Renzi ci pensa: Tosi e Variati sindaci per la terza volta?

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il bel tosi

di Alessio Mannino

Pur di radunare forze a favore del Sì alla riforma, il premier potrebbe concedere il terzo mandato consecutivo ai primi cittadini. Sempre che non sia solo tattica

Da Roma una voce sussurra che Matteo Renzi potrebbe concedere il terzo mandato per i sindaci dei Comuni sopra i 3 mila abitanti (quelli di soglia inferiore prevedono già questa possibilità dal 2014, con una norma contenuta nella legge di riforma Del Rio delle Province). In Veneto la novità rivoluzionerebbe gli scenari politici a Verona e Vicenza, dove i sindaci Flavio Tosi (Fare!) e Achille Variati (Partito Democratico) potrebbero a quel punto ricandidarsi per la terza volta consecutiva, rispettivamente nel 2017 e nel 2018. Ma mentre il secondo é sempre stato schiscio su un’ipotesi temporalmente lontana, per Tosi é una questione di urgente importanza: col voto comunale nella primavera dell’anno prossimo, si trova già ora proiettato in campagna elettorale, e sapere se potrà essere ancora lui a correre per succedere a se stesso é vitale per il suo futuro politico. D’altronde, lo ha anche ammesso: «Abbiamo chiesto al presidente del consiglio quella che è una speranza personale», ha detto il 29 febbraio di quest’anno riguardo l’auspicio di candidarsi ancora, testimoniando fra l’altro il suo buon rapporto con Renzi.

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Tre proposte di “Verona Pulita”

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Segnalazione di Verona Pulita

 GIAROL GRANDE

“Giarol Grande”, Michele Croce rilancia il progetto della grande Fattoria Didattica (e prepara esposto alla Corte dei Conti)

Verona – 23 agosto 2016 – “Abbiamo constatato che dopo dieci anni in cui il Comune di Verona ha speso oltre 700mila euro, il progetto della fattoria didattica “Giarol Grande” non è mai decollato e ad oggi le aree sono in stato di totale abbandono, con grave pregiudizio per i 37 ettari (10 boschivi e 20 coltivabili) di terreno che …

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 UFFICALI GIUDIZIARI

“Ufficiali giudiziari alla biglietteria Arena, ultima umiliazione per la nostra Fondazione”

Michele Croce, candidato sindaco del movimento Verona Pulita, commenta l’episodio che ha visto un ufficiale giudiziario recarsi alla biglietteria dell’Arena per pignorare gli incassi Verona – 20 agosto 2016 – “L’ufficiale giudiziario che si presenta alla biglietteria dell’Arena per pignorare gli incassi e risarcire due artisti non pagati è davvero l’ultimo schiaffo all’onore e alla gloriosa storia di una Fondazione …

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TURISMO E SVILUPPO

 

Turismo e sviluppo, allo studio i “Verona Official Store” per il merchandising targato Verona

Verona – 18 agosto 2016 – “Recentemente a Milano ho potuto visitare l’‪official store nel cuore della città (in Galleria Vittorio Emanuele), dedicato ai prodotti ufficiali del brand “Milano”, che vanno dall’abbigliamento ai gadget, al food, ai caschi per le moto, affidato ad un’azienda privata licenziataria esclusiva. Verona ha una forza del brand di livello planetario, perché lasciare questo potenziale …

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La disperazione degli USA e il ritorno di Kissinger

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di Umberto Pascali

La disperazione degli USA e il ritorno di Kissinger

Fonte: controinformazione

L’élite anglo-statunitense appare molto preoccupata dai neocon (Bush/Clinton) ancora incapaci di fermare, o anche rallentare, la Russia. Sono sempre più seccati dagli impotenti e isterici Rambo guerrafondai neocon di sinistra e di destra appollaiati su Hillary Clinton. L’élite anglo-statunitense cerca una via d’uscita e, evitando di mostrare disperazione, cerca di resuscitare il leale servitore Henry Kissinger. Invece delle minacce inefficaci dei clintoniani (Ashton Carter, John Allen, Leon Panetta, Michael Morell, ecc), tale élite cerca di rivivere la strategia del lento avvelenamento utilizzata da Kissinger negli anni ’70. Kissinger, ai loro occhi, ottenne tre grandi successi con la sua distensione “amichevole”: Continua a leggere

Stiglitz e il referendum: quando un premio Nobel dice fesserie

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Segnalazione Arianna Editrice

di Aldo Giannuli

Stiglitz e il referendum: quando un premio Nobel dice fesserie

Fonte: Aldo Giannuli

Joseph Stiglitz, già premio Nobel per l’economia, ha dichiarato che teme una catastrofe per l’Europa, in particolare per quanto riguarda l’Italia, dove se vincesse il No nel referendum, potrebbe seguirne il crollo dell’euro. Di conseguenza invita Renzi a “rinunciare al referendum” disdicendo la consultazione popolare.  
D’accordo: Stiglitz è un economista e non un giurista, è un cittadino americano ed ha tutto il diritto di ignorare la Costituzione italiana, ma, visto che si occupa di cose italiane, potrebbe anche informarsi prima di aprire bocca.

Allora: il referendum non dipende dalla volontà di Renzi, la Costituzione prevede norme precise in caso di revisione costituzionali, per le quali, se la modifica non è approvata dai 2/3 di ciascuna camera e ne facciano richiesta 500.000 elettori o il 20% dei parlamentari, si dà luogo a referendum confermativo. Continua a leggere

Germania verso elezioni Meclemburgo e Berlino, «trema» la Merkel

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Merkel_tristeSegnalazione di Raimondo Gatto

BERLINO – Mancano appena due settimane al voto del 4 settembre nel Land del Meclemburgo-Pomerania e quattro a quello nella città-stato di Berlino e i sondaggi non prevedono nulla di buono per i due grandi partiti tedeschi, la Spd e la Cdu (socialdemocratici e cristianodemocratici, oggi assieme al governo della Reppubblica federale). Cavalcando la crisi
migranti e la paura generata dalla recente serie di violenze e attentati, la nuova destra euroscettica dell’Afd (Alternative fuer Deutschland) gli sta col fiato sul collo.
Il risultato dell’ultima indagine dell’istituto Infratest Dimap per la rete tv Ndr e per alcuni media della regione (nell’ex Ddr) rivela che il partito del governatore uscente Erwin Sellering (Spd) è ancora in testa, ma con appena il 26%, che significa ben 10 punti percentuali in meno rispetto al precedente voto del 2011. La Cdu, il partito di Angela Merkel, la cancelliera che qui ha la sua patria politica, segue con il 23% dei voti, immutata rispetto al 2011. Una riedizione della coalizione rosso-nera è considerata la più probabile per il prossimo governo a Schwerin. Continua a leggere

Renzi non vuole schiodarsi: “Si vota comunque nel 2018”

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14021667_1772765466334553_7087400154851636125_nSegnalazione di Cristian

Il premier esclude urne anticipate se vince il No. Altolà a D’Alema: non usi il referendum come sua rivincita

«Comunque vada il referendum costituzionale, si voterà nel 2018». Tornato dalle vacanze, Matteo Renzi parla alla Versiliana, ripete di aver «sbagliato» a personalizzare la partita e toglie dal tavolo l’ipotesi di elezioni anticipate.

Se anche vincesse il No, sembra dire il premier – pur dicendosi certo della vittoria del Sì -, non sarà lui a mettersi di traverso sulla strada di Sergio Mattarella, chiamato a gestire la complessa partita che si aprirebbe dopo una secca sconfitta del governo. Sconfitta dalla quale, ha sempre ribadito, Renzi sarebbe pronto a trarre le conseguenze, dimettendosi. Ma spetterebbe al Colle, a quel punto, decidere le mosse successive, e Mattarella ha fatto sapere che un voto anticipato non sarebbe nel novero delle sue opzioni. Con la sua affermazione di ieri, il premier sembra assicurare che non sarà lui – da segretario del Pd – a chiederle, ostacolando il percorso di un altro governo che dovesse nascere per tentare di riscrivere la legge elettorale. Poi Renzi lancia un segnale di pace all’Anpi, che minaccia di disertare le feste dell’Unità, e invita il presidente Smuraglia (fervido sostenitore del No) ad un confronto sulla riforma. Continua a leggere

Ricordo di Michel de Saint-Pierre, scrittore e polemista

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Anonyme-Michel-De-Saint-Pierre-Temoin-De-Son-Temps-Livre-892955482_ML[1]di Raimondo Gatto

Michel de Saint-Pierre è figlio di Louis de Grosourdy e marchese di Saint-Pierre. Per il passato il nome di questa famiglia, fu « De Dreux de Grosourdy du Castel de Saint-Pierre »..Dopo gli  studi  a Parigi, si laureò in filosofia dove acquisì una licenza in letteratura  classica, ma non  manifestò  interesse per tali studi.

Àll’età di diciotto anni decise di partire per Saint-Nazaire, il noto cantiere navale, dove lavorò come operaio metallurgico. S’impegna per quattro anni nella marina come marinaio di ponte e combatte durante la Seconda  Guerra
mondiale nelle forze navali. Sarà decorato con la croce di guerra ed è nominato Cavaliere d’onore dell’ordine di Malta; la resistenza, scriverà, sarà uno dei mezzi per l’infiltrazione nel clero della propaganda comunista.
Nel secondo dopoguerra è collaboratore del Courrier français (1948-1950); durante gli anni ‘50 è redattore su « La Nation française » di Pierre Boutang e Michel Vivier. Ferocemente anti-gollista, causa la politica vendicativa del Generale, manifesta il suo interesse per l’azione politica accordando il suo appoggio a Tixier-Vignancourt (1)e  al suo  « Parti des force nouvelle ».. E’ responsabile della casa editrice  « la Table ronde » assumendo la funzione di agente letterario e amm inistratore; nelle ” edition France-Empire” dirige una collana denominata « Catholique ».. E’ tra i
fondatori  del giornale Présent nel 1981. Monarchico e cattolico, Michel de Saint Pierre è accanito difensore della messa tradizionale soppressa da Paolo VI. Egli si lancia con vigore nei grandi dibattiti che si aprono in Francia e nel mondo cattolico dopo l’annunciata apertura del Concilio Vaticano II. Continua a leggere

Hillary è malata?

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Tra voci su Hillary malata e qualche coincidenza mortale, Obama potrebbe non voler mollare l’osso

di Mauro Bottarelli

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Donald Trump è crollato nei sondaggi. Questa la vulgata dei media mainstream, a seguito dell’impennata di consensi verso Hillary Clinton dopo la convention di Philadelphia. Eppure, quest’ultima rilevazione della Reuters
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ci dice dell’altro: nonostante le polemiche sulle mail hackerate dai russi, quelle con i genitori di un soldato musulmano morto in Iraq e l’aperta ostilità dei papaveri del Partito repubblicano, oggi Donald Trump è in ritardo di soli tre punti dalla Clinton, 42% contro 39%. E, se ricordate, la Reuters è la stessa che dieci giorni fa aveva cambiato la metodologia dei propri sondaggi, eliminando la voce “nessuno dei due” come risposta valida, un qualcosa che aveva immediatamente riportato la ex segretario di Stato in testa. Ora, invece, siamo quasi appaiati. Il sondaggio è stato compiuto on-line tra il 31 luglio e il 4 agosto e ha interpellato 1154 persone con un margine di errore del 3%: quindi, potremmo essere già oggi pari. Come mai questa inversione al ribasso per la Clinton? La Reuters si è limitata a dichiarare che “le ragioni dietro questo scostamento non sono chiare”.

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Ma c’è altro di poco chiaro e ce lo mostra questa foto,
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scattata durante lo scorso fine settimana: Hillary Clinton ha sempre più frequentemente bisogno di aiuto per muoversi e anche per stare in piedi e questa corpulenta guardia del corpo
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è sempre al suo fianco. E negli Usa comincia a circolare anche qualche altra interpretazione, basandosi su questa foto e sul suo ingrandimento:
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l’angelo custode della Clinton è stato più volte visto con in mano una “penna” per la somministrazione del Diazepam, uno psicofarmaco con proprietà ansiolitiche e anti-convulsive. Insomma, Hillary Clinton è malata e la sua corsa alla Casa Bianca potrebbe essere compromessa? Quanto accaduto nel gennaio del 2013 era più serio di quanto riferito nella versione ufficiale? L’allora segretario di Stato era a casa, ebbe un piccolo malore e fu ricoverata al New York Presbyterian Hospital, dove ha ricevuto cure anticoagulanti. Il giornalista Ed Klein, però, non credette a questa versione e raccontò la sua nel libro “Blood feud” del 2014. A detta di Klein, Hillary Clinton era in realtà nel suo ufficio al Dipartimento di Stato e non nella sua abitazione newyorchese. Fu subito portata in infermeria ma fu lei stessa ad insistere a essere trasportata a Whitehaven, la residenza nella capitale dei Clinton.
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Subito dopo arrivò Bill e viste le condizioni della moglie decise che dovesse essere trasferita a New York, nella clinica nella zona nord di Manhattan. Lì i medici scoprirono che Hillary aveva diversi problemi di salute. Fu curata per una trombosi, per un grumo di sangue che si era formato tra il cervello e il cranio, proprio in una delle vene che porta sangue dal cervello al cuore. Stando ai medici, questa è una tipica malattia di chi vola molto frequentemente. I dottori del Presbyterian Hospital però fecero anche altre scoperte. Hillary era predisposta alla formazione di questi grumi di sangue e aveva problemi di cali di pressione arteriosa. In passato, uno di questi svenimenti le aveva procurato la rottura di un gomito, mentre saliva su di un aereo.
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Negli anni precedenti, Ma i problemi non erano finiti. Un elettrocardiogramma sotto sforzo dimostrò che la ex First Lady soffriva anche di problemi cardiaci e i medici furono molto chiari: la situazione era delicata e la Clinton doveva stare molto attenta, tanto che la sua salute doveva essere costantemente tenuta sotto controllo per tutto il resto della sua vita. Ora, quelle foto di una Hillary non autosufficiente nella deambulazione e la “penna” al Diazepam, sintomo di un rischio di convulsioni.

Insomma, Hillary sta davvero male o queste voci sempre più insistenti sono prodromiche a un’uscita di scena dignitosa e per motivi di salute, al netto delle minacce di Wikileaks di rendere note un altro migliaio di mail in cui si evidezierebbero contatti pericolosi tra Dipartimento di Stato e miliziani libici e siriani, proprio ai tempi della gestione Clinton? Se accadrà, mettiamo a settembre, cosa farà il Partito democratico, con soli due mesi che lo dividono dal voto alle presidenziali? Una cosa è certa, la Clinton è in difficoltà.
Hillary_Nixon
Sabato scorso, parlando dello scandalo e-mail, ha infatti dichiarato che “quanto ho detto al riguardo all’FBI è in linea con quanto ho detto pubblicamente ma potrei aver corto-circuitato la verità”. Non una bella dote, per un futuro presidente. Poi, lo stesso giorno, si scopre che Shawn Lucas, un supporter di Bernie Sanders che aveva presentato documenti al Congresso democratico relativi a frodi contro il suo candidato di riferimento, è stato trovato morto il 2 agosto dalla sua fidanzata, la quale lo ha rinvenuto sdraiato sul pavimento del bagno. Direte voi, coincidenza? Certo, peccato che comincino a essere tante. Sempre all’inizio di agosto si sarebbe ucciso con un colpo di pistola, Victor Thorn, scrittore e accanito militante anti-Clinton.
Mike-Flynn
L’8 luglio, invece, è stato il 27enne Seth Conrad Rich a essere ucciso in quella che la polizia di Washington DC ha escluso essere una rapina: lavorava presso lo staff democratico e pare che stesse per parlare con l’FBI. Il 22 giugno, invece, a lasciarci è stato John Ashe, un funzionario dell’Onu che si è fracassato la trachea con un peso, mentre faceva ginnastica. Doveva testimoniare contro i Clinton e contro il Partito democratico. Il 23 giugno, invece, è morto per cause sconosciute a 48 anni Mike Flynn, responsabile del settore “Big government” per Breitbart News. Lo stesso giorno in cui ci ha lasciati, veniva pubblicato il suo ultimo articolo, dal titolo “Clinton Cash: Bill, Hillary Created Their Own Chinese Foundation in 2014”. Va beh, cinque coincidenze in meno di due mesi.
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E se nella sua analisi del dato occupazionale di luglio e della conseguenze che questo potrebbe avere sulle decisioni della Fed a settembre, Citi ha fatto chiaramente capire che il tycoon resterà candidato almeno fino a ottobre, visto che “la Federal Reserve non alzerà i tassi fino a quando Trump resterà in corsa per la Casa Bianca”, più di qualcuno comincia a chiedersi cosa potrebbe fare Obama in caso di vittoria del miliardario. Se ne andrà dalla Casa Bianca o userà l’opzione nucleare che ha politicamente in mano, ovvero proclamare la legge marziale per restare presidente anche dopo il 2016?
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Cosa ha infatti dichiarato recentemente Obama? “Trump non agirebbe in base a norme, regole e senso comune”, ha messo in dubbio il fatto che “osserverebbe la decenza base” se dovesse arrivare nello studio ovale, ha dichiarato che “mi sarebbe spiaciuto perdere le elezioni nel 2008 e 2012 ma in entrambi i casi ero sicuro che John McCain e Mitt Romney sarebbero stati dei presidenti con le conoscenze necessarie. Non è invece la situazione attuale”. E ancora: “Trump non ha il giudizio, il temperamento, la capacità di comprendere e di occuparsi della posizione più potente al mondo. E’ spaventosamente impreparato per questo lavoro e non ha conoscenza riguardo Europa, Medio Oriente e altre parti dell’Asia”. Un notevole fuoco di fila per qualcuno che fra tre mesi sbaracca e che dovrebbe avere la certezza, instillata da media e sondaggi, che al suo posto andrà la credibile e democratica Hillary Clinton?
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Nel kennedyano ed elitario buen retiro di Martha’s Vineyard, Barack Obama starà facendo dell’altro, oltre che giocare a golf? Anche perché giovedì scoso, prima di partire per le vacanze, Obama ha incontrato al Pentagono alcuni advisers della sicurezza nazionale per discutere sulle strategie da mettere in campo nella lotta contro l’Isis e ha affermato quanto segue: “Gli Stati Uniti devono provare a chiudere un accordo con la Russia per coordinare le operazioni militari in Siria e cacciare l’Isis fuori dal Paese”. A un giornalista che faceva notare come tutte le relazioni militari con Mosca fossero congelate dal caso Crimea nel 2014, Obama a risposto così: “Dobbiamo provare. L’alternativa è il perpetrarsi della guerra civile”. Moscow calling?

fonte: http://www.rischiocalcolato.it/2016/08/voci-hillary-malata-qualche-coincidenza-

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Forza Nuova: “Tosi? Quasi meglio un vero Compagno rispetto a lui”

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tosi-6751“Tosi, all’inizio della sua carriera aveva posizioni vicine alla Destra radicale. Poi con l’avvento del potere ha abbandonato la precedente posizione politica per ricoprire la posizione di adesso”. Così in una nota il team di Forza Nuova in Trentino – Alto Adige.
“Tosi si dichiara propenso all’immigrazione legale: infatti Verona ha +30% di immigrati da quando è Primo Cittadino e ammette orgoglioso che “molti immigrati stranieri, a Verona, hanno votato per Flavio Tosi Sindaco”“. Prosegue la nota. “Favorevole ad una possibile intesa con il Premier: “Sui grandi temi come unioni civili, Costituzione, legge di stabilità, seguendo Renzi e il suo governo, che abolisce il reato di immigrazione clandestina e aprendo alle adozioni per i gay”, esattamente il contrario della politica che Flavio ha perseguito per 25 anni”.

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