FINCHÉ C’È KILLARY C’È SPERANZA… PER LA NATO e ALTRI!

Condividi su:

killary sparaL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

L’apparente paradosso della questione americana è che Trump, che vuole all’estero il pensionamento della NATO, è fortemente favorevole alle armi per la difesa personale all’interno del Paese; un’altra lobby, un’altra industria che, come gigantesca idra, lotta per vivere e moltiplicarsi, vendendo pure arme da guerra, fondata nel principio che la difesa personale non va mai socializzata, cioè devoluta a poteri «democratici» impersonali.

Al contrario, la Clinton, che trova buone ragioni per mettere un freno a questa potente lobby, all’estero ha sentimenti guerrafondai ad oltranza, con delle prese di posizione segrete a favore della planetaria idra atomica, da far paura. Infatti, se verranno svelate le sue e-mail riguardanti alleanze per aprire a guerre perverse, la sua candidatura potrebbe subire un gravissimo smacco. E sembra che violare le mail private sia un scherzo da ladruncoli (l’ho visto sulla mia, per un misero inganno da mille euro!)
Ma qui entra la lobby delle lobby che, quando si tratta di mettere la loro potenza in atto non si fermano né davanti a qualche massacro o all’eliminazione fisica di personaggi che possono far comodo alla propaganda, figuriamoci violare le mail per un qualche controspionaggio da wikileaks! L’uso delle armi non è indipendente dalla volontà umana, ma quando si tratta del loro traffico e utilizzo multimilionario, gl’interessi che sveglia inducono a promuoverle a ogni costo e con ogni mezzo, in ubbidienza al mammona, sempre arzillo.

E dove domina il pragmatismo, tutto ruota in funzione di usare il proprio potenziale bellico per arricchirlo a dismisura! Quello di Trump è comunque domestico; quello della Clinton è «domesticato» ciclopicamente come lo è il dollaro – vale ovunque nel globo!

Ecco «l’anima» della questione che fa dire: – fin che c’è guerra c’è speranza! Un’anima democratica che ora produce delle lobbies che promuovono la Killary Clinton contro quell’allucinato cane sciolto che vuole mandare la NATO in pensione! Che l’assurdo!
E così si può concludere che vi è nei tempi moderni una vera insorgenza degli «spiriti» delle cose, che riescono a obbligare i governi ad alimentarli. Questi ormai ridotti ad essere apprendisti stregoni che scatenano mostriciatoli di gran lunga più calamitosi che la loro truce incapacità di discernere come controllarli! Questa è l’entità NATO.

L’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (OTAN, in inglese North Atlantic Treaty Organization, è l’organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa nata dal trattato firmato a Washington nel 1949, di cui fanno parte 28 stati del mondo.
Sarebbe il «Patto Atlantico», originato dal sentimento di percezione della pericolosità di un dominio sovietico che il cosiddetto mondo occidentale ebbe ai tempi del ponte aereo di Berlino (1948), prospettando una possibile nuova guerra mondiale. In verità, ciò risultava da grossi errori di valutazione di Roosevelt che, alla fine della seconda guerra mondiale, stinse con Stalin un patto per la divisione in zone d’influenza, che andavano anche oltre l’Europa. Come la storia registra, nella stessa Berlino i tedeschi alla vigilia della sconfitta invitavano gli «alleati» ad avanzare per evitare la morsa sulla Germania dell’Unione Sovietica, che poi creò lì attorno i suoi Stati satellite.

Presto diventò patente la previsione delle opinioni pubbliche occidentali che il regime sovietico non si sarebbe accontentato della spartizione geografica accordata al termine della Guerra, dalle varie conferenze per la pace, ma di contenuti ideologici comunisti per tutte le società. Roosevelt non poteva prevedere l’inganno, poverino! Ma ecco la nuova necessità di allearsi per garantire la sicurezza del mondo occidentale contro la minaccia comunista, alla cui esigenza doveva rispondere la NATO, in modo da reagire e rispondere “come un sol uomo” ad un eventuale attacco. Chi sia oggi il «sol uomo» (forse domani donna) lo sanno tutti! Tant’è che nei tempi presenti la NATO ormai naviga in altre acque e terre che ignorano del tutto l’odore del sale atlantico!

Sguardo psicologico sulla mente umana tornata all’infanzia

Nella teoria dello psicologo svizzero Jean Piaget, è tendenza, caratteristica della prima infanzia considerare la realtà animata, o meglio, a dare un’anima alle cose mediante il gioco simbolico e fantastico. Strettamente legato all’artificialismo, l’animismo viene considerato dal Piaget una manifestazione dell’egocentrismo del pensiero infantile, inteso come una vera a propria alienazione; una mancata distinzione tra mondo interiore e mondo reale esterno, e si realizzerebbe attraverso un’assimilazione degli oggetti al proprio pensiero o alla propria attività. Ebbene, si è visto come, nella pratica, anche il sofisticato pensiero modernista non dispensa un ricorso ad un certo animismo religioso. Cioè, il ricorso alla forma primitiva di religiosità che considera tutte le cose governate da un’entità spirituale o anima; tutto sarebbe soggetto ai «segni dei tempi» che illuminano gli uomini sui loro bisogni! (Roncalli).

Quest’alienazione riguardo alla responsabilità del pensiero, che era tipico in alcune religioni primitive, è costante in altre turpi credenze, per esempio nel modernismo, per cui gli aggiornamenti sono animati dallo spirito del tempo, come l’«evoluzione delle specie»! Perciò, una «evoluzione dei dogmi» è ammessa e predicata dall’ermeneutica dei nuovi maestri – sempre più adulti, che più adulteri non si può!

Dall’altra parte, anche dei credenti, la cui fede si oppone a tali novità perverse, finiscono per attribuire i misfatti a entità altre, mai ai gran prelati. Nel caso del Vaticano 2, presentato come «concilio ecumenico»: la responsabilità non andrebbe ai loro artefici, che lo approvarono, va ai documenti stessi, erronei ed eretici, da rifiutare, preservando però il riconoscimento della autorità dei suoi autori! Queste restano autorità inviate da Dio, pure santi, magari “ingannati dalla grande stampa” (v. R. de Mattei) nel promuovere tante deviazioni! Quel che voglio dire è che, attribuendo il male alla stessa documentazione conciliare, senza identificare le sue «menti», sarebbe come vedere animato un prodotto materiale; dare gambe al V2: un animismo utile a discolpare responsabili, altrimenti decaduti perché responsabili di sostenere eresie!

Un’«alienazione animista» spinge alla guerra incombente

Quando qualcuno dice che la colpa delle sparatorie, che causano vittime e anche stragi è principalmente dovuta alle armi, al loro commercio e alla loro diffusione, in un certo senso segue quel pensiero «animista» per cui esiste uno spirito nelle arme che le rende assassine. È vero che molte armi da fuoco moderne, poiché son fatte per funzionare con un minimo tocco del grilletto, pare che abbiano voglia di sparare da sole, da movimenti leggeri come i pensieri. Perciò vanno «contenute» e controllate come le volontà distruttive di anonimi hooligans scatenati.

Chi può dubitare, però, che tutto nasca dallo spirito dell’uomo che, se irresponsabile quando moltiplica e diffonde strumenti di morte, ne è comunque il responsabile della loro esistenza e diffusione? Inutile e illogico pensare di esentare lo spirito che accumula armi dalle sue responsabilità, come se avesse gambe, occhi e una mente malvagia per operare la solo. Ebbene, la NATO è oggi questo super arsenale delle armi più moderne e letali a servizio di una mente sconosciuta.

Per affrontare, quindi, la questione delle armi, non si può aver dubbi che gli uomini sono trascinati anche dal «progresso» delle loro scoperte e invenzioni militari. Nel caso delle prime bombe nucleari, quei scienziati poi si pentirono di averle prodotto e in questo senso hanno stillato una dichiarazione pubblica in gruppo contro lo sviluppo nucleare, cui avevano appena promosso. Ma pure della parte del governo che aveva intrapreso la corsa per fabbricarle, il fatto che esistessero induceva a usarle. Parimenti nei nostri tempi, le armate che hanno investito in migliaia di carri armati, possono non premere per usarli? Oggi tale logica perversa vale specialmente per la NATO nei paesi baltici e nel Medio Oriente; guarda caso nei due sbocchi al mare della potenza russa.

A questo punto, l’idea di «animismo» si estende in speciale modo dov’è un grande ammasso di armamenti. La quantità induce ad usarli; a metterlo al servizio di qualche «idea», per esempio quella che implica una guerra «finale per una pace definitiva» per il dominio di un’unica potenza assoluta e «democratica»; perché no! Così anche il gran mondo dell’industria e dell’alta finanza ne guadagnerebbe per superare le sue crisi!

La presenza immane delle armi, allora, diviene segno istigatore e promotore di conflitti, per cui sorge anche una «contro industria» che si avvale perfino dallo spionaggio per la fine contraffazione del marchio d’origine, come il vino. Non si esita a falsificare prodotti bellici la cui identità è quella del nemico, di modo a poter attribuire la colpa, magari della prossima guerra globale che si vuole scatenare, allo «sporco nemico»!

Ecco che si può vedere a questo punto, che anche gli arsenali inanimati possono avere una loro anima acquisita, come dei robot, per armare provocazioni studiate. E torna la questione che fa dire: – finché c’è NATO c’è speranza! Un’anima democratica che ora produce delle lobbies che promuovono la Killary Clinton contro quell’allucinato che vuole mandare la NATO in pensione! Idea assurda! E i nuovi apprendisti stregoni si sentiranno liberi di scatenare programmati sortilegi «intelligenti»… di gran lunga più calamitosi che la loro incapacità di controllarli!

Che cosa può frenare i rovinosi sortilegi bellici presenti?

Solo un gran miracolo appare tra i disegni della Provvidenza divina per frenare il gran delirio armato moderno, che i governati attuali, e meno di tutti quello di una Killary, possono capire e deviare dal loro corso ormai di disastro planetario! Una sfida terminale ordita dalla malignità umana. Eppure, il Signore opera il bene nel mondo pure attraverso uomini responsabili; prodotto sempre più scarso sulla terra.

Quindi, trattandosi di una situazione disastrosa che evoca l’Apocalisse, ci vuole, come profetizzato, un doppio potere per affrontarlo: un potere terreno che annienti la prima bestia sorta dal mare, e un potere impersonato da una mente saggia che annienti la seconda e più insidiosa bestia sorta dalla terra.
Essa aveva in testa un mitra con due corna, come l’agnello. Ed ad essa si può solo contrapporre il potere della persona che ha la grazia di smascherarlo di fronte al mondo: un Papa Cattolico suscitato da Dio!

Quanto alla bestia sorta dal mare come potenza di sterminio, a tale potere terreno può solo contrapporsi un altro potere attrezzato di armi dello stesso tipo: la Russia convertita alla saggezza dell’atro potere spirituale che si sovrappone a quello materiale! Tale profezia, non c’è da immaginarla, né desiderarla perché ancora da attendere; essa c’è ed è scritta e conosciuta: è la mirabile profezia che chiude il segreto del terzo castigo di Fatima: “Alla fine il mio Immacolato Cuore trionferà, il Papa mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e ci sarà un periodo di pace”. Sono quelle parole decisive, che molti ancora credono mancare al Terzo Segreto. In verità esse sono lì, trascurate e incomprese, ma decisive per il ripristino del giudizio cattolico in un mondo immerso nell’apostasia!

È la promessa luminosa di Maria Vergine per il gran ritorno legato alla verità divina dell’intervento ottenuto dalla Mediazione della Madre di Dio che, confermata dal vero Papa, sarà pegno della generale conversione per la salvezza di molti. Continua a leggere

«OKTOBERFEST» E ABOLIZIONE DELL’UOMO

Condividi su:

Hillary e SiriaL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Si dirà: che esaltata associazione d’idee in questo titolo! Sì, lo sarebbe non fosse che esprime un’attualissima realtà, ossia una finale alienazione dell’uomo nell’ora del più estremo incrocio delle realizzazioni umane: del culmine del progresso tecnologico con il colmo dell’incoscienza nell’adoperarlo.

Così, non molto lontano dai posti dove si indulge piuttosto a spensierati giochi senza frontiere, e nei prossimi mesi a chiassose sbornie di birra, in silenzio, si stano situando giganteschi arsenali nucleari pronti ad adempire i più devastanti disegni di guerra. E la «scusa» di fondo per l’operazione, da molto diffusa, è proprio la «pace» con una sola potenza egemone per farla finita con la storia di conflitti e di guerre che desolano da sempre la terra. Sarebbe la «pace» imposta dal potere che controlla – per proteggere – l’elenco di stati succubi, liberi di occuparsi dei giochi e feste preferite. Alludo all’America e all’Europa di oggi; la tale «civiltà occidente», che non si sa più cosa sia, e se lo si ricorda, è per fare qualche film rievocativo con tanto di gratuita violenza e sesso. Intanto, scivola frivolamente verso una catastrofe che, da economica diviene militare, il cui esito, drammaticamente imprevisto (?) servirà al vecchio piano di sfoltire popolazioni numerose, anche se per mezzo di armi che causano sofferenze sempre più spaventose.

Quali fatti fanno presagire tale scenario dantesco nel vicino futuro? La basilare causa strumentale è quella ineludibile appena descritta: il divario allucinante esistente tra le possibilità tecnologiche distruttive dell’uomo e il «pensiero» politico che oggi li governa. In questo senso, lasciamo stare l’infido pollaio europeo per considerare quel che le sinistre elezioni americane per la presidenza della grande potenza indicano in questo momento. Lì si profila il vantaggio dell’asserita guerrafondaia Hillary, detta anche Killary, che, con legami sionisti, è pronta pure a sferrare a sorpresa il colpo d’ottobre per assicurarsi il successo nelle elezioni di novembre al governo degli USA.

Riproduco qui l’analisi fatta sul «curriculum» di questa potenziale «sterminatrice» da un altro elemento ultra sospetto, l’abortista, Jeffrey Sachs, amico della casta conciliare attuale, ma non per questo poco lucido. Del resto, anche il vecchio candidato Bernie Sanders, comunista, non demorde nell’intenzione d’indebolire la candidatura Clinton, conscio come è della sua pericolosità così descritta: Continua a leggere

LA SALVEZZA È SEMPRE NELL’AMORE DEI SACRI CUORI

Condividi su:

Sacratissimi CuoriL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Mentre per i guai mondiali si programma la devastante 3ª GG!

I programmatori di guerre, che per superare inestricabili baraonde finanziarie non esitano scatenare immani disgrazie, lavorano alacremente in Siria a quanto pare con obiettivi allargati. Metteranno tutto nel calderone del mercato globale, dove le crisi servono come brodo per la propaganda ingrossata da menzogne capaci di servire copiosi bombardamenti per opulenti banchetti. Libia docet.

Chi avrebbe immaginato che una canzonata cultura europea, mettendosi in mano alla NATO, FMI e altri, avrebbe ampliato tanto i suoi giochi senza frontiere!

Si gioca in Europa, eppure, il fischio d’inizio della nuova grande guerra finale, sarà degli arbitri americani, che si riservano di alzare le più dure condizioni agli alleati in ogni campo, non solo militare, “senza se e senza ma”, tutto dettato da una mentalità consumista, materialista, edonista, se tutto estranea ai calori della civiltà di radici cristiane che fu l’Europa. Come si è arrivati a tale dipendenza? Che cosa hanno tradito i capi di queste terre per essersi ridotti così in basso?

Pensavano che i regni e le repubbliche moderne hanno leader che decidono! Eppure, essi oggi devono concordare a fare guerre altrui, senza troppo fiatare; sgovernando in linea diretta col gran fratello che ordina quella GG, cui l’ultima “G” – è bene spiegare – sta per Globale. Essa è resa obbligatoria poiché, nella sua mancanza che ne sarebbe degli immensi arsenali accumulati? Troppi investimenti per la «fine della storia»! Sono quindi da accelerare gli «scontri di civiltà» perché niente è più vero per alcuni che «fin che c’è guerra c’è speranza»; rimane l’unico modo per riciclare montagne di dollari inventati e sparsi ovunque! Che importano i massacri nazionali o i cristiani ovunque trucidati? Importano le guerre globali, che movimentano mercati e fanno «entrare nella storia» i loro ilari capi! Continua a leggere

LA PROFEZIA DI FATIMA E LO SCATENARSI DELLE BESTIE APOCALITTICHE

Condividi su:

syria_5L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

PROMESSI A FATIMA I DUE OSTACOLI ALLE BESTIE APOCALITTICHE

I miei articoli di novembre scorso, sulla situazione mondiale guidata da stati terroristici, trovano ora nell’articolo di Maurizio Blondet: «Putin spinto alla guerra».. Dalla NATO e ora, dai suoi.» (20 maggio 2016), le informazioni specifiche sulla guerra impostata.

In esso si fa presente la data di maggio 2017, cent’anni dalla prima Apparizione di Fatima.

Ora, come si sa, il principale marchio delle bestie apocalittiche finali è quello dell’inganno.

Per esempio sulla guerra in Siria. Perciò il mio: SUL MALE PRESENTE NEL GOVERNO TERRORISTICO DEL MONDO – E il ruolo di Maria Santissima nel suo superamento (6 novembre 2015), cerca di inquadrare tale questione epocale, come confronto del peggior male con il maggior BENE! Continua a leggere

LIBERTÀ DI COSCIENZA E PARRICIDIO

Condividi su:

parricidio uccisione_zar

IL «PARRICIDIO» DELLA VISIONE DI FATIMA SECONDO I PONTEFICI

 

La caduta dell’uomo dalla sfera soprannaturale al mondo naturale, attirato com’è di usare a bel piacere delle proprie libertà, è pericolo insito nel fondo dell’anima umana e dramma di tutti i tempi. Oggi, però, per discernere il senso delle presenti cadute epocali, coinvolgenti l’essere umano – davvero d’ordine apocalittico – si deve ricorrere alle sagge interpretazioni dei drammatici passi del Sacro Libro dell’Apocalisse.

Continua a leggere

Quarto Segreto di Fatima o dilemma lacerante di Suor Lucia?

Condividi su:

42bfbea03cce865b2f6f3be1a87895b7_S-678x381L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Suor Lucia di Fatima è deceduta nel 2005 ed è in corso la causa per la sua beatificazione, che stenta. Per onorare le virtù eroiche di Lucia, manifestatesi finché la morsa di un malinteso senso d’ubbidienza assoluta non l’ha impedita di portare fino in fondo la gravosa testimonianza profetica affidatale dal Cielo, si deve rimanere attaccati a tutta la verità, poiché molte grandi questioni riguardanti la profezia di Fatima sono rimaste esposte a gravi confusioni.

Quando si parla di un quarto segreto, che il fu Padre Kondor, postulatore della causa di canonizzazione dei pastorelli di Fatima, si apprestò a confutare pubblicamente, devo ancora sollevare le vere questioni pendenti sulla testimonianza di Lucia e il Terzo Segreto, ricordando il senso delle profezie.

Nell’esegesi cattolica le profezie sono date per la fede e non per la visione del futuro, anzi, esso è condizionato dalla libertà umana, di modo che quando si compie una profezia si capisca Chi l’ha data, conoscendo bisogni e svolti della vita umana. Il profeta Giona, inviato a predicare la distruzione di Ninive, prima è scappato, finendo nel ventre di un cetaceo, poi l’ha fatto per finalmente arrabbiarsi perché la profezia non s’è avverata dovuto alla conversione del re, che guidò il popolo al pentimento e alla penitenza.

Poiché la profezia di Fatima non ha suscitato le conversioni previste, anzi, nel frattempo lo stesso Occidente s’è scristianizzato, si dovrebbe verificare in che modo la visione del Segreto, cioè l’eccidio del Papa insieme ai vertici della Città mezza rovinata, si è avverata.

L’Essenza del Segreto di Fatima – Perché il Segreto sia vero, come crediamo, esso dev’essere legato alla storia del nostro tempo, che a sua volta segue la storia umana iniziata con gli eventi primordiali della Genesi e avviata al suo esito nell’Apocalisse. Per capire l’uno si deve capire l’altra, che racconta la storia degli esseri creati liberi ma divenuti ribelli di fronte al Creatore. Ciò perché la libertà ingenera anche cupidigia e orgoglio, cause nella sfera angelica della rivolta che coinvolse anche la sfera umana. Leggenda? Niente è più accertato nella storia che le conseguenze del peccato originale. Il corso di tale ribellione, d’ordine spirituale, assunse l’aspetto di un’insidia condizionante tutta la storia. Si tratta della cospirazione del male, che è essenzialmente ribellione al Bene. Per superarla s’è manifestata e continua a farlo l’ammirevole intervento della Misericordia divina. Continua a leggere

“SENZA CRISTO CROLLA LA CIVILTÀ”, MA PERCHÉ SIAMO SENZA CRISTO?

Condividi su:

Pompei last days museum-online-1500x575L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Negli ultimi giorni, su questo sito, sono state pubblicate due traduzioni dello stesso articolo in inglese di Pat Buchanan; la mia nell’ultimo articolo di venerdì e quella di Maurizio Blondet il 3 maggio. Sul mio fb già il 27 scorso c’era la sua traduzione in portoghese, risaltando la rilevanza dello scritto, che descrive l’immane tragedia che vive oggi la civiltà occidentale, un vero suicidio, come è nel titolo del mio articolo. Dicevo, però, che descrivere la situazione per conoscerla meglio è, solo l’inizio di quello a cui si deve mirare per superarla.

Non sembra che fosse questo lo scopo specifico dell’articolo di Buchanan, né del commento su di esso di Blondet, ma era il mio. Credo, infatti, che il Signore permetta tutto questo male per trarre da esso un maggior bene.

Il giorno che le genti delle nazioni ex cristiane capiranno perché sono senza Cristo, potranno capire sia la ragione perché il loro tempo è scaduto (Lc 21, 24), sia quale è la sola via di ritorno alla civiltà.

L’articolo finisce con la seguente frase: “How small, of all that human hearts endure, That part which laws or kings can cause or cure,” wrote Samuel Johnson. Secular conservatives may have remedies for some of America’s maladies. But, as Johnson observed, no secular politics can cure the sickness of the soul of the West — a lost faith that appears irretrievable.   Continua a leggere

IL SUICIDIO DELL’OCCIDENTE CHE FA A MENO DI DIO

Condividi su:

stato-islamico-in-vaticanoL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

  • Diversi autori controcorrente contemporanei ripetono – ormai inutilmente: l’Occidente che fa a meno di Dio e del Suo Verbo sta lentamente sparendo. Un collasso tragicamente visibile.
  • Qui traduco l’articolo di un autore tra i più lucidi su tale guaio, l’americano Pat Buchanan.
  • Non posso, però, anche se sempre più isolato, non testimoniare non solo la causa del gran flagello incombente sul mondo, ossia l’Occidente che fa a meno del Verbo di Dio e del Suo Vicario, ma che tale collasso epocale può essere ordinato da Dio a un mirabile trionfo futuro. Ecco perché non posso, parimenti, non testimoniare sempre di nuovo la nostra finale speranza cattolica di fronte ad ogni situazione d’aspetto irreversibile.

In una colonna recente, Dennis Prager ha fatto un’osservazione acuta: “La stragrande maggioranza dei più importanti scrittori conservatori … hanno una visione laica della vita. … Essi non sono consapevoli del disastro a cui l’Occidente senza Dio è stato portato”.«Questi conservatori laici possono pensare che “l’America può sopravvivere alla morte di Dio e della religione”, scrive Prager, ma si sbagliano.

«E, in effetti, l’ultimo mezzo secolo sembra dargli ragione.

«La religione di un popolo, la loro fede, crea la loro cultura e la loro cultura crea la loro civiltà. E quando la fede muore, muore la cultura, la civiltà muore, e il popolo comincia a morire.

«Non è questa la storia recente dell’Occidente? Continua a leggere

FLAGELLI INCOMBENTI SUL MONDO CHE FA A MENO DEL VICARIO DI DIO

Condividi su:

imagesL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

«La dottrina sul Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa (cfr. Col. I, 24), dottrina attinta originariamente al labbro stesso del Redentore e che pone nella vera luce il gran bene (mai abbastanza esaltato) della nostra strettissima unione con sì eccelso Capo, è tale senza dubbio che, per la sua eccellenza e dignità, invita tutti gli uomini che son mossi dal divino Spirito a studiarla e, illuminandone la mente, fortemente li spinge a quelle opere salutari che corrispondono ai suoi precetti. Reputiamo perciò Nostro compito il trattenerCi con voi su questo argomento, svolgendo e dichiarandone quei punti specialmente che riguardano la Chiesa militante. Al che Ci muove non solo l’insigne grandezza di questa dottrina, ma anche lo stato presente dell’umanità…

«Infatti, da una parte perdura il falso razionalismo il quale ritiene completamente assurdo ciò che trascende le forze dell’ingegno umano, e gli associa un altro errore affine (il cosiddetto naturalismo volgare), il quale non vede né vuol riconoscere altro nella Chiesa di Cristo all’infuori dei vincoli puramente giuridici e sociali; dall’altra parte si va introducendo un falso misticismo il quale falsifica la Sacra Scrittura, sforzandosi di rimuovere gli invariabili confini fra le cose create e il Creatore.

Bergoglion-pentecostale«Intanto questi falsi ritrovati, opposti tra loro, conducono a questo effetto: alcuni, atterriti da un certo infondato timore, considerano una così elevata dottrina come cosa pericolosa e perciò indietreggiano davanti ad essa, come dal pomo del Paradiso, bello sì, ma proibito. Niente affatto: i misteri rivelati da Dio non possono essere nocivi agli uomini, ne devono restare infruttuosi come un tesoro nascosto nel campo; ma sono stati rivelati appunto pur il vantaggio spirituale di chi piamente li medita. Infatti, come insegna il Concilio vaticano, “quando la ragione, illuminata dalla fede, indaga con pia e sobria diligenza, può raggiungere, concedendolo Iddio, sufficiente ed utilissima intelligenza dei misteri: sia per analogia con ciò che conosce naturalmente, sia per il nesso dei misteri stessi tra di loro e con il fine ultimo dell’uomo”; quantunque l’umana ragione, come lo stesso sacro Sinodo ammonisce, “non si rende mai atta a penetrarli con la stessa chiarezza di quelle verità che costituiscono il suo naturale oggetto” (Sessio III, Const. de Fide Catholica, c. 4).

«Avendo pertanto maturamente considerato queste cose al cospetto di Dio: affinché la bellezza della Chiesa rifulga di nuova gloria, affinché la conoscenza della singolare e soprannaturale nobiltà dei fedeli congiunti nel Corpo di Cristo col proprio Capo, si diffonda, e inoltre affinché sia precluso l’adito ai molteplici errori su questo argomento, abbiamo creduto Nostro dovere pastorale esporre a tutto il popolo cristiano, con questa Lettera Enciclica, la dottrina del Corpo mistico di Cristo e della unione dei fedeli con il divino Redentore nello stesso Corpo, ricavando al tempo stesso dalla medesima dottrina alcuni ammaestramenti, per cui una più alta investigazione di questo mistero produca frutti sempre più abbondanti di perfezione.

«LA CHIESA È IL CORPO MISTICO DI CRISTO Continua a leggere

VIVIAMO I TEMPI DEL TERZO CASTIGO DELLA «VISIONE» DI FATIMA?

Condividi su:

fine-del-mondo-2012L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Chi può credere che viviamo tempi normali? 

Eppure, ancora non si vuol credere che viviamo l’inizio di un’era di anormalità terminale.

Quando nel mondo si perde l’amore per la verità, quasi tutto quanto appare vero è contraffatto e perciò crescono senza contegno le iniziative ingannevoli d’ordine mentale e morale. Oggi ci sono imperi vecchi e nuovi che alimentano il terrorismo che fingono di combattere. Guerre nutrite dalla voluttà di dominio di poteri privi di ogni senso morale. Un mondo matrice di calamità diffuse. In una parola, prevale il peccato come modo esistenziale e di fronte a tale insania desolante non vi è più la barriera per contenerla con la parola della Sede della Verità; ormai a suo posto c’è un verminaio esalante miasmi che corrompono la società, la famiglia, le anime, così come furono create da Dio; mirano all’animazione utopica di un nuovo mondo multiraziale e multireligioso.

Kali YugaQuesto caos per un tempo finale era intuito anche da remote e diverse culture. Si pensi al «kali yuga» indiano o alla visione di Platone del caos che succede alla democrazia. Per noi cattolici la visione è chiarita dalle Scritture, ricordando alcune parole profetiche per l’ora dell’abbandono del pensiero e del culto a Dio. Alla loro luce divengono realtà delle visione recenti: “l’ira di Satana non è più mantenuta; lo Spirito di Dio si ritira dalla Terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, ecco il drappo talare funebre, sarà lasciata in balìa del mondo”.

Queste le parole di un personaggio speciale, Bruno Cornacchiola, il veggente delle apparizioni mariane delle Tre Fontane, per l’ora presente. Esse sono ricordate in un libro menzionato da Antonio Socci (Da Libero, 12 aprile) su “I segreti dei diari di Bruno Cornacchiola” di Saverio Gaeta (Salani). Penso che siano specialmente adeguate in occasione dell’abominevole pubblicazione di Bergoglio sulla famiglia, perché sono questioni facilmente collegabili nella desolazione finale di cui trattano questi diari.

Veniamo a Bruno Cornacchiola e le apparizioni mariane di Tre Fontane con i suoi messaggi e segreti così descritti: “Nell’ottobre del 2014 la copertina di Dabiq, il periodico dello Stato islamico, sconvolse il mondo civile, pubblicando un fotomontaggio nel quale la bandiera dell’Isis sventolava sull’obelisco dinanzi alla basilica di San Pietro. Sessantanove anni fa, nell’apparizione romana delle Tre Fontane, una simile profezia era già stata proposta dalla Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola: «Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’Oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre, quando gli sarà dato di farlo».” Continua a leggere

1 5 6 7 8 9 10 11 20