Era ladro già il Conte di Cavour

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Dico che il mondo è una lega di birbanti contro gli uomini da bene, e di vili contro i generosi. Quando due o più birbanti si trovano insieme la prima volta, facilmente e come per segni si conoscono tra loro per quello che sono, subito si accordano; o se i loro interessi non patiscono questo, certamente provano inclinazione l’uno per l’altro, e si hanno gran rispetto…” (Giacomo Leopardi, Pensieri)

E’ noto che Giacomo Leopardi non era propriamente quello che si chiama un uomo di mondo, ma nonostante ciò, nella sua breve vita, aveva capito molto dell’animo umano. Qualche decennio più tardi, alla fine dell’Ottocento, un altro signore di nome Gaetano Mosca scriveva: “una minoranza ben organizzata avrà sempre ragione di una maggioranza disorganizzata”.

Che la storia sia scritta dai vincitori è cosa nota. Oggi si esporta democrazia, anche a chi non la vuole, 150 anni fa una minoranza ben organizzata, ovvero quella élite nobiliare-massonico-affarista che rappresentava uno zero virgola della penisola italiana trovò il nome Risorgimento per coprire i propri fini, la conquista del potere.

Una volta conquistato il potere occorreva gettare sulle dinastie degli stati che avevano appena abbattuto il maggior discredito possibile, facendoli passare per biechi reazionari che tenevano i propri sudditi in condizioni miserevoli di orrendo malgoverno.

Prendiamo la Toscana, ad esempio. Il 27 Aprile 1859 rimane una data epocale nella storia della Toscana segnando di fatto la fine di 122 anni di governo della dinastia degli Asburgo Lorena, che arrivò a Firenze dopo la morte dell’ultimo Granduca di casa Medici nel 1737. Continua a leggere

Sacerdoti uccisi dai partigiani comunisti

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Elenco parziale dei sacerdoti uccisi dai partigiani comunisti e dimenticati dalla storiografia ufficiale.

Don GIUSEPPE AMATEIS, parroco di Coassolo (Torino), ucciso a colpi d’ascia dai partigiani comunisti il 15 marzo 1944, perché aveva deplorato gli eccessi dei guerriglieri rossi.

Don GENNARO AMATO, parroco di Locri (Reggio Calabria), ucciso nell’ottobre ’43 dai capi della “repubblica rossa” di Caulonia.

Don ERNESTO BANDELI, parroco di Bria, ucciso da partigiani slavi a Bria il 30 aprile 1945.

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Genocidio armeno e sionismo

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Il 24 aprile 2016 ricorre il 101° anniversario del genocidio armeno, relativo a circa 1.500.000 cristiani armeni (cattolici e scismatici) sterminati dai Turchi. Sull’argomento segnaliamo un articolo pubblicato l’anno scorso dal quotidiano israeliano “Haaretz”, relativo al ruolo che avrebbe avuto Theodor Herzl, padre del Sionismo, nella vicenda. 

Come Herzl liquidò gli armeni

Herzl sostenne il brutale sultano ottomano contro gli Armeni, credendo che questo inducesse il sultano a vendere la Palestina agli ebrei, di Rachel Elboim-Dror, Professoressa emerita di storia e cultura alla Hebrew University (“Haaretz” del 1/5/2015)

La questione armena ha interessato il movimento sionista sin da quando i turchi fecero un massacro di armeni alla metà degli anni 1890 – prima ancora del Primo Congresso Sionista. La strategia di Herzl si basava su un progetto di scambio: gli ebrei avrebbero pagato l’enorme debito dell’Impero Ottomano, e in cambio avrebbero ottenuto la Palestina e la possibilità di stabilirci uno stato ebraico, col consenso delle maggiori potenze. Herzl aveva cercato in ogni modo di persuadere il sultano Abdul Hamid II ad accettare, ma senza successo.

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VERONA: Domenica 17/04 celebrazioni delle Pasque Veronesi

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PASQUE VERONESI

Al via le celebrazioni, nel 219° anniversario. Domenica 17 aprile 2016, ore 10-12,30 e ore 16-18,30 in Piazza delle Erbe, a Verona. In allegato: volantino-manifesto col programma di tutte le celebrazioni, fino al 18 giugno 2016.

La più importante insorgenza veneta e dell’Italia centro-settentrionale contro Bonaparte e i rivoluzionari francesi

(17-25 aprile 1797)

Domenica 17 aprile 2016, ore 10-12,30 e ore 16-18,30

in Piazza delle Erbe, a Verona

Ore 10-12,30, Piazza delle Erbe, a Verona: Alzabandiera del glorioso vessillo della Serenissima, sulle note dell’oratorio militare sacro Juditha triumphans di Antonio Vivaldi; presentazione dei reparti militari di 219 anni fa; rievocazione del giuramento di Perasto, nell’Albania veneta. Dispiegamento sul toloneo di Piazza delle Erbe di un grande drappo marciano. Spari a salve dei militi storici.

Ore 16, Piazza delle Erbe, a Verona: Deposizione di una corona d’alloro sotto la colonna col leone marciano, abbattuto dai giacobini nel 1797 e poi ricostruito; onori militari in Via Mazzanti presso la targa che ricorda l’inizio dell’insurrezione di Verona e i primi combattimenti fra truppe dalmatine (Schiavoni) e i rivoluzionari francesi. Spari a salve dei reparti storici.

Ore 17-18,30, Piazza delle Erbe, a Verona: Alle ore 17 in punto la storica campana del Rengo della Torre dei Lamberti, in Piazza delle Erbe, suonerà a martello, per ricordare l’inizio delle Pasque Veronesi. Dalla torre verrà svolto un drappo di trenta metri coi colori civici azzurro e oro. Spari a salve dei reparti storici dalla piazza e dalla torre. Giuramento dei cadetti. Alle ore 18,30 ammainabandiera marciano, nuovi rintocchi della campana del Rengoe spari a salve finali dalla piazza e dalla torre. Ai partecipanti saranno distribuite coccarde con i colori cittadini, azzurro e oro.

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Le Insorgenze antigiacobine nel Nord Italia

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VERSO LA GIORNATA COMMEMORATIVA DELLE PASQUE VERONESI DI DOMENICA 17 APRILE A VERONA:  

Anno VI • N. 29 • Maggio-Giugno 2000

  • Per una geofilosofia delle Insorgenze Padane – Andrea Rognoni
  • Atlante delle insorgenze padane
  • Viva Maria! Le insorgenze liguri antigiacobine (1792-1814) – Flavio Grisolia
  • La crisi dirigenziale della Repubblica di Genova alla fine del ’700 – Genialisti e giansenisti contro gli insorgenti – Raimondo Gatto
  • Insorgenze piemontesi e partigiani “barbetti” dell’epoca napoleonica – Mariella Pintus
  • Branda Lucioni, un eroe padano – Ottone Gerboli
  • Le insorgenze popolari controrivoluzionarie in Lombardia nel periodo napoleonico – Oscar Sanguinetti
  • Le insorgenze antigiacobine bergamasche (29-30 marzo 1797) – Fabio Bonaiti
  • Le Pasque Veronesi – Maurizio G. Ruggiero
  • La “Vandea estense” – Alina Mestriner Benassi
  • L’insorgenza in Emilia e Romagna – Francesco Mario Agnoli
  • Quegli autonomisti di duecento anni fa – Gilberto Oneto
  • Repertorio di canti delle insorgenze piemontesi e trentino-tirolesi – Francesco Mario Agnoli
  • Note sui simboli degli insorgenti

 

 

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Fonte: www.laliberacompagnia.org/QP.php?cv=29

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LA CROCIATA DI RE SEBASTIANO

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LA CROCIATA  DI RE SEBASTIANO

 

di Raimondo Gatto

LA CROCIATA DI RE SEBASTIANO

Appena terminato il nefasto concilio, iniziò un’opera di riscrittura dell’epopea crociata; ciò non deve meravigliare perché una parte del mondo cattolico aveva prima metabolizzato, poi fatto proprio, i principi della rivoluzione.  Emblematica in quei tristi anni fu la restituzione al governo laicista turco della bandiera di Lepanto, il 5 marzo 1965 che si conservava a Roma nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Fu un gratuito gesto con il quale Paolo VI volle dare applicazione alle nuove tendenze emerse durante il concilio concernente i rapporti con l’islam; peraltro la Turchia, mai aveva richiesto la restituzione del vessillo.

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Cesare Mori: il Prefetto di ferro

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CESARE MORI

Segnalazione di Cristian Rossettini

martedì 8 dicembre 2015

Cesare Primo Mori -Pavia, 22 dicembre 1871 – Udine, 6 luglio 1942- 

Nei primi anni di vita crebbe nel brefotrofio di Pavia con i nome e cognomi provvisori Primo Nerbi (in quanto fu il primo orfano ad essere accolto: Primo resterà comunque il suo secondo nome); fu riconosciuto dai suoi genitori naturali nell’ottobre del 1879. Studiò presso l’Accademia Militare di Torino, ma avendo sposato una ragazza, Angelina Salvi, che non disponeva della dote richiesta dai regolamenti militari dell’epoca, dovette dimettersi. Passò quindi in polizia, operando prima a Ravenna, poi, nel 1904, a Castelvetrano, in provincia di Trapani.

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Dove va la Spagna?

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di Raimondo Gatto

L’attuale situazione spagnola, cui dedicano poche righe i media internazionali, merita un approfondimento; mentre si avvicinano le elezioni anticipate, si assiste stupefatti, alla mancanza di una reazione chiaramente di destra. Che cosa è successo in Spagna negli ultimi cinquant’anni da provocare l’indebolimento delle formazioni classificate di estrema destra? Cercherò di spiegarlo.

 Nella destra italiana, e cioè nel MSI dell’era Michelini anni 60-70, si parlava apertamente di “tradimento” perpetrato dal generalissimo Franco, accusato di aver svenduto gli ideali che avevano visto il trionfo della Tradizione cattolica, e cancellato ogni velleità rivoluzionaria. Mi fu di grande aiuto la conoscenza di Francisco Elias de Tejada y Spinola negli anni settanta, leader dei carlisti spagnoli, insigne giurista e pensatore, che all’epoca si oppose accanitamente alla deriva democratica che prendeva piede in Spagna sotto la sua presunta “dittatura” franchista. Tejada diede vita a una feroce polemica contro il cardinale Siri in seguito ad un burrascoso convegno tenuto a Genova nel 1974. Oltre ciò, utilissimo per comprendere la situazione spagnola, fu un mio viaggio svoltosi nell’estate del ’75.  ancora vivente il “Caudillo”.

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