Il buonismo sui fatti di Colonia è pura idiozia

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Segnalazione Quelsi

by Patrizia Grilli

colonia2-kbV-U43140741506299lpE-656x492@Corriere-Web-SezioniGermania, Colonia, ultimo dell’anno. Storia di una notte infernale per giovani donne che volevano essere libere di festeggiare in strada La cronaca a fatica é riuscita a raccontare una notte di violenza psicologica e fisica perpetrata dal “branco” di origine nord africana. Palpeggiamenti, insulti, vestiti strappati, scippi, un’orda di mani addosso. Testimonianze raccapriccianti fatte di terrore, rabbia, impotenza. Forze dell’ordine incapaci di contenere l’assalto, impreparate e stupite.

I nodi vengono al pettine e la Germania, tanto aperta all’accoglienza per i propri fini economici, paga il dazio dello scontro tra culture diverse che non prevedono integrazione. Quando la notizia é iniziata a trapelare fuori dai confini tedeschi, la sinistra italiana si é chiusa nel mutismo di chi non sa come affrontare un conflitto ideologico: difendere le donne o l’immigrazione?

Le prime timide reazioni sono state negazioniste, poi è partita la solita accusa di razzismo, infine l’ignobile silenzio. Nessuna Boldrini ha proferito parola di vicinanza per le donne aggredite o di accusa contro un migliaio di teppisti pronti a sollazzarsi con quella “cosa” definita femmina. Certo, se fossero stati schifose”teste rasate” sarebbe stato tutto più comodo. Invece, che piaccia o meno alle anime belle, erano perlopiù magrebini. Meglio rispolverare un comodo “se la sono cercata”, proporre un decalogo di comportamento consono e insabbiare la testa quando si tratta di porre un monito verso politiche immigratorie chiaramente fallaci e pericolose.

Questo non è più buonismo ma vera idiozia. Continuiamo, come  scritto in precedenza, a sottovalutare il pericolo delle reazioni incontrollate di intolleranza che la falsa integrazione genererà in Germania e non solo. “Il sonno della ragione genera mostri “, lo sappiamo ma rimaniamo a dormire.

P.s: alleghiamo un tweet di donna Prassede Boldrini per evidenziarne la SUA non lungimiranza
tweet boldrini colonia

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‘Libertà religiosa!’… e spunta l’ennesimo tempio satanico

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satanicoIl grimaldello utilizzato è sempre quello della «libertà religiosa», volutamente intesa come anarchia spirituale in nome della quale tutto dovrebbe essere concesso, anche il male. E’ stato così lo scorso ottobre con la sedicente «grande chiesa di lucifero» ad Old Spring Town, nel Texas. Fu così anche per il tempio pagano in Islanda.

Ed ora, di nuovo. Come riportato dall’agenzia Médias-Presse-Info, nella località di Quindio, in Colombia, è stata eretta un’altra “chiesa”, dedicata al culto satanico. Tra i timori e le proteste dei residenti, che han già dichiarato alle forze dell’ordine di non gradire i nuovi vicini di casa.Inquietudine, giustificata anche dalle parole, di buon senso, espresse dal comandante di Polizia locale, colonnello Ricardo Suarez, il quale ha ricordato come, «sebbene in Colombia si rispetti la libertà di culto», questo genere di iniziative vada «monitorato con intelligenza, poiché non si può sapere qual genere di pratiche possa avervi luogo». Al che, sussistendo evidentemente una rilevante percentuale di pericolo, ci si chiede per quale motivo vengano autorizzate, in nome di principi tanto alti quanto malintesi… Continua a leggere

Mattarella: poche idee (e ben confuse) a reti unificate

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Mattarelladell’ Avv. Marco Mori

Un Mattarella con poche idee e davvero molto confuse, quello che abbiamo ascoltato nel discorso di fine anno. Mattarella è l’ennesimo Presidente fortemente inadeguato, messo al Quirinale unicamente per non disturbare i comodi delle grandi lobby finanziarie.

Qui di seguito troverete in corsivo il suo discorso integrale intervallato dal mio commento.

“L’anno che sta per concludersi ha recato molte novità intorno a noi: alcune positive, altre di segno negativo. Questa sera non ripeterò le considerazioni che ho fatto, giorni fa, incontrando gli ambasciatori degli altri Paesi in Italia sulla politica internazionale, e neppure quelle svolte con i rappresentanti delle nostre istituzioni. Stasera vorrei dedicare questi minuti con voi alle principali difficoltà e alle principali speranze della vita di ogni giorno. Continua a leggere

I mercati non vogliono la pace in Siria: “Crollerebbe il petrolio”

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Segnalazione Quelsi

siria-mappaIl sito finanziario MarketWatch ha individuato per il 2016 i “cigni neri”, ossia cinque eventi che se si verificassero manderebbero a picco non solo le borse ma anche alcuni paesi ed istituzioni. Tra questi eventi c’è la pace in Siria, che secondo gli analisti del sito manderebbe ancora più giù il prezzo del petrolio. Marcello Bussi su Milano Finanza ha riportato quali sono i cinque cigni neri.

di Marcello Bussi

Il sito MarketWatch ha individuato cinque cigni neri che potrebbero fare tremare i mercati nel 2016. Eccoli:

1 – Il rinvio della presentazione del nuovo modello di iPhone (il 7 e il 7-Plus), prevista a settembre. Difetti nel design o ritardi della produzione in Cina potrebbero costringere Apple a rinviare il lancio dell’iPhone, che traina i profitti del gruppo. Un evento del genere minerebbe l’intero settore tecnologico, provocando un crollo delle borse.

2 – Un fondo sovrano potrebbe liquidare i suoi asset a causa del crollo dei prezzi del petrolio. L’Arabia Saudita, per esempio, ha cominciato a tagliare la spesa pubblica, ma per uno Stato è più facile attingere alla liquidità del proprio fondo sovrano che tagliare i salari. In tutto i fondi sovrani hanno asset del valore di circa 3.400 miliardi di dollari. Se i guai di un Paese dovessero aggravarsi a causa di nuovi ribassi dei prezzi del petrolio, il suo Fondo sovrano potrebbe essere costretto a vendere gli asset, assestando un brutto colpo alle borse.

3 – Le dimissioni di Mario Draghi sarebbero una disgrazia per i mercati poiché il presidente della Bce è il banchiere centrale più rispettato dai trader. Il suo mandato scade nel 2019. Ma se il presidente del Consiglio Matteo Renzi dovesse dare le dimissioni, Draghi potrebbe sentirsi in dovere di tornare in Italia per rimettere a posto la situazione. Oppure, logorato dalla guerra di posizione che gli muove la Bundesbank, potrebbe decidere di prendere il posto di Christine Lagarde, il cui mandato scade l’estate prossima, alla guida del Fondo Monetario Internazionale. Sulla poltrona più alta della Bce potrebbe allora sedersi il numero uno della Buba, Jens Weidmann, e in men che non si dica l’eurocrisi tornerebbe ad acutizzarsi, con tutte le prevedibili conseguenze negative sui mercati.

4 – Una delle tante startup tecnologiche valutate più di 1 miliardo di dollari, i cosiddetti unicorni, alla prova dei fatti potrebbe sgonfiarsi. Se i modelli di business di Airbnb o Uber possono giustificare queste mega valutazioni, non si può dire lo stesso di tutti gli altri 143 unicorni. Nel momento in cui venisse scoperto il bluff di un paio di loro, le borse se la vedrebbero brutta

5 – La pace in Siria sarebbe una vera catastrofe per i mercati. Il motivo è semplice: il prezzo del petrolio crollerebbe fino a 10 dollari al barile, portando sull’orlo della bancarotta molti Paesi produttori e riducendo drasticamente i profitti dei gruppi petroliferi. E’ molto improbabile che la pace venga raggiunta al tavolo delle trattative. Ma se il presidente Bashar al Assad fosse costretto con la forza a lasciare la Siria, lo Stato islamico potrebbe essere sconfitto rapidamente dall’azione combinata della Russia, delle forze locali e dei Paesi occidentali. Una volta crollato in Siria, lo Stato islamico verrebbe facilmente sloggiato anche dalla Libia e così la produzone di petrolio salirebbe ulteriormente. Come conseguenza di questi eventi, il petrolio a 10 dollari non sarebbe affatto un’ipotesi da fantascienza.

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Le coop friulane peggio di Banca Etruria: truffati migliaia di risparmiatori

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

legacoopC’è una nuova Banca Etruria, ma stavolta non riguarda la Toscana, bensì il Friuli e tira in ballo le coop. Ci sono migliaia di risparmiatori truffati, ancora una volta, da facili promesse. E a farne le spese sono ancora pensionati e casalinghe, mamme, papà, nonne, nonni, persone che hanno lavorato una vita per dare un futuro di serenità ai propri figli e nipoti.

Scrive Il Giornale:

Certificati azionari piazzati a un esercito di pensionati e casalinghe. Libretti di deposito per tutti, papà, mamma, nonno, suocera e sì, anche per il figlioletto di dieci anni, così «avrà qualcosa da parte». Senza alcun prospetto informativo, perché non c’è alcun rischio, solo laute garanzie, certezza dell’investimento e una sicura ipoteca sul futuro.Poi, d’improvviso il crac, i soldi bruciati e le notti trascorse con la luce accesa: le stesse che ora tolgono il sonno a obbligazionisti e azionisti di Banca Etruria sono un film già visto per i risparmiatori beffati dalle due più gravi crisi nella storia delle cooperative di consumo, che in Friuli Venezia Giulia hanno travolto 130 milioni di euro e 20mila soci tra Cooperative Operaie e Coop Carnica.

Nessuno qui, è sceso in piazza a manifestare. Nessuna delegazione grillina ha guidato una protesta sotto Montecitorio con al collo la cifra dei risparmi perduti. Il popolo coop ha pianto nel silenzio per mesi, soffocando la rabbia nella «vergogna di essere finito sulla soglia della povertà». Figli che non hanno ancora il coraggio di dire la verità ai genitori per timore di malori, famiglie che forse dovranno vendere la casa, giovani con il sogno svanito del master e di una specializzazione. E un suicidio. È il copione di una tragedia sociale, quello che insieme alla crisi che ha colpito le banche venete oggi ferisce il laborioso Nord est.Silvia, che vuole restare anonima, è vedova, ha due figli a carico. In azioni di Coop Carnica aveva 70mila euro, «sacrifici di una vita».

Con il tonfo finanziario i suoi soldi sono stati i primi a essere inghiottiti. Come vive? «Con la pensione di reversibilità di mio marito, ma la fine del mese non arriva mai. A mio figlio ho detto che non si sarebbe iscritto all’università. Ma degli amici ci hanno aiutato a mettere insieme la prima rata». Perché tutto in azioni di una cooperativa? «Era lo strumento più sicuro, dicevano, meglio che il conto in banca». E ora – al netto delle promesse di rimborso incerto e parziale contenute nei piani di concordato e nella solidarietà della sorella Coop Nordest – di fronte al fondo di risoluzione annunciato dal governo per tamponare l’emergenza delle quattro banche saltate, i soci gridano all’«assonanza» che lega i due estremi del «risparmio tradito». Il Friuli come Arezzo, cooperative come banche.

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Magistratura rossa: giudice assolve il compagno Penati (Pd), Il sistema Sesto “non esiste”

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L’ex presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni, Filippo Penati (Pd), è stato assolto dal tribunale di Monza, presieduto da Giuseppe Airò, nell’ambito del processo sul cosiddetto “Sistema Sesto”. Penati era imputati di corruzione e finanziamento illecito dei partiti ed è stato assolto perché “il fatto non sussiste”. Anche gli altri nove imputati nell’ambito dello stesso processo sono stati tutti assolti. Per Penati l’accusa aveva chiesto una condanna a 4 anni. “Esce pulita la mia immagine di politico e amministratore”. Così l’ex presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni commenta la sentenza che lo ha completamente assolto. Continua a leggere

Se sul National Geographic c’è Maria e su San Pietro c’è una scimmia

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Paradossalmente, nel giorno dell’Immacolata, si sarebbe dovuto cercare sulla rivista ecologista e non sul cupolone l’immagine della donna che disse “sì” a Dio

Tutti i bambini avranno fatto “oh!” nel vedere la facciata di San Pietro illuminarsi di sagome di animali esotici, lupacchiotti e leoncini, pappagallini e meduse, stormi di uccelli e branchi di tonni. È pur vero che mancava l’attacco dello squalo bianco e la natura nel suo dinamismo letale. L’elefante che sconquassa il villaggio africano piuttosto che il pitone che stritola e ingoia la sua preda. Tutto quanto è veramente natura, come la forza spietata dell’istinto di adattamento e di conservazione, è stato delicatamente espunto dallo spettacolo di tenerezze e emozioni che, con la scusa di onorare l’enciclicaLaudato si’, è stato suscitato in san Pietro in onore di Madre Natura.

madonna-national-geographic-copertinaParadossalmente, nel giorno della Misericordia annunciata dall’Anno Santo e giorno di Maria Immacolata, madre di Gesù, si sarebbe dovuto cercare sul National Geographic invece che sul Cupolone la notizia del “sì” di una donna che ha reso possibile la misericordia definitiva di Dio-uomo, Amico dell’uomo, nel Natale che stiamo per celebrare. E, in effetti, mai ci fu numero della nota rivista ecologista che ebbe tanto successo come l’ultimo che racconta in copertina la straordinaria vicenda di Maria nel reportage di una rinomata giornalista laica che è andata (e ha trovato) in giro per il mondo i segni della attuale, misteriosa e misericordiosa presenza della “Madre di Dio”.

D’altra parte, come raccontano le cronache estasiate dalle tre ore di spettacolari immagini ispirate ai temi di madre terra e dei suoi virginei cuccioli, al clima e alla salvaguardia della biodiversità, sembra che gli esseri umani siano contemplabili solo dal punto di vista della pena e compassione che fanno. Visti nella loro condizione di poveri del primo mondo. Oppure di bambini affamati del terzo. E anche se sotto Natale gli esseri umani – specialmente i bambini – si propongono ai nostri sguardi con lo spot di una Ong e un numero verde della raccolta fondi, sono niente (gli esseri umani, anche i più sfortunati) davanti a quelle emozioni e tenerezze generati dall’incantevolezza di animali, meglio se cucciolini; e luoghi e paesaggi, meglio se non ci ricordano l’ecatombe di uno tsunami.

Dopo di che, ritornando a questo nostro mondo comune che brucia da Oriente a Occidente, ok: lo smog è un disastro e ci saranno cataclismi se il clima aumenterà di 4 gradi nel 2100. Ma già adesso questo mondo si inerpica su per le più inimmaginabili atrocità (e sappiamo oramai che cos’è l’homo sapiens secondo il Califfato) e scodella in mare migliaia di reietti – propagandisticamente accolti con un “Evviva” e poi con la stessa identica leggerezza propagandistica con un “Abbasso” dalla signora Europa di Angela Merkel (la personalità dell’anno secondo Time). Insomma, cosa sta per finire oltre la tigre bianca e il pesciolino blu? Forse che anche papa Francesco, mentre scende quelle scale di San Pietro visibilmente affaticato e a viso duro, ha anch’egli avuto un attimo di presentimento, di turbamento?

C’è forse un presagio in quella facciata di San Pietro trasformata in una copertina-schermo di nessun lontano ricordo della ragione per cui esiste San Pietro? Ottimo lo scopo benefico di quel meraviglioso teatro per immagini che ha attirato più folla che l’apertura della Porta Santa. Ma beneficenza per chi? Pare che il Solov’ëv e il suo de profundis sui bizantini potrebbe interessare anche noi.

«Se non si tenesse in conto il lungo lavorio anticristiano del Basso impero, non vi sarebbe nulla di più sorprendente della facilità e della rapidità che caratterizzarono la conquista musulmana. Cinque anni furono sufficienti per ridurre a un’esistenza archeologica tre grandi patriarcati della Chiesa orientale. Il fatto è che non vi erano conversioni da compiere, ma solo un vecchio velo da strappare. La storia ha giudicato e condannato il Basso Impero. Esso non solo non ha saputo compiere la propria missione – fondare lo Stato cristiano – ma si è attivamente adoperato per far fallire l’opera storica di Gesù Cristo. Non essendo riuscito a falsare il dogma ortodosso, lo ha ricondotto a una lettera morta; ha voluto minare alla base l’edificio della pace cristiana attaccando il governo centrale della Chiesa universale; e nella vita pubblica ha sostituito la legge del Vangelo con le tradizioni dello Stato pagano. I Bizantini hanno creduto che, per essere veramente cristiani, fosse sufficiente conservare i dogmi e i riti sacri dell’ortodossia senza preoccuparsi di cristianizzare la vita sociale e politica; hanno creduto che fosse cosa lecita e degna di lode confinare il cristianesimo nel tempio e abbandonare l’agone pubblico ai principi pagani. Non poterono certo lagnarsi del loro destino. Hanno avuto quello che volevano: hanno conservato il dogma e il rito e solo la potenza sociale e politica è caduta in mano ai musulmani, eredi legittimi del paganesimo».

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Verona: ennesimo scandalo ecumenico “conciliar-islamista” in Gran Guardia

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Dialogo aperto tra musulmani e cristiani stasera in Gran Guardiadi Matteo Castagna e Maurizio-G. Ruggiero*

Il Comitato contro il relativismo religioso denuncia l’ennesimo scempio relativista che si terrà questa sera presso la Gran Guardia di Verona con l’immancabile patrocinio dell’attuale amministrazione comunale e con la Curia diocesana benedicente un dialogo impossibile con l’Islam.

Questa assemblea sincretista, condannata duramente da tutti i Papi pre-conciliari, è l’evidente pretesto per parlare ipocritamente di una presunta “pace” terrena, di una presunta fratellanza di matrice massonico-liberale, che il Magistero Perenne della Chiesa Cattolica (in particolare l’Enciclica Mortalium Animos di S.S. Pio XI, 1928) dichiara come inutile, effimera e sacrilega. Pax Christi, in Regno Christi! Non può esservi vera Pace se non nel Regno di Cristo, che gli islamici, così come tutte le false religioni, non riconoscono come Figlio di Dio o addirittura Lo bestemmiano.

I calabraghe buonisti conciliari sono complici dell’invasione attuale, spacciando la vera carità (aiuto a casa loro!) con l’accoglienza indiscriminata, spesso in nome di un business sulla pelle delle persone, che grida vendetta al cospetto di Dio!

E’ evidente che in uno Stato tradizionale cattolico non sarebbe mai potuta nascere una scuola per imam (la più grande d’Italia, a San Giovanni Lupatoto VR), poiché non vi sarebbe mai potuto essere spazio per la propaganda dell’errore anti-cristiano. Oggi, invece, a causa delle leggi della moderna democrazia, tutti possono diffondere l’eresia ed è a causa di questo che l’Occidente è malato e destinato a soccombere, se non ritrova la forza della propria identità cristiano-cattolica di sempre, rigettando le false gerarchie figlie del Conciliabolo Vaticano II e estirpando il cancro liberale che ammorba l’Europa. I cattolici tradizionalisti non mancheranno di levare forte la loro voce contro questo relativismo religioso foriero di castighi dal Cielo.

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Oscena pantomima di Bergoglio ad Assisi con 31 clandestini: mancherà solo ISIS, forse…

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bergoglioArriva il boss della multinazionale dell’accoglienza ad Assisi. E farà le cose in grande.

Ci saranno anche 31 sedicenti profughi oggi, domenica 6 dicembre, alla cerimonia di accensione dell’albero di Natale e del presepe della piazza inferiore della Basilica di San Francesco d’Assisi insieme a Bergoglio (che lo farà in collegamento da Roma, mica è scemo): business is business. E al Vaticano rendono più della droga.

Per l’occasione è stato installato anche uno dei barconi che ha viaggiato nel mar Mediterraneo e ha portato nove tunisini fino all’isola di Lampedusa nel marzo del 2014. Nove tunisini! Islamici. E clandestini. Roba da arresto immediato di chi ha concepito questa oscena sceneggiata.

E si viene a sapere, che i 31 profughi sono ospitati dalla Caritas diocesana di Assisi: e ognuno di loro rende 35 euro. Sono provenienti da Afghanistan, Camerun, Iran e Nigeria. Tutti paesi senza guerre. Tutti, anche l’Afghanistan.

E per concludere la pietosa marchetta, anche un ufficiale della Marina militare che ha raccattato i clandestini in Libia. Perché i collaborazionisti si premiano, anche se al popolo fanno schifo. Continua a leggere

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