Massimo Fini: “Renzi è un ragazzino, in politica estera non esiste. Siamo esistiti solo col fascismo”

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Ne ha per tutti Massimo Fini. Per l’Europa (che ha sbagliato a non partecipare alla parata di Putin per l’anniversario della vittoria sui nazisti), per gli Stati Uniti (“dopo aver ricevuto da Hitler il beneficio di 300 cervelli li ha persi tutti”) ma soprattutto per Matteo Renzi (“non ha un’idea e, come ha detto De Bortoli, è solo un ragazzino”). In una intervista al Giornale, Fini giudica la politica estera italiana “non valutabile”, semplicemente perché “l’Italia non esiste internazionalmente. Lo pensa al massimo Renzi, ma non c’è un’idea del nostro governo. Se pensi alla Merkel, al di là della polemica anti-tedesca, lei sì che è una statista. Renzi, come ha detto De Bortoli, è un ragazzino. Né la Merkel né gli inglesi, siano essi conservatori o laburisti, giocano al nostro livello. Noi contiamo perché siamo un mercato importante e quindi non ci faranno mai naufragare. L’Italia in politica estera è esistita solo durante il fascismo e nella fase iniziale della Repubblica quando De Gasperi e Adenauer ebbero un’idea d’Europa unita prima politicamente e poi economicamente. Ovviamente questo gli americani non potevano permetterlo. Del resto gli americani bloccarono francesi e tedeschi quando, negli anni ’80, provarono a creare un esercito europeo”.

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70 anni dopo la Liberazione: chi ricorda le vittime delle bombe alleate?

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A settanta anni dal 25 aprile 1945 che sancì la Liberazione in pieno clima celebrativo resistenziale, è giusto rivolgere un pensiero anche ai tanti italiani morti a causa dei bombardamenti alleati. Si tratta di vittime (nella foto in alto Treviso bombardata nell’aprile del ’44) che la memoria storica del dopoguerra ha posto ai margini nell’immaginario “eroico” riservato ai soli partigiani. Nomi, numeri, volti che non volentieri vengono citati nei discorsi istituzionali perché occorrerebbe ammettere, con onestà intellettuale, che la guerra di liberazione ci è costata parecchio, in termini di vite umane innocenti. In pratica il paradosso è il seguente: nel rendere omaggio ai soldati alleati che hanno combattuto contro il nazifascismo bisogna rendere omaggio anche a coloro che hanno bombardato in lungo e in largo l’Italia per la sua liberazione?

(…)

Fonte: http://www.secoloditalia.it/2015/05/70-anni-dopo-liberazione-ricorda-vittime-delle-bombe-alleate/

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Il centenario del genocidio armeno

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Segnalazione del Centro Studi Federici

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I “giovani turchi”, la massoneria, gli armeni. Le ragioni dell’odio

Il genocidio armeno — un milione di donne, uomini, anziani, bimbi — ha motivazioni profonde e terribili. L’origine del “grande male”, come gli armeni chiamano il disastro del 1915 ha radici e motivi storicamente chiari ma, per tanti motivi, misconosciuti. Dimenticati. Rimossi.

Per cercare di capire le ragioni di questa terribile “pulizia etnica” dobbiamo tornare alla fine dell’Ottocento. Sul Bosforo. Negli ultimi caotici decenni dell’impero ottomano, il “grande malato d’Oriente”.

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IL TRIANGOLO DELLA MORTE

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domenica 8 febbraio 2015

Elenco parziale della strage operata dai partigiani nel periodo tra il 19 Settembre 1943 e il 4 Giugno 1949.

 

Nominativo Data e Luogo Provincia

Accani Roberto Sconosciuta Bagnolo in Piano RE

Accordi Arturo Sconosciuta Crevalcore BO

Affanni Bruno 9 febbraio 1945 Villa Cadè RE

Agnoletti Filippo 17 agosto 1944 Bologna BO

Agosti Ovidio 28 aprile 1945 Rio Saliceto RE

Aguiari Alfredo 28 aprile 1945 Codigoro FE

Aguiari Salinguerra 28 aprile 1945 Codigoro FE

Aguzzoli Rolando 3 maggio 1945 Reggio Emilia RE

Aimerini Pasquale 3 luglio 1944 Bologna BO

Albanelli Guido 5 aprile 1945 Bologna BO

Alberghini Giuseppe 9 maggio 1945 S.Pietro in Casale BO

Alberi Renato Sconosciuta Bologna BO

Alberici Roberto 30 aprile 1945 Castelnovo Sotto RE

Alberini Roberto 31 agosto 1944 Gualtieri RE

Alberti Alberto 15 agosto 1944 Loiano BO

Alberti Dr. Enrico 24 aprile 1945 Castelnovo Sotto RE

Albertini Luigi Sconosciuta Ferrara FE

Alberto Luigi 26 aprile 1945 S.Maurizio RE

Albieri Quinto Sconosciuta Ferrara FE

Alboni Francesco 28 aprile 1945 Modena MO

Alboretti Massimiliano 25 aprile 1946 Medolla MO

Aldemari Luigi 27 aprile 1945 Pavullo nel Frignano MO

Aldovini Aldo 11 maggio 1945 Castelfranco Emilia MO

Aldrovandi Ambrogio 22 luglio 1944 Luzzara RE

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I Khmer rossi, uno dei più tremendi regimi comunisti

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KHMER ROSSI

Quando il comunismo ha scritto una delle pagine più tremende della storia. Esattamente quarant’anni fa i Khmer rossi presero il potere in Cambogia dando vita ad uno dei regimi più sanguinari della storia. Pol Pot e Nuon Chea sono i leader diventati famosi per la loro politica sanguinaria. Rimasti al comando per quattro anni, furono rovesciati dall’invasione vietnamita. Si calcola che circa un milione e settecentomila cambogiani abbiano perso la vita sotto il regime comunista per fame, torture e assassinii di massa.

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Che fine ha fatto il tesoro di Dongo?

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Segnalazione Quelsi

TESORO DI DONGO

by Mario Bocchio

Si avvicina il 25 aprile e una delle pagine più dense di mistero rimane quella legata all’oro di Dongo. Che fine ha fatto? Gli interrogativi, come le onde del mare, si sono sempre franti contro la scogliera ruvida del Partito comunista italiano. Cosa è successo 70 anni fa? I più furbi tra i partigiani, intanto, cominciarono a razziare le auto della famosa colonna rimaste incustodite. Ad un certo punto, davanti ai loro occhi allibiti, saltarono fuori le sei famose valigie. Per evitare un saccheggio di più ampie proporzioni, il capo di stato maggiore della 52ª Brigata Garibaldi, capitano “Neri” ordinò di portarle nel municipio di Dongo, dove la partigiana Giuseppina Tuissi, nome di battaglia “Gianna”, fece l’inventario di tutto quel ben di Dio. La “Gianna” era anche la donna del capitano “Neri”.

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Il film che la sinistra italiana non vuol far vedere: Katyn

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Segnalazione Quelsi

KATIN

by Mario Bocchio

Se pochi in Europa ricordano il massacro comunista, ancora meno è ricordato il film che nel 2007 il maggior cineasta polacco, Andrzej Wajda, che a Katyn perse il padre Jakub, capitano del 72° reggimento di fanteria, decise di dedicare alla strage. In Italia, in particolare, dove non si voleva dare fastidio ai post comunisti, il film Katyn fu letteralmente censurato e boicottato dall’establishment radical-chic di sinistra: fu proiettato in 7 cinema su 4000. A puntare il dito su questa verità è oggi Antonio Pannullo sul Secolo d’Italia.

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Segnalazioni: “Il Genocidio Armeno: 100 anni di silenzio”

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Novità in libreria. “Il Genocidio Armeno: 100 anni di silenzio”, parlano gli ultimi sopravvissuti

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“Il genocidio Armeno: 100 anni di silenzio. Lo straordinario racconto degli ultimi sopravvissuti” (Arkadia Editore, 2015, euro 15,00). Un libro di Alessandro Aramu, Gian Micalessin, Anna Mazzone. Foto di Romolo Eucalitto. Prefazione di Raimondo Schiavone. Scritti di Giancarlo Pagliarini, Suren Manukyan (vice direttore del Museo del Genocidio Armeno a Yerevan), Sargis Ghazaryan (ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia) e Hovakim Manukyan (Direttore dell’Ufficio per le questioni ecclesiastiche della Santa Sede di Etchmiadzin). Il libro uscirà in tutta Italia il prossimo 1 aprile ed è promosso dal Centro Italo Arabo Assadakah con la collaborazione dell’Ambasciata della Repubblica di Armenia in Italia e dall’agenzia di stampa nazionale Armenpress.

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