Incontri contro la teoria gender nel veronese. Avvocato Gianfranco Amato, dei Giuristi per la vita. Modulo e consigli pratici ai genitori per difendersi. E altro.

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bambini

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/22-appuntamenti/655-12-settembre-2015-concamarise-vr-gender-cosa-significa

12 settembre, a Concamarise (Vr)

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/22-appuntamenti/659-15-settembre-2015-sommacampagna-vr-famiglia-scuola-societa-le-nuove-sfide-antropologiche-ed-educative

15 settembre, a Sommacampagna (Vr)

21 Colognola ai Colli, sala civica del Comune

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/scrittideisoci/22-appuntamenti/662-23-settembre-2015-cerea-vr-famiglia-scuola-societa-nuove-sfide-educative

23 settembre, a Cerea

La Croce Quotidiano – 3 settembre 2015

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/scrittideisoci/663-contro-l-ideologia-gender-a-scuola-7-pratici-consigli-ai-genitori – 5 settembre 2015

CONTRO L’IDEOLOGIA GENDER A SCUOLA, 7 PRATICI CONSIGLI AI GENITORI

di Gianfranco Amato

Settembre è un mese generalmente triste. Non solo perché è legato alla fine del sogno estivo, ma anche perché coincide con l’inizio delle attività scolastiche. Quest’anno, però, il ritorno sui banchi rappresenta un cruccio anche per i genitori degli studenti. La preoccupazione stavolta ha un nome inglese: gender. Molti si chiedono se e come verrà realizzata anche nelle scuole italiane [la] pericolosa forma di «sperimentazione educativa» sulla teoria gender […]

Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Il problema oggettivamente esiste: c’è un reale e concreto pericolo che si allarghi il numero di istituti scolastici che intendono introdurre corsi ispirati alla teoria gender. Di fronte a questo rischio, occorre che i genitori reagiscano in maniera razionale, lucida e serena. Non servono inutili allarmismi, ma occorre vigilanza nel prevenire e coraggio nel denunciare. Per questo riteniamo utile fornire ai genitori degli studenti sette consigli semplici e pratici, per poter affrontare in maniera concreta e operativa la questione.

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I nomi in codice del libro nero di Buzzi

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La segretaria del ras delle coop davanti ai magistrati spiega chi è stato pagato

Diciannove pagine per scoprire la verità sul «libro nero» di Salvatore Buzzi. Sui segreti della contabilità della coop. Sui sistemi escogitati per registrare le ingenti somme di denaro versate agli «amici». «I predetti manoscritti rappresentano la contabilità in nero – spiega Nadia Cerrito agli inquirenti nel corso dei due interrogatori – Non sapevo che fossero riferite alle movimentazioni finanziarie relative al pagamento di tangenti». Eppure, tra quelle pagine che compilava la segretaria di Buzzi, c’erano tutte le sigle utili a occultare i nomi di chi riceveva illecitamente denaro: «”E” sta per Emilio Gammuto…”Bipop” sta per Bioparco (lavori non fatturati) – spiega Cerrito – La “M” indica Marco Clemenzi. “S” è Salvatore Buzzi, il quale lo indicavo anche con la lettera “B”, ossia l’iniziale del suo cognome. La “P” Paolo Di Ninno…”C”indica Claudio Caldarelli…”Colt” è Sandro Coltellacci… la “V” sta per Vito Marchetto…”M.C.” Marco Clemenzi. Il 2 dicembre vi è la sigla ‘M.C.’ che, in questo caso, è riferita a una consegna di 20mila euro a Massimo Carminati, da parte di Buzzi…». Annotare una contabilità occulta non è cosa facile. Specialmente se i baschi…

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Proposta di matrimonio sodomita: scoppia l’applauso in chiesa

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MODERNISMO ARCOBALENO:

Trevor Harper ha chiesto al suo compagno di sposarlo e poi ha postato il filmato su You Tube per testimoniare l’accaduto. La particolarità è che Trevor la proposta l’ha fatta in chiesa, di fronte alla congregazione della First United Methodist Church di Austin, in Texas, e tutti i presenti, pastore compreso, sono scoppiati in un caloroso applauso. «Questa chiesa ha cambiato le nostre vite – scrive -. Tutti sono benvenuti, senza eccezioni. Come membri di questa incredibile chiesa-famiglia siamo cresciuti come cristiani, individui e come coppia. Dopo 9 anni insieme, non ho potuto pensare a nessun modo migliore per chiedergli di diventare mio marito. La tua sessualità non ti definisce».

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Vittorio Casamonica, il rom diventato un boss da un miliardo di euro

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Quanto accaduto col “caso Casamonica” non è una questione romana, ma una prassi tutta italiota, che abbiamo ben radicata nel Paese dal 1945  (Matteo Castagna)

Vittorio Casamonica, il rom diventato un boss da un miliardo di euroEra il “Re di Roma” ma nessuno lo sapeva, né le Istituzioni civili né quelle conciliari. Ma i vigili urbani sbugiardano il sindaco Marino: “Non poteva non sapere”… (n.d.r.)

di Salvatore Garzillo

Da zingaro a «Re di Roma». Vittorio Casamonica era arrivato in città negli anni Settanta: un semplice nomade abruzzese di etnia sinti. Se n’ è andato a 65 anni acclamato come un moderno imperatore. A vedere la foto sui maxiposter davanti alla chiesa, col vestito bianco immacolato e la croce di platino al petto, sembra quasi atteggiarsi a Papa. Storia lunga e violenta quella dei Casamonica.  Un impero partito con il commercio di cavalli, costruito col racket e tassi di usura dal 200 al 300%, consolidato col traffico di droga in mezza Europa, e infine ripulito attraverso il settore immobiliare e quello automobilistico.

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Il “Piano massonico per la distruzione della Chiesa Cattolica”

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Risultati immagini per Il “Piano massonico per la distruzione della Chiesa Cattolica”Leggete attentamente per comprendere quanto avanzata sia la crisi nella Chiesa, ovvero quanto la “Contro-Chiesa” si sia infiltrata nei Sacri Palazzi, occupandone i più alti incarichi. Un programma pianificato in 33 punti. E chi ha orecchie per intendere, intenda e occhi per vedere, veda:

FONTE: Rivista “TEOLOGICA” n.14 MAR/APR 1998 pag.22-25 Ed.Segno – Udine Italia

“Direttive del gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni, effettive del 1962”. (Aggiornamento del Vaticano II) Tutti i confratelli massoni dovranno riferire sui progressi di queste decisive disposizioni. Rielaborate nell’ottobre 1993 come piano progressivo per lo stadio finale. Tutti i massoni occupati nella Chiesa debbono accoglierle e realizzarle.

1
Rimuovete una volta per tutte San Michele, protettore della Chiesa Cattolica da tutte le preghiere all’interno e all’esterno della Santa Messa. Rimuovete le sue statue, affermando che esse distolgono dalla Adorazione di Cristo.

2
Rimuovete gli Esercizi Penitenziali della Quaresima come l’astinenza dalle carni del venerdì o anche il digiuno; impedite ogni atto di abnegazione. Al loro posto debbono essere favoriti atti di gioia, di felicità e di amore del prossimo. Dite: “Cristo ha già meritato per noi il Paradiso” e “ogni sforzo umano è inutile”. Dite a tutti che debbono prendere sul serio la preoccupazione per la loro salute. Incoraggiate il consumo di carne, specialmente di maiale. Continua a leggere

Così Obama impone Lgbt e aborto ai leader africani di domani

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Segnalazione Corrispondenza Romana

IS2C0444di Mauro Faverzani

«Voi siete il motore del progresso!»: così lo scorso 3 agosto, a Washington, Barack Obama ha caricato 500 giovani africani, che erano lì per lui, all’inaugurazione del programma di cui sono ospiti, lo Yali-Young African Leaders Initiative. Si tratta di una sessione di studi di sei settimane presso una delle più prestigiose università statunitensi. Il tutto assolutamente gratis. Spese e costi vengono interamente sostenuti dalle borse di studioMandela Washington. E’, questa, una “creatura” dell’attuale Presidenza Usa, per lo più sfuggita ai media, ma a torto; giunta alla sua seconda edizione, ne è già stata garantita la prosecuzione, anche dopo la fine del mandato di Obama alla Casa Bianca, nel 2017.

E proprio Obama, all’inaugurazione, si è rivolto ai 500 presenti, parlando loro per più di un’ora. Ha ripreso i temi-chiave dei discorsi tenuti in Kenya ed all’Unione Africana in Etiopia: buon governo, istruzione e posizione delle donne nella società. Spronandoli: «Questo programma vi aiuterà realmente a fare la differenza, quando tornerete nelle vostre case». E loro, i giovani, hanno risposto entusiasti: «Il sogno di Barack Obama ci dà le ali». In realtà, più che le ali, dà soldi, relazioni commerciali ed i contatti giusti; purché, in cambio,facciano esattamente quanto venga loro chiesto.

L’anno prossimo, lo Yali punta a farsi ancor più invasivo: raddoppierà il numero dei partecipanti, non più 500, ma mille giovani africani, tutti di età compresa tra i 25 ed i 35 anni. In pratica, la classe dirigente del domani. Tutti rigorosamente selezionati tra i migliori, i più promettenti, i futuri leader. Non solo. Verrà aperto un altro centro regionale Yali, questa volta ad Accra, in Ghana: è il quarto, dopo Dakar, Nairobi e Pretoria. Inoltre, nel 2016, a loro volta, almeno 80 giovani americani andranno in Africa, per studiare la leadership del posto. I nodi si stringono…

«Cambieremo l’Africa», hanno urlato in coro quei 500 giovani. Già, cambieremo l’Africa. Ma come? Che il Continente si opponga all’agenda Lgbt, all’aborto, all’eutanasia, ai “diritti riproduttivi”, alla “pianificazione familiare”, lo ha dimostrato e lo intende dimostrare chiaramente nell’aula sinodale, ma anche con leggi e decisioni governative coraggiose, pronte a rinunciare agli aiuti, quand’anche necessari, pur di non tradire le proprie convinzioni. Per questo, ora, Washington ha deciso di cambiare strategia: se i leader attuali non accettano imposizioni, quelli di domani, opportunamente indottrinati, forse lo faranno.

E’ quanto si evince dando una scorsa ai nomi degli sponsor, che han reso possibile il programma Yali e pagato le borse di studio Mandela Washington, grazie alle quali questi 500 giovani han potuto seguire la sessione di studi in modo totalmente gratuito. Chi più, chi meno, rappresentano comunque tutti una sorta di gigantesco spot elettorale dell’amministrazione Obama oppure si tratta di realtà orbitanti attorno alle Nazioni Unite, Unfpa (Fondo per la Popolazione) in testa, che è sinonimo di «salute riproduttiva, pianificazione familiare, diritti sessuali», spaziando dall’aborto all’ideologia gender.

Ma vi sono anche sigle più “esplicite” come Advocates for Youth, pronta a finanziare ovunque nel mondo l’agenda Lgbt e le lobby abortiste, al punto da prender recentemente le difese diPlanned Parenthood nonostante i video-choc che hanno denunciato gli aborti illegali da essa effettuati, nonché il traffico e la vendita di parti del corpo sezionate dai bambini abortiti. Ma altri attivisti del gender si trovano tra gli sponsor dello Yali, come il Council for Global Equality, ovviamente l’International Gay and Lesbian Human Rights Commission, lo Human Rights Watch, il National Democratic Institute, mentre il Population Council utilizza la lotta all’Aids ed all’Hiv per promuovere di fatto la cosiddetta «salute riproduttiva» ovvero contraccezione e aborto.

Quello che è stato assemblato dall’amministrazione Obama col programma Yali, dunque, rischia di essere una temibile arma di indottrinamento, per imporre ai popoli africani ciò ch’essi non vogliono. Ciò che è stato allestito è un gigantesco e complesso meccanismo umanitario, finanziario, mediatico, didattico ed educativo, con un solo scopo, ma molto preciso: formare la leadership di domani per deformare il volto dell’Africa di oggi

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Francia e Italia: preoccupante serie di blitz sacrileghi

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Defnitiva(Nocristianofobia.org) Sembra che i media abbiano paura a parlarne, eppure per descrivere certi atti c’è una sola parola: sacrilegio. Purtroppo, negli ultimi giorni, ne sono avvenuti diversi casi (nella foto, un’immagine che ne rappresenta una triste sintesi).

Nel cimitero di Uckange, nella Mosella, 15 tombe cristiane sono state profanate da ignoti. I malviventi hanno, in certi casi, addirittura sradicato crocifissi, statue della Vergine Maria, immaginette ed oggetti in bronzo. Rubati, spariti, volatilizzati. Secondo quanto riferito dal quotidiano Le Républicain Lorrain, l’episodio è probabilmente avvenuto in pieno giorno, lo scorso 9 luglio. 4 le denunce già pervenute alla locale Gendarmeria, altre sono attese nelle prossime ore, man mano che i familiari si recheranno in visita ai propri cari estinti. 3 statuette in bronzo sono state recuperate: erano state nascoste dentro lo stesso camposanto, probabilmente in attesa d’esserne sottratte definitivamente.

La scorsa settimana, invece, dalla chiesa parrocchiale di Saint-Vit, a Doubs, ignoti hanno sottratto la statua del Bambin Gesù di Praga, ritrovata nei pressi ridotta completamente in briciole. Il rimedio trovato è stato, però, peggiore del male: l’edificio sacro resterà chiuso nei giorni feriali e verrà aperto soltanto per la S.Messa domenicale. Del resto, non ci sono più preti residenti, dei sacerdoti africani premostratensi vengono solo per le funzioni liturgiche.

Secondo quanto pubblicato su L’Est Républicain, lo scorso 12 luglio in una chiesa di Saône la S.Messa domenicale delle ore 10 è stata invece interrotta da un pazzo, precipitatosi nel coro urlando: «Voi non conoscete la vostra religione, Gesù non è il suo vero nome…». Alcuni fedeli – specialmente mamme coi bambini – han lasciato il tempio, per tutelare i propri piccoli ed anche sperando che ciò bastasse per convincere l’intruso ad andarsene; alcuni uomini sono prontamente intervenuti, per farlo allontanare. Il parroco, don Guy Vernerey, di 77 anni, si è rivolto con toni concilianti al folle, subito eclissatosi ed allontanatosi a bordo di un’auto, di cui alcuni sono riusciti a trascrivere il numero di targa. A far problema è notare come fatti di questo tipo avvengano ormai sempre più frequentemente in Francia.

L’ennesimo caso è avvenuto lo scorso 13 luglio in Italia, a Jesolo Lido: qui quattro ventenni padovani hanno mandato in frantumi la statua della Madonna, sistemata in una nicchia ricavata sulle mura esterne di un’abitazione, in via Roma Destra. Non hanno poi resistito alla tentazione di immortalarsi con un selfiesul posto. Proprio mentre due passanti li notavano ed allertavano la Polizia.

Che li ha fermati poco dopo e condotti in Commissariato: alcune ore dopo i criminali sono andati a scusarsi dalle loro vittime. Ma nulla potrà restituire alla famiglia – che ha ovviamente sporto denuncia – una statua di enorme valore spirituale e affettivo: rappresentava infatti un voto, fatto due anni addietro dal padrone di casa (deceduto tre mesi fa di cancro) per la guarigione della moglie da un tumore alla testa. Al contempo, alla Madonna era stata affidata la protezione dell’intera famiglia.

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La famiglia multi-genitoriale ultima frontiera della rivoluzione gender

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Un ringraziamento particolare a TUTTI i lettori da parte dello Staff di Christus Rex che cura questo sito, che sta ottenendo il risultato delle 15.000 visualizzazioni giornaliere

Segnalazione Corrispondenza Romana

a-child-in-the-netherlands-is-going-to-have-five-parents-876-body-image-1438630930di Lupo Glori

Dall’Olanda arriva l’ultima tendenza nell’incessante processo di ridefinizione moderno della famiglia. Un processo di dissoluzione dell’istituto famigliare naturale che, procedendo per gradi, dalle famiglie allargate e ricomposte, frutto delle sempre più frequenti separazioni e divorzi, è arrivato a rivendicare la legittimazione sociale delle cosiddette “famiglie arcobaleno”, composte da persone dello stesso sesso. La nuova frontiera della famiglia è oggi rappresenta però dalle famiglie multigenitoriali, una particolare e paradossale struttura “famigliare” nella quale il bambino viene allevato, contemporaneamente, da più genitori legali appartenenti a nuclei famigliari differenti. Ad esempio una coppia gay e una coppia lesbica possono crescere il “proprio” figlio come fossero una sola famiglia, vivendo in famiglie separate.

Questo è infatti il folle quadretto famigliare formato da Jaco e Sjoerd, una coppia gay, e Daantje e Dewi, una coppia lesbica, raccontato da “VICE Netherlands”. I quattro si conoscono da dieci anni, e hanno deciso di avere e crescere un figlio insieme. Entrambe le coppie sono sposate, ma il rapporto tra Jaco e Sjoerd coinvolge anche una terza persona: un australiano di nome Sean che è il partner di entrambi da tre anni. A riguardo, Sjoerd spiega come sarebbe ben felice di convolare a nozze anche con Sean se solo la legge lo permettesse: ”Jaco e io siamo sposati da otto anni. Purtroppo non possiamo sposare Sean, altrimenti lo avremmo già fatto in un batter d’occhio“.

I cinque, oltre ai quali vi è anche un anonimo padre biologico, hanno firmato dunque un vero e proprio contratto di fronte al notaio, avente come oggetto i rispettivi compiti e doveri sull’educazione e crescita del nascituro. Come spiega Dewi: ”Cinque genitori con uguali diritti e doveri, divisi in due famiglie: queste sono le condizioni del contratto che tutti noi abbiamo firmato e sottoposto al notaio“.

Per realizzare il suo assurdo e perverso piano famigliare il quintetto è dovuto ricorrere ad alcuni stratagemmi, in quanto, nonostante i Paesi Bassi siano un paese all’avanguardia in termini di politiche familiari, la multi-genitorialità non è ancora contemplata. Secondo l’attuale legge olandese, un bambino può infatti avere un massimo di due genitori legali, e, all’interno di un matrimonio, i genitori sono di norma la madre biologica e il marito o la moglie di lei. Tuttavia, la legge prevede anche che alla madre biologica sia consentito nominare una terza persona come secondo genitore legale. Quest’ultima opzione è stato l’escamotage utilizzato dai cinque, cosicché, Jaco ha assunto il ruolo di genitore legale numero due in sostituzione di Dewi, altrimenti nominata per legge, in quanto moglie della partoriente Daantje. Dewi ha sottolineato come tale decisione sia stata presa di comune accordo per suddividere equamente i “poter legali” tra entrambe le famiglie, parimenti responsabili della crescita e dell’educazione del piccolo in arrivo: “Abbiamo voluto fare in modo che ci fosse un genitore legale in entrambe le famiglie, perché divideremo anche l’educazione“.

La famiglia multi-genitoriale rappresenta solo l’ultima aberrazione del processo di distruzione della famiglia naturale. Un iter ideologico fondato sul relativismo etico e sull’illimitata libertà individuale, il cui disastroso approdo contemporaneo è logico e coerente. Se il Sessantotto aveva proclamato la “morte della famiglia”, i teorici del gender affermano che “tutto è famiglia”, celebrando la nascita di qualsiasi tipo di unione. Un maniera abile e subdola per colpire al cuore l’istituto famigliare svuotandolo della sua unicità e peculiarità intrinseca.

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Gender as simbolic glue: un documento per rilanciare l’offensiva

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

genderdi Lupo Glori

La mobilitazione internazionale contro il gender inizia a dare i suoi frutti e sembra preoccupare, non poco, i suoi promotori, al punto da spingerli a redigere un’approfondita ed allarmata analisi della situazione, per individuare le falle della propria strategia e passare al contrattacco. [ leggi tutto ]

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E’ iniziata la resistenza: cittadini devastano palazzina destinata ai “profughi”

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20150804_241438695921207FRASSINELLE (Rovigo) – Atto di resistenza all’invasione, stanotte, a Frassinelle, paese in provincia di Rovigo, dove una palazzina composta da 14 appartamenti in via Romana a Chiesa, frazione del Comune polesano, destinata all’accoglienza di una sessantina di clandestini, è stata ‘colpita preventivamente’

Nella notte, ‘ignoti’ hanno rotto le tubature dell’acqua, provocando un allagamento generalizzato ai 14 appartamenti e danni per circa 50.000 euro all’affarista che avrebbe incassato quasi 50 mila euro al mese con l’accoglienza.

La palazzina presa di mira, in origine destinata ai manager dell’Ikea che avrebbe dovuto insediarsi nella vicina macroarea di Arquà e Villamarzana e che poi ha abbandonato il progetto, ha a fianco uno stabile gemello.

Ma attenzione, perché anche il secondo stabile sarebbe pronto ad ospitare altre decine di clandestini: un vero e proprio business per l’affarista e imprenditore edile vicentino.

Sull’accaduto il sindaco di Frassinelle Ennio Pasqualin (Pd): «Escludo sia qualcuno dei miei 1.450 concittadini. Questo atto vandalico è di matrice politica, ed è riconducibile a sigle eversive di destra».

Si si, come no.

E’ inevitabile che i cittadini reagiscano in modo sempre più disperato, quando imponi loro presenza di ‘ospiti’ indesiderati. Alla dittatura, si risponde con la resistenza.

Non sarebbe più semplice chiedere ai cittadini se non sono d’accordo? Ah no, questa è democrazia.

Fonte: http://voxnews.info/2015/08/04/e-iniziata-la-resistenza-cittadini-devastano-palazzina-destinata-ai-profughi/ Continua a leggere

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