La Blackwater ha deciso di ritirare i suoi mercenari dalla provincia di Taiz, nel sud-ovest dello Yemen, dopo aver subito pesanti perdite. Diverse decine di mercenari, tra cui alcuni comandanti, sono rimasti uccisi durante i combattimenti con la Resistenza yemenita.
Il New York Times del 25 novembre, aveva pubblicato la notizia secondo la quale gli Emirati Arabi avrebbero ingaggiato almeno un battaglione di combattenti latino americani, per lo più colombiani, inquadrato da ufficiali di varie nazionalità, per combattere in Yemen con uno stipendio di mille dollari la settimana e la promessa della cittadinanza emiratina.
Il ricorso ai mercenari della Blackwater, la famigerata agenzia di “contractors” vicina al Pentagono che in Iraq ed Afghanistan s’è macchiata di crimini atroci, è l’ennesima dimostrazione del disastroso andamento della guerra per i sauditi e i suoi alleati. Gli Emirati, non potendo intensificare il proprio sforzo militare in Yemen, sia per le gravi perdite già subite, sia per la modestia delle proprie forze armate già anche troppo provate, adesso sono costretti a ricorrere ai mercenari di un’agenzia privata. Continua a leggere
Alle “inviate” tg che piangono su Aleppo bombardata dai russi
di Fulvio Scaglione
(MB. Poiché i vergognosi telegiornali Rai hanno mandato “le inviate” a spargere lacrime sulle povere “vittime di Aleppo” che scappano “dai bombardamenti russi”, e “si affollano alla frontiera turca” , sarà il caso di ricordare che quelle povere vittime sono coloro che hanno scelto la guerra civile, l’ISIS, Al-Nusrah, che ora fuggono con le loro famiglie. Hanno tenuto ed assediato Aleppo per oltre tre anni. “Le inviate” però, in tutto questo tempo, non sono andate a documentare le atrocità che hanno commesso. Magari perché sarebbero sapevano che quella “opposizione moderata” fatta di povere vittime, le avrebbe decapitate?)
ASSEDIO. SU ALEPPO LA FABBRICA DELLE BALLE
di Fulvio Scaglione
L’assedio di Aleppo. Forse non lo sapevate ma in questi ultimi giorni, e solo in questi ultimi giorni, il mondo delle persone perbene, di coloro che hanno a cuore la libertà, è angosciato dall’assedio di Aleppo. Il che è un po’ curioso,perché Aleppo è sotto assedio da tre anni e mezzo. Guardate la cartina qui pubblicata: raffigura la situazione di Aleppo dal 2012 fino a un mese fa. Com’è facile notare, il verde circonda su tre lati il rosso. E il verde erano le forze dei ribelli. Che quindi per tre anni e mezzo hanno stretto la città in una morsa aperto solo verso Sud. Un assedio quasi perfetto.
Come hanno vissuto i siriani di Aleppo, quelli rimasti nei quartieri controllati dal Governo e dalle truppe di Assad? Le testimonianze non mancano. Bombe sulle scuole e sugli ospedali. Missili sui palazzi. Niente acqua. Niente elettricità. Pochissimo carburante, e a carissimo prezzo, per riscaldare le case d’inverno. Un sacco di morti civili, perché i missili cadevano dove cadevano. Insomma, le cose che succedono durante un assedio. Quando, nel 2014, lanciò l’appello “Salviamo Aleppo”, la Comunità di Sant’Egidio scrisse cose come questa: “La gente non può uscire dalla città accerchiata dall’opposizione, tra cui fondamentalisti intransigenti e sanguinari”. Oppure: “ C’è l’orribile ricatto dell’acqua che i gruppi jihadisti tolgono alla città. È una guerra terribile e la morte viene da ogni parte. Passando per tunnel sotterranei, si fanno esplodere palazzi “nemici” “. E lo diceva Sant’Egidio, che non aveva mai lesinato le critiche anche verso Assad. Insomma, pochi dubbi: era un assedio.
Assedio o non assedio?
Riascoltiamo che cosa ha raccontato a Repubblicapadre Rodrigo Miranda, cileno, missionario del Verbo Incarnato, parroco ad ALeppo dal 2011 al 2015: “”Era mezzogiorno, l’ora di punta, quando sono caduti i tre missili. L’università era piena e molte persone erano in strada. Quando è caduto il primo missile ho iniziato ad aiutare le persone che avevo davanti a me. Poi mentre stavo correndo verso l’università per aiutare gli altri, ho visto il secondo missile che arrivava. Ho cercato di rifugiarmi tra un muro e alcune auto. Ho sentito un rumore, uno strano silenzio, e poi il disastro. È stato un massacro”. Morirono centinaia di giovani, colpiti dai missili dei ribelli. Come spesso avviene quando si è sotto assedio. Continua a leggere
Come era stato più volte annunciato, l’edizione 2016 del festival di Sanremo è iniziata all’insegna dell’ideologia omosessualista. Già dalla lista dei cantanti ospiti nella prima serata non era infatti difficile presagire che la nota kermesse canora si sarebbe trasformata in un potente spot pro unioni civili. Del resto, la coincidenza temporale con la discussione in parlamento del ddl Cirinnà non lasciava spazio ai dubbi: il palco dell’Ariston sarebbe stato teatro di un vero e proprio comizio a favore delle pseudo unioni gay.
Molti amici mi sollecitano a dire qualcosa sull’elogio che “El Papa” ha voluto elevare ai due; elogio pubblico, aperto e provocatorio. Lo faccio controvoglia. A parte il senso di offesa come credente, per l’uso e l’abuso che Bergoglio fa del cattolicesimo cui appartengo, non mi stupisco. Conferma che Bregoglio sta attuando un programma scritto da lungo tempo. Su Napolitano, è apparentemente l’omaggio ad un “fratello”. “Quando ha accettato per la seconda volta, a quell’età, e sebbene per un periodo limitato, di assumersi un incarico di quel peso, l’ho chiamato e gli ho detto che era un gesto di eroicità patriottica”. Ora, è chiaro che Napolitano è il regista del colpo di Stato, decretato dai luoghi illuminatissimi di Bruxelles e Washington, che doveva rovesciare l’ultimo politico eletto (ancorché indegno, Berlusconi) e sostituirlo con servi e maggiordomi del Sistema. Giorgio Napolitano è stato l’unico dirigente del Pci che aveva – negli anni in cui il Pci era stalinista – il visto permanente per gli Stati Uniti: gli alleati si fidavano evidentemente di lui, nonostante etichetta rossa. Rossa,poi, per modo di dire: Napolitano era membro nel Pci della corrente detta Migliorista, di cui era guru il suo maestro Giorgio Amendola – le cui posizioni in politica ed economia erano vicinissime al liberalismo, rafforzato da “antifascismo” e radicalismo laicista, molto poco operaio-proletario.
con Kissinger, in confidenza
Un miscuglio che aveva poco a che fare col Partito Comunista di allora. Come mai il Partito alzò Amendola e Napolitano, due radical-liberali gran borghesi, alle massime cariche interne e parlamentari?
Per saperlo, bisognerebbe spiegare perché – l’ha raccontato lo stesso Giorgio Napolitano – “Togliatti, sbarcato a Napoli al ritorno dall’Unione Sovietica, il 27 marzo 1944, si precipitò a trovare” Curzio Malaparte, il celebre scrittore, nella sua lussuosa villa di Capri”. Per i compagni ingenui (profani) Malaparte era un “fascista”, che faceva la ruota nel bel mondo romano del regime, amico di Galeazzo Ciano (grazie al quale aveva potuto costruire la sua villa milionaria a Capri in una zona vietata); Gramsci lo detestò e lo considerò un cinico vanesio. In realtà, Malaparte, che si chiamava Kurt Suckert era sì un cinico vanesio, ma dal 1924 iniziato alla Gran Loggia d’Italia ; e poche settimane dopo fu fatto passare “per le colonne” della Loggia Nazionale, “direttamente all’obbedienza del gran maestro (l’ebreo) Raoul Palermi”: una gemella della P2 dunque, un livello più profondo di clandestinità. Il Suckert continuò a godersi le rosee stagioni del potere romano, fra ricchi e potenti, ebbe un amorazzo anche con Virginia Agnelli vedova di Edoardo della famiglia automobilistica; ma fu tanto accorto (o ben istruito) da prepararsi i galloni nel nuovo regime “democratico”: dopo l’otto settembre si arruolò “nell’Esercito Cobelligerante Italiano del Regno d’Italia e collaborò con gli Alleati nel Counter Intelligence Corps nella lotta contro i nazisti e i fascisti della RSI,” (così Wikipedia).
Era questo l’uomo che Togliatti ritenne necessario “precipitarsi a trovare”, prima ancora di prendere davvero le redini del partito, appena tornato da Mosca; e non a Roma ma a Capri, dove villeggiava lo scrittore, insomma bussando alla sua porta. Perché? Si vede che ne aveva bisogno. Bisogno di garanti internazionali di un certo tipo. Il capo del Pci si fece accompagnare all’incontro “ da due dirigenti del pci napoletano, Eugenio Reale, futuro ambasciatore a Varsavia, e Velio Spano, che fu il primo direttore de ‘‘l’Unità”, ricorda Napolitano. E c’era anche lui, Giorgio Napolitano, perché anche lui villeggiava (pardon, “ero sfollato”) a Capri. Una riunione di vertice, sui destini d’Italia e dello stesso Pci, probabilmente la particolare “via italiana al comunismo” si cominciò a delineare là. Il giovine Napolitano vide in Malaparte, quel giorno, “un comunista quasi dichiarato”. Impareggiabile quel “quasi”. Il “quasi” Malapartesi degnò di scrivere sull’Unità, con pseudonimo. Era il periodo in cui l’Unità stava per avere come direttore quell’ufficiale americano che, arrivato in Italia sui carri armati stellati, fu messo dal suo ufficio (lo Psychological Warfare Branch ) a dare o negare i permessi ai nuovi giornali che in quei giorni dopo la “Liberazione” nascevano come funghi: erano liberi, ma dovevano chiedere permesso a quel tipo che credevano si chiamasse “capitano Smith”, e che – col permesso – assegnava anche la carta per la stampa, che era razionata. Nel 1947, i giornalisti furono stupefatti nel ritrovare “il capitano Smith” diventato – per volontà di Togliatti – direttore de L’Unità, dopo essere stato fondatore dell’Ansa (la libera agenzia della democrazia degli americani) con il suo vero nome – se poi è quello vero: Renato Mieli, ebreo nato ad Alessandria d’Egitto. Papà di quel Paolo Mieli che è stato necessario mettere a dirigere il Corriere della Sera in anni molto recenti.
Renato Mieli, ex “capitano Smith”
Papà Renato restò a dirigere L’Unità per nove anni: dovete essere un duro sacrificio impostogli dai superiori, e perché appena ne uscì (prendendo come occasione la rivolta ungherese) nel 1956,aderì pubblicamente al liberismo di Hayek e Von Mises e pubblicò articoli fortemente anti-comunisti sul Giornale di Montanelli, suo amico. Come sappiamo, invece, Giorgio Napolitano, con stupore di chi lo conosceva come un comunista liberale, molto poco rosso, non uscì dal Partito dopo la rivolta ungherese: rimase. Per lui i compiti di controllo del Pci non erano ancora finiti.
Compiti che ha sempre svolto fedele alla consegna internazionale, quando c’è stato bisogno di lui: dal “divorzio fra Bankitalia e Tesoro”, alle privatizzazioni-svendite dell’IRI, all’inserimento del’Italia nella Europa burocratica e poi globalizzata; ha coperto il fratello Giuliano David Amato nella sua spoliazione dei conti correnti; ha sorvegliato e difeso discretamente tutte le “riforme” volute dal capitale mondiale e tendenti al governo unico mondiale massonico, sorvegliando che il partito detto ‘comunista’ non scartasse in qualche forma di “populismo”(che il Grande Architetto non voglia!). Fino al golpe che ha buttato giù Berlusconi (ma credo che il sistema temesse il suo ministro delle Finanze, Tremonti)
Napolitano e, dietro, Giorgia Amendola
Che il due volte (“eroico”) presidente Napolitano sia massone, non c’è prova (ovviamente). Massone fu sicuramente suo padre, avvocato e maggiorente Giovanni Napolitano (1883-1955). “Fu iniziato massone nella loggia “Giovanni Bovio” di Napoli il 20 giugno 1911, all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia (matricola 36.019)”, come a testimoniato Aldo A. Mola, storico ufficiale della Massoneria, che ha potuto consultare gli appositi archivi della Vedova.
Come il padre, anzi come il padre e il nonno dell’altra figura in cui Napoletano s’identifica, il suo fratello maggiore ideologico e suo amico, capo dei miglioristi, con cui ha condiviso 60 anni nel partito, da Togliatti a Berlinguer ad Occhetto. Giorgio Amendola.
Ho ricordato che Napolitano nel ’56 non se ne uscì dal Partito. Vi rimase con Giorgio Amendola, figlio e nipote di massoni famosi. Il padre, Giovanni Amendola, era figlio di Pietro Amendola (garibaldino) ed Adelaide Aglietta (mazziniana), ava della omonima esponente del Partito Radicale pannelliano. Il lato interessante per capire l’uscita papale è che papà Giovanni, sviluppò il lato “gnostico”, magico, spiritista, del radicalismo massonico: “Il direttore del quotidiano radicale La Capitale, Edoardo Arbib (1840-1906, garibaldino, senatore, israelita e massone), vecchio commilitone e amico del padre iniziò Giovanni Amendola alla Società Teosofica, fondata nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky (che fu a Mentana con Garibaldi). La Società Tosofica era frequentata da ricche signore della nobiltà ebraico-piemontese: fra cui la Baronessa Emmelina Sonnino De Renzis, sorella di Sidney Sonnino”: che sarà capo del governo di eccezione in un momento storico in cui la funzione democratica doveva venire meno per forza: la Grande Guerra. Sonnino, padre ebreo e madre britannica, era l’uomo giusto per essere nominato ministro degli Esteri nel 1914, a che l’Italia non deviasse dall’alleanza; lo rimase fino al 1919.
Eva Kuhn, teosofa
“Dio e popolo”, come Mazzini
Giovanni Amendola, il papà, trovò nella società teosofica l’occultista e maga, nonché vegetariana, Eva Kuhn (Cohen): e la sposò nel 1906. Con rito valdese. L’esoterista e teosofo massone Amendola (papà), il cui figlio sarà poi la guida e il maestro di Napolitano, guardava infatti con interesse al protestantesimo. E quindi, al modernismo: in cui vedeva “la democrazia religiosa (…). La formula riassuntiva, Dio e popolo (di Mazzini) contiene in sostanza la dottrina cattolica del modernismo”(1)
“Dio e popolo”: è il nucleo della fanta-teologia di Bergoglio. Che lui ha espresso, in modo più o meno esplicito, pressappoco in questi termini, un giorno che si arrabbiò per i preti che danno la Comunione in bocca anziché in mano: “Non si può, per onorare il Corpo Reale di Cristo, offendere il Corpo Sociale di Cristo”. Il “popolo” è il vero e superiore “corpo di Cristo”. E non i cattolici, ma l’intera umanità, che è in marcia verso il “Punto Omega” evolutivo, dove l’uomo si scoprirà divino in sé, e le religioni unite nell’auto-adorazione. E’ in questa visione che si spiega la detestazione di Bergoglio per la Chiesa e i cattolici: bisogna de-sacramentalizzarli, togliere la loro specificità sacrale, perché confluiscano nel protestantesimo che è la “democrazia religiosa” di Amendola il teosofo. I sacramenti, sono una superstizione del passato, da sostituire con la “misericordia” universale e indistinta: siete già tutti salvi, siete il corpo sociale di Cristo. Si inginocchia davanti ai detenuti, gli lava i piedi: la mistica del peccatore che non ha bisogno di redenzione né di pentimento. Nasconde il crocifisso e pettorale quando va’ in Sinagoga, o in qualche loggia luterana. Detesta i cattolici. E’ tutto così chiaro: sta eseguendo a puntino il programma.
Croce seminascosta
Che sia personalmente massone non so. Basta che sia modernista. Pare più un prodotto dell’ideologia, che un consapevole fautore: per esempio ha falle di conoscenza della dottrina cattolica, quasi ridicole. Forse è teleguidato, il che è peggio, in un certo senso.
Che cosa volete che commenti: aspettiamoci ogni abuso e violenza. Si dice che voglia fare di Enzo Bianchi un cardinale. Come credente, sono ovviamente offeso e insultato dagli abusi che fa’ della fede che è anche mia; ma è dal Concilio che siamo abituati ai gerarchi che abusano della dottrina e della fede, distruggendo la Chiesa sacramentale. Questi eccessi ridicoli, da parodia, dovrebbero rallegrarci, in fondo: il tempo della fine di tutto ciò si avvicina. Il Sistema accelera la sua presa, aumenta la sua brutalità, non si nasconde più sotto melliflue forme,perché “sa di avere poco tempo”
Il vero commento lo posto e incollo: sono
Le profezie della Beata Anna Caterina Emmerich
“Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo… Vidi un grande rinnovamento e la Chiesa che si librava in alto nel cielo”.
“Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa… Ma Dio aveva altri progetti”. (22 aprile 1823)
“Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… C’erano solo divisioni e caos..”. (12 settembre 1820)
“Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là [nella strana chiesa] tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana… Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni.
C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro. Ma sullo sfondo, in lontananza, vidi la sede di un popolo crudele armato di lance, e vidi una figura che rideva, che disse: “Costruitela pure quanto più solida potete; tanto noi la butteremo a terra””. (12 settembre 1820)
“Ebbi una visione del santo Imperatore Enrico. Lo vidi di notte, da solo, in ginocchio ai piedi dell’altare principale in una grande e bellissima chiesa… e vidi la Beata Vergine venire giù da sola. Ella stese sull’altare un panno rosso coperto con lino bianco, vi pose un libro intarsiato con pietre preziose e accese le candele e la lampada perpetua…
Allora venne il Salvatore in persona vestito con l’abito sacerdotale…
La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine [è la ‘nuova’ Messa che vede la Emmerich: prima del Concilio, alla fine, veniva letto il proemio del Vangelo di Giovanni: In principio era il Verbo. Ndr.]. Quando la Messa fu terminata, Maria si diresse verso Enrico e stese la sua mano destra verso di lui dicendo che questo era in riconoscimento della sua purezza. Allora lo esortò a non avere esitazioni. Dopo di ciò vidi un angelo, esso toccò il tendine della sua anca, come Giacobbe. Enrico provava grande dolore, e dal quel giorno camminò zoppicando… ” (12 luglio 1820)
“Vedo altri martiri, non ora ma in futuro… Vidi le sette segrete minare spietatamente la grande Chiesa. Vicino ad esse vidi una bestia orribile che saliva dal mare… In tutto il mondo le persone buone e devote, e specialmente il clero, erano vessate, oppresse e messe in prigione. Ebbi la sensazione che sarebbero diventate martiri un giorno.
“Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità… Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo”. (13 maggio 1820)
Quando la Chiesa per la maggior parte era stata distrutta e quando solo i santuari e gli altari erano ancora in piedi, vidi entrare nella Chiesa i devastatori con la Bestia. Là essi incontrarono una donna di nobile contegno che sembrava portare nel suo grembo un bambino, perché camminava lentamente. A questa vista i nemici erano terrorizzati e la Bestia non riusciva a fare neanche un altro passo in avanti.
Allora vidi la Bestia che fuggiva di nuovo verso il mare, e i nemici stavano scappando nella più grande confusione… Poi vidi, in grande lontananza, grandiose legioni che si avvicinavano. Davanti a tutti vidi un uomo su un cavallo bianco. I prigionieri venivano liberati e si univano a loro. Tutti i nemici venivano inseguiti. Allora, vidi che la Chiesa veniva prontamente ricostruita, ed era magnifica più di prima”. (Agosto-ottobre 1820)
“Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente. Il Santo Padre e la Chiesa sono veramente in una così grande afflizione che bisognerebbe implorare Dio giorno e notte”. (10 agosto 1820)
“La scorsa notte sono stata condotta a Roma dove il Santo Padre, immerso nel suo dolore, è ancora nascosto per evitare le incombenze pericolose. Egli è molto debole ed esausto per i dolori, le preoccupazioni e le preghiere. Ora può fidarsi solo di poche persone; è principalmente per questa ragione che deve nascondersi. Ma ha ancora con sé un anziano sacerdote di grande semplicità e devozione. Egli è suo amico, e per la sua semplicità non pensavano valesse la pena toglierlo di mezzo.
Ma quest’uomo riceve molte grazie da Dio. Vede e si rende conto di molte cose che riferisce fedelmente al Santo Padre. Mi veniva chiesto di informarlo, mentre stava pregando, sui traditori e gli operatori di iniquità che facevano parte delle alte gerarchie dei servi che vivevano accanto a lui, così che egli potesse avvedersene”.
“Non so in che modo la scorsa notte sono stata portata a Roma, ma mi sono trovata vicino alla chiesa di Santa Maria Maggiore, e ho visto tanta povera gente che era molto afflitta e preoccupata perché il Papa non si vedeva da nessuna parte, e anche per via dell’inquietudine e delle voci allarmanti in città.
La gente sembrava non aspettarsi che le porte della chiesa si aprissero; essi volevano solo pregare fuori. Una spinta interiore li aveva condotti là. Ma io mi trovavo nella chiesa e aprii le porte. Essi entrarono, sorpresi e spaventati perché le porte si erano aperte. Mi sembrò che fossi dietro la porta e che loro non potessero vedermi. Non c’era alcun ufficio aperto nella chiesa, ma le lampade del Santuario erano accese. La gente pregava tranquillamente.
Poi vidi un’apparizione della Madre di Dio, che disse che la tribolazione sarebbe stata molto grande. Aggiunse che queste persone devono pregare ferventemente… Devono pregare soprattutto perché la chiesa delle tenebre abbandoni Roma”. (25 agosto 1820)
“Vidi la Chiesa di San Pietro: era stata distrutta ad eccezione del Santuario e dell’Altare principale. San Michele venne giù nella chiesa, vestito della sua armatura, e fece una pausa, minacciando con la spada un certo numero di indegni pastori che volevano entrare. Quella parte della Chiesa che era stata distrutta venne prontamente recintata… così che l’ufficio divino potesse essere celebrato come si deve. Allora, da ogni parte del mondo vennero sacerdoti e laici che ricostruirono i muri di pietra, poiché i distruttori non erano stati capaci di spostare le pesanti pietre di fondazione”. (10 settembre 1820)
“Vidi cose deplorevoli: stavano giocando d’azzardo, bevendo e parlando in chiesa; stavano anche corteggiando le donne. Ogni sorta di abomini venivano perpetrati là. I sacerdoti permettevano tutto e dicevano la Messa con molta irriverenza. Vidi che pochi di loro erano ancora pii, e solo pochi avevano una sana visione delle cose. Vidi anche degli ebrei che si trovavano sotto il portico della chiesa. Tutte queste cose mi diedero tanta tristezza”. (27 settembre 1820)
“La Chiesa si trova in grande pericolo. Dobbiamo pregare affinché il Papa non lasci Roma; ne risulterebbero innumerevoli mali se lo facesse. Ora stanno pretendendo qualcosa da lui. La dottrina protestante e quella dei greci scismatici devono diffondersi dappertutto. Ora vedo che in questo luogo la Chiesa viene minata in maniera così astuta che rimangono a mala pena un centinaio di sacerdoti che non siano stati ingannati. Tutti loro lavorano alla distruzione, persino il clero. Si avvicina una grande devastazione”. (1 ottobre 1820)
“Quando vidi la Chiesa di San Pietro in rovina, e il modo in cui tanti membri del clero erano essi stessi impegnati in quest’opera di distruzione – nessuno di loro desiderava farlo apertamente davanti agli altri -, ero talmente dispiaciuta che chiamai Gesù con tutta la mia forza, implorando la Sua misericordia. Allora vidi davanti a me lo Sposo Celeste ed Egli mi parlò per lungo tempo…
Egli disse, fra le altre cose, che questo trasferimento della Chiesa da un luogo ad un altro significava che essa sarebbe sembrata in completo declino. Ma sarebbe risorta. Anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo perché non si fonda sui consigli e sull’intelligenza umani. Mi fece anche vedere che non era rimasto quasi nessun cristiano, nell’antico significato della parola”. (4 ottobre 1820)
“Mentre attraversavo Roma con San Francesco e altri santi, vedemmo un grande palazzo avvolto dalle fiamme, da cima a fondo. Avevo tanta paura che gli occupanti potessero morire bruciati perché nessuno si faceva avanti per spegnere il fuoco. Tuttavia, mentre ci avvicinavamo il fuoco diminuì e noi vedemmo un edificio annerito. Attraversammo un gran numero di magnifiche stanze, e finalmente raggiungemmo il Papa. Era seduto al buio e addormentato su una grande poltrona. Era molto ammalato e debole; non riusciva più a camminare.
Gli ecclesiastici nella cerchia interna sembravano insinceri e privi di zelo; non mi piacevano. Parlai al Papa dei vescovi che presto dovevano essere nominati. Gli dissi anche che non doveva lasciare Roma. Se l’avesse fatto sarebbe stato il caos. Egli pensava che il male fosse inevitabile e che doveva partire per salvare molte cose… Era molto propenso a lasciare Roma, e veniva esortato insistentemente a farlo…
La Chiesa è completamente isolata ed è come se fosse completamente deserta. Sembra che tutti stiano scappando. Dappertutto vedo grande miseria, odio, tradimento, rancore, confusione e una totale cecità. O città! O città! Cosa ti minaccia? La tempesta sta arrivando; sii vigile!”. (7 ottobre 1820)
“Ho anche visto le varie regioni della terra. La mia Guida [Gesù] nominò l’Europa e, indicando una regione piccola e sabbiosa, espresse queste sorprendenti parole: “Ecco la Prussia, il nemico”. Poi mi mostrò un altro luogo, a nord, e disse: “questa è Moskva, la terra di Mosca, che porta molti mali”. (1820-1821)
“Fra le cose più strane che vidi, vi erano delle lunghe processioni di vescovi. Mi vennero fatti conoscere i loro pensieri e le loro parole attraverso immagini che uscivano dalle loro bocche. Le loro colpe verso la religione venivano mostrate attraverso delle deformità esterne. Alcuni avevano solo un corpo, con una nube scura al posto della testa. Altri avevano solo una testa, i loro corpi e i cuori erano come densi vapori. Alcuni erano zoppi; altri erano paralitici; altri ancora dormivano oppure barcollavano”. (1 giugno 1820)
“Quelli che vidi credo che fossero quasi tutti i vescovi del mondo, ma solo un piccolo numero era perfettamente retto. Vidi anche il Santo Padre – assorto nella preghiera e timoroso di Dio. Non c’era niente che lasciasse a desiderare nella sua apparenza, ma era indebolito dall’età avanzata e da molte sofferenze. La testa pendeva da una parte all’altra, e cadeva sul petto come se si stesse addormentando. Egli aveva spesso svenimenti e sembrava che stesse morendo. Ma quando pregava era spesso confortato da apparizioni dal Cielo. In quel momento la sua testa era dritta, ma non appena la faceva cadere sul petto vedevo un certo numero di persone che guardavano rapidamente a destra e a sinistra, cioè in direzione del mondo.
Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione.
In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre”. (1820)
“Vedo molti ecclesiastici che sono stati scomunicati e che non sembrano curarsene, e tantomeno sembrano averne coscienza. Eppure, essi vengono scomunicati quando cooperano (sic) con imprese, entrano in associazioni e abbracciano opinioni su cui è stato lanciato un anatema. Si può vedere come Dio ratifichi i decreti, gli ordini e le interdizioni emanate dal Capo della Chiesa e li mantenga in vigore anche se gli uomini non mostrano interesse per essi, li rifiutano o se ne burlano”. (1820-1821)
“Vidi molto chiaramente gli errori, le aberrazioni e gli innumerevoli peccati degli uomini. Vidi la follia e la malvagità delle loro azioni, contro ogni verità e ogni ragione. Fra questi c’erano dei sacerdoti e io con piacere sopportavo le mie sofferenze affinché essi potessero ritornare ad un animo migliore”. (22 marzo 1820)
“Ho avuto un’altra visione della grande tribolazione. Mi sembrava che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere accordata. Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangevano amaramente. Anche alcuni più giovani stavano piangendo. Ma altri, e i tiepidi erano fra questi, facevano senza alcuna obiezione ciò che gli veniva chiesto. Era come se la gente si stesse dividendo in due fazioni”. (12 aprile 1820)
“Vidi un nuovo Papa che sarà molto rigoroso. Egli si alienerà i vescovi freddi e tiepidi. Non è un romano, ma è italiano. Proviene da un luogo che non è lontano da Roma, e credo che venga da una famiglia devota e di sangue reale. Ma per qualche tempo dovranno esserci ancora molte lotte e agitazioni”. (27 gennaio 1822)
“Verranno tempi molto cattivi, nei quali i non cattolici svieranno molte persone. Ne risulterà una grande confusione. Vidi anche la battaglia. I nemici erano molto più numerosi, ma il piccolo esercito di fedeli ne abbatté file intere [di soldati nemici]. Durante la battaglia, la Madonna si trovava in piedi su una collina, e indossava un’armatura. Era una guerra terribile. Alla fine, solo pochi combattenti per la giusta causa erano sopravvissuti, ma la vittoria era la loro”. (22 ottobre 1822)
“Vorrei che fosse qui il tempo in cui regnerà il Papa vestito di rosso. Vedo gli apostoli, non quelli del passato ma gli apostoli degli ultimi tempi e mi sembra che il Papa sia fra loro.”
“Nel centro dell’inferno ho visto un abisso buio e dall’aspetto orribile e dentro di esso era stato gettato Lucifero, dopo essere stato assicurato saldamente a delle catene…Dio stesso aveva decretato questo; e mi è stato anche detto, se ricordo bene, che egli verrà liberato per un certo periodo cinquanta o sessanta anni prima dell’anno di Cristo 2000. Mi vennero indicate le date di molti altri eventi che non riesco a ricordare; ma un certo numero di demoni dovranno essere liberati molto prima di Lucifero, in modo che tentino gli uomini e servano come strumenti della vendetta divina.”
“Un uomo dal viso pallido fluttuava lentamente al di sopra della terra e, sciogliendo i drappi che avvolgevano la sua spada, li gettò sulle città addormentate, che vennero legate da questi. Questa figura gettò la pestilenza sulla Russia, l’Italia e la Spagna. Attorno a Berlino vi era un fiocco rosso e da lì venne in Westfalia. Ora la spada dell’uomo era sguainata, strisce rosse come il sangue pendevano dall’impugnatura e il sangue che grondava da questa cadeva sulla Westfalia “.
“Gli ebrei ritorneranno in Palestina e diverranno cristiani verso la fine del mondo.”
Note
1) Ringrazio la rivista Sodalitium per queste documentazioni.
Matteo Renzi decide di lavarsi le mani del ddl Cirinnà, scaricando tutta la responsabilità sul Parlamento. Il presidente del Consiglio ha infatti dichiarato: «Toccherà al parlamento confrontarsi, a partire dalla stepchild adoption». Ne ha parlato Sergio Rame su Il Giornale.
di Sergio Rame
Matteo Renzi preme l’acceleratore sulle unioni civili. Vuole portare a casa al più presto il ddl Cirinnà anche se la sua stessa maggioranza ne mina l’approvazione.
“La stragrande maggioranza degli italiani vuole un istituto che legittimi le unioni civili anche per persone dello stesso sesso – spiega nella sua e-news – è finita la stagione in cui nascondersi: i diritti (e i doveri) sono tali solo se sono per tutti. È un passo in avanti”. Ma gli ostacoli restano. E il più grande è sicuramente la stepchild adoption. Dopo la marcia indietro di Beppe Grillo, è venuto meno anche l’appoggio del Movimento 5 Stelle e il premier è costretto a scendere a patti con i cattodem e i malpancisti Ncd. Per questo non gli resta che fare lo scaricabarile e lasciare che sia ogni singolo parlamentare a prendersi la responsabilità di votare le adozioni per le coppie omosessuali.
New York, SANA – Le Nazioni Unite ha sottolineato che ci sono forti legami e contatti tra le organizzazioni terroristiche in Siria e l’entità sionista.
Netanyahu in visita all’ospedale da campo sul Golan rassicura i feriti dei terroristi siriani
Le osservazioni delle Nazioni Unite sono avvenute nella relazione del suo Segretario generale sulle Forze di Disimpegno degli Osservatori delle Nazioni Unite (UNDOF) nel periodo dal 29 maggio al 3 Settembre 2014.
Il rapporto ha detto che i membri della cosiddetta “opposizione armata” hanno trasportato 47 dei suoi membri feriti attraverso “la linea di cessate il fuoco” al “esercito israeliano”, che a sua volta ha consegnato 43 dei feriti che erano stati trattati presso gli ospedali israeliani alle organizzazioni terroristiche dell’opposizione armata.
La relazione ha parlato dell’attacco delle organizzazioni terroristiche, tra cui Jabhat al-Nusra, contro le posizioni del personale UNDOF, su come hanno sequestrato un certo numero di loro veicoli e attrezzature e su come hanno usato l’uniforme delle Nazioni Unite.
La relazione ha aggiunto che il Comandante UNDOF era in costante e regolare contatto con l’esercito arabo siriano nella zona il quale ha fornito loro tutte le tipologie di sostegno per garantire l’evacuazione del personale UNDOF.
Il rapporto afferma ciò che la Siria ha sempre accennato circa gli stretti rapporti tra le organizzazioni terroristiche e le autorità dell’occupazione israeliane che mostra quanto l’occupazione israeliana coinvolta nella congiura ordita contro la Siria.
La collaborazione tra l’organizzazione terroristica di Jabhat al-Nusra, elencata dalle Nazioni Unite sulla lista delle organizzazioni terroristiche, e le autorità di occupazione israeliane dimostra che Israele sostiene un’organizzazione terroristica che richiede una risposta decisiva da parte della comunità internazionale.
Era il 1914 e il magnate John D. Rockefeller per porre fine a un lungo sciopero in una delle sue società, la Colorado Fuel & Iron Company, assoldò alcuni agenti della Guardia del Colorado, che assaltarono gli stabilimenti uccidendo venti persone, tra cui due donne e undici bambini bruciati vivi nelle tende a cui i miliziani avevano dato fuoco.
Costretta a difendersi dalle accuse dei media, la compagnia petrolifera ingaggiò Ivy Lee, un pubblicista, considerato, assieme a Edward Bernays, uno dei padri delle teorie “spin”.
Lee avviò una capillare opera di controinformazione. L’incendio? Fu appiccato inavvertitamente dalle donne e dai bambini, che nel trambusto rovesciarono una stufa a gasolio durante il tentativo di fuga. Grazie a Lee, Rockefeller riuscì a difendere per molte settimane la propria reputazione di fronte all’opinione pubblica. Un’operazione esemplare, ma tutt’altro che trasparente e certo non fondata su informazioni accurate: quella versione dei fatti risultò poi falsa.
Di queste e altre tecniche utilizzate dagli spin doctor ho parlato nel mio saggio ‘Gli stregoni della notizia’ , che resta un saggio molto attuale nonostante siano passati alcuni anni dalla prima edizione.
L’1 dicembre scorso il Segretario alla Difesa Usa, Ashton Carter, ha inviato una lettera riservata al Ministro della Difesa Roberta Pinotti; un appello pressante con una lunga serie di richieste per un maggior impegno dell’Italia al seguito delle iniziative di Washington.
Istruttori, consiglieri militari, Forze Speciali, raid aerei, attività di ricognizione e intelligence, armi, supporto logistico: è la lista della spesa intimata dal capo del Pentagono a Roma. Il motivo è che l’Amministrazione Usa vede i suoi progetti franare in Siria ed Iraq, ma non è disposta ad impegnarsi a fondo preferendo quello che Obama un impegno “leggero”, e chiede agli alleati/sudditi di farsene carico.
Il fatto che Roma abbia in sostanza risposto picche già in occasione della venuta di Carter a ottobre (quando visitò Sigonella, divenuta la più importante base Usa del Mediterraneo e non solo), e lo abbia fatto ancora a dicembre e fino ad ora, non si deve ad un’improvvisa voglia di riscatto dalla sudditanza verso Washington, quanto dal fatto che semplicemente non può.
Grande assise a Parigi per chiedere l’abolizione universale della maternità surrogata. «I bambini sono esseri umani, non possono essere venduti né regalati»
«Questa non è una battaglia di sinistra, è una battaglia universale». Il convegno per l’abolizione universale dell’utero in affitto si è appena concluso a Parigi e l’attivista Marie-Josephine Bonnet, in prima linea, commenta a caldo la buona riuscita dell’evento. Il riferimento alla sinistra non è casuale, visto che l’assise è stata organizzata non da cattolici ma da una filosofa femminista e socialista, Sylviane Agacinski, e ha visto la partecipazione di guru internazionali della sinistra atea, del mondo femminista e dell’associazionismo lesbico.
LA CARTA DA FIRMARE. Ieri sera sono intervenuti in una sala strapiena dell’Assemblea nazionale intellettuali e attivisti per affermare con forza che «non esiste un diritto al figlio» e che i bambini non si vendono né si regalano. Al termine del convegno è stata firmata dai partecipanti una Carta che, rifiutando «la mercificazione del corpo delle donne e dei bambini», si oppone «a tutte le forme di legalizzazione della maternità surrogata sul piano nazionale e internazionale» e ne chiede l’abolizione universale a partire dall’Europa. La Carta può essere firmata online da tutti.
Qualche giorno fa il Senato, Commissione Esteri, non ha voluto privarsi della sapienza di Mario Monti: benché sia senatore (a vita per merito massonico Napolitano) gli ha chiesto di ascoltarlo in una audizione ufficiale: ostentatamente dunque. L’altissimo pensatore s’è chinato sui destini d’Europa, dicendo che è vicina alla guerra. “I paesi europei sono “storicamente e sanguinariamente litigiosi, dunque esiste il rischio che una eventuale disintegrazione in Ue li riporti “a farsi la guerra”. Ha accusato la “ventata di nazionalismi, che sembrano avere come target comune una ripresa di potere nei confronti dell’Ue, una volta che avessero conseguito questo loro obiettivo, probabilmente si scaglierebbero gli uni contro gli altri”.
Sono le idee di Monnet di 70 anni fa’, ripetute pari pari: il pensatore Monti non ha mai avuto bisogno di pensare per salire in carriera (anzi in quell’ambiente è altamente malvisto). Ha criticato a fondo Renzi per il suo “braccio di ferro” con la UE: “Fra qualche mese si saprà se il governo italiano avrà vinto o perso questa epica battaglia” sulla flessibilità, che “secondo me è un falso obiettivo”. Sono esattamente i pensieri ricevuti da: Schauble, Weber (il presidente dei deputati europei PPE), Merkel. E Draghi.
Monti parla ancora?
Ho un amico estremista che s’è stupito che il Senato abbia rispettosamente chiesto il parere di una personalità che, secondo lui, per come aveva ridotto l’economia del Paese in obbedienza alla UE, andava invece appesa a piazzale Loreto, a testa in giù. Sono idee da cui mi dissocio. E non mi stupisco: non so se avete notato, in questi giorni (mentre il parlamento si occupa di adozioni gay) sono stati mobilitati tutti quelli su cui Bruxelles può contare in Italia: a dire e ripetere che Renzi nel “braccio di ferro con la UE” perderà, che esagera, che non è il momento di chiedere flessibilità. I Paolo Mieli, gli Stefano Folli, altri giornalisti col grembiule nell’armadio, gli Enrico Letta sono lì a scrivere articoli. Anzi, il Corriere assevera nella UE c’è “un fronte anti-Italia”, che Renzi deve cedere perché è debole.
Ora, io capisco che Renzi suscita urti di vomito in molti. Pensate solo a quelli con cui “L’Europa” lo vuol rimpiazzare: Mario Monti, Enrico Letta, servi di lunga data e di verificato pedigree (l’asse Napolitano-Amendola- Amato –Andreatta) e assolutamente fidati, autori di tutti i disastri monetari di cui soffriamo in esecuzione ad ordini sovrannazionali.
Giusto per non dimenticare, son quelli che dopo il colpo di Stato euro-Draghi, sostenuto da Napolitano-Bersani, circondati da fama di competenti tecnocrati super partes espertissimi economisti (mica come Tremonti), avevano identificato la vera palla al piede dell’economia italiana nei: a) pompisti di benzina e b) taxisti: gli uni e gli altri si stavano sottraendo al “mercato” e godevano di scandalosi privilegi.
Ai competentissimi economisti super partes erano sfuggiti le migliaia di appartamenti che il Comune di Roma, con “disavanzo strutturale” (ossia ineliminabile) di 1,2 miliardi regolarmente coperto dallo Stato (capirai, è Roma Capitale!) affitta a dieci euro al mese, ed anche meno – perdendoci a rotta di collo. Non gli era sembrata interessante una “riforma” di quella associazione a delinquere chiamata Amministrazione di Roma, ove succede che io e voi, come contribuenti, paghiamo, ripianando il disavanzo strutturale della sullodata associazione a delinquere, l’affitto di ricchi amici degli amici nella capitale, di cui non abbiamo nemmeno il diritto di sapere i nomi. Ancor meno li aveva colti il sospetto che la palla al piede dell’economia fosse – vedi mai – la casta di parassiti pubblici con stipendi da 240 mila euro e più.
Sapete (o forse no, i media sono pieni del diritto dei finocchi alle adozioni) che un recente rapporto della Guardia di Finanza alla Corte dei Conti, “negli ultimi sei mesi del 2015 il danno provocato alle casse dello Stato dai funzionari pubblici infedeli è stato di 3 miliardi e 57 milioni di euro, contro i 2 miliardi 672 milioni di tutto il 2014”.
Ecco il vero problema italiano
Ora, si tratta di soli sei mesi, e di soli 7 mila dipendenti pubblici la cui infedeltà è saltata all’occhio, tanto da suscitare i sospetti delle Fiamme Gialle. Solo 7 mila dipendenti hanno provocato danni allo Stato per quasi 4 miliardi. In sei mesi. Moltiplicate per i milioni di dipendenti pubblici incontrollati, e persino voi che non siete competentissimi tecnocrati che lì è il settore (il truogolo, il porcaio) da cui si possono “recuperare” diciamo 50, diciamo 100 miliardi annui allo Stato, cifre enorme con cui davvero cominciare a rientrare dal debito pubblico (“Ce lo chiede l’Europa”) senza aumentare la torchia fiscale; con l’effetto collaterale per sé auspicabile di cacciare qualche mezzo milione di dipendenti pubblici con condanne penali, e la liquidazione sequestrata per compensare i danni che hanno inflitto. Quelli poi, Letta, Monti, non sono stati eletti, quindi non dovevano temere l’impopolarità eventuale di “riforme disciplinanti” di questo problema, il parassitismo pubblico che rende inefficiente il sistema.
Non l’hanno fatto. Non lo sta facendo nemmeno Renzi, ma almeno non si fa’ passare per esperto economista, ma per venditore di fumo incaricato di ravvivare un po’ di entusiasmo in un popolo schiacciato, mantenendolo nell’euro.
E’ solo per dire questo: non sono economisti da ascoltare in audizioni al Senato. Né gli è dovuto il rispetto che gli tributano i media, come a venerati maestri.
Il rispettatissimo Enrico Letta, palese “riserva della repubblica” (i grembiuli gli hanno trovato un parcheggio dorato alla Sorbona) è quello che nel dicembre 2013, capo del governo, twittava esultante: “Finita ora sessione Consiglio Europeo.Approvata Banking Union. Per tutelare risparmiatori ed evitare nuove crisi. Buon passo verso Ue più unita”.