
Editto per la Spagna
Don Fernando e donna Isabella, per grazia di Dio re e regina di Castiglia, di Leone, di Aragona, di Sicilia, di Granada, di Toledo, di Valencia, di Galizia, di Maiorca, di Siviglia, di Sardegna, di Cordova, di Corsica, di Murgia, di Jaèn, dell’Algarve, di Algeria, di Gibilterra, e delle isole di Canaria, conte e contessa di Barcellona e signori di Biscaglia e Molina, duchi di Atene e di Neopatria, conti di Rossiglione e di Cerdania, marchesi di Oristano e di Goziano.
Al principe Giovanni mio molto caro e amatissimo figlio, e agli infanti, ai prelati, ai duchi, marchesi, conti, maestri degli ordini, priori, uomini ricchi, commendatori, alcadi dei castelli e delle roccaforti dei nostri regni e signorie, e ai consigli, ai cavalieri, agli scudieri ufficiali e agli uomini buoni della nobilissima e realissima città di Burgos e alle altre città, villaggi e luoghi del suo vescovato come degli altri arcivescovati e diocesi dei nostri regni e signorie, nonché alle aliame dei giudei della detta città di Burgos e di tutte le altre città, villaggi e luoghi del suo vescovato e di tutte le altre città, villaggi e luoghi dei nostri detti regni e signorie, come pure a tutti i giudei e alle singole persone degli stessi, sia uomini che donne di qualunque età, e a tutte le altre persone di qualsiasi legge, stato, dignità, preminenza e condizioni essi siano, ai quali il di sotto contenuto in questa nostra carta in qualche maniera competa o possa competere, salute e grazia.
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