Mafia capitale, la coop aveva l’ok del Viminale

Condividi su:

Il centro migranti di Mineo era il cuore degli affari scoperti dai pm. Cantone ha invano segnalato irregolarità negli appalti

Continua a leggere

Ecumania blasfema a Milano: “Allah è grande” davanti al Duomo insieme all’Ave Maria

Condividi su:

Risultati immagini per musulmani in piazza duomodi ZITA DAZZI

ore 17.22 del 19 maggio 2015

Cinquantamila in piazza nella serata voluta dal cardinale Scola con la Caritas Internationalis nel segno del dialogo tra le fedi. Due tenori-muezzin hanno intonato l’invocazione degli islamici, intrecciando il loro canto a quello di Tania Kassis

«Allah u akbar, Dio è grande, Allah è l’unico Dio». Suona forte e ipnotica, la cantilena sacra intonata da due muezzin in piazza del Duomo a Milano, mentre cala la sera, davanti a una folla di 50mila persone secondo la curia. Sono passate da poco le 21.30 quando parte l’invocazione ad Allah dal palco montato sul sagrato, nella piazza più importante della città, piena di gente arrivata da tutta la Diocesi ambrosiana. Continua a leggere

Angelino, Disastro dall’Interno

Condividi su:
by Emanuele Ricucci

10056-immigrazione-alfano-con-avvio-triton-stop-immediato-mare-nostrumMio padre era poliziotto. Per anni, molti, ha lavorato al Ministero dell’Interno presso la segreteria particolare del Ministro. Ne ha visti di ministri, a rotazione. Legislatura dopo legislatura. Lavorava spesso al loro fianco. Io sono cresciuto con le sue storie, con quelle vicende. Costruivo in me l’immagine di un uomo-istituzione elegante e raffinato, figlio sì della “vecchia politica” ma anche dell’eleganza formale, di una ferrea morale e di un concreto senso logico, carismatico. Per carità, come saggiamente riporta il detto metropolitano, “la gente che ha rovinato il mondo ha la cravatta e non i tatuaggi” però da quelle storie, di quella figura mi ero dipinto un’immagine diversa. Quella sorta di incantata allegoria che arriva ad oggi, quando bruscamente si scioglie, fino al Governo Renzi, quello dei senza cravatta, giovani dentro, superyeah!, ai Grillini, quelli senza etica né estetica, fino ad arrivare a lui, Alfano.

Angelino è un fenomeno e non lo sa. Ma non è un gioioso accostamento. Insomma, per fenomeno non s’intende il giovanotto dall’aria spensierata e gagliarda che ballava YMCA al raduno delle giovani marmotte del suo partito, al Sestriere, in occasione della scuola politica del NCD.
Angelino è un fenomeno vero, o almeno ne è parte; rappresenta esattamente quel disinteresse disincantato e disilluso tipico dei sinistri politicamente corretti (con la sambuca) de noantri. Quelli dal “Naaaa, ma quante sciuocchezze vai dicendo” facile, quelli che ripudiano l’oggettività e la realtà, che negano l’evidenza contribuendo a creare una flaccida e distorta visione globale delle cose. Lui è Angelino, per questo cade sempre dalle nuvole. Come quella volta che annunciò, col piglio di uno che ci sa fare, che non avrebbe dato scampo all’assassino delle tre sorelline di Lecco, che lo avrebbe scovato, acciuffato e gettato in gattabuia. Peccato che, mentre tentava di fare il ministro, i Carabinieri avessero già arrestato la colpevole, la mamma delle tre piccole e da qualche ora per giunta.

Ora, che in un paese globalizzato, iperstressato, mezzo scassato eppure in giro col vestito buono alle cene di galà dell’Unione Europea, gestire l’Ordine Pubblico sia cosa non facile lo sappiamo. Che ci sia la possibilità di infiltrazioni terroristiche, di continui sbarchi di immigrati, di improvvise calate di barbari metropolitani ne siamo ben a conoscenza. Ma che un Ministro dell’Interno arrivi sempre dopo i fuochi d’artificio, è altra cosa. Eppure faceva parte del gioco, anche quando Angelino accettò l’incarico. Proprio quando arrivavi a dire “No, peggio di Mancino nessun’altro”, arriva lui a smentire burocrati, addetti ai lavori e paesani tutti.
Ma qui non si tratta di aggiungersi alla fila di chi va reclamando testa e dimissioni di Angelino, di constatare ciò che già è palese. Mi chiedo, da cittadino, come caspita sia possibile nel senso vero del termine che lui sia lucidamente (ancora) Ministro dell’Interno in un Paese allo stremo, in cui serve polso vero. Suvvia, non facciamo i sofisticati, chiunque se lo starà chiedendo.

Angelino attore, la spalla del duo comico fiorentino Renzi-Alfano. Angelino il “fassista”, da segretario nazionale del PDL, rottamatore di Berlusconi, nuova espressione del centro destra, al pieno sostegno all’elezione renziana del Presidente Mattarella col suo Nuovo Centro Democristiano. Angelino di “Mare Mostrum”. Angelino e il calcio, gli Ultras del Feyenoord e Genny ‘a Carogna. Angelino e le ultime parole famose, più rassicurante di Max Pezzali: andrà tutto bene, giammai potranno esserci infiltrazioni terroristiche tra i migranti in arrivo sulle nostre coste. Angelino che si ricorda delle forze di Polizia – che ormai possono contare esclusivamente sulle loro spalle, sulla loro organizzazione e senso professionale – solo quando gli arrestano qualche schifosissimo tizio implicato con la strage del Bardo o tengono duro alle randellate piene di ganja ed idiozia di qualche rivoluzionario figlio della “Milano bene” portando a casa la pelle e la città. Angelino il twittarore, campione di salto con l’Hashtag.

La Top Three: “Leggo deliranti dichiarazioni di indignazione perché abbiamo avuto abilità di arrestare un sospettato di terrorismo” (abilità?) , “ Con la nuova agenda #UE per l’immigrazione abbiamo cominciato ad abbattere muro di #Dublino. Equa distribuzione dei migranti grande risultato” (equa distribuzione?) e su tutti: “Abbiamo approvato una buona legge elettorale che dà stabilità, rappresentanza e anche le preferenze (preferenzi ndr). Con #italicum la #giustadirezione” (buona legge elettorale che da rappresentanza?)
Un Disastro dall’Interno. Ma è mai possibile, senza risultare anacronistici, demodé o fuori luogo, interrogarsi se Angelino sia la persona più adatta a gestire gli “affari interni” di questo paese?

Continua a leggere

Il “fare” di Tosi. Ma fare che?

Condividi su:

Risultati immagini per siamo abituati a fare tosidi Alessio Mannino

Il candidato governatore ex leghista è contrario a fermare le opere sotto indagine. Con argomenti discutibili.

L’avevamo già pizzicato, a sostenere tesi discutibili sul rapporto fra politica (decisioni istituzionali) e magistratura (sentenze giudiziarie). Quella volta Flavio Tosi aveva commentato la condanna in primo grado del suo ex vicesindaco Vito Giacino come se, di fatto, non contasse nulla, perché «si è innocenti fino alla sentenza definitiva». Bella castroneria: si chiama “condanna” per qualcosa, mica così, a buffo. Oggi il candidato del «fare» alla guida della Regione Veneto ci regala un’altra perla. Alla tribuna elettorale su Rai 3 ha messo in chiaro che per lui il Mose, la Pedemontana, la Valdastico Sud, la Nogara mare e le altre infrastrutture in costruzione nel Veneto non si devono fermare in quanto sotto inchiesta dei giudici perché «se si fa così, in Italia, non se ne fa nemmeno una». Continua a leggere

Ravenna, cori islamici contro la processione in onore della Madonna: “Andate via di qui, andate via di qui!”

Condividi su:

Segnalazione di S.T.

Ravenna, cori islamici contro la processione in onore della Madonna: "Andate via di qui, andate via di qui!"

A Conselice (Ravenna) una processione mariana è stata turbata da alcunicori contro il mondo cattolico provenienti dalla sede di un’associazione islamica. Come riferisce Il Resto del Carlino domenica 10 maggio un centinaio di persone, fra cui diversi bambini che a breve riceveranno la Comunione, stavano sfilando per le vie del paese con l’immagine della Madonna in testa. Una volta raggiunta via Dante Alighieri, riferisce uno dei presenti, “alcuni ragazzini, che si trovavano al piano terra dell’edificio che ospita la sede dell’associazione di cultura islamica Attadamun, hanno intonato per alcune decine di secondi una sorta di coro del tipo Andate via di qui, andate via di qui”.

Le scuse – L’episodio di intolleranza religiosa ha scatenato le reazioni degli abitanti e dell’amministrazione locale. Dopo un incontro fra il sindaco Paola Pula e i rappresentanti dell’associazione islamica, sono arrivate le scuse della comunità attraverso una lettera formale destinata alla parrocchia. “L’accaduto, anche se riguarda il comportamento di alcuni bambini – ha commentato il sindaco Paola Pul – non è tollerabile e non va sottovalutato. Considero il comportamento tenuto dai rappresentanti di entrambe le comunità, la migliore risposta a qualsiasi strumentalizzazione del brutto episodio”.

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11789791/Ravenna–cori-islamici-contro-la.html

Continua a leggere

Timothy Radcliffe “Preti sposati e gay, la Chiesa (conciliare, n.d.r.) è aperta a tutti”

Condividi su:

Timothy Radcliffe  "Preti sposati e gay,  la Chiesa è aperta a tutti"Intervista con il ‘teologo del dissenso’, mentre escono due suoi nuovi libri: Prendi il largo (Queriniana) e Sguardi sul cristianesimo (Emp)

Prima dei princìpi il kerymga, e cioè l’annuncio del Vangelo. È il cuore della teologia di Timothy Radcliffe, maestro dell’ordine domenicano tra il 1992 e il 2001. Inglese, vive a Oxford nella Blackfriars Hall, istituzione dei domenicani dove è visiting professor il filosofo Roger Scruton. E nonostante porti avanti tesi ardite  –  ad esempio la possibilità di matrimonio per i sacerdoti  –  quando gira il mondo non viene accolto come il classico “teologo del dissenso”. Piuttosto, come uno studioso che dal cuore del cristianesimo occidentale sa pungolare la Chiesa perché si apra alla contemporaneità in modo intelligente. Prendi il largo, non a caso, è il titolo del suo ultimo lavoro pubblicato in Italia da Queriniana. Ma ha appena pubblicato per Emp anche Sguardi sul cristianesimo con Armando Matteo, e nei prossimi mesi uscirà per Editrice Missionaria Italiana un saggio sull’attualità della parola di Dio “che è anche per i manager della City”.

Padre, lei invita la Chiesa a “prendere il largo”. Fino a dove?

“Prima di decidere fino a dove, occorre domandarsi da dove partire. Spesso chi ha rinnovato la Chiesa non era sacerdote: san Benedetto, san Francesco, santa Caterina da Siena. La Chiesa può trovare nuove energie soltanto se si riconosce come comunità di battezzati. “Prendere il largo” significa riconoscere che basta il battesimo per partecipare della morte e risurrezione di Cristo. Quando venne chiesto a Wojtyla quale fu il giorno più bello della sua vita, rispose: “Il giorno in cui fui battezzato””. Continua a leggere

Quei 750mila euro di sbilancio incassati dai coniugi Occhetto

Condividi su:

Da Pieraccini all’ex pm Ayala ecco il tesoro portato a casa dai senatori. E la famiglia Occhetto è in attivo di 750mila euro

Giovanni Pieraccini, Mario Valiante e Karl Mitterdorfer sono nomi che, oggi, dicono poco al grande pubblico perché appartenenti a un’era politica ormai tramontata.

 Queste «colonne della Repubblica», ormai alla soglia dei novant’anni, fanno parte dell’elenco dei vitalizi assegnati dal Senato. Lontani dal Palazzo da più di trent’anni, hanno percepito l’assegno per tutto questo tempo e le erogazioni hanno superato di gran lunga il montante dei contributi versati durante una lunga e onorata carriera di parlamentari. Il risultato, però, è sconcertante. Lo sbilancio dell’ex ministro del Bilancio (perdonate il calembour, ma con Renzi ormai vanno di moda) Pieraccini – successore nel 1964 di Antonio Giolitti – è di oltre 2,5 milioni di euro, quello dell’ex dc Valiante di 2 milioni. Per l’altoatesino Mitterdorfer è superiore agli 1,75 milioni: niente male se si considera che il 95enne bolzanino da giovane optò per la Germania combattendo nella Luftwaffe e garantendosi una croce di ferro di seconda classe.

Il Giornale ha preso in esame l’elenco dei vitalizi in essere del Senato a fine 2014 e ha calcolato per cinquanta ex componenti dell’assise di Palazzo Madama la differenza tra il montante contributivo e le «pensioni» ricevute. Si è preso in esame un contributo medio annuo di 15.873 euro, la cifra grosso modo versata in media ogni anno dagli attuali senatori e comprensiva dell’ addendum per ottenere la reversibilità a favore di coniugi e partner. Come erogazione si è considerata la cifra netta dell’assegno vitalizio mensile. A scopo prudenziale abbiamo considerato sospesa l’erogazione in caso di assunzione di altri incarichi pubblici (consigliere regionale, assessore, eurodeputato, componente di organi costituzionali) sebbene la riforma del regolamento sui vitalizi che ne prevede lo stop risalga al 2012.

Si possono così osservare alcuni casi specifici. Ad esempio, i coniugi Occhetto hanno ricevuto circa 750mila euro in più di quanto abbiano versato. L’ex segretario del Pds è «indietro» di 235mila euro circa, mentre la moglie Aureliana Alberici ha già ottenuto oltre 500mila euro in più delle trattenute. La loro somma è pur sempre inferiore allo «sbilancio» di altri noti esponenti dei Ds come l’ex presidente della commissione Stragi, l’avvocato Giovanni Pellegrino (-1,27 milioni) o come il politologo Gianfranco Pasquino (-800mila euro). Dietro i tre recordmen citati all’inizio figura un ex parlamentare comunista come Sergio Flamigni che, abbandonato il laticlavio nel 1987 si è dedicato a scrivere di «caso Moro» e loggia P2. Con un vitalizio di 6.227 euro mensili è stato sicuramente più facile: in questi 28 anni, però si sono prodotti circa 1,7 milioni di quello che per un normale pensionato si definirebbe «buco previdenziale». Che, poi, insomma è più difficile parlare di mancate perequazioni e sentenze della Consulta per chi riceve poco più di 1.500 euro al mese di assegno Inps quando per gli ex parlamentari, come detto, l’economia è cominciata solo tre anni fa. Vale anche per l’ex sottosegretario dc Riccardo Triglia (5.692 euro e una posizione in rosso per un milione).

Prima della riforma, infatti, con meno di trent’anni in Parlamento si riceveva l’85,5% dell’indennità. Se si aggiunge che anche le legislature concluse prima del quinquennio naturale venivano considerate come intere, si ottengono i superassegni di Mitterdorfer (6.868 euro) e dei democristiani Pietro Pala e Giuliano Zoso (6.227 euro entrambi) che hanno ricevuto oltre un milione in più di quanto abbiano versato. Lo stesso dicasi per l’ex ministro socialista Giorgio Ruffolo (4.581 euro di assegno e 861mila euro di ammanco). Così nell’elenco compaiono nomi noti come quelli dell’ex pm Giuseppe Ayala (-297mila), di Nando Dalla Chiesa (-256mila) e del sociologo Franco Debenedetti (-210mila). Il vecchio sistema, inoltre, consentiva di accedere al vitalizio anche con una breve presenza in Parlamento: è il caso di due esponenti di centrodestra come Jas Gawronski e il regista Pasquale Squitieri che hanno ottenuto un trattamento minimo secondo i vecchi parametri (2.381 euro). Avendo versato pochi contributi, però, le loro rispettive posizioni sono già in rosso per 320 mila e 434mila euro rispettivamente. Le regole attuali sono un po’ più stringenti, ma non cambiano la sostanza della questione, ovvero se sia giusto ricevere un assegno «pensionistico» quando i contributi versati sono esauriti.

(1 – continua)

Continua a leggere

Buona Scuola, parla Malan (Fi): “Pd fissato con la teoria gender: se italiani sapessero la verità…”

Condividi su:
15 maggio 2015, Andrea Barcariol
Buona Scuola, parla Malan (Fi): “Pd fissato con la teoria gender: se italiani sapessero la verità...'

Intervistato da IntelligoNews, Lucio Malan, senatore di Forza Italia, non ha dubbi sulle finalità dell’emendamento sulla parità di genere inserito all’interno del ddl Scuola, da oggi all’esame della Camera (mercoledì prossimo è previsto il voto finale).

Anche nella riforma della scuola c’è un emendamento sulla parità di genere. E’ l’ennesimo tentativo del governo di far passare la teoria gender?

«Direi che questa è una fissazione
 del Pd che cerca di passare come un partito moderato. Si tratta di un estremismo ideologico voler imporre a tutti, a cominciare dai bambini, una teoria nata nell’ambito dell’estremismo femminista americano. Ormai la inseriscono ovunque, la finalità di questo emendamento è chiara, nonostante il linguaggio in codice che viene usato. Così come ormai è chiaro che essere favorevoli ai diritti significhi essere a favore dei matrimoni gay, delle adozioni e dell’utero in affitto. Parità di genere vuol dire andare nelle scuole a spiegare che avere un padre e una madre è una delle tante possibilità, si possono avere benissimo 2 padri o 2 madri. Dal momento che si dice che i bambini nascono sotto i cavoli e i cavoli si comprano al mercato, si possono comprare da soli, con la moglie o con il compagno. Di conseguenza bisogna spiegare ai bambini che essere stati comprati da 2 uomini è una cosa perfettamente normale».

Continua a leggere

Cara, è vero che ti amo, ma non si sa mai…

Condividi su:

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Dopo l’approvazione del divorzio breve, la prossima ”conquista civile” sarà il divorzio concordato prima di sposarsi
di Tommaso Scandroglio

Gli onorevoli Alessia Morani (Pd) e Luca D’Alessandro (Fi) sono i primi firmatari del cosiddetto divorzio breve. Sei mesi, al massimo un anno e si può buttare nell’inceneritore legale il proprio matrimonio. Gli stessi Morani e D’Alessandro stanno cercando di far approvare un altro disegno di legge volto all’uxoricidio legalizzato, quello concernente i patti prematrimoniali.
Il Ddl prevede l’inserimento nel Codice Civile del seguente articolo, l’art. 162 bis: «I futuri coniugi, prima di contrarre matrimonio, possono stipulare un patto prematrimoniale in forma scritta diretto a disciplinare i rapporti patrimoniali in caso di separazione personale, di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio».
In buona sostanza si tratta di questo: prima di sposarsi i nubendi mettono per iscritto le loro volontà in merito ai rapporti patrimoniali in caso di separazione o divorzio. Ad esempio possono decidere che una volta che si sono detti addio, l’uno versi all’altra una somma di denaro periodica, oppure le lasci in affitto una casa, oppure rinunci al mantenimento dell’altra parte salvo il diritto agli alimenti, oppure escluda «il coniuge della successione necessaria», come leggiamo nel testo del disegno di legge. Continua a leggere

Dalla Svizzera fanno sapere che “la Santa Famiglia non è più il modello ideale”

Condividi su:

Segnalazione di S.T.

CARDINALE ERDO

Primi botti in vista del Sinodo di ottobre…

Roma. Il cardinale Péter Erdo, arcivescovo di Budapest e relatore generale del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, ha avvertito che “una pressione senza legittimità teologica sicuramente causa soltanto una divisione ulteriore nella chiesa”. Insomma, meglio che non ci siano calate sull’Urbe di presuli decisi a rivoluzionare la morale sessuale cattolica – “noi non siamo una filiale di Roma”, aveva fatto sapere il cardinale Reinhard Marx, capo dei vescovi tedeschi e pronto ad andare per conto suo a prescindere dalle risultanze sinodali – ma piedi ben piantati a terra. “Sono questioni che vanno affrontate con precisione, con un grande senso di fedeltà alla tradizione e una grande sensibilità verso le possibilità che stanno dentro l’eredità teologica e istituzionale”, ha aggiunto Erdo, che lo scorso ottobre prese pubblicamente le distanze dalla relatio post disceptationem da lui stesso firmata (ma non scritta) che annunciava svolte radicali su divorziati e risposati, omosessuali, comunione spirituale e sacramentale.

Continua a leggere

1 72 73 74 75 76 77 78 120

Centro preferenze sulla privacy

Chiudi il tuo account?

Il tuo account verrà chiuso e tutti i dati verranno eliminati in modo permanente e non potranno essere recuperati. Sei sicuro?