Kennedy si oppose al signoraggio e pagò con la vita. Ma non era un buon Presidente…

Condividi su:
JFK si oppose allo strapotere delle banche, che creavano denaro dal nulla e indebitavano gli USA (come le altre nazioni) e pagò questa sua coraggiosa mossa con la vita. Ma da qui a dipingerlo come il “presidente buono” ce ne corre. Anche lui ha le sue ombre. 

In realtà Kennedy, ebbe un ruolo importante nel dichiarare guerra al Vietnam, quindi queste parole, ammesso che le abbia mai pronunciate, valgono quanto le espressioni gioiose di Renzi per la presunta ripresa del paese…

Kennedy è stato l’ultimo presidente USA a mettersi contro i poteri forti; si inimicò la Federal Reserve con l’ordine esecutivo 11110 che consentiva al Ministero del Tesoro americano di stampare ‘moneta di stato’ fuori dal controllo della FED; denaro senza debito prontamente ritirato dal suo successore… un atto di coraggio pagato con la vita, ma questo non deve indurre a pensare che fosse un “eroe” che si è immolato per il bene dell’umanità. Ne che fosse sganciato dalle logiche tipiche del potere (altrimenti non sarebbe diventato presidente degli USA)

« Abbiamo un problema: rendere credibile la nostra potenza. Il Vietnam è il posto giusto per dimostrarlo” » (John F. Kennedy al direttore del New York Times, James Reston, nel giugno 1961) da Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Vietnam
staff Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com Continua a leggere

Le stragi “risorgimentali”: Pontelandolfo e Casalduni

Condividi su:

RISORGIMENTO

Centinaia di cittadini inermi, che riuscirono a sfuggire all’ eccidio di Pontelandolfo e Casalduni, si rifugiarono nei boschi intorno i due centri. I Bersaglieri, non contenti del brutale atto compiuto sui due paesi, li inseguirono e a centinaia li uccisero barbaramente rubando anche tutte le poche cose che erano riusciti a portare con sè.
Non stiamo parlando della Seconda Guerra Mondiale e delle SS naziste, ma stiamo parlando dei cosiddetti liberatori, calati dal Piemonte, che la storiografia ufficiale e prezzolata chiama eroi!

Di seguito vi riportiamo un documento storico eccezionale.

Continua a leggere

Anniversari: i 200 anni del Regno Lombardo-Veneto

Condividi su:

Segnalazione del Centro Studi Federici

lv

Il Lombardo Veneto compie 200 anni: perchè celare l’eroica memoria dei nostri trisnonni? di Giulio Ferrari

Lecco (Lècch) – Nel 2015 cade il centesimo anniversario dell’inizio della Grande Guerra, ma anche il Bicentenario della nascita del Regno Lombardo Veneto, fondato il 7 aprile del 1815. Una ricorrenza ampiamente ignorata, anche se riguarda la storia, la vita e la morte dei nostri avi, fedeli cittadini degli Stati preunitari.

UN DETTAGLIO. Se, com’è giusto e doveroso, rendiamo onore a nonni e bisnonni che si immolarono per la Patria nella guerra del 1915-18, possiamo cancellare la memoria dei trisnonni? Possiamo dimenticare le migliaia di giovani lombardi e veneti che, nell’800, hanno combattuto contro “l’invasore” piemontese? Eppure fa parte del nostro dna di lombardi anche quel “dettaglio” rimosso dalla didattica risorgimentale che, come ogni storiografia politicamente corretta, assolve al compito di esaltare i vincitori e demonizzare, o sprofondare nell’oblìo, i vinti.

Continua a leggere

Sposalizio del mare e origine della cerimonia, durante la festa della Sensa (Ascensione)

Condividi su:

Risultati immagini per lo sposalizio del mareSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Questa qui sotto la formula. Nel caso del lago, colui che ha autorità su di esso, dovrebbe pronunziare le parole, che qui ho accentato apposta per non sbagliare: «Desponsàmus te, làcum, in sìgnum veri perpetuìque domìnii». Ovvero: “Ti sposiamo, lago, in segno di vero e perpetuo dominio“.

Continua a leggere

A Moncucco Torinese ci sono le foibe piemontesi

Condividi su:

Segnalazione Quelsi

OSSA INFOIBATI

by Mario Bocchio

Le foibe sono depressioni carsiche naturali, i pozzi di Moncucco sono stati creati artificialmente dall’uomo per estrarre il gesso. Tali pozzi si chiamano “fiàire”. Moncucco Torinese è un comune che si estende nel verde delle colline tra l’astigiano e la provincia di Torino. Il 4 luglio 1977 iniziarono gli scavi commissionati dalla Procura di Torino, il 26 agosto vennero alla luce i primi reperti. Ad ottobre gli esami peritali effettuati su una settantina di resti ossei, hanno fatto ricondurre gli stessi ai cadaveri di cinque persone. L’odore della morte, che secondo numerose testimonianze tutti hanno potuto sentire durante gli scavi, si è conservato per tanti anni. La gente di Moncucco ha incominciato a parlare e a fornire particolari. Le vicende di quest’altro luogo maledetto sono approfondite nell’opuscolo “La memoria di un massacro” a cura di Cristina Sarcinella e Armando Corino.

Continua a leggere

Lincoln, Il “liberatore”

Condividi su:

CONTROSTORIA

LINCOLN

di Raimondo Gatto

ABRAMO LINCOLN, che la leggenda progressista vuole un ” anticipatore dei tempi moderni”, si era presentato candidato al Senato  nel  per il partito  repubblicano dell’ILLINOIS  contro il Democratico STEPHEN DOUGLAS nel 1857. LINCOLN fu sconfitto, ma i giornalisti che seguivano la campagna elettorale annotarono i suoi discorsi che si ripetevano uguali in ogni piazza dell’ Illinois. LINCOLN affermava testualmente: “IO NON SONO, NÉ SONO MAI STATO FAVOREVOLE A REALIZZARE IN ALCUN MODO UNA PARITÀ SOCIALE E POLITICA FRA LA RAZZA BIANCA E QUELLA NEGRA; NON SONO NÉ SONO MAI STATO FAVOREVOLE A DARE AI NEGRI IL DIRITTO DI VOTO E DI FAR PARTE DELLE GIURIE, NÉ A DAR LORO LA POSSIBILITÀ DI RICOPRIRE CARICHE, NÉ DI SPOSARSI CON GENTE BIANCA; E DIRÒ INOLTRE CHE V’È UNA DIFFERENZA FISICA FRA LA RAZZA BIANCA E QUELLA NERA CHE RITENGO IMPEDIRÀ SEMPRE ALLE DUE RAZZE  DI VIVERE INSIEME IN TERMINI DI PARITÀ SOCIALE E POLITICA. PROPRIO IN CONSIDERAZIONE DI QUESTO FATTO, FINTANTO CHE RIMANGONO INSIEME VI DEVE ESSERE UNA POSIZIONE DI SUPERIORITÀ E DI INFERIORITÀ, E IO COME QUALSIASI ALTRO SOSTENGO CHE LA POSIZIONE DI SUPERIORITÀ SPETTA ALLA RAZZA BIANCA”.

Continua a leggere

L’esodo giuliano-dalmata e i treni della vergogna. L’esodo giuliano-dalmata e i treni della vergogna

Condividi su:

di Redazione

PROFUGHI ITALIANI

Quest’anno “Christus Rex” ha partecipato alla commemorazione che si è svolta a treviso in Piazza Pola

Segnalazione del Centro Studi Federici

“Sul treno della vergogna c’ero anch’io”. Ricordi dell’Esodo giuliano-dalmata

UDINE. “Son venuda via da Pola il 16 febbraio 1947 col penultimo trasbordo del piroscafo Toscana”. Inizia così il racconto dell’esodo istriano della signora Luciana Luciani, nata a Pola nel 1936.

– Perché siete venuti via?“Jera tanta tension, la paura delle foibe e mia mamma Elisabetta Rocchi, nata a Rovigno, la gà dito: magnerò na volta sola al giorno, ma vado in Italia”.

– Come fu la partenza?

“Non ricordo molto di quella partenza perché la mia testa deve aver cancellado tutto. E con i miei genitori se parlava poco de quei fatti. Me dispiase, dovevo domandar, dovevo scriverme qualche cosa. Arrivo ad Ancona e semo subito caricadi sul treno per Parma e La Spezia, perché mio papà jera già a La Spezia, dal arsenal de Pola a quello de La Spezia”.

Continua a leggere

“Rosso Istria” del regista Belluco: la verità non può più essere nascosta

Condividi su:

Segnalazione Quelsi

ROSSO ISTRIA

by Mario Bocchio

A pochi giorni dalla Giornata del Ricordo, il nuovo soggetto del regista Antonello Belluco “Rosso Istria” è come si suol dire “sul pezzo”. Si parla del dramma del confine orientale del dopo guerra, si racconta la tragedia del popolo istriano, privato della propria terra alla fine del secondo conflitto mondiale. Una storia spesso ancora oggi sottaciuta che ripercorre gli orrori cui gli italiani d’Istria furono sottoposti al momento del passaggio di quel territorio sotto la dittatura comunista di Tito, che costrinse un’intera popolazione ad un esodo forzato privando della vita molti di loro massacrati e gettati spesso ancora vivi nelle foibe.

Continua a leggere

Foibe e stragi in Slovenia

Condividi su:

Segnalazione del Centro Studi Federici

foibe slovenia1

Pubblichiamo una serie di articoli sulla tragedia delle foibe, senza seguire però la via dell’odio e della vendetta praticata da alcuni nel commemorare altre tragedie. Sia di esempio l’affermazione di un soldato testimone del massacro dai suoi commilitoni da parte dei partigiani comunisti: “sono trascorsi tanti anni, non voglio processi né tanto meno vendette, voglio le salme e i resti dei nostri morti” (Nello Rossi, reduce del Battaglione Mussolini)

Continua a leggere

1 31 32 33 34 35 36 37 42