecia? Difficile dirlo.

Teniamo, nel delineare il nostro scenario, che vivono qui 5 milioni di stranieri – che si sentono stranieri, se non estranei e nemici – che finiranno in disoccupazione, ed occuperanno le strade ed i centri di aiuto e provvidenze. Teniamo conto che la depressione globale aggraverà anche le zone del mondod a cui già provengono a milioni i clandestini e i profughi: quanti milioni in più scenderanno nelle nostre coste, si presenteranno ai confini, premeranno per entrare? Saranno disarmati o no? Chi darà l’ordine alla nostre forze armate di sparare? (e quali forze armate?)

Intravvedo uno scenario in cui bisognerà andare a far la spesa al supermercato in convoglio e scorta armata, perché altrimenti centinaia di affamati per le strade ci rapineranno il cibo dal carrello. Le vecchiette che si avventurano da sole dal panettiere si vedranno portar via il borsellino da grossi senegalesi o cosiddetti siriani, o anche da italiani troppo a lungo senza lavoro né speranza di averne mai uno; ai semafori le portiere delle auto verranno aperte da mendicanti minacciosi di tutti i colori.

Esagero?

E’ lo scenario che ha in mente il capo dell’esercito elvetico, generale Andé Blattmann, quando qualche giorno fa ha confidato: “…Le prospettive economiche sono cupe, si assiste a sbarchi imprevisti di flussi migratori di massa. Impossibile non stupirsene. Così, da una parte, alla crisi si aggiunge maggiore concorrenza sul mercato del lavoro, dall’altra dobbiamo sobbarcarci i costi degli aiuti. Inoltre, non si possono escludere disordini sociali; il vocabolario si fa pericolosamente aggressivo». Per concludere: «Dobbiamo prepararci a conflitti, crisi e catastrofi». Per questo, la Svizzera ha pensato bene di riattrezzare il proprio esercito, «pronto a combattere per il Paese e per la nostra gente”. Gli svizzeri si difenderanno. E noi?

 

 

 

 

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/nuovi-milioni-di-disoccupati-in-vista-siamo-pronti/

 

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