Ci stano preparando alla Terza Guerra Mondiale?

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TERZA GUERRA

Segnalazione di Federico Prati

Inizia ad manifestarsi una dinamica allarmante: ogni volta di più i comandanti militari di alto livello avvisano circa il possibile arrivo di grandi conflitti, compreso un conflitto generale in Europa, e lanciano richiami affinchè le loro truppe e le proprie popolazioni  si  preparino al peggio.

In questa stessa settimana è stato il turno del comandante dell’Esercito norvegese, Odin Johannessen, il quale ha avvisato che i paesi europei dovrebbero essere disposti a combattere contro l’Islam radicale con il fine di preservare i valori che uniscono il continente.

“Credo che dobbiamo essere pronti a combattere, con le parole, con le azioni e, se necessario, con le armi, per preservare il paese ed i valori che abbiamo in comune”, ha detto Johannessen in un discorso davanti alla Società Militare di Oslo.

Citando gli attacchi degli jihadisti a Parigi, Johannessen ha detto che l ‘Europa già non può aspettarsi di vivere in pace e sicurezza, senza dover difendere i suoi interessi e i suoi valori”.

Il comandante militare ha insistito nella necessità di mantenere i soldati ben addestrati ed equipaggiati come questione cruciale. “Non si possono vincere le guerre senza avere gente sul terreno”, ha affermato.

Le dichiarazioni di Johannessen riflettono sentimenti simili a quelli manifestati da altri funzionari militari in Europa negli ultimi mesi e di cui si è detto in precedenza.

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ARABIA SAUDITA E TURCHIA ARRIVERANNO AD ATTUARE UNA FALSE FLAG PER INVADERE LA SIRIA ?

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ARABIA SAUDITA

I sauditi aumentano la loro retorica mentre la Turchia bombarda in Siria per il secondo giorno consecutivo. Secondo i seguenti rapporti, l’Arabia Saudita ha creato un quartiere generale con la Turchia, in preparazione all’assalto congiunto in Siria. Il rapporto inoltre sostiene che gli aerei degli Emirati Arabi Uniti sono stazionati alla base aerea di Incirlik in Turchia … la stessa base dove sono stati dispiegati ultimamente i jet sauditi. Jet sauditi in Turchia. Il rapporto, indipendente non è stato verificato, è coerente e trasparente in merito ad una probabile invasione. Invasione in Siria. La Turchia ha già iniziato l’offensiva.  

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L’Arcivescovo di Aleppo: il governo di Assad è “una protezione per la popolazione” siriana

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ALEPPO

Segnalazione di Federico Prati

Risposta ai colloqui iniziati venerdì a Ginevra: nessuna negoziazione! Questo significa l’attentato settario messo a segno oggi nei pressi del mausoleo sciita di Sayyida Zeinab, a Sud di Damasco, costato la vita ad almeno 60 persone. La strage è stata compiuta con un’autobomba e due attentatori suicidi. Nelle esplosioni sono rimaste ferite 110 persone civili.

di Charlotte Ornellas

Durante la ‘Notte dei testimoni’ organizzata annualmente da Aiuto alla Chiesa che Soffre, l’ Arcivescovo greco melchita di Aleppo, mons Jeanbart, aveva il cuore pesante.

Dopo aver descritto la drammatica situazione degli aleppini, il vescovo siriano si è rivolto al pubblico di giornalisti che sono venuti ad ascoltare.

“I media europei hanno continuato a distorcere il quotidiano di chi soffre in Siria e hanno anche utilizzato per giustificare quello che sta accadendo nel nostro paese delle informazioni senza mai controllarle», ha cominciato, fustigando le agenzie di stampa create durante la guerra, “stumenti dell’opposizione armata “, come l’Osservatorio siriano per i diritti umani, fonte indiscussa dei media occidentali.

“Dovete capire che tra lo Stato islamico e il governo siriano, la nostra scelta è presto fatta. Possiamo condannare il regime per alcune cose, ma voi non avete mai cercato di essere obiettivi “, ha ulteriormente accusato.

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APPELLO PER ALEPPO dal Vicario Apostolico mons. Abou Khazen

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Georges-Abou-Khazen

Cari amici : Pace e Bene

Vi scrivo da Aleppo dove, da qualche giorno, siamo sotto continui bombardamenti sui civili che causano morti, feriti e distruzione, solo la notte scorsa abbiamo avuto nei nostri quartieri 4 quattro morti e più di quindici feriti, oltre che le case e gli appartamenti danneggiati!

Questi bombardamenti vengono effettuati dai gruppi chiamati ‘opposizione moderata’ e come tali difesi , protetti ed armati ma in realta’ non differiscono dagli altri JIHADISTI se non col nome solamente.

Sembra che abbiano avuto il fuoco verde per intensificare i loro bombardamenti sui civili. Forse vogliono fare fallire i negoziati di pace?!

O fare intervenire delle forze regionali ed impedire all’esercito regolare di avanzare e liberare la regione dal terrorismo e dai Jihadisti?!

Facciamo appello di fare cessare questi bombardamenti ed incoraggiare le parti a sedere sul tavolo delle trattative e che i siriani risolvano col dialogo i loro problemi tra di loro.

Il Signore ci dia la sua Pace.

Grazie e saluti.

+Georges-Abou-Khazen Vicario Apostolico di Aleppo

(ricevuto via mail, domenica 14 febbraio alle ore 17,50)

 

Squarciare il silenzio: una guerra contro un popolo – Il dramma umanitario nel Donbass

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SQUARCIARE

Segnalazione di Andrea Giovanazzi

Squarciare il silenzio: una guerra contro un popolo – Il dramma umanitario nel Donbass che si terrà venerdì 19 febbraio a Rovereto ad ore 20:30 presso la sala della Fondazione Caritro in Piazza Rosmini.

Ospiti due relatori di eccezione: il reporter Vittorio Nicola RANGELONI inviato di LNR TODAY che ha vissuto oltre un anno nelle zone di guerra ed Eliseo BERTOLASI, Dottore di ricerca in antropologia culturale, russista, analista geopolitico e reporter dal Donbass per numerose testate fra cui “Vita”.

Un appuntamento molto importante per conoscere da chi ha vissuto con la popolazione del Donbass le vicende drammatiche del tentativo di genocidio, volutamente taciuto dai mass media nell’Europa del 2016 a doppio standard.

Dal marzo 2014 in Europa c’è una guerra dove le persone muoiono molto meno che nel resto del mondo. Anzi non muoiono per niente. Dove c’è la guerra che non c’è.

A causa di questo conflitto un milione di persone è stato accolto in Russia, dove ha trovato casa, assistenza e lavoro, mentre chi è rimasto nelle ex regioni ucraine di Donezk e Lugansk viene bombardato ogni giorno dall’esercito ucraino e subisce morte, distruzione e terrore. Oltre 8mila le vittime fra la popolazione civile ed oltre 20mila fra i soldati mandati coercitivamente a combattere contro i propri connazionali. La popolazione bloccata dalla guerra è sopravissuta solamente grazie ai 48 convogli umanitari (per un totale di oltre 70mila tonnellate) organizzati dalla Federazione Russa.

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In Egitto c’è una dittatura: l’ipocrisia degli scopritori dell’acqua calda

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RADAMES

di Massimo Fini

«Non serviva il caso Regeni per capire che l’Egitto è il regno di tortura edesaparecidos». 

 

“Noi siamo le vergini dai candidi manti/ sfondate didietro ma sane davanti/ Nell’arte sovrana di fare i pompini battiamo le troie di tutti i casini”.

Le ‘vergini dai candidi manti’ sono in questo caso i governi, i politici, i politologi, i geopolitici, gli intellettuali, i giornali, gli opinionisti, i commentatori, i giornalisti del mondo cosiddetto democratico che si accorgono solo oggi, colpiti da improvvisa folgorazione, chi è il generale Abd al-Fattah al-Sisi e solo perché in Egitto è stato torturato e ucciso un giovane occidentale, sorte toccata ad almeno 1.500 oppositori, quasi tutti Fratelli musulmani, nei 3 anni di regime del rais del Cairo.

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La guerra psicologica degli Stati Uniti contro la Russia

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USA FOR AFRICA

Segnalazione Arianna Editrice

 

di Maria Bezciastnaya 

Continuiamo la nostra rassegna di opinioni di analisti russi sulle principali questioni di politica internazionale. In questo caso alcuni di loro analizzano le caratteristiche della nuova ondata di guerra psicologica imperialista contro la Russia, scatenata soprattutto allo scopo di giustificare il blocco delle trattative ginevrine per una soluzione negoziata del conflitto.

L’Occidente vuole interrompere a ogni costo la riuscita offensiva delle forze russo-siriane 

Il Segretario di Stato USA John Kerry ha accusato le forze aeree russe, che stanno conducendo l’operazione militare in Siria, dell’uccisione di donne e bambini. Secondo Kerry, gli americani sono in possesso di “prove convincenti” che l’aviazione russa utilizza bombe sprovviste di sistemi di precisione di guida, che provocano vittime tra i civili.

“Le bombe sono cadute su ospedali, in quartieri civili. E ci sono stati casi, in cui mentre i soccorritori cercavano di raccogliere i feriti dopo i bombardamenti, i bombardieri sono ritornati e li hanno bersagliati. Questo deve finire! Non c’è ombra di dubbio”, così la CNN riprende la patetica dichiarazione di Kerry. Continua a leggere

Riecco Soros: “Putin è peggio dell’Isis”. Invito alla guerra?

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Carri armati Nato in Lituania

Londra, 13 feb – Una vita passata a combattere la Russia, prima comunista poi putiniana,  ampiamente ricambiato se è per questo, a prevenire qualsiasi seria ipotesi di asse pan-europeo e soprattutto tra Berlino e Mosca, e a fare tanti soldi sulla pelle dello sterminato parco buoi di piccoli investitori nonché di parecchi Stati (tra cui l’Italia, ma anche la Gran Bretagna), portavoce e ascoltato suggeritore dei neocon americani che tengono in ostaggio la Casa Bianca, per trovarsi a quasi 86 anni d’età con il Cremlino protagonista della scena mondiale e gran tessitore delle trame diplomatiche internazionali. Come nemesi, per lo speculatore e assai presunto filantropo George Soros, non c’è male.

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A Lisbona il “trattamento Atene”. Poi tocca a noi

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GIULIO SPINELLI NINO GALLONI

Segnalazione Arianna Editrice

di Maurizio Blondet 

Aumenta lo spread dei titoli di stato portoghesi. Il governo di sinistra, che si aspetta un deficit di bilancio del 2,2 per cento del Pil, è ovviamente allarmato: deve chiedere quel 2,2 per cento che manca a quadrare i bilanci ai “mercati”. Le agenzie di rating già hanno catalogato il debito pubblico portoghese “speculativo”, ossia a massimo rischio di insolvenza: i “mercati” (l’usura) esigono ovviamente di estrarre dal paese interessi altissimi, proibitivi dopo 8 anni di tagli della cinghia e austerità feroce. Feroce come prova il fatto che il deficit di bilancio portoghese, l’anno scorso, è stato del 4,2 per cento. Contrariamente all’Italia, Lisbona ha fatto i compiti a casa, tagliando il deficit quasi della metà.

Otto anni di sacrifici durissimi senza prospettive di miglioramento sono anche la causa per cui l’elettorato ha votato “a sinistra”. A novembre, il primo ministro Antonio Costa, eletto (non come il nostro), ha promesso di porre fine alla “strategia di impoverimento dell’Unione Europea”. Con l’appoggio di verdi, comunisti e blocco delle sinistre, ha aumentato il salario minimo, l’IVA, e approvato una legge che protegge dal pignoramento della casa gli insolventi. Ha anche promesso un aumento delle pensioni e riduzione delle contribuzioni sociali per i lavoratori a più basso reddito.

Ovviamente, Bruxelles si è avventata contro Lisbona: “La UE ritiene la bozza di bilancio di previsione a rischio di non-adempimento della Patto di Stabilità e di Crescita”, ha comunicato nella sua neolingua orwelliana, ed obbligato il governo eletto a cambiarlo, mettendo in forse le promesse di Costa. La Commissione ha di fatto preso il bilancio portoghese sotto la sua amministrazione controllata ed annunciato che lo “valuterà” (correggerà) ad aprile. Il governo eletto ha scongiurato il rigetto puro e semplice del bilancio mettendosi a trattare: Bruxelles ha ordinato che Lisbona tiri fuori quasi un altro miliardo (950 milioni d euro) dalla sua miseria per dedicarlo alla riduzione del debito. Mario Centeno, il ministro delle finanze, ha proposto tagli per 450. Alla fine ha dovuto accettare tagli per 850 milioni. A questo scopo, dovrà rincarare ulteriormente l’Iva su petrolio e tabacchi, varare una supertassa per l’acquisto di auto nuove, prelievi fiscali   sui servizi bancari e sulle transazioni finanziarie.

Non basta. Quindi è entrata in scena la vera padrona d’Europa, la cancelliera. Ha convocato il primo ministro socialista a Berlino per fargli la lezione. In una intervista al Frankfurter Allegemeine Zeitung, Costa ha provato a difendere la sua posizione con argomenti del tipo:   il lavoro portoghese soffre la concorrenza globale con i paesi a bassi salari, Cina ed Est Europa; dall’entrata nell’euro, “la nostra economia è in stagnazione”; il governo precedente non ha corretto la situazione: “Era un errore pensare che fosse possibile a forza di impoverire ciascuno”. La Merkel ha respinto il ragionamento. “Tutto si deve fare per continuare nella direzione precedente, che ha avuto successo”.

Secondo certe valutazioni il vero scopo della durezza di Berlino è spaccare la alleanza delle sinistre e far cadere il governo. L’alleanza è fratturata. Già la liquidazione della Banca Banif, che su “suggerimento” europeo è stata accollata ai contribuenti portoghesi, facendo aumentare il deficit del Pil dal 3 a 4,2 per cento, ha visto la viva opposizione di tutte le formazioni che sostengono il governo socialista, comunisti, verdi, blocco delle sinistre. La Troika ha naturalmente fatto la sua parte, lanciando “avvertimenti”. Adesso la portavoce di quest’ultima formazione, Catarina Martins, sembra aver capito il gioco, perché ha dichiarato: “Nessun avvertimento da nessuna parte lanciato può mettere in questione l’accordo che abbiamo firmato per mettere fine all’impoverimento in Portogallo”.

Il giornale del blocco delle sinistre, Esquerda, ritiene che la inflessibilità brutale di Bruxelles (Berlino) serva anche come messaggio lanciato alla Spagna: “Dissuadere il partito socialista spagnolo dall’optare per una soluzione di tipo portoghese”. Berlino vuol spingere Madrid, dove la disoccupazione è al 24 per cento, a tornare entro i limiti del famoso 3%: che si tradurrebbe nell’estrazione dalle tasche spagnole di altri 8 miliardi di euro. “Podemos”ha come programma dichiarato di metter fine alla politica di austerità, che “ha avuto tanto successo”. Il commissario europeo all’economia e finanze, il francese Moscovici  non ha fatto commenti sui negoziati in corso fra il partito socialista iberico e “Podemos” (sarebbe stato imbarazzante, essendo Moscovici un ‘socialista’, il che fa’ un po’ridere), ma ha pronunciato le solite frasi in neolingua sull’obbligo per Madrid di rispettare “Il patto di stabilità e crescita” con “un maggiore sforzo”.

 

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Questo bambino fu dichiarato “morto cerebrale” ma quando spensero il ventilatore…

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bimbo con mamma

Segnalazione Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

Harrison Elmer nato a fine Dicembre 2012 da Samantha e Adam, dopo tre settimane ebbe una notte insonne e il giorno dopo non reagiva. Sua mamma chiamò il numero d’emergenza, così un’ambulanza portò Harrison all’Ospedale Rotherham.

I medici esaminarono il fluido cerebro-spinale e conclusero che Harrison aveva una meningite, un’infezione mortale. Furono somministrati forti antibiotici per cinque giorni ma le sue condizioni peggiorarono. La diagnostica per immagini mostrò, a detta dei medici, che Harrison era “morto cerebrale”. Lo lasciarono sotto ventilazione in modo che i genitori in lacrime potessero avere il tempo di salutarlo. Poi i medici spensero la ventilazione.

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