L’EDITORALE DEL VENERDI
di Arai Daniele
Papa Pio IX, all’epoca del Concilio Vaticano I, aveva visto il pericolo e la natura dell’attentato alla Fede e diceva (27.11.1871): “Oggi non è più l’eresia, non è più il martirio di sangue che si fa incontro alla Chiesa per combatterla, ma è, dirò così, il martirio intellettuale e morale. Oggi non si fa più guerra a una parte della Chiesa, a un lato della sua fede, a qualcheduno dei suoi dommi… Oggi sta contro la Chiesa 1’Incredulità, l’Ateismo, il Materialismo. Oggi non è più da lottare (giova ripeterlo) con eresie, che non hanno importanza alcuna; ma con l’indifferenza, con l’empietà, che mira a schiantare dal cuore di ogni Cattolico la fede; mira a ruinar dalle fondamenta la Chiesa di Gesù Cristo, e questa Città, fatta preziosa dal sangue di tanti Martiri, a gittar di nuovo nel lezzo dell’antica corruzione, riducendola come sotto i Neroni, o più veramente come sotto i Giuliani Apostati. Sicché Roma, sede venerata della verità, diventerebbe insomma un’altra volta, centro di tutti gli errori”.
Si voleva la conciliazione della Chiesa e del Papa con il mondo moderno e il Sillabo nel suo ultimo articolo condanna l’asserzione: “che il Romano Pontefice possa e debba riconciliarsi e andare d’accordo con il progresso, con il liberalismo e con la civiltà moderna”…
Respingere tale conciliazione nella vita civile espressa dal non expedit è questione di fede cattolica.
Eppure, oggi sono i pastori conciliari a promuovere con il Vaticano 2 una nuova dottrina per tale conciliazione con i poteri del mondo moderno per consolidare un «nuovo cristianesimo» anticattolico e quindi anticristiano perché invischiato nella metastasi pancristiana.
Uno dei grandi convertiti dall’Anglicanesimo alla Chiesa Cattolica, fu Robert Hugh Benson, sacerdote e scrittore inglese (Wellington College, 1871 + Salford, 1914), convertitosi nel 1903 e l’anno successivo ordinato sacerdote. Continua a leggere