TRA CRISTIANESIMO RESILIENTE E OCCIDENTALISMO PUTRESCENTE

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ultima cena

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nel largo volo di questi articoli s’intende vagliare, secondo la visione cristiana del bene terreno, le posizioni dei tanti governi del mondo attuale, che sembrano convergere verso un immane caos comune. Situazione paradossale perché al presente avanzo tecnologico dei sistemi per il controllo dell’ordine civile e delle capacità militari, corrisponde proprio l’inverso, cioè, un evidente degrado delle idee di governo.
Infatti, da decenni non c’è governo nel mondo capace di evitare disordini nazionali e internazionali. Anzi, il potere sembra atto a provocarli. Così si diffonde un grave stato d’insicurezza nell’intera umanità, vista come diffusa crisi dei «valori occidentalisti», mentre si tratta di un’inversione di principi, vitali per l’ordine terreno, poiché legati alla stessa natura umana.
Non siamo forse all’abbandono dei principi cristiani che, malamente avversati, lasciano un incolmabile vuoto? Sì, perché la profonda crisi del mondo contemporaneo avviene per il declino proprio del senso del male, facendo perdere la capacità di avvertire le vere cause della desolazione che incombe.  Continua a leggere

SUL MALE PRESENTE NEL GOVERNO TERRORISTICO DEL MONDO

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imagesL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

E il ruolo di Maria Santissima nel suo superamento

L’apparizione dell’albero della conoscenza del bene e del male è stata la «novità» nella «super creazione» dell’essere capace di conoscere e agire liberamente per partecipare al potere creatore di Dio fattoSi padre dell’uomo. La Creazione, opera di Dio Padre, è essenzialmente buona e l’albero la «novità» mirabile per l’essere umano, che riceveva il potere di aderire liberamente al Bene. Adamo ed Eva, però, invece della meraviglia di fronte a tale «miracolo» creativo, per cui avevano la libertà, a immagine e somiglianza di quella divina, reagirono con la ribellione sorta dall’altra novità, proprio quella causata dalla libertà: la sete di potere e l’orgoglio – già devastante nell’ordine angelico – per cui la creatura si vuole emancipata dal Creatore. Continua a leggere

DISCERNIMENTO GESUITICO SINODALE? NO, SIAMO CATTOLICI!

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FRANCESCO SH

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Come nel Vaticano 2, in quest’ultimo sinodo per la Famiglia – suo prodotto per la rivoluzione nella rivoluzione conciliare – si ripete la bugia di pragmatica: “Nessun cambiamento della dottrina, valorizzazione della famiglia e dell’insegnamento del Vangelo, ma anche un passo verso maggiore comprensione per i divorziati risposati”. 

È il titolo per la conclusione dei lavori da far conoscere alla comunicazione sociale con la relazione finale approvata dai vescovi per l’«evento» che, comunque, è soltanto consultivo; fornire elementi per «arricchire» la decisione superiore di far avanzare il Vaticano 2, della sua continuità «sinodale».

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REGNO DI CRISTO: CIVILTÀ RESILIENTE A PROVA DI SCISMA

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SAN PIO X

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Alla degenerazione della vita spirituale nella Cristianità dell’ultimo secolo, per cui San Pio X nella sua prima enciclica «E Supremi Apostolato» scrisse che si poteva credere essere l’Anticristo già tra noi, poteva solo seguire questo tempo di perdizione e scismi.

Adesso, per meglio corrompere le anime, imperversa un «cristianesimo aggiornato» dell’altra chiesa, quella del nuovo ordine, liberale e omofila, a cui aderiscono allegri, personaggi detti democristiani, come la Merkel, il primo ministro Rajoy, ecc. e tanti europoidi. La scusa è pronta, seguono i «papi» e il loro imperante Vaticano 2., quello del diritto al dubbio e alla libertà di non credere, dichiarato come «dottrina» dagli anticristi di turno; dottrina conciliare tanto ambigua che pure cattolici si lasciano coinvolgere senza sapere se e come affrontarla.

Così la Civiltà della Verità una e universale rimane tradita e indifesa di fronte alla ventata ecumenista che infuria rinforzata dalle soffiate bergogliose. Questa volta, durante il presente «sinodabolo per la nuova famiglia», si pubblica nella prima pagina del «Corriere», (come con la «Repubblica» di Scalfari) una lettera de Bergoglio, firmata Francesco.

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LA CIVILTÀ EUROPEA – DA VENIRE – SARÀ PRO USA, PRO RUSSIA O ROMANA?

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Risultati immagini per Civiltà cristianaL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

In questa domanda già risiede una confessione poiché oggi non si può concepire una «civiltà» senza soppesare il potere che dispone per l’equilibrio geopolitico del mondo. E la «nuova Europa unita» non può fare altro che schierarsi con uno dei grandi perché è solo «potenza» secondaria, forse dialettica, certamente acefala.

Intanto, da Roma ora si ripete l’invocazione a una «Autorità politica mondiale» («Laudato Sì» di Bergoglio ricordando Wojtyla e Ratzinger), che non può essere altra che quella sinarchica per un «nuovo ordine mondiale»!

Già lo storico Arnold Toynbee, nella conclusione della sua introduzione al libro «The Gods of Revolution», dello storico cattolico Christopher Dawson, (Minerva Press, NY, 1975) sulla Rivoluzione americana associata a quella francese, diceva: «L’estremo paradosso della Rivoluzione è che, nell’atto di rimuovere l’impianto del cristianesimo tradizionale, aprì la via per un ritorno all’idea atavica delle religioni pre-cristiane, ossia l’adorazione del potere collettivo umano, che fu la religione pagana dell’Impero Romano e delle città-Stato Greche, incorporate dall’Impero Romano. Tale adorazione del potere umano rappresenta il 99 % della religione di circa 99 % della presente generazione dell’umanità. Riusciremo a liberarcene? Ma dove ci porterà se rimarremo schiavizzati da essa?»

Anche in quest’introduzione di un’opera che tratta della storia attuale è implicita la vera lotta tra idee di «civiltà» per il governo del mondo, tra Rivoluzione e Cristianesimo; ma già la percezione generale di questa dura realtà è presso che smarrita, basta pensare ai governi aperti al comunismo nei pasesi ex cattolici (cui ora si aggiunge il Portogallo?). Nel loro ambito interno non per questo c’è altro che un gioco di poteri, poiché, ormai, comunismo, liberalismo e democristianesimo fanno parte della stessa «civiltà». Così è sempre più difficile capire uno «scontro delle civiltà, e il nuovo ordine mondiale» di Samuel Huntington (1996), che diceva:

«La mia ipotesi è che la fonte di conflitto fondamentale nel nuovo mondo in cui viviamo non sarà sostanzialmente né ideologica né economica. Le grandi divisioni dell’umanità e la fonte di conflitto principale saranno legati  alla cultura. Gli Stati nazionali rimarranno gli attori principali nel contesto mondiale, ma i conflitti più importanti avranno luogo tra nazioni e gruppi di diverse civiltà. Lo scontro di civiltà dominerà la politica mondiale. Le linee di faglia tra le civiltà saranno le linee sulle quali si consumeranno le battaglie del futuro. » (riprodotto da Wikipedia).

Ma queste «culture» si rifarebbero a cosa se non a un pensiero legato a una fede, poiché solo su verità riguardanti la vita e la morte può valere la pena morire. Ma la «cultura conciliare» ha liquidato queste preoccupazioni! E oggi è stato osservato che è più la mentalità antipatriottica in atto che l’islamismo invadente a definire l’aggiornamento degli equilibri sociali, il che significa semplicemente l’abbandono della propria cultura, all’insegna della civiltà occidentale, alle maree straniere. È la «civiltà» stanca di esistere che non crede più a nulla degno di esser difeso e perciò si sottomette agli altri e poi si spara. Ciò è visto nel libro del pentito Michel Houellebecq (vedi «COLPITO IL VANTO DELLA RIVOLUZIONE ILLUMINISTA E CONCILIARE», dove per l’attuale caso francese, a causa del suo «Soumission» il romanziere – della vignetta di Charlie Hebdo – è finito in tribunale con l’accusa di fomentare l’odio nei confronti dei musulmani perché dice che “l’Islam è la religione più stupida”… sì, dopo quella bergogliona!).

Si dirà che pure sui valori rivoluzionari del liberalismo o del comunismo, agnostici e atei hanno sacrificato la vita. E tutt’oggi si continua a proclamare il valore della democrazia dicendo con Voltaire: “Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo!”. Voltaire? Parole, parole, parole… ma non si nega che molti sono morti credendo nelle «sacre parole» dei loro idolatrati maestri; sempre a una credenza religiosa si possono ricondurre i paroloni ideologici. Non è forse così nel «paradiso in terra» predicato dai vari socialismi e comunismi d’inferno?

La vera civiltà, però, deve mirare a quanto è insito nella natura stessa dell’uomo, poiché il bene è nella perfezione dell’essere, così le «persone» e le società di persone umane sono esseri da perfezionare secondo il disegno in cui furono create, per un fine ultimo. Si deve perciò tornate al concetto di civiltà in base a questi termini, che sono quelli diretti al bene e al miglioramento comuni. Quando Dio creò l’uomo e s’è rivelato Padre facendo conoscere il Suo Ordine all’umana intelligenza, diede alle nostre coscienze, formate in tale ordine, il compito di coltivare e dominare la terra, mai di usare la mente per folli avventure di nuovi ordini inventati alla misura di nuove visioni esistenziali. Chi può dedurre da sé il fine ultimo della propria vita? Sarebbe più assurdo dell’invenzione di un nuovo ordine logico o religioso… era il pensiero della Roma Cattolica.

Eppure, nuovi ordini sono le invenzioni che vanno per la maggiore nelle «civiltà» moderne che, in combuta con il modernismo conciliare, partono pure per la rivoluzione di una “nuova religione più universale”! Forse cercano un’«autorità mondiale» anche per questa (l’Anticristo finale”)?

Nei primi anni degli anni 2000, Alexander Zinoviev nel suo libro “Tragedia russa” aveva osservato: “Gli Stati Uniti hanno seguito le orme della Germania di Hitler: è l’essenza di ciò che è accaduto con la rottura della pace. Si sono sviluppate un’ideologia dell’aggressività globale, paragonabile all’ideologia razziale del fascismo e del nazismo e un’ideologia della superiorità dei popoli dei Paesi occidentali rispetto alle altre nazioni. Le ultime sono considerate ai margini dell’umanità”.

L’ambizione di dominio non sembra riguardare la Russia di oggi, ma essere più vicina al grande sogno americano, ai cui dirigenti non servono risultati dei sondaggi di altre fonti poiché credono a priori tutto il male che c’è dove non domina la loro democrazia. Essa sarebbe la base di ogni civiltà da impiantare nel mondo! Ecco la base della loro miserabile politica mediorientale!

Tra i russi, invece, dai cittadini ai rappresentanti del governo, non sembra che corra l’idea di allargare il Paese tramite la conquista di territori o l’imposizione a qualche soggetto di una “civiltà alla russa” (Da ogni sondaggio della popolazione del Paese).

Eppure, l’idea di «civiltà russa» è diventata ormai lo spauracchio difuso dalla grande comunicazione controllata dagli ideologi internazionalisti e russofobi, che si scagliano per screditarla. Quale civiltà! si tratta del solo del delirio sorto dall’attuale “sciovinismo” russo e dalla “convinzione” (delle élite) che la Russia non sia misurabile dalla civiltà occidentale, ma una civiltà diversa e in espansione.

Qui abbiamo già parlato di Dugin («Sovranità della nuova Europa anticristian: D-Day!»), divulgatore di un pensiero euroasiatico allargato, antiliberale e anti Nuovo Ordine, per la cui diffusione ha viaggiato in molti paesi ed è stato anche in Italia. E tutto sta a indicare che Putin condivide tale pensiero. Perciò esso è ancora più avversato come pericoloso. Ciò non toglie, però, che Brzezinski, un dinosauro politico parli di civiltà russa, anche se nel senso negativo. Il fatto è che questo noto predicatore di guerre fredde e calde sostiene che la Russia rimane una grave “minaccia per gli Stati Baltici, la Georgia, la Moldavia e la Bielorussia. Perciò il Dipartimento di Stato degli USA e la sua NATO, pare che mettano questi paesi nello stesso schema della guerra fratricida in Ucraina. In questo senso hanno piazzato un’atomica in quei confini, come se questa sfida non fosse una minaccia sì, ma per la Russia. La parola d’ordine è sul bisogno di porre fine ai tentativi di destabilizzazione, come nell’Ucraina orientale. Ma da quale parte viene tale scusa per finanziare la grande mobilitazione delle forze sotto la giunta di Kiev, affinché tenga calda la tensione nella regione con massacri e caos da far durare fintanto convenga per contenere la Russia? Bella civiltà!

Ecco, siamo in un autentico «scontro d’inciviltà»; da una parte quei popoli pro-Russia, dall’altro quelli pro-Europa americanista, che ancora chiamano «civiltà occidentale». E la questione vera che cova sotto ha proprio aspetto cristiano, poiché l’«Impero russo», vecchio o nuovo, si ritiene, più di prima, la Terza Roma, facendosi davvero bastione di certi valori morali cristiani, conspurcati in tale «civiltà occidentale» ex cristiana; è il fatto che risulta più insopportabile e ragione di guerra, per le amministrazioni tipo Obama o Clinton, fautori del «mirabile nuovo ordine democratico mondiale»!

Ora, questo modello va bene per l’attuale Vaticano, dove presentemente imperversa un «sinodo conciliare per la Famiglia» che, così come il Vaticano 2 non fu più che un nefasto «conciliabolo» – dovrebbe essere visto piuttosto come un «sinodabolo». Infatti, basta sentire l’allegro cardinale Tagle, esponente di spicco dei suoi novatori, per capire da quanto costui ha detto il 9 ottobre nella conferenza stampa per capirlo: “Probabilmente ha causato un po’ di confusione il metodo nuovo adottato dal sinodo, ma è bene essere confusi ogni tanto; se le cose fossero sempre chiare non sarebbe più la vita vera”.

Sì, un metodo nuovo, che nella sua confusione racchiude un’inversione.: si farà sparire la “Relatio finalis” con i vari «placet» e il risultato della grande riunione sarà riassunto nei discorsi di Bergoglio! Insomma, il peso dell’evento, che ha messo assieme 270 presuli, sarà di approvare con applausi quanto era l’intenzione previa che mette in discussione la dottrina evangelica già definita dalla Chiesa. Tutto secondo la volontà di un simulacro papale che definisce le idee che vuole, espresse tra righe confuse.

Ciò basta per descrivere il «nuovo ordine romano» che si accorda a quello della «vera Autorità politica mondiale» auspicata da Bergoglio come lo era da Wojtyla e da Ratzinger. Esso è diametralmente opposto a quel vero Ordine divino descritto sopra, che è quello cristiano, la cui difesa è affidata in primis all’Autorità universale del Papa nella Sede romana, opposizione meglio descritta proprio dalla parola emessa da questa Sede. Qui lo faciamo ricordando la lettera enciclica di Pio XI, un Papa dei nostri tempi che accusa le trame che allora sembravano inconcepibili, ma che infuriano pericolosamente di nuovo («Caritate Christi», 1932):

  • “Se riandiamo con la mente alla lunga e dolorosa serie di mali che, triste retaggio del peccato, hanno segnato all’uomo decaduto le tappe del pellegrinaggio terreno, dal diluvio in poi, difficilmente c’incontriamo in un disagio spirituale e materiale così profondo, così universale, come quello che ora attraversiamo: anche i più grandi flagelli, che pure lasciarono tracce indelebili nella vita e nella memoria dei popoli, si abbattevano ora sopra una nazione, ora sopra l’altra. Ora invece l’umanità intera è stretta dalla crisi finanziaria ed economica così tenacemente, che quanto più si agita, tanto più insolubili ne sembrano i lacci; non vi è popolo, non vi è Stato, non società o famiglia che, in un modo o in un altro, direttamente o indirettamente, più o meno, non ne senta il contraccolpo…
  • La cura smarrita “Sappiamo certo e con voi, Venerabili Fratelli, deploriamo che ai nostri giorni l’idea e il nome di espiazione e di penitenza hanno perduto presso molti la virtù di suscitare quegli slanci di cuore e quegli eroismi di sacrificio, che in altri tempi sapevano infondere, presentandosi agli occhi degli uomini di fede come sigillati di un carattere divino ad imitazione di Cristo e dei Santi suoi; né mancano alcuni che vorrebbero mettere da parte le mortificazioni esterne come cose di tempi passati; senza parlare poi del moderno «uomo autonomo» che disprezza la penitenza come espressione di indole servile. Ed è ovvio infatti che quanto più si affievolisce la fede in Dio, tanto più si confonda e svanisca l’idea di un peccato originale e di una primitiva ribellione dell’uomo contro Dio, e quindi ancor più si perda il concetto della necessità della penitenza e dell’espiazione…A questo Ci spinge la stessa difesa di Dio e della Religione, che stiamo propugnando, poiché la penitenza è di natura sua un riconoscimento e ristabilimento dell’ordine morale nel mondo, che si fonda nella legge eterna, cioè nel Dio vivente. Chi dà soddisfazione a Dio per il peccato, riconosce con ciò stesso la santità dei supremi princìpi della moralità, la loro interna forza di obbligazione, la necessità di una sanzione contro la loro violazione. Ed è certo uno dei più pericolosi errori dell’età nostra l’aver preteso di separare la moralità dalla religione, togliendo così ogni solida base a qualunque legislazione.”


Dalla Sede della verità viene questa parola per la difesa dell’Ordine divino che è anche quello civilizzatore. Dove è oggi questa Voce? Poiché Dio affidò la Sua autorità alla Sede che conferma i principi basilari dell’ordine nel mondo, dov’è ora quest’autorità che accusa ogni tentativo di legislare separando la moralità dalla religione?

Ora, in tale «sinodabolo» sulla Famiglia – prima cellula sociale e quindi di civiltà – s’intende separare la moralità dalla religione nella sua Legge e credo evangelico! Ciò può solo confermare la vacanza di questa Sede della verità in quest’ora spaventosa in cui dei falsi pastori s’impegnano su quanto possa ratificare un “nuovo ordine” costituito dalla fusione di piani rivoluzionari con i disegni divini; della città mondana con la Città di Dio, in un arco di diritti umani, che includono pure animali, mentre alla vita umana nascente la legge sull’aborto nega perfino lo stato di persona!

Non c’è, perciò, per i cattolici, da farsi distrarre dalla discussione russofobiche alla Brzezinski, che esplora la superata avversità all’impero dell’URSS. C’è piuttosto da essere vigili sulla sussistenza del giudizio della Roma Apostolica, cui un giorno convergerà quella «Terza Roma» convertita secondo la promessa di Fatima.

Perché una cosa è più che certa: affinché la Russia si converta, prima si dovrà convertire la stessa Roma, liberata dai letali miasmi conciliari, tornando a essere la Roma voluta da Dio, profondamente mariana. Solo questa avrà il potere della Verità che alla fine farà trionfare il Regno della Madre di Misericordia.

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ACCELLERATA INVOLUZIONE NEL GOVERNO DEGLI UOMINI

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Risultati immagini per ACCELERATA INVOLUZIONE NEL GOVERNO DEGLI UOMINIL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nel mio «L’ALIENAZIONE AMERICANISTA CHE INQUINA IL MONDO» di dieci anni fa, dicevo che il gran dilemma del tempo presente riguarda l’egemonia degli Stati Uniti nel mondo.  E domandavo: – corrisponde tale potente influenza nella vita internazionale a un valido modello di civiltà? Rappresenta esso un fattore di continuità o di abbandono del concetto d’ordine e di pace fondato su una verità vitale per l’uomo, come fu intesa dagli albori della storia? Cioè dell’uomo fatto di anima e corpo? Può la sua vita spirituale essere degradata a optional per momenti di svago?

Poiché – è certo che sotto il dominio di un potere alieno da sani princìpi di civiltà, l’umanità intera è esposta, a dispetto d’ogni parvenza di benessere, a un’inesorabile decadenza spirituale, che è anche causa di un letale squilibrio vitale… Ciò si può anche descrivere – a proposito di «evoluzionismo» – proprio nel suo contrario, cioè come una  involuzione nel governo della vita umana.

Poiché siamo nel campo delle idee, ci interessa qui la tendenza del modo di pensare e ancora di più, di credere. Ora, alla base delle tendenze americaniste ed ecumeniste, già si vede un rapporto di comunanza nelle tendenze dei grandi signori della terra, sia civili sia religiosi, poiché pensano che l’orizzonte del credere vada allargato da una «religione più universale», tanto da includere agnosticismo e ateismo in un universalismo che decanti ogni fideismo per arrivare al dio più buono riscontrabile  nell’uomo nuovo, prodotto mirabile del progresso secondo il modello modernista.

Ripassiamo allora in breve la scaletta dei presidenti americani dalle 2 Grandi Guerre, cioè, da quando gli USA hanno cominciato a esportare il loro modello democratico moderno al mondo, export continuato con le guerre presenti, che già si proietta in un futuro senza frontiere. Continua a leggere

SETTIMANA DI SAN MICHELE ARCANGELO E DEGLI ANGELI CUSTODI

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san michele

Stasera alle 19.00 circa su RADIO FORZA NUOVA  www.radiofn.eu Matteo Castagna illustrerà questo articolo:

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Centenario delle prime apparizioni dell’Angelo ad Aljustrel (Fatima, 1915)

Lucia non aveva ancora nove anni, ma già aveva l’incarico di pascolare il gregge della famiglia. L’accompagnavano di solito tre amichette. È nei documenti che nel 1915 a Lucia e alle altre apparve una figura avvolta in una nuvola bianca brillante come la neve, che non si avvicinò né rivolse loro la parola. Le tre amiche lo raccontarono in giro; no Lucia che non ne parlò nemmeno in casa e soffrì perché in paese la gente rideva del racconto. Lucia ne trasse motivo per un futuro riserbo, fino al momento in cui dovete descrivere tutto delle manifestazioni angeliche di Fatima.

Raccontò allora: “Da quanto posso più o meno calcolare, mi pare che fu nel 1915 che avvenne la prima apparizione di quello che penso essere l’Angelo, il quale non osò allora, manifestarsi completamente. Per quanto concerne il tempo, credo che avvennero nei mesi da aprile a ottobre del 1915.

“Sulla costa del Cabeço, ch’è voltata verso Sud, mentre dicevo la corona in compagnia di tre compagne, di nome Teresa Matias e Maria Rosa Matias sua sorella e Maria Justino, della frazione di Casa Velha, vide che sopra l’albereto della valle che si stendeva ai nostri piedi, alleggiava come una nuvola, più bianca della neve, qualcosa trasparente, con forma umana. Le mie compagne chiesero cos’era. Risposi che non lo sapevo. In giorni diversi si ripetè altre due volte. Continua a leggere

GIOVANNI 23 PRIMO ISPIRATORE DELLE ATTUALI BERGOGLIATE

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BergogliadeL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Tutto è iniziato con un giocondo invito a guardare la luna e la gente rimase emozionata di udire uno, vestito da papa, invitare dal suo Olimpo a carezzare i bimbi per lui; come è buono questo successore tanto umano dell’ieratico Pio XII!

Aveva così aperto i cuori a qualsiasi cambiamento e aggiornamento umanitaristico che volessi proporre, anche quello lasciato a successori indicati! Sì, perché indicò sempre Montini e ormai nel conclave era già montato lo schema di pressioni per eleggerlo, coi risultati che si sono visti nel tempo di Paolo 6º. Costui poteva andare oltre i provini di Roncalli, che al tempo dell’invito a guardare alla luna aveva il piano già ben preparato da altri in barba a quanti pensavano a un concilio da preparare sulla scia del Vaticano I.

D’allora furono aperti i giochi con l’entrata in campo di teologi come il conciliare Ratzinger, che dette lustro teologale alle ardite tesi del Vaticano 2, promosse dalle squadre del Reno, tutti ispirati dalla ventata riformista del regista Karl Rahner.

Ma in materia d’ispirazioni, niente sarebbe iniziato senza quelle – superne luci – di Roncalli, alias Giovanni 23.

L’illusione attuale per i cattolici sta nel vedere le bergogliade come novità, in contrasto con il predecessori (Vedi A. Socci: «CARO PAPA BERGOGLIO, MA PERCHE’ LEI OMAGGIA I TIRANNI E UMILIA I PERSEGUITATI ? – Lo Straniero). Ma come? I predecessori non erano già decisamente aperti a un «movimento d’animazione spirituale per la democrazia universale» (MASDU)? Certo che lo erano, e anche all’ONU, in America Latina e Cuba. Continua a leggere

A PENSARE DA «REAZIONARI» NON È PECCATO E CI SI AZZECCA!

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newsweek-bwergoglioL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Se “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!”, oggi, a pensare da «reazionari» ci si azzecca quasi sempre.

E la ragione è che in genere il «pensiero reazionario» è cattolico, perciò consapevole che l’artefice finale del male è Satana, che deve servirsi di artifizi umanisti per avere una voce decisiva nel governo delle società umane.

L’artifizio più usato è di elevare il regime democratico a ideale insuperabile per reggere ogni questione umanoide. Tale sistema è aperto alla pluralità di opinioni, in mezzo alle quali è facile far imperare quella che passa come volontà popolare maggioritaria, essendo in verità prodotto dello stesso sistema che interagisce sull’opinione pubblica. Insomma, un circolo vizioso manipolabile da gruppi ristretti, nel cui tavolo decisionale siede pure qualcuno carico d’idee d’«avanguardia» per mutazioni rivoluzionare, fresco da un cerdo patto demoniaco per il potere!

«Società di Pensiero»: Retaggio rivoluzionario in atto

Sulla dinamica delle “Sociétés de pensée”, gruppi invisibili d’estrazione intellettualistica per la rivoluzione, abbiamo l’ottimo lavoro di Augustin Cochin. Si tratta del libro «lo spirito giacobinismo e le società di pensiero», dove l’autore conclude che gli eventi rivoluzionari dal 1789 in poi furono condizionati da azioni programmate in modo coperto e satanico da “società di pensiero” che si costituirono in Francia verso la metà del secolo sull’onda illuminista dell’enciclopedismo dominante.

Sergio Romano anni fa dedicò attenzione a queste formazioni della «intellighenzia» che formulano le grandi soluzione per la vita sociale anche in ambito mondiale. Si tratta del corso storico seguito dall’opinione “illuminista” nel suo «segretismo apatride» per la “realizzazione di una società irreale, costruita sulla carta da irresponsabili”. Ciò si è visto, se ben ricordo, nella sua prefazione dal titolo «Attualità di uno storico reazionario» al libro di Cochin, edito in Italia da Bompiani. Continua a leggere

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