Il tributo all’ecumenismo, il primo “Papa” in un tempio valdese

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“Christus Rex” indice per oggi un Santo Rosario riparatore alle ore 18.30 allo scandalo dell’ecumenismo vaticanosecondista che confonde le anime e conferma nell’errore eretici e scismatici 

EDIFICIO VALDESE

Prima di Torino da Francesco un’attenzione costante al protestantesimo. La nonna e l’Esercito della Salvezza, la visita all’amico pastore pentecostale a Caserta

Iacopo Scaramuzzi
Città del Vaticano

«Saremo noi stessi. Speriamo che questo possa essere compreso perché il gioco della comunicazione mediatica attraverso la televisione può raccontare in modo molto veritiero la realtà, ma dall’altra conosciamo i rischi di semplificazione e fraintendimento che ci possono essere». A Riforma, settimanale delle Chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi, il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, organo di governo di questa Chiesa protestante, ha confidato così le proprie aspettative, e i propri timori, per la visita di papa Francesco, lunedì a Torino, al locale tempio valdese. Di certo non sono mancate, negli anni e nei secoli, incomprensioni e conflitti, tra Santa Romana Chiesa e i protestanti, e di certo quella di Francesco – la prima volta nella storia dei papi che un Pontefice entra in una chiesa valdese – è un evento epocale. Che si inserisce, però, in una attenzione costante che Jorge Mario Bergoglio, già quando era arcivescovo di Buenos Aires, ha tributato alla galassia riformata, nonché alle altre confessioni della famiglia cristiana, a partire dall’ortodossia.

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Croce: “I partiti perdono, le civiche vincono”

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CROCE

 

Segnalazione di www.veronapulita.it

 

“I PARTITI PERDONO, LE LISTE CIVICHE VINCONO” (editoriale su VERONASERA)

Il presidente di Verona Pulita commenta gli ultimi risultati elettorali, che hanno visto i partiti politici cedere il passo alle liste civiche in diversi casi: da Venezia a Nuoro, passando da Fermo e Matera. I politicanti escono di scena, i cittadini prendono in mano le città. C’è un vento di speranza che soffia forte in tutta la penisola: è un …

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Sentenza choc in Olanda sulla pedofilia: Via libera al club che la promuove

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Secondo la Corte d’appello non va vietata la fondazione che propone la liberalizzazione del sesso coi minori

La pedofilia è «un comportamento aberrante». Ma non può essere negato il diritto di fare campagne per promuoverla. È il senso della sentenza shock di una corte d’appello olandese che ieri, ribaltando la decisione di primo grado, ha stabilito come non debba essere vietata l’attività di una fondazione che da oltre trenta anni promuove la pedofilia.

Lo scorso anno il tribunale civile di Assen aveva ingiunto lo scioglimento del gruppo `Sticthing Martijn´ rilevando che le sue proposte per legalizzare i contatti sessuali tra adulti e bambini erano contrarie alle norme ed ai valori della società olandese.

Ieri la corte d’appello di Leeuwarden ha affermato che i testi e le foto presenti sul sito web della fondazione non contravvenivano la legge. Aggiungendo che il fatto stesso che alcuni dei suoi membri siano stati condannati per reati sessuali, non andava connesso al lavoro della fondazione stessa.

La Corte d’appello ha anche rilevato che le proposte per la liberalizzazione della pedofilia sono «una seria contravvenzione di alcuni principi del sistema penale olandese», in particolare per quanto concerne la minimizzazione dei «pericoli dei contatti sessuali con giovani». Ma i giudici hanno sentenziato che la società olandese è sufficientemente «resistente» per affrontare «le dichiarazioni indesiderabili ed il comportamento aberrante» promosso dal gruppo fondato nel 1982 e sciolto lo scorso anno in seguito alla sentenza di primo grado. Un suo ex presidente, Martijn Uittenbogaard, ha affermato che i 60 soci non si riuniranno per decidere i prossimi passi, mentre l’ufficio del procuratore sta valutando l’ipotesi di un ricorso in terzo grado. Una portavoce della pubblica accusa ha definito la sentenza «deludente».  Continua a leggere

Vuole che la Chiesa (conciliare) riconosca le coppie gay, è Padre sinodale

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BonnyVuole dalla Chiesa un «riconoscimento formale» delle unioni omosessuali: ora il Vaticano ha approvato che sia proprio lui a rappresentare il Belgio al prossimo Sinodo sulla Famiglia, in programma ad ottobre a Roma. E’ la decisione assunta nei confronti di mons. Johan Bonny di Anversa, non a caso già collaboratore del Card. Kasper al Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani. La notizia è stata immediatamente ripresa dall’agenzia LifeSiteNews.

L’anno scorso mons. Bonny non fu scelto quale delegato al Sinodo, quest’anno invece sì, “promosso sul campo”. Ha rimpiazzato l’Arcivescovo André-Joseph Léonard, che, guarda caso, è stato definito un «coraggioso difensore» della dottrina morale cattolica: rimosso. Non solo. Ai 75 anni, a norma di diritto canonico, ha presentato le sue dimissioni in Vaticano: sono state prontamente accettate, in nemmeno un mese.

Le premesse dello “strappo” furono poste da mons. Bonny nella lettera aperta di 22 pagine, scritta lo scorso settembre ai Padri Sinodali, lettera in cui li si invitava a rovesciare letteralmente il tradizionale approccio dottrinale, radicato sul diritto naturale, e ad imporre su temi quali matrimonio e sessualità la primazia della «coscienza» personale. Secondo lui, il fatto che oggi si legalizzino le «unioni di fatto ed anche le nozze tra persone dello stesso sesso» offrirebbe anzi alla Chiesa nuovi spunti su matrimonio e famiglia. Il concetto lo ha poi ripreso e formulato in modo ancor più esplicito a dicembre nel corso di un’intervista al quotidiano belga De Morgen: «All’interno della Chiesa – ha dichiarato – dobbiamo cercare un riconoscimento formale della dimensione relazionale presente in molte coppie omosessuali, lesbiche o bisex». Ed ha ribadito, tanto perché il messaggio pervenisse forte e chiaro: «Come nella società sussiste una pluralità di quadri giuridici» di riferimento in merito, così «anche nella Chiesa dev’esserci una pluralità di forme di riconoscimento». Un atteggiamento fortemente criticato dall’organizzazione internazionale Voice of the Family, dettasi peraltro preoccupata dal crescente numero di Padri sinodali, formalmente oppostisi alla Dottrina cattolica, in particolare proprio sul tema delle condotte omosessuali. Padri, cui provvidenzialmente si contrappongono i confratelli di Africa, Polonia ed America. Continua a leggere

Genocidio sudafricano: bambino ‘bollito’ . Famiglia sterminata

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Nel nuovo Sudafrica ‘multirazziale’, i Bianchi sono una razza in via d’estinzione. Una popolazione perseguitata, una minoranza oppressa.

Capita così che migliaia di donne bianche vengano stuprate da bande di predoni africani. Che bambini rimangano orfani, quando, come in questo caso, non tocca anche a loro di essere scannati.

Questa sorte e’ toccata alla famiglia Viana, Portoghesi trapiantati in Sudafrica. Tre giovani neri hanno fatto irruzione nella loro casa, hanno stuprato la moglie e madre, e l’hanno uccisa davanti alla sua famiglia. Poi e’ toccato Tony Viana, il capofamiglia.
Alla fine, i tre Africani hanno ucciso anche Il figlio dodicenne della coppia: affogandolo in una vasca d’acqua bollente.

 

I tre, nella foto durante il processo in tribunale, sono tornati ridendo nelle loro celle ad udienza terminata.

Il Sudafrica e’ il modello decantato da tutto gli antirazzisti, la società ideale a cui puntare. Ovviamente lo e’ per i bianchi ricchi che vivono in fortini circondati da alte mura e girano in elicottero in spiagge private e presidiate. E’ l’inferno, invece, per le persone normali.
Perchè la fine dell’Apartheid, altro non e’ stato che la fine di quella che era “solidarietà razziale al di la’ delle differenze di classe”, e il trionfo dell’interesse delle classi privilegiate che hanno abbandonati a se stessi i bianchi poveri e delle classi medie, barattando la fine dell’Apartheid, con il mantenimento dei loro patrimoni terrieri e finanziari.
E’ la medesima strategia odierna che le nostre élites privilegiate vogliono imporre ai loro popoli: abbandonarli al loro destino. In periferie desolate, tra le grinfie dei nuovi arrivati.

Fonte: http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/07/30/olocausto-sudafricano-bambino-bollito-famiglia-sterminata/

Il piano Kalergi: il genocidio dei popoli europei

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Abbiamo già avuto modo di parlare del Piano Kalergi su questo sito. L’articolo che segue, sebbene datato 2012, è molto interessante e fornisce ulteriori particolari in merito alla pianificazione del progetto mondialista:

L’immigrazione di massa è un fenomeno le cui cause sono tutt’oggi abilmente celate dal Sistema e che la propaganda  multietnica si sforza falsamente di rappresentare come inevitabile. Con questo articolo intendiamo dimostrare una volta per tutte che non si tratta di un fenomeno spontaneo. Ciò che si vorrebbe far apparire come un frutto ineluttabile della storia è in realtà un piano studiato a tavolino e preparato da decenni per distruggere completamente il volto del Vecchio continente.

LA PANEUROPA

Pochi sanno che uno dei principali ideatori del processo d’integrazione europea fu anche colui che pianificò il genocidio programmato dei popoli europei. Si tratta di un oscuro personaggio di cui la massa ignora l’esistenza, ma che i potenti considerano come il padre fondatore dell’Unione Europea. Il suo nome è Richard Coudenhove Kalergi. Egli muovendosi dietro le quinte, lontano dai riflettori, riuscì ad attrarre nelle sue trame i più importanti capi di stato, che si fecero sostenitori e promotori del suo progetto di unificazione europea.[1] Nel 1922 fonda a Vienna il movimento “Paneuropa” che mira all’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale basato su una Federazione di Nazioni guidata dagli Stati Uniti. L’unificazione europea avrebbe costituito il primo passo verso un unico Governo Mondiale.
Con l’ascesa dei fascismi in Europa, il Piano subisce una battuta d’arresto, e l’unione Paneuropea è costretta a sciogliersi, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale Kalergi, grazie ad una frenetica e instancabile attività, nonché all’appoggio di Winston Churchill, della loggia massonica B’nai B’rith e di importanti quotidiani come il New York Times, riesce a far accettare il suo progetto al Governo degli Stati Uniti. Continua a leggere

Gioele Magaldi, il massone a pranzo con la senatrice M5S Laura Bottici: “Tra noi ci sono contatti politici”

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GIOELE MAGALDI MASSONE M5S

È un massone e lo rivendica con orgoglio. Ci ha persino scritto su un librone per Chiarelettere, “Massoni”, un testo che descrive un mondo dominato da super logge Ur-Lodges che “viene molto letto tra i grillini”. Rivendica come sua la vittoria al ballottaggio di Gioia Tauro, che ha visto prevalere Giuseppe Pedà, sostenuto da alcune liste di centrodestra ma “nostro socio fondatore”. Parliamo di Gioele Magaldi, romano, classe 1971, Gran maestro del Grande oriente democratico (nato in polemica con il più noto Grande oriente d’Italia), presidente del “Movimento Roosevelt”, una sorta di meta partito che si propone, dopo il successo calabrese, di partecipare alle prossime comunali a Napoli, Milano, Roma. Magari proprio in partnership con il M5s, “con cui ci sono contatti politici e alcune visioni comuni”.

Nei giorni scorsi è stato avvistato al Senato, a pranzo con la senatrice grillina Laura Bottici, uno dei pilastri del movimento. Una lunga conversazione su come riportare alle urne il 50% di astensionisti, bacino potenziale che fa gola a molti. Su come radicarsi sul territorio, e convincere “i tanti italiani che non guardano i talk politici, ma che hanno bisogno di un contatto diretto”, hanno convenuto i due commensali.

Un dialogo aperto, e del resto Magaldi ormai va per la maggiore tra i grillini. “Grillo ha citato più volte il mio libro nei suoi post e il blog mi ha intervistato. Mi hanno detto che lo stesso Casaleggio ha trovato il mio libro illuminante”. Nel volume, Magaldi si definisce “un addetto ai lavori massonico internazionale”, e racconta come l’opinione pubblica, non solo italiana, sia “manipolata” dai grandi media e di come varie personalità della politica e dell’economia siano legate alle super logge. La stessa Bottici, nello scorso gennaio, ha presentato un’interrogazione a palazzo Madama per chiedere all’allora presidente Napolitano di “riferire sulla sua affiliazione alla loggia massonica segreta sovranazionale aristocratica reazionaria Three Eyes”, denunciata “in un libro molto interessante del gran maestro Gioele Magaldi”. Continua a leggere

Si allarga la protesta: Marino dimettiti!

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MARINO DIMETTITI

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Danilo Quinto

Sopiti i clamori di qualche giorno fa – dovuti alla seconda fase dell’inchiesta “Mafia Capitale”, che anche ieri ha avuto i suoi arresti – la richiesta di dimettersi al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, è scomparsa dalle prime pagine dei giornali e dai Tg. Il suo “protettore politico”, Matteo Renzi – che ha solo l’obiettivo di evitare lo svolgimento di elezioni anticipate nella capitale, perché le teme – ha difeso a spada tratta un Sindaco che sarà ricordato solo per le sue reiterate e improvvide iniziative a favore del matrimonio tra coppie omosessuali, tanto care anche al suo mentore e che si è dimostrato il peggior Sindaco della storia della capitale.

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Gender anche per Dio? “Dio è anche donna”. La sfida delle anglicane per riscrivere le preghiere

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Risultati immagini per dio è anche donnaSegnalazione di Federico Prati

La proposta: “Chiamiamolo Madre e non solo Padre” L’arcivescovo di Canterbury: “Ma serve un voto del Sinodo”

“Madre nostra che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome “. Comincerà così, un giorno, la preghiera simbolo della cristianità? Nella Chiesa anglicana, che ha da anni ammesso le donne al sacerdozio e per la prima volta da qualche mese ne ha elevate alcune anche al titolo di vescovo, potrebbe succedere. È quello che chiede, in sostanza, un’organizzazione religiosa della Chiesa di Londra chiamata Watch, acronimo di “Women and the Church”, composto per l’appunto da donne sacerdote, donne vescovo e semplici fedeli. “Quando usiamo soltanto un linguaggio maschile per identificare la figura di Dio”, dichiara il reverendo Emma Percy, cappellano del Trinity College di Oxford, “rinforziamo l’idea che Dio è un maschio e così facendo suggeriamo implicitamente che gli uomini sono più simili a Dio delle donne”.
La questione è stata discussa nell’ambito di una speciale commissione creata dall’arcivescovo di Canterbury, il leader spirituale degli anglicani, proprio per “esplorare le esperienze delle donne che hanno scelto il sacerdozio”, riportava ieri il Sunday Times. Ciò non significa che una modifica del testo delle preghiere sia imminente, a cominciare dal Padre Nostro, magari per trasformarlo in “Madre Nostra” o per dare a chi prega l’opportunità di scegliere liberamente l’una o l’altra formula. “Siamo soltanto al livello preliminare del dibattito”, dice Hillary Cotton, la presidente del gruppo Watch. “Riscrivere eventualmente le preghiere della Chiesa d’Inghilterra allo scopo di ampliare la nostra comune percezione di Dio è un problema estremamente complesso, che richiederà probabilmente anni”. E un portavoce dell’arcivescovo di Canterbury avverte: “L’arcivescovo non ha partecipato alla discussione, sebbene sia autorizzata da lui. Qualunque cambiamento
nella liturgia richiederebbe comunque un voto del Sinodo Generale, dopo una approfondita consultazione della commissione liturgica “. Continua a leggere

Padova: valdesi con il Gay Pride di Verona

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Padova, Chiesa Metodista aderisce a Verona Pride

Truro cornwall gay pride parade 23.08.08

 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della Chiesa Metodista di Padova con cui si annuncia l’adesione al Verona Pride, manifestazione del Nord-Est per i diritti Lgbt.

Il Consiglio della Chiesa Evangelica Metodista di Padova (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi) ha deciso di aderire alla manifestazione per la promozione dei diritti Lgbt e per l’uguaglianza che si terrà a Verona il prossimo 6 giugno. «I legami affettivi tra persone dello stesso sesso sono un esempio di amore agli occhi di Dio, e per noi è importante difendere le persone che vengono discriminate per amore» ha affermato Alberto Ruggin, membro valdese del Consiglio Metodista di Padova. La Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi) ha già dimostrato segnali di apertura verso ogni tipo di amore, benedicendo diverse coppie dello stesso sesso. Benché in Italia non trovino ancora un riconoscimento giuridico,davanti a Dio queste coppie sono una famiglia.

Chiesa Metodista di Padova

Fonte: http://www.vvox.it/2015/05/28/padova-chiesa-metodista-aderisce-a-verona-pride/

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