CRISI DI VALORI O SCELLERATA INVERSIONE DEI PRINCÌPI CRISTIANI?

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di Arai Daniele

Nella profonda crisi del mondo contemporaneo, in cui declina il senso del male, si smarrisce la capacità di avvertire le cause della desolazione universale che incombe. Si cercano i valori che dovrebbero reggere un ordine mondiale, ma non ci si accorge della scalata di mali travestiti da valori che, svincolati dai veri princìpi, sono miasmi letali.

Ecco descritto in breve le infide tirate bergoglionesche, accolte come richiamo ai valori cristiani da un mondo rimbecillito, mentre non ci sono più voci o poteri umani capaci di richiamare all’ordine, per contenere disordini nazionali e massacri internazionali.

Quando la voce di Dio è silente, tutto è permesso – L’essere umano, sviato dal principio del bene e ignaro del rapporto causa-effetto tra fede e ordine, perde il suo discernimento tra bene e male; è irretito in un misero disordine morale e mentale.

Nell’articolo «Devastante Populismo di Bergoglio si contrappone alla saggezza della Chiesa Cattolica, Antonio Socci il 30 ago, 2015 fa vedere come La Chiesa Cattolica e il “partito di Bergoglio” si contrappongono anche sul tema dell’immigrazione. Sì perché il valore dell’ospitalità – “non se ne può dedurre – se si vuol essere davvero ‘laici’ – che una nazione non abbia il diritto di gestire e regolare l’afflusso di gente che vuol entrare a ogni costo. Tanto meno se ne può dedurre che abbia il dovere di aprire le proprie frontiere indiscriminatamente”. Infatti il valore dell’ospitalità dipende da certi principi. Continua a leggere

‘Nella profezia di Fatima…’ di A. Daniele recensito da P. Vassallo

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fatima

“San Tommaso d’Aquino insegna che quando la fede è in pericolo è obbligatorio fare una professione pubblica di fede anche a rischio della propria vita. Ora la situazione in cui ci troviamo è proprio quella in cui viviamo in una crisi senza precedenti nella storia della Chiesa”.

Antonio De Castro Mayer

di Piero Vassallo

La coraggiosa casa editrice Radio Spada, presenza attiva in Reggio Emilia per la strenua difesa della dottrina cattolica dallo schiaffo vaticanista, in questi giorni ha pubblicato, al seguito di una scelta della sagace Ilaria Pisa, Nella profezia di Fatima… il mistero dell’altra Roma, un avvincente saggio di Arai Daniele.

L’autore del saggio, ponendosi sulla scia di studiosi autorevoli e refrattari al conformismo, quali René Laurentin, Vittorio Messori, Antonio Socci, Curzio Nitoglia e Gianni Vannoni, intende svelare e intralciare la corsa frenetica e rovinosa della setta modernista, nei filari della vigna che sono intossicati dalla teologia neoterica di Rahner & Martini.

Daniele, infatti, fa entrare il vento dell’onesta intolleranza nella fumisteria clerico-progressista, dimostrando, con solidi e chiari argomenti, la contrarietà della vera mistica agli avventizi pensieri, che agitarono le acque alluvionali del Vaticano secondo, il concilio “segnato dalla cupa mutazione clericale, con l’opera di demolizione già chiara nel 1960”.

Nel Terzo segreto di Fatima, sostiene l’autore, “è figurato l’inizio dell’interregno del castigo spirituale che viviamo … Ciò appare estraneo solo a chi non afferra la portata dei mutamenti ecclesiali avvenuti all’unica realtà cattolica, perché di marchio ecumenista[1].

Posto che la profezia illumina il presente, le rivelazioni mariane ai pastorelli di Fatima si devono leggere “non secondo l’estro di qualche prelato, ma alla luce delle Scritture e dei fatti attinenti alla difesa della Fede nella Chiesa del nostro tempo”.

La profezia di Fatima, di conseguenza, si comprende quando è chiara la differenza che corre tra la situazione ecclesiale del 1917 e quella del 1960data indicata dall’Alto riguardante la comprensione del cupo castigo se Fatima non fosse stata dovutamente accolta dai Papi”.

Purtroppo i teologi che attuarono la rivoluzione novista progettata dai dissidenti radunati nel circolo della Scaletta e attuata dal loro fiduciario, Angelo Roncalli, nel Vaticano II suggerirono e imposero un giudizio sprezzante e liquidatorio sul terzo segreto di Fatima, inaffidabile racconto infantile.

La profezia di Fatima disturbava la modernizzazione in corsa dissennata e devastante nelle massicce defezioni di preti (sessantamila) e suore (settantamila) fuggitivi illuminati dall’avventizia teologia elucubrata dai modernizzanti attivi nelle aule del Concilio.

Il trionfo di una teologia educatrice di sacerdoti miscredenti e di fedeli perplessi e oscillanti, facilitò l’ascesa alle alte cariche del Vaticano e delle diocesi di neo-modernisti e/o di iniziati ai misteri massonici e al vizio californiano.

Opportunamente l’autore, dopo aver citato la definizione scritturale del disegno eversivo di satana, “cambiare i tempi e le leggi” (Daniele, 7, 25) rammenta che “nella nostra epoca ciò si svela nei piani modernistici e massonici per aggiornare la Chiesa”.

Di qui i dubbi e le riserve sulle scelte pastorali (e politiche) compiute dai successori di papa San Pio X. Daniele si spinge fino ad affermare che “il pontificato di Benedetto XV operò sotto due opposte influenze: dello spirito di pietà, rivolto ai disegni di Dio; dello spirito conciliatore, aperto ai compromessi diplomatici con le potenze mondane. Questo secondo spirito potrebbe aver prevalso nei tempi di Fatima fino a Pio XII?”

L’autore segnala tuttavia una straordinaria coincidenza: il 5 maggio del 1917, Benedetto XV impartì istruzioni a tutti i vescovi affinché invocassero la fine dell’inutile strage rivolgendo le loro preghiera a Maria, Regina della pace. “Otto giorni dopo, il 13 maggio, Maria apparve per la prima volta a Fatima, rispondendo all’invocazione del Papa con un messaggio di pace contenente avvisi, richieste e promesse, svelando il sollecito soccorso materno venuto ad indicare la volontà di Dio per la nostra generazione, attraverso quella via per la pace e la salvezza di molti”.

Ora le apparizioni di Fatima costituiscono la pietra d’inciampo piantata nel cuore del cammino clerico-progressista. Di qui i timori dei teologi e dei prelati d’area progressista e gli autorevoli tentativi di ridimensionare e alterare le imbarazzanti verità rivelate dalla Madonna ai pastorelli di Irun, ad esempio interpretando la rivelazione che rappresenta la morte di un papa come profezia del ferimento di Giovanni Paolo II.

Nella postfazione, Matteo Castagna commenta le squallide acrobazie in atto nel pensiero neoterico con parole dure: “ecco il nuovo papato, ridotto nell’arco di soli cinquant’anni alla macchietta di se stesso, alla caricatura dell’Autorità, oggi addirittura sdoppiata nell’autorità del nonno che vive in Vaticano e il nipote che sta a Santa Marta, mentre i fratelli maggiori e pure i fratelli minori scorrazzano dappertutto, spargendo come cavallette indisturbate e alle volte prezzolate, il germe mortifero delle loro eresie, sguazzando nelle acque torbide del caos dilagante in un mondo anticristiano”.

Le dure e scandalose espressioni di Castagna purtroppo dipingono la realtà annunciata in quella parte della profezia di Fatima censurata e alterata da un curia consacrata al proprio incensamento.

 

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«NOSTRA AETATE»: MEZZO SECOLO DI «MISERICORDIA ANDROTEISTA»

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di Arai Daniele

Si avvicina la data in cui un mondo religioso, stravolto dalle aperture conciliari ad ogni empia contraddizione, si prepara a festeggiare i frutti del Vaticano 2, tra cui, una nuova «misericordiosa» riconciliazione religiosa generale, sempre più invertita, che coinvolge i popoli. La Misericordia divina mira alla salvezza delle anime nella Verità di Dio Uno e Trino. L’altra, androteista, a salvare la democrazia e la concordia religiosa tra verità contrarie, come quella tra Islamici, Ebrei e Cristiani, attraverso il piano del Vaticano 2. Ecco la perfida dichiarazione «Nostra aetate» (Nae) che, per giungere a tale concordia, colpisce il cuore stesso della nostra Fede, lasciando i cristiani ovunque nello sbaraglio.

Le parole della Nae confermano, sia l’ormai antiapostolato conciliare, che depreca il proselitismo cattolico, cioè l’opera di conversione secondo il Vangelo, sia l’apertura senza limiti all’avanzata musulmana e di ogni credenza nel mondo cristiano. Il tumulto epocale che viviamo sembra così una rivincita segreta al mandato insegnato da Gesù per compiere l’opera di Dio e portare l’amore nel mondo: “Credere in Colui che Egli ha mandato” (Gv 6, 27-29). “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt, 28, 20). Dove ormai questo può essere praticato?

Tutto succede nel mutamento – nemmeno tanto implicito – della missione della Chiesa, per cui è esplicita la prevaricazione dell’autorità finalizzata alla propaganda fide. Ora, le deviazioni spirituali dei popoli hanno sempre conseguenze sociali di portata storica. Tra queste deviazioni, il declino della Fede Trinitaria, che ha minato in passato le difese dei paesi della Cristianità. A questo proposito, Ignacio Olague, storico spagnolo, pubblicò uno studio col titolo significativo: “Les Arabes n’ont jamais envahi l’Espagne” (Paris, 1969, Flammarion). Il Professore Julio Garrido, della Reale Accademia di Scienze di Spagna, spiega (Que Pasa? Madrid): “gli storici, trascurando l’influenza delle idee anti-trinitarie nella genesi e nello sviluppo della dominazione araba in Spagna, non potranno mai capire la ragione per cui il Paese è stato conquistato in soli tre anni e mezzo, con le armi e i mezzi d’allora. Infatti, vasti strati del popolo cristiano erano sedotti da idee unitariste, cioè da un vago sincretismo di sapore ariano o sabelliano con simpatia per l’Islam.” Così oggi, gli ecumenisti conciliari aprono le porte ai musulmani – quelli «buoni» – ma tifosi dei duri, che arrivano inevitabilmente in seguito per impiantare la sharia. L’Europa «democratica», aliena al senso cristiano della storia, è oggi esposta a questa devastazione. Continua a leggere

IL SENSO CRISTIANO DELLA STORIA PRIMA VITTIMA DEGLI ANTICRISTI CONCILIARI

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FATALE CORSA CONCILIARE IN CONTROMANO AL SENSO CRISTIANO DELLA STORIA

di Arai Daniele

Davvero strano come il viscido discorso di apertura del Vaticano 2 solo dopo qualche tempo è cominciato a essere soppesato per la sua losca impronta anticristica. Eppure questa era evidente in ogni riga stilata con viperina ambiguità, la “geniale semplicità” vista da Jean Guitton, correligionario di Giovanni 23, “tramaturgo” del pensiero conciliare, nominato da Paolo 6º primo orchestratore laico al Vaticano 2.

Il noto accusatore delle eresie conciliari, l’Abbé Georges de Nantes, venuto tre volte a Roma col gruppo della Contro Riforma Cattolica per portare dei «Liber accusationis» contro, prima Paolo 6º e poi Giovanni Paolo 2º, per eresia, scisma e scandalo pubblico. Questi avevano, però, bypassato Giovanni 23, prophète de bonheur, fino a quando il valente sacerdote si decise di accusare le otto principali eresie del suo discorso iniziale, con cui aprì il Vaticano 2 (http://crc-resurrection.org/toute-notre-doctrine/contre-reforme-catholique/concile-vatican-ii/discours-ouverture/le-discours-douverture-du-concile-les-huit-heresies-de-jean-xxiii/) . Continua a leggere

LE RADICI DELLA «GRANDE GUERRA»: PICCOLO COMPLOTTO?

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grande luceL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Una Guerra peggiore verrà con il grande segno di una luce sconosciuta (bel Messaggio profetico di Fatima)

Nel maggio 1998, in vista di un articolo del prof. Franco Cardini sull’Imperatrice Eugenia di Montijo, le ho scritto per capire fino a che punto vedevamo le iniziative politiche di quella regina sotto la stessa ottica cattolica. In questo senso la lettera era accompagnata da un mio testo riguardante la politica post rivoluzionaria dell’epoca e non solo di allora, ispirate dallo stesso spirito ribelle della Rivoluzione originale.

La cortese risposta era per dire che tutto questo dal punto di vista della (scienza) storica, faceva sparte della teoria del complotto e aveva solo senso apologetico. La mia seconda lettera è stata per citare lo smarrito senso cristiano della storia, che è pur Storia. Vediamo. «Caro Professore, grazie per la sua attenzione e per le riflessioni nella sua cortese lettera del 1°.V.98. È vero che le pagine del materiale che le ho inviato sono nell’ambito della letteratura apologetica, ma questa per essere cristiana deve rifarsi alla verità, perciò a delle realtà storiche. In questo senso penso che nella sua risposta sia implicito che Lei non ha visto in esse ‘fatti’ contrari alla verità storica conosciuta. Continua a leggere

FREGATA “L’HERMIONE”, RE DI FRANCIA E PROFEZIA DELL’ASSUNTA

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Hermione

 

L’EDITORIALE DEL VENERDI    

di Arai Daniele

In America e in Francia si sta commemorando l’odissea della fregata «L’Hermione», partita da Rochefort in Francia verso l’America nel 1780, come aiuto alla guerra d’Indipendenza dagli Inglesi, guidata da George Washington. Costui era un importante piantatore della Virginia, che anni prima aveva preso parte alla lottacontro l’influenza francese. Ma poi si era reso conto dell’urgente necessaria di un’alleanza con una potenza marittima che potesse affrontare la flotta britannica che aveva predisposto un blocco delle coste americaneper isolare e sconfiggere gli “insorti”.

L’Hermione fu il vettore più concreto per compiere questa missione segreta di aiuto.

Ma non solo, portava il giovane marchese di La Fayette, figlio di quella rivoluzione illuminista che puntava ben più che a ribellarsi della tirannia britannica. Il suo incarico gli fu affidato direttamente dal Re di Francia, Luigi XVI, che fu anche il finanziatore della costosa operazione operata dalla sua “marina militare” in America.

Quando si pensa all’atmosfera «culturale» della Corte francese di allora, si può capire da dove provenivano queste simpatie per gli «aggiornamenti illuministici» a 360º, in questo caso associate alla rivalità con la corona Britannica.

L’esito della «trama» storica diretta alla rovina della Cristianità era all’orizzonte, mentre l’Evento profetico suscitato per impedirlo rimaneva obliato. Riguarda specialmente la Francia cattolica della Dinastia Borbonica, il cui Re aveva ricevuto una richiesta. Continua a leggere

L’EFFETTO ANTICRISTICO DELLE ESTERNAZIONI BERGOGLIOSE…

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Risultati immagini per caricatura del papa bergoglioL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Per tracciare l’«identikit» di un «anticristo» in veste papale non c’è bisogno di rivolgersi a un cattolico – questo può essere bloccato da falsi concetti di rispetto e ubbidienza -, basta sentire qualche coerente analista degli effetti socio-politici delle sue opere. Qui mi limito, prima di passare la parola ad altri, a costatare i guai arrecati dai «papi conciliari» alla vita italiana e europea, da Giovanni 23 a questo di turno. Basta vedere la devastante scristianizzazione che viviamo e i suoi effetti sociali per capire i gravi guai che il loro liberalismo causò. A esso seguì la cultura della morte con l’aborto, il crollo della natalità, la rovina della famiglia, che risulteranno nella frana inevitabile del moderno «stato sociale». Si dice che il declino demografico può essere compensato dall’immigrazione! Divagazioni per governi decadenti. Il fatto è che l’Europa, dei paesi d’alto tasso di disimpiego, vive ora un flusso migratorio di portata biblica, che la svena! Si tratta in parte di rifugiati, ma per le coste italiane, specialmente di africani alla ricerca di condizioni migliori nei paesi con la tale assistenza sociale garantita. Tutto ciò fa pensare a un piano segreto di globalizzazione programmato, che andrebbe affrontato.

Sentiamo allora che cosa dice e prevede il vero «grillo» dei disastri italiani ed europei, il noto analista di politica Edward Nicolae Luttwak, la cui analisi ha raggirato l’evidente responsabilità in ciò, ma forse in generale, del noto papa-anticristo di turno: https://www.youtube.com/watch?v=EvbgnYfUrQk

Ora per aggiornare l’analisi, dovremmo dire che il guaio ha raggiunto il nord Europa, e che Inghilterra e Francia vivono un momento critico. Solo per affrontare la crisi di Calais si richiede un aiuto di 20 milioni di Euro alla Comunità. Eppure, proprio nel caso della guerra in Libia, nessun governo più del francese è responsabile di tanto dissennato caos, versando in Libia tante armi poi finite nel Mali e in Nigeria per l’assalto di chiese e villaggi e lo sterminio di cristiani; fatti che hanno accelerato la grande fuga. Continua a leggere

PRODROMI PRO RESTITUTIONE SANCTAE ECCLESIAE CATHOLICAE

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Risultati immagini per Christus RexL’editoriale di questa settimana è particolarmente importante perché affronta tematiche di fondamentale attualità, quali lo status di Sede Vacante e la necessità di preparare il terreno per il ritorno del Papa, nonché quella di superare certo clericalismo e certi difetti, presenti anche nel mondo tradizionale, per trovare quell’unità nella Verità, che è anche unità di intenti nelle modalità operative. Vuole essere un primo contributo, di discussione e dibattito fra quanti hanno a cuore il bene della Chiesa e delle anime. Se ne invita l’attenta lettura perché questi contenuti sono troppo spesso sottaciuti. 

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Dopo il contributo del Circolo Christus Rex alla Buona Battaglia per la piena ripresa della retta via che porti alla Restaurazione della Santa Chiesa Cattolica, vediamo ora le questioni da chiarire per seguire un piano di azione cattolico.

Chi ci segue sa che riconosciamo lo status di “Sede Vacante” attuale. Questo non può essere visto in nessun modo come stato cui la Chiesa possa adagiarsi, tutto al contrario, è lo stato, alla stregua di quello di sbandati senza padre, da superare con urgenza estrema come sia la causa di una grave malattia o paralisi fisica.

Per farlo è necessario identificare bene quale sia stata la causa di questo vuoto maligno e quali i rimedi per superarlo. Si tratta di diagnostici da molto tempo conosciuti, ma che niente hanno risolto perché applicati in un modo disconnesso che moltiplica i dubbi ed estende le confusioni: si contesta il varo deliberato e sistematico di dottrine e di liturgie di marchio modernista e perciò contrarie alla Fede, ma nello stesso tempo si ritiene di non poter parimenti contestare la loro causa ovvero la legittimità dei loro autori. Continua a leggere

«TEORIA DELL’INVOLUZIONE CLERICALE»: DA SAN PIO X A PIO XII?

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meditation

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

LIBRO DI ARAI

Al meditare la frase di Gesù “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?” (Lc 18, 8), ci si trova davanti a due certezze. Infatti, essa rimanda al tempo della fine di un mondo e alle difficoltà crescenti, che si potrebbe dire fatali, per la sopravvivenza di quella fede per cui l’uomo è stato creato.

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FATIMA E L’ECLISSE DEL PENSIERO CATTOLICO SULLA CHIESA DELLA VERITÀ

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Risultati immagini per Eclisse del pensiero cattolicoL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Ricordare che la Chiesa, Società perfetta istituita da Nostro Signore per la salvezza, è la Chiesa della Verità ovvero di Gesù Cristo, sembrerebbe ridondante.

Eppure, più passano gli anni dopo il famigerato Vaticano 2 e più la nozione di Chiesa Cattolica è resa estranea, non alle verità cristiane in genere, ma alla Verità unica. E ciò, pure tra i fedeli di prima. Per esempio, pare che la Chiesa non abbia niente a che vedere con la crisi monetaria in Grecia o con i regimi sinistrorsi americani. Forse in Medio Oriente avrebbe ancora di che occuparsi a causa dei massacri di cristiani.

Sulla questione di Roma e del papa eretico, allora, si potrebbe discutere ma solo in vista degli assurdi quotidiani pontificati da Bergoglio. Resterebbe comunque la stessa Chiesa, che sarebbe per definizione quella lì del Vaticano, per quanto grave possano essere le discrepanze dimostrate nella fede dai doti di quel mondo sedeplenista o sedevacantista; peggio ancora se a rilevarle sono dei cosiddetti «sedevacantisti totali». Continua a leggere

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