La sovranità perduta

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di Alex Barone  

Fonte: L’intellettuale dissidente

Nell’era della tecnofinanza, la sovranità dei popoli è sempre più minacciata dalle volontà globaliste del grande capitale, che non vuole barriere, ma merce da dominare.

Niccolò Machiavelli, uno tra i primi pensatori della storia ad aver teorizzato la nascita di una nazione italiana, in un’epoca storica caratterizzata da un continuo susseguirsi di eserciti e dominazioni straniere sul suolo italico, sosteneva che un popolo per essere realmente sovrano (cioè libero di autodeterminarsi) dovesse, anzitutto,  disporre di un proprio esercito e di una propria moneta. La capacità di gestire liberamente,  senza influenze da parte di organizzazioni militari esterne, le proprie forze armate e la propria politica di difesa ed amministrare liberamente la propria economia e produrre la propria moneta di scambio, sono, indubbiamente, requisiti essenziali, per quel coronamento di quel principio chiamato “autodeterminazione dei popoli”. Questa fase storica, Nell’ambito dei rapporti tra stati, è caratterizzato da una vera e propria crisi della sovranità. L’ideologia della tecnofinanza , la mercificazione del mondo, la globalizzazione massiccia e a ritmo uniformante, il primato dell’economico sul politico, mettono, di fatto, sempre più in discussione l’autorità ed il potere dei governi nazionali.

Le cessioni di sovranità continua, l’asservimento palese alle politiche d’austerità imposte dai poteri sovranazionali a regime eurocratico, rappresentano questa progressiva perdita di valore nazionale dei governi.  Nell’era nella quale i rapporti di sovranità sono sempre più latenti e sempre meno solidi, si è disposti, anche, a svendere , a cedere, porzioni di mare a nazioni straniere. Anche il suolo nazionale, l’antico patrio suolo, oggi, diviene, sembra, oggetto di utile scambio, come se si trattasse di una mera merce in libera vendita (nel circuito economico che aspira al liberissimo e selvaggio mercato). Il governo Renzi, infatti,  tramite un accordo stipulato in seguito ad un contrasto diplomatico (avvenuto un anno fa, nei mari di Sardegna) tra il governo francese e quello italiano  ha ceduto, una porzione di mare (posto al confine tra la linea di divisione tra il mare sardo e le acque francesi) alla Francia. Ma questo è uno dei tanti casi di svendita continua delle ricchezze nazionali a potenze straniere, e le stesse continue pressioni esercitate dalla finanza europea sull’economia italiana fanno intendere un’evidente tentativo di distruzione del potere sovrano dei popoli. Sigonella – quell’evento storico nel quale il lungimirante e mai abbastanza riabilitato Bettino Craxi, nel quale l’Italia, per una delle poche volte nella storia, impose sé stessa sull’arroganza USA – ricorda che le manovre per delegittimare il potere legittimo degli stati ad un autoregolarsi sono sempre in agguato.

Le recenti notizie in merito al fatto che il governo Berlusconi, pare,  sia stato per lungo tempo posto sotto stretta sorveglianza dello spionaggio sempre firmato Stati Uniti D’America,  e le possibili forzature poste ai danni della stabilità politica del governo stesso, lasciano palesare una sempre più ridotta capacità sovrana dei governi. I poteri nazionali sono sempre più vacillanti, posti in balia delle continue ambizioni egemoniche della fredda tecnocrazia , serva del capitalismo mondiale,  che , come un tempo avveniva attraverso eserciti e razziando villaggi e saccheggiando città, oggi avviene tramite “complotti” orditi abilmente ed organizzati magistralmente, al fine di fare dello stato un mero fantoccio simbolico, della democrazia popolare una mera formalità e di lasciare libero spazio d’azione al mondo del capitale. Non è più tramite invasioni armate che si destabilizzano poteri costituiti per affermarne altri, che i rapporti di forza si sviluppano, ma tramite manovre complesse e spesso segrete, accordi politici, pressioni finanziarie e la propaganda ideologica del politicamente corretto.

Per svendere le ricchezze nazionali e trasmigrarle dal popolo alla burocrazia internazionale, si fanno cadere forzatamente i governi scomodi (che, seppur con immensi limiti, resistono a queste imposizioni), si liberano le nazioni dalla capacità di autoregolarsi dal punto di vista finanziario (imponendo una unica moneta in grado di controllare tutti i mercati e soggiogare i cittadini), si ideologizzano le masse a dovere e la sovranità è annullata a dovere.  Inoltre, altra manovra abilmente applicata al fine di distruggere ogni possibile attrito di schiavizzare ulteriormente i popoli, è quella dell’austerità che, in nome dei sacri dogmi assoluti del “ce lo chiede l’Europa”, dietro false esigenze d’apparenza, impone agli stati politiche di pressione finanziaria ai limiti dell’omicidio nei confronti dei propri cittadini, depredando le poche ricchezze rimaste al patrimonio collettivo. Ormai, nell’epoca degli austeri banchieri  (che hanno modificato i paradigmi del potere, imponendo la sfera dell’economico su quella del politico), dei tecnocrati teutonicamente rigidi e lapidari (che hanno sostituito i grandi leaders politici carismatici), dei governanti non eletti (che hanno fatto della democrazia un fatto sempre meno concreto). La nascita continua di movimenti sovranisti e partiti euroscettici sono la manifestazione di un disagio collettivo e di massa  ormai giunto ai limiti della sopportazione. Occorre reagire, ripartendo dalla sovranità, costruendo una nuova Europa, quella dei popoli e della nazioni sovrane. Riprendiamoci la nostra legittimità politica, riprendiamoci la patria!

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Non sanno più cosa fare

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0000000dfrtgSegnalazione del Centro Studi Federici

di Alfonso Tuor, 2 marzo 2016 
 
Dall’incontro di Shanghai del G20 non esce alcuna strategia comune per rilanciare l’economia mondiale
 
Il vertice G20 di Shanghai doveva essere l’occasione per coordinare gli interventi di politica economica con l’obiettivo di rilanciare un’economia mondiale in forte rallentamento. Invece è stata l’occasione in cui sono emerse le profonde divergenze tra i Paesi occidentali sulle strategie da seguire.
I temi del contendere sono stati sostanzialmente due. Il primo la bontà di aumentare la spesa pubblica; il secondo riguarda l’efficacia dei tassi negativi. Sul primo pomo della discordia il dibattito in Europa è arcinoto. Si tratta del confronto tra i fautori delle politiche di austerità tese a ridurre l’indebitamento pubblico e coloro che chiedono investimenti e aumento della spesa pubblica per rilanciare l’economia. Tra i risultati delle politiche di austerità vi è da annoverare la sconfitta elettorale dei partiti che hanno sostenuto i Governi che le hanno attuate. E’ successo in Grecia, in Portogallo, in Spagna ed ora anche in Irlanda. Quest’ultimo caso è particolarmente interessante, poiché l’economia irlandese era in forte crescita, ma i partiti di Governo sono stati ugualmente puniti dagli elettori.

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Roma: dopo Rita Dalla Chiesa, Salvini propone Irene Pivetti

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Segnalazione Quelsi

Continua la ricerca del candidato sindaco a Roma per il centrodestra: dopo il no secco di Giorgia Meloni ad Alfio Marchini, lo scarso appoggio trovato da Bertolaso e il rifiuto di Rita Dalla Chiesa, Matteo Salvini propone un altro nome: è quello di Irene Pivetti, ex presidente della Camera, conduttrice tv e sorella di Veronica. Ne ha parlato Il Tempo.

Da quando gli è stato cassato Marchini da Giorgia Meloni ha iniziato a scalciare e adesso sembra aver preso “simpatia” per l’ex presidente della Camera Irene Pivetti. Matteo Salvini, sebbene sembra volere il centrodestra unito per le prossime amministrative di Roma manifesta mancanza di pazienza sul fatto di collaborare con Berlusconi e Meloni per trovare il candidato condiviso. Lo si è visto quando Meloni ha lanciato Rita Dalla Chiesa e lui si è chiuso a riccio disertando l’incontro da Berlusconi che non si capisce bene se sia stato rimandato di comune accordo o perché mancavo uno dei tre “commensali”. Salvini non rinuncia all’idea di Marchini ma al contempo dice di avere un altro candidato del quale non intende fare il nome. Durante la manifestazione del Sap a Montecitorio Salvini è tornato a parlare del caos amministrative. Basta con i “balletti”, ha detto. Il centrodestra scelga il candidato-sindaco a Roma con le primarie.

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Rimpasto di governo: una poltrona in più per Alfano

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Segnalazione Quelsi

Giro di poltrone all’interno del governo: il beneficiario principale è il Nuovo Centrodestra, che si vede affidato il Ministero degli Affari Regionali. Sono cambiate inoltre otto caselle, come le chiama Renzi, tra Ministri e Sottosegretari. Ne ha parlato Gabriele Bertocchi su Il Giornale.

di Gabriele Bertocchi

Il governo ha chiuso una partita che oramai andava avanti da mesi: quella sul rimpasto.

O meglio, come la definisce Renzi “di sistemazione delle caselle rimaste vacanti”.

Il Consiglio dei ministri riunito questa sera ha approvato le nomine di alcuni sottosegretari e viceministri. Da quanto si apprende da organi del governo, sono stati nominati gli 8 sottosegretari mancanti. Le poltrone sono state assegnate a Dorina Bianchi, Gennaro Migliore (Partito Democratico) e Federica Chiavaroli (Nuovo Centrodestra). Enrico Zanetti di Scelta Civica è stato promosso da sottosegretario a viceministro dell’Economia; il deputato Antimo Cesaro (Scelta Civica) invece è nominato sottosegretario alla Cultura.

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Banche, Tosi: voteremo per salvare Renzi

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«Domani voteremo contro la sfiducia al governo». Lo annuncia Flavio Tosi, dopo un incontro a Palazzo Chigi con il premier Matteo Renzi. I tre senatori di Fare si opporranno alla mozione di sfiducia contro il governo sulla questione banche perché, spiega Tosi, «anziché attaccare Bankitalia, Consob e chi ha gestito quelle banche, rischia di far passare per colpevole il governo, che in questa vicenda non ha colpe, e non far pagare nessuno. Ma non entriamo in maggioranza, restiamo minoranza e ci confrontiamo sui provvedimenti».

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Grande attesa a Roma per l’arrivo del presidente Rouhani

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Segnalazione Discover Iran

Arriva oggi a Roma il presidente iraniano Hassan Rouhani per una visita di tre giorni, la prima compiuta all’estero dopo il ritiro delle sanzioni internazionali; con lui c’è una delegazione di Ministri ed esponenti di spicco dell’economia iraniana.

Il viaggio era previsto già a novembre, ma gli attacchi terroristici di Parigi avevano suggerito di rinviarlo; troppa la tensione per quei massacri perché potesse svolgersi serenamente, perché potesse essere data la giusta attenzione ai tanti dossier rimasti congelati per troppo tempo. E in fondo, forse, è stato anche meglio: allora il traguardo dell’implementazione degli accordi di Vienna era un probabile futuro, adesso è cosa fatta.

Il programma del viaggio prevede un fitto calendario di incontri con le più alte cariche dello Stato italiano, con il Papa e con i rappresentanti dell’economia italiana, interessati a rilanciare i rapporti bloccati dalle sanzioni. Esponenti dei due Paesi nei settori di petrolio e gas, agricoltura e alimentare, gestione delle acque e opere ingegneristiche, s’incontreranno per intessere relazioni e sviluppare quanto già esaminato nelle precedenti missioni economiche e commerciali, che hanno visto centinaia di aziende italiane in Iran. Continua a leggere

Putin attacca Lenin: ”Piazzò una bomba ad orologeria sotto lo Stato”

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Segnalazione Quelsi

Russian President Vladimir Putin speaks during the meeting of the Presidential Council for Science and Education at the Kremlin in Moscow, on January 21, 2016. / AFP / POOL / SERGEI ILNITSKY

Vladimir Putin torna a criticare Lenin. Lo ha fatto ieri, intervenendo a un forum a Stavropol. Il leader del Cremlino ha accusato il padre della rivoluzione d’ottobre di aver piazzato “una bomba a orologeria sotto l’edificio dello Stato”, delineando i confini delle repubbliche sovietiche “in maniera assolutamente arbitraria”, non tenendo conto della diversità dei diversi gruppi etnici.

Putin ha criticato anche le repressioni perpetrate dal governo bolscevico, compresa l’uccisione dell’ultimo zar Nicola II e dei suoi familiari. Il presidente russo ha confessato di aver conservato la sua tessera del partito comunista sovietico e di nutrire ancora una forte ammirazione per gli ideali socialista. “Non ho buttato la mia tessera del partito, né l’ho bruciata, sta ancora lì da qualche parte”, ha detto, aggiungendo: “Non ero membro del partito per necessità, anche se non posso dire di essere stato totalmente un comunista ideologico. Mi piacciono ancora gli ideali comunisti e socialisti, sono un po’ come la Bibbia: sono ideali positivi – uguaglianza, fratellanza, felicità, ma l’applicazione pratica di questi ideali nel nostro Paese è stata ben lontana da quanto pensavano i socialisti utopici.

Putin ha evitato poi di pronunciarsi sul possibile destino della salma di Lenin: “Credo che dovremmo affrontare una questione di questo tipo con prudenza, evitando iniziative che possano portare a delle divisioni nella nostra società, che anzi ha bisogno di essere più unita”.

Redazione | gennaio 26, 2016 alle 4:41 pm | Categorie: Mondo, Politica ed Economia | URL:http://wp.me/p3RTK9-aXo

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L’inutile battaglia del Senatore Joseph McCarthy contro il progressismo negli Stati Uniti

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Risultati immagini per Senatore Joseph MccarthyLA RIFLESSIONE

di Raimondo Gatto

Premessa

Avete mai sentito parlare della “caccia alle streghe”  contro gli attori e gli sceneggiatori di Hollywood negli anni cinquanta?[1] Certamente  sì, ma l’esiguo numero di chi ricorda, ritiene che al tempo, essa fosse verità evangelica; nel corso degli anni ho sentito esponenti di destra ripetere questa leggenda, frutto della propaganda comunista, senza che nessuno, per pigrizia mentale o per colpevole ignoranza abbia mai osato metterla in dubbio. L’abilità del Partito Comunista Italiano,  cui dobbiamo il monopolio dell’attuale sotto-cultura, fu quella di insediarsi nelle cattedre universitarie, nelle redazioni giornalistiche e nelle Tv lasciando ai “non comunisti” il monopolio degli affari[2] del gigantesco apparato statale italiano.

Nel secondo dopoguerra, la propaganda americana invase le sale cinematografiche con  i film western[3] prodotti a Hollywood;[4] dopo il filone “cow boy”, i cineasti USA pretesero di designare la società americana quale “modello” per noi primitivi e arretrati “cattolici”; tra l’altro ricordo,  la pubblicità di “Scandalo al Sole”, uscito nel 1959, per introdurre l’ “angoscioso tema del divorzio”, costume tipicamente statunitense, che le leggi del regime  fascista a tutela della famiglia, aveva escluso dalla nostra legislazione [5]. Partendo da queste memorie, tenterò di ricostruire una vicenda degli anni ’50 falsificata nel corso  del tempo dai media progressisti perché  è ora di levare il  coperchio sulle bugie che hanno condizionato il pensiero ed il vivere del nostro popolo dagli negli ultimi sessant’anni.

Il corporativismo fascista  “alternativa” al bolscevismo Continua a leggere

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