Segnalazione Arianna Editrice
di Raffaele Panico

Fonte: Arianna editrice
La nuova Russia, anni Novanta. A Mosca, a seguito dei cambiamenti, documenti inediti vengono alla luce, dopo oltre 70 anni di silenzio. Documenti che risalgono ai momenti culminanti della persecuzione antireligiosa. Non i soliti documenti scritti, ma anche filmati d’epoca con impressionanti immagini raccapriccianti. Osserviamo, a ritroso, la storia della “Setta dei Castrati di Kiev”, come questa venne smantellata nel 1920 grazie alle nuove leve bolsceviche al potere. Un filmato è rimasto a lungo inedito. Grazie al ricercatore Marco Dolcetta, saggista scrittore regista italiano, insegnante alla Sorbona a Parigi “Storia delle religioni”, abbiamo un’idea di come fosse intensa e dissacrante l’attività di propaganda del nuovo regime instaurato nel 1917 da Lenin sulla questione religiosa. Il film venne girato grazie allo zelo della sezione antireligiosa del ministero dell’Interno del regime sovietico che, dal 1920, avrebbe dato vita, poi, alla cosiddetta Lega dei Senza Dio militanti, un’istituzione apparentemente autonoma la cui missione era sradicare il sentimento religioso nella popolazione russa. Girato in Ucraina, ex Unione Sovietica, è il resoconto documentario sebbene “farcito” di finzione, sulle attività di una comunità agricola-religiosa cristiana ortodossa. Le scene del filmato evidenziano le mutilazioni auto-inflittesi sul corpo dai credenti per mortificare la carne e non dare spazio ai desideri, agli appetiti fisici carnali. Il dilemma sessuofobico delle religioni. La propaganda bolscevica mette a nudo il genere di vita che si svolgeva nelle chiese. Nel filmato si vedono ballare gli adepti della “Setta dei Castrati di Kiev”: degli invasati, posseduti come nella tradizione del voodoo e nelle estasi dei dervisci del sud della Turchia. Allo stesso modo ballavano i Klisty la setta religiosa cui faceva parte anche Rasputin. Altre stranezze: i bambini messi nel forno, religiosi che cercano di volare e riti di ogni genere per far propiziare la pioggia contro la siccità incombente. Mentre i fanatici religiosi attendono la pioggia e i messaggi del divino, con riti propiziatori, la propaganda bolscevica si centra e insegna la modernizzazione dell’uomo nuovo sovietico. Nel film mentre si biasimano i religiosi, si vedono le attività sovietiche che utilizzano le tecnologie e l’intelligenza del lavoro, ossia l’estrazione dell’acqua dai pozzi, o il suo convogliamento in canali per l’irrigazione: è la logica del materialismo socialista. Continua a leggere