“Ventennio” e suoi incentivi demografici
Segnalazione e adattamento di Maurizio-G. Ruggiero
di Filippo Giannini
Segnalazione e adattamento di Maurizio-G. Ruggiero
di Filippo Giannini
Segnalazione del Centro Studi Federici
Il 3 novembre 1867 con la vittoria pontificia a Mentana, alle porte di Roma, terminava la campagna militare dell’Agro romano tra l’esercito di Pio IX e le bande garibaldine.
L’esercito pontificio era composto da circa 15.000 giovani provenienti dall’intero orbe cattolico per difendere la Santa Sede dall’aggressione armata orchestrata dalla setta massonica. Nella campagna militare del 1867 il gen. Hermann Kanzler, del Baden-Wurttemberg (1822-1888), Pro-Ministro alle Armi dal 1865 al 1870, divenne comandante in campo delle truppe pontificie.
Durante l’intera campagna l’esercito pontificio riportò continue vittorie contro i garibaldini. Le bande rivoluzionarie ebbero la meglio solo a Monterotondo: dopo la vittoria si abbandonarono a saccheggi, furti sacrileghi, atti di violenza verso il clero e la popolazione.
L’esito della battaglia finale determinò una precipitosa fuga da parte di Garibaldi, che dimenticò l’impegnativo programma di “o Roma o morte”, proclamato a Firenze solamente dodici giorni prima. Helena Blavatsky, fondatrice della società teosofica, affermò di aver preso parte alla battaglia di Mentana a fianco di Garibaldi.
Mentre i soldati del Papa-Re combattevano e morivano con onore sui campi di battaglia, il 22 ottobre un vile attentato terroristico distrusse la caserma Serristori, in Borgo a Roma: morirono 23 giovani della banda musicale degli zuavi e quattro civili, tra cui una madre col suo bambino.
La vittoria di Mentana suscitò un grande entusiasmo a Roma, dove le truppe furono accolte trionfalmente. Il cardinale romagnolo Randi, con le armi tolte ai garibaldini a Mentana e Monterotondo, realizzò un trofeo con la scritta: “non praevalebunt”. Continua a leggere
di Maurizio-G. Ruggiero
Segnalo due importanti appuntamenti:
1 – Sabato 8 novembre 2014, ore 17 – Liston 12, in Piazza Bra 12, a Verona, presentazione del volume di Quirino Maestrello, L’autodemolizione. Appunti introduttivi sulla crisi che vive la Chiesa Cattolica – Radio Spada Edizioni, pp. 178, 2014, € 14,90. Alla presentazione, cui prenderanno parte Piergiorgio Seveso e Nicola Cavedini, sarà presente anche l’Autore. Tra il pubblico, altri noti esponenti del mondo Cattolico fedele alla Tradizione. Qui sotto una breve scheda sul volume: http://www.edizioniradiospada.com/component/virtuemart/ecommerce/l-autodemolizione-appunti-introduttivi-sulla-crisi-che-vive-la-chiesa-detail.html?Itemid=0
2 – A partire da Giovedì 13 novembre 2014 esce nel Veneto e in tutte le sale d’Italia il film del regista napoletano Salvatore Chiosi Il Leone di vetro, prodotto da Venice Film e presentato all’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Il lungometraggio (108 minuti) narra, attraverso la storia di una famiglia, gli eventi politici cruciali della storia veneta e italiana che vanno dal 1797, anno della caduta della Serenissima, a causa dell’invasione delle truppe rivoluzionarie francesi di Napoleone Bonaparte, calate in Italia l’anno prima, fino al plebiscito-truffa dell’ottobre 1866, di annessione coatta del Veneto, di Mantova e Udine alla nuova Italia. La pellicola affronta tre temi delicatissimi in un colpo solo: le Insorgenze antinapoleoniche e controrivoluzionarie, in particolare quella delle Pasque Veronesi, la più importante dell’Italia centro-settentrionale, con le incredibili profanazioni e irreligiosità commesse dalle truppe franco-giacobine; l’occupazione sabauda del Veneto, seguita alla Terza Guerra d’Indipendenza, nonostante le vittorie veneto-imperiali di Custoza e di Lissa, con le minacce e i brogli che contraddistinsero il Plebiscito del 1866, così da imprigionare la Venetia entro la camicia di forza risorgimentale; l’emigrazione forzata nelle Americhe dalle terre venete, come dal resto della Penisola peraltro, cagionata dalla mala unità imposta dai liberal-massoni, con conseguente immiserimento e oppressione del popolo. Il film, cui ha collaborato anche il Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi, si deve particolarmente alla tenacia e alla determinazione di uno dei produttori, il padovano Alessandro Centenaro, che ha anche concorso a elaborare la sceneggiatura, valendosi di un cast di tutto rispetto.
Qui sotto la pagina facebook relativa al film e uno spezzone dello stesso:
https://it-it.facebook.com/IlLeoneDiVetro https://www.youtube.com/watch?v=mMl04hQ8iZU
A lato l’elenco dei cinema del Veneto, provincia per provincia, in cui sarà possibile vedere il film, a partire dal prossimo 13 novembre.
Segnalazione di Raimondo Gatto
È uscito un libro sulle vendette partigiane a Milano. Si titola LA GUERRA NON ERA FINITA.
Autore FRANCESCO TRENTO.
Editore LATERZA.
La data degli ultimi omicidi, perché solo così possono essere qualificate quelle vendette partigiane fuori tempo, ci dice quanto lungo sia stato il dopoguerra guerreggiato in Italia e soprattutto a Milano. Il 25 gennaio 1949 due militanti comunisti, Eligio Trincheri e Paolo Finardi, dopo essersi consultati con il capo della «Volante Rossa» Giulio Paggio nella sezione di via Conte Rosso a Lambrate, salgono su un taxi e si fanno portare in via Lomazzo. Cercano la vittima predestinata, il figlio del proprietario di un’officina, Felice Ghisalberti, uno dei fascisti che il 24 febbraio 1945 aveva partecipato all’uccisione di Eugenio Curiel in piazzale Baracca. La sua assoluzione al processo era stata mal digerita dai comunisti che gliel’avevano giurata. Ed ecco, dopo 4 anni, al suo ritorno dal servizio militare arrivata l’occasione. Dopo un giorno di appostamento, il 26 all’ora di pranzo Ghisalberti viene ucciso. Il 27, altro taxi e altra vittima: i due partigiani in servizio permanente uccidono Leonardo Massaza, capo dell’ufficio paghe delle officine Olap, nella sua abitazione di piazza Leonardo da Vinci. Il movente è confuso: Massaza è un ex fascista che non si occupa più di politica ma ha avuto un diverbio con un compagno degli assassini.
Dopo il 18 aprile 1948 il clima in Italia è cambiato, il governo vuole porre fine alle violenze politiche e «gli omicidi dei taxi» sono l’occasione per dare un colpo all’organizzazione clandestina del Pci. Continua a leggere
di Salvatore Santoru
La 2 guerra mondiale fu una tremenda carneficina, con tremendi crimini da parte di tutte le fazioni coinvolte.
Purtroppo, nella versione ufficiale che ci viene inculcata sin da bambini, ci viene raccontata solo una minima parte degli avvenimenti, o meglio una parte molto parziale: la propaganda dei vincitori.
Solitamente si parla di essa come una “guerra buona”, come se esistessero guerre buone.
Nella realtà, le cose sono molto più complesse rispetto alle limitanti convinzioni che abbiamo imparato a introiettare su questa delicata tematica storica. Pensiamo all’orrenda politica dei campi di concentramento.
Ciò che purtroppo poche persone sanno è che questa pratica brutale non fu inventata negli anni 40, ma risale a molto prima e, come riporta anche Wikipedia, precisamente al 1896, e fu praticata dagli spagnoli contro la popolazione cubana, seguiti nel 1899 dagli statunitensi contro i filippini, e nel 1900 dagli inglesi contro i boeri ( su quest’ultimo è famoso il campo di Krugersdorp, in cui i boeri venivano concentrati in tende, e molti di essi morirono di fame e malattie). Continua a leggere
Segnalazione Quelsi
L’eccidio di Porzus è un argomento caldo, scottante e molto spesso negato o nascosto, come tante altre stragi e crimini compiuti dai partigiani comunisti. I gendarmi della memoria resistenziale, come vengono definiti da Pansa nel suo libro Bella Ciao-Controstoria della Resistenza, considerano Porzus un tabù da non rievocare. E figuriamoci se si può citare o nominare nei libri di storia o raccontarlo nelle scuole.
I fatti sono i seguenti: mercoledì 7 febbraio 1945, nel primo pomeriggio, un centinaio di partigiani della formazione Garibaldi, appartenenti ai gappisti, si mossero contro un obiettivo indicato dal loro comandante Mario Toffanin, detto “Giacca” , 32 anni nato a Padova, operaio nei cantieri di Monfalcone e comunista integrale.
Quel giorno del 7 febbraio guidò i suoi uomini verso le malghe di Topli Uork, successivamente chiamate Porzus. E’ un posto di montagna dove in un paio di baracche viveva un comando di una formazione partigiana non comunista. C’erano cattolici, monarchici ,appartenenti al Partito d’Azione e altri antifascisti, ma per Giacca era tutta gentaglia che aveva rapporti equivoci con comandi repubblichini e tedeschi. La Brigata si chiamava Osoppo e aveva una grande colpa: rivendicava con decisione l’italianità di quei territori. Un affronto imperdonabile per i partigiani comunisti della zona che avevano già fatto diversi accordi con i partigiani di Tito, dove si indicava che alla fine della guerra quelle terre sarebbero andate ai guerriglieri sloveni. Continua a leggere
Segnalazione di Loris Zamperoni
QUESTO ARTICOLO SARA’ PUBBLICATO SU “IL POPOLO D’ITALIA”
di Filippo Giannini
I Quaquaraqua (ovverosia i senzacabasisi) e il rinnovato stinnicchio antifascista
In uno dei precedenti articoli avevo ricordato che la Rai (per la quale pago un truffaldino canone, ma penso di non pagarlo più) da qualche tempo ha scatenato una nuova offensiva contro il fascismo e il suo capo, avvalendosi di storici, almeno così si presentano sugli schermi (per me sono dei semplici ciarlatani, anche se ben pagati). Con questo articolo desidero presentare il pensiero su quel fenomeno dello scorso secolo di alcuni personaggi. Da dove inizio? E se cominciassi da quello che considero un furbesco falso problema: l’articolo 18? Quanto avrei da scrivere sull’argomento, ma invito i lettori (almeno quelli che hanno un minimo di conoscenza storica) di andare a consultare i contenuti della Carta del Lavoro presentata il 21 aprile 1927, quindi quasi un secolo fa. Con questa Carta Benito Mussolini presentava PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO i più equilibrati rapporti fra il lavoratore e il datore di lavoro. Continua a leggere
Finalmente l’attesa è finita. Cristiada, l’oramai famosissimo film sull’epopea dei cristeros messicani, approderà anche nelle sale cinematografiche italiane. Accadrà nel mese di ottobre. Il merito è tutto della Dominus Production, la casa di distribuzione cinematografica fondata e diretta a Milano/Firenze da Federica Picchi che ne ha acquisito i diritti di doppiaggio e distribuzione nel nostro Paese. Continua a leggere
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