16 Settembre 1982: inizia il Massacro di Sabra e Shatila. Perché non tramonti la memoria di quell’infamia

Condividi su:

di Filippo Bovo

16 Settembre 1982: inizia il Massacro di Sabra e Shatila. Perché non tramonti la memoria di quell’infamia

Fonte: l’Opinione Pubblica

Il Massacro di Sabra e Shatila fu forse uno dei capitoli più sanguinosi della storia della campagna militare israeliana in Libano avvenuta a partire dai primi Anni ’80. Non l’unico, nemmeno per grado d’infamia, ma sicuramente il più saliente in assoluto.

All’inizio del giugno del 1982 gli israeliani avevano infatti occupato parte del Libano ed iniziato l’assedio di Beirut, allo scopo d’accerchiare i circa 15mila combattenti dell’OLP e i loro alleati libanesi e siriani che si ritrovavano all’interno della capitale. Un mese dopo il Presidente statunitense Ronald Reagan inviava il suo emissario Philip Habib con l’incarico di risolvere la crisi. Le trattative erano in ogni caso complicate dal fatto che nè gli israeliani nè gli americani intendevano trattare coi palestinesi, i quali in ogni caso rifiutavano a priori qualunque ipotesi d’abbandonare la città, temendo comprensibilmente le ritorsioni dei soldati israeliani e dei loro alleati falangisti libanesi.

Continua a leggere

18/09/1943 nasceva la R.S.I.

Condividi su:

http://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2015/09/duce-e-pavolini.jpg

La rilettura storica dell’esperienza della Repubblica Sociale Italiana – la cui nascita venne annunciata da Benito Mussolini il 18 Settembre 1943 dai microfoni…

CONTINUA SU:

http://www.ereticamente.net/2015/09/il-18-settembre-1943-nasceva-la-repubblica-sociale-italiana-le-brigate-nere-di-alessandro-pavolini-ne-saranno-lanima-popolare-idealistica-e-rivoluzionaria-maurizio-rossi.html Continua a leggere

‘povero muss’ – davanti al cadavere del duce, Curzio Malaparte ne racconto’ l’intera parabola

Condividi su:

http://cdn-static.dagospia.com/img/patch/07-2017/mussolini-piazzale-loreto-921377.jpg

‘povero muss’ – davanti al cadavere del duce, curzio malaparte ne racconto’ l’intera parabola

MUSS MALAPARTE Estratto dal libro “Muss” di Curzio Malaparte pubblicato da la Verità Per gentile concessione della casa editrice Passigli, pubblichiamo un testo di Curzio Malaparte sulla morte di Benito Mussolini. I brani sono tratti da un capitolo inedito e…

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/ldquo-povero-muss-rdquo-ndash-davanti-cadavere-duce-curzio-152607.htm Continua a leggere

“Le schede truccate del referendum del ’46, mio padre vide tutto”

Condividi su:

Negli scantinati del Viminale “pacchi di fogli con la croce per la Repubblica”. Parla il figlio del brigadiere testimone dei brogli

di Luca Fazzo

Pacchi su pacchi di schede: «Così grossi, raccontava mio padre, che ci si potevano infilare le braccia». Tutte schede già votate, e tutte con la croce sullo stesso segno: a sinistra, sull’Italia turrita che simboleggiava la Repubblica, contro la monarchia rappresentata dallo scudo dei Savoia.

Il giovane brigadiere Tommaso Beltotto vide quelle schede, negli scantinati del ministero degli Interni. Era la notte del 4 giugno del 1946, e i risultati del referendum non erano stati ancora annunciati, ma la voce nei palazzi romani già girava: vittoria alla Repubblica, Umberto II si preparava all’esilio di Cascais. Di ombre su quel risultato si è sempre parlato. Continua a leggere

Autocoscienza dei popoli

Condividi su:

Autocoscienza dei popoli

Ora vi racconto alcune cose a cui ripensavo questa mattina, e visto che tante persone che leggono quello che scrivo vivono in Russia da tanto tempo o sono Russi mi smentiranno se esagero. Alla fine degli anni ’90andavo già avanti e indietro dalla Russia ed ho conosciuto alcuni Italiani che ci andavano più spesso di me per lavoro o addirittura ci vivevano. Lo spirito di queste persone, con rarissime eccezioni, era in niente diverso da quello del governatore britannico della Tanzania. L’opinione comune era che i Russi non valessero niente, non sapessero fare niente e non avessero nemmeno voglia di provarci e potessero quindi avere una remota utilità solo mettendoli in quindici a fare il lavoro che avrebbe fatto un Italiano per aiutarci a prendere roba dal loro paese (perché loro, ovviamente non erano neanche capaci di raccogliere le pepite nel loro cortile) e portarla da noi. Oggi può sembrare una cosa folle, ma non dimentichiamo che negli anni Novanta noi avevamo il boom delle PMI e dei distretti industriali e loro erano nella crisi più nera.

Continua a leggere

Il processo ai Templati secondo l’abate Barruel

Condividi su:

Segnalazione di Raimondo Gatto

La favolistica massonica vuole il processo ai Templari come un atto di iniquità e di ingiustizia ordito da Filippo il Bello per soddisfare la sua cupidigia. Le prove che causarono il suo scioglimento furono ampiamente dimostrate. L’Abate Barruel, ricostruì il processo accedendo alle fonti dell’epoca, inserendolo nella sue “memorie per la storia del giacobinismo” recentemente riprodotte”.

Segue allegato.

Il processo ai Templari secondo l’abate Barruel

Milano: “Sala non conosce la storia”: così i militanti di destra lo invitano al Campo X

Condividi su:

“Non conosce la storia della sua città. E allora, invece di alzare polveroni, il sindaco di Milano Sala faccia una cosa: venga, come hanno fatto i suoi predecessori, al Campo X”.

 A dirlo è Fausto Marchetti, responsabile di Lealtà Azione, una delle sigle “incriminate”, assieme a Casa Pound, per aver organizzato la contestata commemorazione prevista al Campo X per il prossimo 25 aprile. Marchetti, al telefono con Il Giornale.it, ha invitato il sindaco “ostile” a documentarsi meglio ed ha affrontato i tempi più scottanti di questa polemica che, con il passare dei giorni, non accenna a sgonfiarsi.

Le sigle della sinistra extraparlamentare minacciano tensioni a Milano, qual è il vostro punto di vista sulle polemiche legate alla fantomatica “marcia” del 25 aprile?
Intanto è opportuno sottolineare che non si tratta di nessuna marcia o manifestazione. Si tratta piuttosto di una cerimonia molto semplice, composta, silenziosa ed ordinata. Forse è proprio questo che dà tanto fastidio: viviamo in una società abituata al caos e l’ordine spaventa. Per il resto è un copione già visto. Da un lato Anpi, sigle sindacali e sinistra partitica chiedono aiuto a prefetto e sindaco, da loro votato e quindi in debito, e quest’anno anche al ministro dell’Interno, per far “democaticamente” vietare quel che a loro non piace. Dall’altro c’è la sinistra “extraparlamentare” che risponde alla consueta chiamata alle armi di alcuni giornali che fanno leva sul discorso dell’ordine pubblico.

Continua a leggere

La “Passione” di Treviso

Condividi su:

Bombardamento Treviso

Il Bombardamento di Treviso avvenne il 7 aprile 1944 da parte di bombardieri alleati, il giorno di venerdì santo, che i giornali del tempo definirono passione di Cristo e di Treviso. L’incursione, molto breve e devastante, fu segnalata dalle sirene antiaeree intorno alle 13.00 e si protrasse dalle 13.24 alle 13.29, ad opera di 159 Fortezze Volanti statunitensi (scortati da un’altrettanto ingente formazione di Thunderbolt), che sganciarono circa 2.000 bombe con obiettivo la stazione, ma che si sparsero su gran parte della città. Interi quartieri residenziali furono rasi al suolo dalle bombe e dagli incendi; le macerie continuarono a fumare per due settimane. Le ricerche delle vittime continuarono a lungo, con utilizzo di calce e disinfettante, per limitare gli effetti della decomposizione dei corpi delle vittime.

Continua a leggere

1 18 19 20 21 22 23 24 42