Gli affari milionari di “don” Mazzi con i “profughi”

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Risultati immagini per don Mazzi“Accoglienza-Business”: Christus Rex e Forza Nuova lo denunciano pubblicamente da anni… Leggete qui:

GLI AFFARI CON I PROFUGHI: SCUSA, MA QUANTI NE OSPITI?

Grazie ad un articoletto di gossip su Corona del ‘giornale’ CHI, abbiamo finalmente capito il perché delle simpatie politiche di Don Mazzi, il presunto prete, non poteva che ospitare presunti profughi.

Il settimanale “Chi” pubblica le immagini della nuova vita di Fabrizio Corona, affidato alla comunità Exodus di don Mazzi, quella che non paga gli affitti.

Il settimanale mostra le immagini – evidentemente concordate (e pagate) con il’prete’ – di una giornata di Corona impegnato nella sede staccata della comunità a Gallarate, dove sono ospitati, veniamo a sapere, una trentina di sedicenti profughi nigeriani.

«Ammetto che Fabrizio si sta comportando bene», dice Don Mazzi a “Chi”. «Rispetta gli orari e gli obblighi previsti dal suo protocollo all’interno della comunità. Non si lamenta (e ci mancherebbe!) quando deve pulire i bagni o cucinare per tutti. Soprattutto mi stupisce la sua ubbidienza. Quando parlo, quando mi arrabbio, lui ubbidisce. Comunque oggi Corona è felice. Credo che gli manchi l’amore, una donna, una ragazza».

A parte Corona, che serve a Don Mazzi per farsi pubblicità, si spiegano meglio le parole del ‘prete’: ogni ‘profugo’, alle coop e alle cosiddette associazioni, genera 35 euro al giorno. Lui ne ospita 30 in una delle sue tante sedi. Se viene pagato, sono oltre mille euro al giorno. Oltre 365 mila euro l’anno per una sola sede.

Non male.

Quindi la domanda a Don Mazzi: quanto guadagni coi profughi? Quanti ne ‘ospiti’ nelle tue comunità a spese nostre?

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Dopo i Video-Choc, Obama e i democratici difendono ancora Planned Parenthood

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

La multinazionale dell’aborto gestisce un traffico di organi di bambini abortiti eppure i politici americani la difendono ed anzi invocano la censura sui tre video che hanno smascherato il vile commercio (noi ve li mostriamo sottotitolati in italiano)
da No Cristianofobia

Incredibile! Il Partito Democratico americano, guidato dal Presidente Barack Obama,ha espresso «solidarietà» a Planned Parenthood, accusata di un traffico degli organi dei bambini abortiti presso le proprie strutture, ed ha anzi chiesto l’avvio di un’indagine nei confronti del Cmp-Center for Medical Progress, l’organizzazione pro-life che ha scoperto e reso pubblico lo scandalo, grazie a due video registrati con una telecamera nascosta da propri attivisti, fintisi compratori d’organi. Nei filmati si vedono e si sentono chiaramente alti funzionari della multinazionale dell’aborto vendere parti dei feti umani ad un costo compreso tra i 35 ed i 100 dollari, trattando anche sul prezzo.

SANZIONI CONTRO I PRO-LIFE CHE HANNO PRODOTTO IL VIDEO CHOC
Con una lettera, inviata al Procuratore Generale degli Stati Uniti, Loretta Lynch, ed al Procuratore Generale della California, Kamala Harris, gli esponenti democratici del Congresso Jan Schakowsky, Zoe Lofgren, Jerry Nadler e Yvette Clarke, pretendono sanzioni esemplari nei confronti della meritoria sigla pro-life, “rea”, a loro dire, «da diversi anni di macchinazioni», nonché d’aver pubblicizzato le immagini ed i dialoghi senza il consenso degli interessati: un pretesto formale viene cioè contrapposto all’indegna e terrificante macelleria smascherata.
Secondo il Center for Responsive Politics, nel 2014, 153 parlamentari democratici hanno ricevuto oltre 676 mila dollari da Planned Parenthood. Lo stesso Presidente Usa, Barack Obama, per la sua campagna elettorale del 2012, ha ricevuto dalla multinazionale dell’aborto ben 1,7 milioni di dollari. Del partito repubblicano, invece, solo il deputato Richard Hanna ha ricevuto 2.823 dollari.
Secondo Lofgren, anzi, Planned Parenthood sarebbe «un’istituzione assai rispettata ed importante per la comunità», mentre Schakowsky critica il Cmp, imputandolo di un’indicibile bassezza ed accusando tutti gli attivisti per la Vita di non fermarsi «di fronte a nulla nei propri sforzi tesi a minare il diritto di scelta della donna». Parole indegne di un esponente del Congresso americano.

NESSUNO CI FERMERA’
Il Cmp, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di fermarsi: anzi, ha annunciato la diffusione di altri video che inchiodino alle proprie responsabilità gli autori di questo mercato disumano, video realizzati grazie ad un’indagine durata tre anni e denominata «Capitale umano».
Ad oggi, sono ben otto gli Stati federali, che hanno avviato indagini contro le cliniche di Planned Parenthood, dopo la diffusione dei video contestati: si tratta del Kansas, della Georgia, della Louisiana, del Texas, dell’Ohio, dell’Indiana e dell’Arizona.
Il governatore del Kansas, Sam Brownback, ha anzi assicurato che il proprio Stato «mantiene l’impegno di promuovere una cultura rispettosa della dignità della vita a qualsiasi età».
Dal canto suo, la Commissione per l’Energia ed il Commercio della Camera dei Deputati americana ha inviato una lettera al presidente di Planned Parenthood, Cecile Richards, con cui le si chiede ufficialmente di presentarsi il prossimo 31 luglio, per difendersi e chiarire le accuse mosse all’istituzione che rappresenta.

Nota di BastaBugie: per i dettagli su ciò che è riportato nell’articolo basta andare al link sottostante
PLANNED PARENTHOOD E IL TRAFFICO DI RESTI DI BAMBINI ABORTITI
Con una telecamera nascosta, la ABC News svela gli orrori della più grande catena di cliniche abortiste d’America (sconsigliamo la lettura a persone facilmente impressionabili)
di Federica Paparelli Thistle
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3843

Ed ecco i tre video-choc che Obama vuole censurare:
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Il terrorismo sionista

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Risultati immagini per terrorismo sionistaA cura e su segnalazione di Federico Prati

SINTESI STORICA ESSENZIALE PER LA COMPRENSIONE DEL DOCUMENTO

Al declino dell’impero Ottomano, a partire dal 1880, gruppi di ebrei europei emigrarono in Palestina dove stabilirono alcune colonie. Fondarono il movimento Sionista, da cui presero il nome di sionisti.
Nel 1914, gli immigranti sionisti in Palestina erano 85.000, gli arabi musulmani e cristiani erano 500.000, ai quali si aggiungevano gli ebrei cosiddetti Ottomani (già presenti da tempo in Palestina e perfettamente integrati).
Nel 1916 le potenze europee siglarono l’accordo di Sikes-Picot: si trattava del piano alleato per dividere l’impero Ottomano (in disfacimento). Gli inglesi di fatto divennero la potenza coloniale in Palestina.
Nel 1921 cominciarono gli scontri fra arabi ed ebrei (a Jaffa 200 morti ebrei e 120 morti arabi).
Nel 1922 l’Inghilterra ricevette dalla Lega delle Nazioni il Mandato per la Palestina.
I rapporti fra arabi e sionisti si deteriorano, e nel frattempo le tensioni vengono peggiorate dalla ulteriore ondata di immigrazione di ebrei che fuggono dalla furia genocida di Hitler.
Cominciano le proposte inglesi di formazione di 2 Stati separati. Esse scontentano sia gli arabi che i sionisti, e le violenze nel frattempo aumentano. È a questo punto che i sionisti si organizzano in gruppi di guerriglia. Continua a leggere

Calabria, simbolo di un’Italia piena di contraddizioni

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Calabria, simbolo di un’Italia piena di contraddizionidi Marco Ianes

Tempo di vacanze, così si decide di partire per la Calabria, costa ionica, dove il mare è splendido. Partenza notturna, alle 2, per evitare il traffico e così transitiamo da Bologna alle 5 del mattino, velocemente e senza problemi. Decidiamo di prendere la via perNapoli, quindi indirizzandoci verso la Salerno- Reggio Calabria che da qualche anno non percorro, spinto dalla curiosità di vedere se davvero i lavori sono stati portati avanti come sostenuto da molti esponenti politici.

I miei ricordi vanno a sei anni fa, ultima volta che transitai da questa arteria che per oltre trent’anni è stata massacrata dai lavori infiniti e perennemente cantierata e, quindi, con traffico rallentato e insopportabile. A Salerno entriamo e il primo tratto è abbastanza scorrevole, sono circa le 11 del mattino. Poi, arriviamo in zonaLagonegro e qui, pur notando notevoli progressi nelle opere, comincia il calvario; oltre 150 km di lavori che costringono a velocità ridottissime, con il limite di 60 km/h e corsie alternate.

Non ci siamo proprio, perdura il costante protrarsi di questi lavori infiniti! Ma dopo quasi 35 anni di lavori, come è possibile che non sia ancora finita questa importante arteria, che è determinante per lo sviluppo del Sud del Paese? Arriviamo in fondo alla Calabria, posti meravigliosi, unici e di una bellezza incredibile. Una zona di spiaggia ancora naturale, reale e non invasa dal turismo spinto. Davvero un posto incantevole. Al mattino successivo, corsa di allenamento, nell’entroterra. E qui, prendi coscienza dell’esistenza di un mondo parallelo, dove alla bellezza naturale viene contrapposta l’assurda visione dell’uomo. Continua a leggere

Hiroshima, un crimine mai punito. Il giorno in cui morì l’umanità

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Uno dei pochi edifici rimasti parzialmente in piedi a HiroshimaLa bomba atomica servì per fini politici, la guerra era ormai vinta

di FRANCO CARDINI

6 AGOSTO 1945. Settant’anni fa. Sembrano mille anni, oppure sembra ieri. L’orrore e i soliti esorcismi verbali non bastano. «Come fu possibile, in pieno XX secolo?». «Un salto nel buio, un balzo all’indietro?». Piantiamola. Hiroshima e Nagasaki sono cose nostre, ci appartengono: rappresentano appieno il Novecento con tutto il suo progresso scientifico, la sua straordinaria tecnologia, la sua spietata scintillante Volontà di Potenza.

LA GUERRA era finita. Tra il 7 e l’8 maggio i rappresentanti di quel che restava del Terzo Reich avevano firmato la resa incondizionata. Quanto al fronte estremo-orientale, il 19 febbraio le truppe statunitensi erano sbarcate in territorio giapponese, sulla spiaggia di Iwojima; l’aeronautica americana aveva da quasi due anni conquistato la superiorità aerea sui cieli nipponici e bombardava incessantemente città e installazioni industriali ormai in ginocchio.

Il 17 luglio si era riunita a Postdam la conferenza dei vincitori: erano presenti Churchill, Truman e Stalin. Il 26 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, ai quali si era unita la Cina di Chiang Kai-shek, avevano indirizzato al governo giapponese un ultimatum esigendo la resa incondizionata e l’abdicazione dell’imperatore Hirohito. Ad esso non si era associato Stalin in quanto l’URSS non era in guerra contro il Giappone. Dal momento che da parte del governo nipponico non era giunta risposta, quello statunitense aveva preso la decisione di concludere il “progetto Manhattan”, al quale si stava lavorando dal 1942 (vale a dire da pochi mesi dopo l’ingresso degli USA in guerra). Continua a leggere

Prevosto e vicesindaco ospiti del centro islamico

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SARONNO – Sono stati il vicesindaco Pierangela Vanzulli e l’assessore ai Servizi Sociali Gianangelo Tosi ad accettare, sabato sera, l’invito del centro culturale islamico per una visita alla struttura di via Grieg dove in questi giorni la comunità festeggia il Ramadan. Presente anche il prevosto della comunità pastorale del Crocifisso risorto monsignor Armando Cattaneo.

I due membri della Giunta del sindaco Alessandro Fagioli sono arrivati intorno alle 22,30 ed hanno avuto modo di assaggiare cous cous e dolci nordafricani. E’ seguito un incontro privato nel salottino del centro dove si è parlato dell’integrazione sorseggiando the alla menta.

Al termine della preghiera, intorno a mezzanotte, il prevosto don Armando Cattaneo e le autorità civili hanno incontrato i fedeli. Davanti a oltre 600 persone, il portavoce del centro Latif Chridi ha presentato il prevosto come “una persona di cuore che professa e vive i concetti di fratellanza e di rispetto reciproco”.

“Da sacerdote – ha esordito monsignor Armando Cattaneo – quando la mia chiesa è piena, tanto da avere gente costretta a restare in piedi in fondo, sono molto contento. Qui vedo tanta gente e mio cuore è contento come se questa fosse la mia chiesa. E’ una vera gioia vedervi così numerosi e concentrati nella preghiera ma soprattutto è bello vedere volti sorridenti e sereni”. Il religioso ha quindi letto alcuni stralci di un messaggio del candinale Angelo Scola che poi ha consegnato, tradotto in arabo, al portavoce del centro. Ed ha concluso: “Per tutti noi io sogno una piazza in cui poter pregare insieme per la pace”.

Terminato il discorso c’è stato un lungo abbraccio con l’imam Najib Al Bared.

Presentando gli ospiti istituzionali Latif Chridi ha ricordato l’impegno del centro islamico “che fin dalla sua fondazione nel 2000 lavora perchè ci sia conoscenza reciproca con la comunità saronnese e un processo di autentica integrazione”. Continua a leggere

Gay Pride a Matera: “Tutti i sessi portano ai Sassi”

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Segnalazione Quelsi

FullSizeRenderdi Gianni Rosa

L’ex Deputata Luxuria lancia il Gay Pride a Matera: “Tutti i sessi portano ai Sassi”. Matera, innalzata dall’Europa a Capitale della Cultura 2019, i Sassi, patrimonio UNESCO dal 1993, vilipesi da una rima, rigorosamente baciata, che più di cattivo gusto non poteva essere.

Ma, poi, non era meglio “Tutti i generi portano ai Sassi?”. Certo non avrebbe fatto rima ma la parola “sessi”, che indica il corredo genetico, l’insieme di caratteri biologici e fisici che producono il dualismo maschio/femmina, forse contrasta un po’ con le battaglie della comunità lgbtqi.

Invece, “lgbtqi correct” è stata lo sponsor della mozione Polese, Avv. Rapolla, candidata nella lista proprio di Polese, Socialist&Democrats, ed esponente dell’Arcigay lucana. Anche se la teoria gender non esiste, nel suo post l’aspirante Consigliera comunale abolisce i generi grammaticali. E così le parole “tante/i altre/i” diventano “tant* altr*”. Sarà anche primaver* lucan*, ma speriamo di non finire come la Libia. Durante quella araba, nessun’associazione per i diritti lbgtqi si è scandalizzata per gli eccidi compiuti dagli estremisti islamici ai danni della loro comunità.

Entrambe rendono merito al promotore della mozione, Polese, che, però, non riesce a tenere ferme le proprie posizioni e pur di salire alla ribalta nazionale espunge dal testo della suddetta mozione proprio le criticità che noi avevamo messo in rilievo: corsie preferenziali per l’inclusione lavorativa delle persone lbgtqi; gli ingenerosi, oltre che falsi, giudizi nei confronti della Regione Basilicata ed la passiva accettazione delle iniziative dell’Arcigay lucana, che scompare dal corpo dell’atto. Troppo evidenti le speculazioni e le ‘marchette elettorali’ che, in questo modo, il Consigliere Polese ha fatto pagare all’intero Consiglio.

Adesso ci auguriamo di vedere Polese al Gay Pride materano. Ovviamente, se De Magistris ha sfilato a quello napoletano con dei vistosi orecchini rossi, ci aspettiamo qualcosa di più dal giovane delfino del Presidente.

Redazione | luglio 31, 2015 alle 4:02 pm | Categorie: Uncategorized | URL: http://wp.me/p3RTK9-9NL

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Ira dello Zimbabwe «E chi è il leone Cecil? Se moriamo noi nessuno ne parla»

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leonePersino lo Zimbabwe si scandalizza di fronte a certi occidentali, per i quali è più importante un animale di un essere umano (animalisti, ecologisti e compagnia…). Qui oramai sono rimasti pochi a scandalizzarsi per le centinaia di migliaia di aborti volontari, ma tanti sono coloro che “lottano” in difesa di cani e gatti… 

«E chi è il leone Cecil?». Zimbabwe scandalizzato per le reazioni occidentali: «Se moriamo noi, nessuno si lamenta»

di Leone Grotti

Il paese africano è dominato dalla infinita dittatura di Robert Mugabe e solo il 20 per cento della popolazione ha un lavoro. La popolazione gradirebbe dall’Occidente ben altre attenzioni

«E chi è il leone Cecil?». La risposta che il ministro dell’Informazione dello Zimbabwe, Prisca Mupfumira, ha dato ai giornalisti occidentali che gli chiedevano un commento sull’uccisione del famoso felino del parco nazionale Hwange, dice molto della frenesia eccessiva che ha travolto i media occidentali.

DIFFERENZE. Mentre davanti allo studio dentistico di proprietà del cacciatore del Minnesota Walter Palmer, ora accusato di bracconaggio per aver ucciso Cecil in modo illegale, si riunivano centinaia di persone per protestare e augurargli di «marcire all’inferno» ed «essere impiccato», le ultime notizie sul caso venivano appena accennate nelle pagine interne dei giornali locali.

«TUTTO PER UN LEONE?». Nel paese dove l’80 per cento della popolazione non ha un lavoro, la morte di un felino, per quanto meraviglioso, non sembra un grande problema. «State dicendo che tutto questo casino riguarda un leone morto? I leoni in questo paese vengono uccisi tutti i giorni», spiega a Reuters Tryphina Kaseke, che vende abiti usati nella capitale Harare. «Che cos’ha di speciale questo [esemplare]?». Continua a leggere

SOS Partita IVA, parla Andrea Bernaudo, “Ora potere ai contribuenti!”

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Segnalazione Quelsi

by Cristiano Mario Sabbatini

downloadAndrea, abbiamo sempre seguito su queste pagine l’evoluzione di SOS Partita Iva e vogliamo, in questa estate calda, apparentemente piatta dal punto di vista delle proposte e delle iniziative, chiedere a te, in qualità di Presidente dell’Associazione che più di tutte in questo anno si è segnalata per avere a cuore la causa dei contribuenti di questo paese a che punto è lo stato dell’arte e come vi muoverete da settembre in poi per continuare di questo passo?
Abbiamo registrato un grande entusiasmo sulla nostra iniziativa. Da tutta Italia ci arrivano messaggi di disponibilità ad aprire comitati locali dell’associazione.
Stiamo studiando la formula più semplice ed immediata per dotarci di una struttura a livello nazionale.
Abbiamo iniziato a contattare tutti quelli che ci hanno lasciato i propri recapiti; sono molti e ci stanno sollecitando a costituire un movimento politico che abbia come obiettivo principale la difesa dei diritti del contribuente produttivo italiano contro l’oppressione fiscale e burocratica è un’ipotesi alla quale stiamo lavorando e sulla quale faremo una riflessione dopo la pausa estiva.

Bene, come tutti sanno non ci piacciono i giri di parole, avete un piano preciso su come rilanciare e sostenere in modo più organizzato le proposte fin qui messe in tavolo, a partire da quella sull’abolizione del Solve et repete a finire per l’ultima sullo scorporo dall’INPS dei contributi dei lavoratori autonomi?
Noi abbiamo adottato un metodo nuovo. Procediamo per obiettivi precisi attraverso i quali è possibile scardinare il sistema violento con il quale lo stato italiano soffoca cittadini e imprese.
Sul terreno dei diritti dei contribuenti in questi anni si sono esercitati in tanti, soprattutto nell’area liberale e libertaria.
Visti i risultati, noi crediamo che si debba cambiare strategia.
Oltre alla denuncia, alla protesta o all’incitamento vano ad ipotesi di scioperi fiscali irrealizzabili, si devono mettere sul tavolo proposte di legge.
Noi ne abbiamo prodotte subito 2:
La prima consiste nell’abolizione del “solve et repete” dall’ordinamento tributario. Per restituire ai contribuenti italiani il diritto alla presunzione d’innocenza che vige per i presunti assassini, ma non vale per i contribuenti italiani, considerati dei presunti evasori a cui si puó violare privacy, patrimonio e proprietà privata in pendenza di giudizio. Una barbarie che elimineremo e che rappresenta una chiave di volta per ridiscutere e riequilibrare il rapporto tra stato e cittadini, nel rispetto dello statuto del contribuente e di principi elementari di uno stato di diritto.
La seconda proposta consiste nell’abolizione del monopolio INPS per tutte le partite IVA prive di una cassa ad hoc. Libertà di scelta del proprio futuro è l’obiettivo della proposta.
Concorrenza tra lo stato e forme di previdenza privata (banche ed assicurazioni) e tra privati, tutto a beneficio dei contribuenti.
L’INPS si sta mostrando un carrozzone inaffidabile che spreme i lavoratori autonomi con aliquote fino al 33% sul reddito, ma che non è più in grado di garantire nulla. Molti economisti annunciano una bomba sociale di qui a pochi anni. Annunci e conti non collimano con la legittima aspettativa dei contribuenti ad una pensione dignitosa, occorre sganciare tutti dal monopolio INPS.
Stiamo anche pensando di organizzare una grande manifestazione di piazza dei contribuenti italiani. Ce ne fu una soltanto in Italia, nel 1986, ma la situazione non è certo migliorata.
Una mobilitazione contro un’imposizione fiscale totale (Total Tax Rate) da record mondiale al 68,5% e contro i metodi di riscossione anticostituzionali utilizzati dal fisco.
Una grande iniziativa per restituire rispetto e dignità ai contribuenti italiani e, aggiungo, anche per conferirgli il ruolo che meritano nella gestione del potere. Perchè continuare ad esser sudditi e vacche da mungere dell’apparato statale, parastale e parassitario?

Come giudichi, allo stato attuale, la reazione e l’interesse che i partiti ed i corpi intermedi della società hanno profuso per sostenervi in queste sacrosante battaglie di civiltà giuridica e civile?
Finora abbiamo registrato un sostegno importante e totale del Tea Party Italia, sull’abolizione del “solve et repete” Rete Liberale e Alleanza dei Contribuenti sono con noi.
Per quanto riguarda i partiti politici la mia militanza nell’area liberale del centrodestra mi ha consentito di suscitare un interesse in quel campo – ho partecipato a degli incontri ai quali sono stato invitato ad illustrare le nostre proposte – ma non ho ancora avuto modo di parlare con il presidente Berlusconi che ritengo, ancora oggi, il leader di quello schieramento politico.

Non accettiamo risposte diplomatiche e sappiamo che non sono da te …
Solo l’incontro con Berlusconi potrà essere chiarificatore per noi su quale ruolo il centrodestra vorrà giocare nella difesa dei diritti del contribuente. Certo non possono aspettarsi da noi deleghe in bianco. Le politiche fiscali di Tremonti, anche con l’appoggio della Lega, hanno contribuito a mortificare i diritti del contribuente produttivo italiano, non certo a difenderli o ad aumentarli. Del resto dall’altra parte c’è il Pd e la sinistra che sono sempre stati culturalmente avversi a chi produce, ma il centrodestra non può cullarsi su questo e deve mettere in campo idee forti, tornare sui propri passi, ammettere gli errori fatti e porvi rimedio con proposte concrete e immediatamente realizzabili.

Veniamo al Governo. Dopo un anno e mezzo Renzi si è accorto di dover abbassare le tasse e annuncia 50 miliardi di euro di taglio delle stesse, da qui alla fine della legislatura. A che gioco sta giocando secondo te il Presidente del Consiglio? Sta solo cercando di prepararsi il terreno comunicativo per terminare tranquillamente la legislatura? cosa ne pensi del suo operato?
Premesso che il taglio dell’Irpef e delle aliquote sui contributi previdenziali lo ha annunciato per il 2018, il che mi fa pensare che sia più una manovra per suscitare speranza e attesa che una reale volontà di tagliare le tasse, noi registriamo oggi quello che realmente accade.
Cottarelli, che si stava occupando di tagliare la spesa pubblica improduttiva, le società partecipate a vario titolo da regione, province e comuni e tutti gli enti pubblici dipendenti, è stato gentilmente messo alla porta.
Nella delega fiscale leggo di provvedimenti lunari circa la tassazione dei prelievi bancomat non giustificati. Questa roba è incostituzionale e non credo verrà approvata, ma come il “solve et repete” dà la misura della considerazione di questo governo per chi produce in Italia.
In sintesi il presupposto è che i soldi che hai in banca che, per inciso, sono già stati tassati, non siano i tuoi e che quindi tu debba giustificare come li spendi. Una follia tipica da regime di polizia tributaria.
Il fisco italiano considera i contribuenti produttivi non come coraggiosi capitani d’impresa – micro-piccola o media che sia – ma degli evasori da spiare e da perseguitare, ecco perché ora dobbiamo alzare la testa e reagire.

Invece sull’operato di chi dovrebbe rappresentare un’alternativa concreta all’attuale maggioranza di governo? Cosa faresti al posto di uno dei leader attuali di un centro-destra in cerca di autori?
Non credo che si possa continuare con sparate demagogiche sul “no euro” o sollecitare solo i bassi istinti. L’elettorato di centrodestra, per quanto spaesato, sa ragionare e non credo si fidi di chi sa solo urlare. Sul fronte italiano partirei dalla difesa dei diritti del contribuente contro l’oppressione fiscale e burocratica, ma lo farei sul serio. Ad esempio sostenendo la nostra proposta di abolizione del “solve et repete”, anzichè utilizzare la leva populista contro equitalia. Sarebbe un segnale concreto, immediatamente percepibile da tutti i contribuenti. Il potere debordante all’Agenzia delle Entrate e all’ente riscossore è lo stato italiano con le sue leggi che glielo ha conferito, quindi sono le leggi che vanno cambiate.
Noi non ci facciamo illusioni, continuiamo ad impegnarci giorno per giorno e non deleghiamo.

Cristiano Mario Sabbatini | luglio 30, 2015 alle 5:40 pm | Categorie: Politica ed Economia | URL: http://wp.me/p3RTK9-9Nn

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Alessandria, esempio del malgoverno in stile Renzi

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Segnalazione Quelsi

by Mario Bocchio

imageAlessandria è una città ridotta al lumicino. Il sindaco Rita Rossa è come il suo punto di riferimento Matteo Renzi, che oltretutto l’ha imbarcata nella direzione nazionale del Partito democratico. Vive di grandi proclami ed infime pagliacciate. Si accontenta di andare sui giornali con l’etichetta della straccivendola, ma la città meriterebbe di più. Però si adatta e si schiaccia su una politica che non trova di meglio che occupare i giornali con notizie picaresche per pubblici da divertire e, giorno dopo giorno, perde la sua identità.

Nessuno dell’Amministrazione fa. Tutti, sindaco in testa, prediligono l’affabulazione inutile e pericolosa di chi sceglie di parlare a mitraglia per coprire l’inattività quotidiana.

Le poche opere, perché per questo si vota un sindaco, sono accreditabili all’Amministrazione precedente – quella del sindaco di centrodestra Piercarlo Fabbio – che le ha pensate, finanziate e per fortuna dei successori, non terminate.
Così un ponte da 18 milioni, un programma integrato su fondi europei da 12 milioni, un parcheggio sotterraneo nella piazza centrale in finanza di progetto da 19 milioni, più ancora qualche altra cortese regalia, come il rifacimento della piazza intorno alla Chiesa di Santa Maria di Castello ove è stata fondata la città nel 1168, costituiscono l’unico patrimonio di opere che l’attuale Giunta, dopo oltre tre anni dal voto del 2012, ha messo, si fa per dire, in cantiere.

Anche il rientro dai conti dissestati, almeno a sentire i professionisti della parlata a squarciagola, costituisce una bella favola, che non viene dimenticata in alcun passaggio di comunicazione ad una città che non si sa se ignara o anche inconsapevole. Il debito di circa 50 milioni è stato finanziato con un prestito di 60 milioni arrivati da Roma. Praticamente si è preso il debito dal cassetto di destra e lo si è messo in quello di sinistra, aumentato e spostato nel tempo. La città dovrà ritornare in vent’anni i soldi allo Stato. Prima si avevano tanti piccoli creditori, ora uno solo e assai potente. Prima rispondevamo noi, oggi i nostri figli e i nostri nipoti. Comunque 207 milioni di euro di debito a medio lungo rendono impossibili per i prossimi anni investimenti e riduzione dei tributi.
Peraltro il costo del debito è esageratamente più incidente: prima si spendevano 7,8 milioni di ratei ogni anno su un fatturato di 100 milioni, oggi se ne devono spendere 12 su un fatturato di 85. Risultato? Prima il debito viaggiava intorno all’8%, oggi raggiunge il 14,1%. Praticamente è come se fosse raddoppiato. Poco conta se la parte corrente non disavanza. È così rigida da impedire qualsiasi politica di crescita. E Alessandria ha un destino mediocre e si sta abituando ad un Comune che non c’è. Altro che risanamento!
Cosa fare dunque?

“Tre cose – risponde l’ex primo cittadino Piercarlo Fabbio, tradizione democristiana e tessera di Forza Italia -: rimettere insieme una coscienza di coalizione, il modello Liguria insegna. Era stata l’alleanza tradizionale che mi ha fatto vincere nel 2007 con quasi il 63 per cento dei consensi. Poi rielaborare un nuovo programma per il Comune, che si fondi sul concetto dell’ente locale come ‘motore immobile’ dello sviluppo (la regia del territorio). Infine non dimenticarsi di ripetere che siamo stati vittime, con la città, di una grande mistificazione: il dissesto non è servito a niente, è stato un’invenzione politica e il debito è cresciuto”.

Solo una grande bugia può ancora occultare queste verità.

Mario Bocchio | luglio 16, 2015 alle 6:24 am | Categorie: Uncategorized | URL:http://wp.me/p3RTK9-9LR

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