Sanità, Rizzi e i legami coi massoni. Giallo su 100 mila euro a Tosi

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Dalle carte emergono i tentativi della cricca Rizzi-Longo-Canegrati per farsi strada nella massoneria: “Entra in una loggia e scaliamo la gerarchia”. Spunta un contributo elettorale al sindaco di Verona Flavio Tosi

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Fabio Rizzi

Dalle carte emergono i tentativi della cricca Rizzi-Longo-Canegrati per farsi strada nella massoneria: “Entra in una loggia e scaliamo la gerarchia”. Spunta un contributo elettorale al sindaco di Verona Flavio Tosi.

RIZZI E I MASSONI – Dalle carte emerge una rete di “relazioni pericolose” tra la cricca della sanità lombarda, i servizi segreti, la massoneria e le lobby di potere. Un esempio chiaro nel dialogo riportato dal Corriere tra Fabio Rizzi e Roberto Caronno (un uomo del suo staff). Caronno dice di “aver fatto una chiacchierata con quei massoni e che una volta entrato, se non si fanno errori, ci sono buobi contatti anche con alcune istituzioni, specialmente all’estero”. Secondo Caronno “cercano persone di elevato rango per costituire lobby. Una volta iniziati si viene a conoscenza di riti e rituali man mano che si sale di livello; in provincia ci sono 7-8 logge o officine, ognuna autonoma: è necessario essere invitati da altri iscritti”. Rizzi ritiene che vista la sua posizione è meglio stare nell’ombra ma invita Caronno a entrare nella loggia “e meglio farlo subito così da salire la gerarchia”. Registrati anche contatti con uomini dei servizi segreti, l’intenzione è quella di avere informazioni su eventuali inchieste in corso.

SOLDI A TOSI – Nel frattempo spuntano anche dei contributi a Flavio Tosi. O quantomeno ne parlano gli indagati nelle intercettazioni. In un sms del maggio 2015 Longo scrive alla Canegrati: “Mi ha chiamato Flavio T. segnalandomi che i 10k non sono ancora arrivati. Puoi verificare per cortesia?”. In altra occasione Longo spiega che in realtà il contributo sarebbe di circa 100 mila euro da convertire per la campagna elettorale di Tosi ma alla fine i termini erano saltati. E negli atti non ci sono altre tracce di questo denaro. E Tosi verrà poi sconfitto da Zaia.

VIA AI COMMISSARIAMENTI – Nel frattempo l’Autorità nazionale anticorruzione ha avviato l’iter che precede la richiesta di commissariamento di due appalti affidati alla Servicedent srl, coinvolta nell’ inchiesta della Procura di Monza sulle tangenti nella sanità lombarda. Entrambi gli appalti, che fanno capo a due diverse stazioni appaltanti, riguardano servizi nel settore odontoiatrico finiti sotto la lente dei magistrati. I provvedimenti sono firmati dal presidente dell’Autorità, Raffaele Cantone

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Bergoglio non si interessa di questioni morali. Sulle unioni civili deliberi il Parlamento…

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Papa Francesco a bordo dell'aereo papale © ANSAANSA – Papa Francesco a tutto campo sull’aereo papale dal Messico all’Italia. Dalle unioni civili, in cui non si immischia, ai casi in cui la contraccezione potrebbe essere tollerata; dal sogno del viaggio in Cina all’accusa a Trump di non essere cristiano perché vuole erigere muri ai confini, numerosissimi gli argomenti affrontati.

Sulle Unioni civili . “Io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana”. Così il Papa sul ddl unioni civili. “Nella prima riunione che io ho avuto con i vescovi nel maggio del ’13 una delle cose che ho detto: col governo arrangiatevi voi. Perché il Papa è per tutti e non può mettersi in politica, concreta interna di un paese. Questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa e han detto in tanti perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza, ce ne sono tanti”.

Rispondendo poi a una seconda domanda sullo stesso tema, Francesco ha detto di non ricordare bene il documento vaticano del 2003 in cui si dice tra l’altro che i parlamentari cattolici non devono votare questo tipo di leggi. “Ma il parlamentare cattolico – ha sottolineato – deve votare secondo la sua coscienza ben formata, questo direi soltanto. Credo che sia sufficiente, dico ben formata”.

“Mi ricordo – ha aggiunto – quando è stato votato il matrimonio dello stesso sesso a Buenos Aires. Erano lì con i voti pareggiati, e in una discussione uno ha consigliato all’altro ‘mah, andiamo a votare: se ce ne andiamo non abbiamo il quorum’. E l’altro: ‘ma se diamo il quorum diamo il voto a Kirchner’. E il primo: ‘mah, preferisco darlo a Kirchner che non a Bergoglio”. E avanti! Questa non è coscienza ben formata”.   “Sulle persone dello stesso sesso – ha quindi ribadito – ripeto quello che è catechismo della Chiesa cattolica”. Continua a leggere

Il delirio di George Soros … e i veri nemici dell’Europa

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sorosSegnalazione del Centro Studi Federici

In un recente editoriale sul Guardian (lo storico quotidiano britannico della sinistra laburista) George Soros, lo speculatore “illuminato”, è tornato a parlare di politica estera; ma, vuoi per l’età ormai avanzata, vuoi per il delirio di onnipotenza tipico di chi è abituato a manipolare impunemente verità e denaro, stavolta sembra aver superato la soglia del ridicolo.
Secondo Soros, la minaccia per l’Europa è Putin, non l’Isis.
E quale sarebbe la ragione di un’affermazione tanto azzardata? Semplice, Putin starebbe orchestrando la distruzione dell’Europa attraverso la crisi dei migranti. Siccome “l’obiettivo di Putin è la disintegrazione dell’Unione Europea -scrive Soros- il modo migliore per realizzarla è quello di inondare l’Europa di profughi siriani”.
I russi, in Siria, ci starebbero per bombardare la popolazione civile così da costringere milioni di disperati a fuggire e invadere il nostro continente.
Quindi l’esodo biblico d’immigrati che sta mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica dell’Europa e il suo futuro, sarebbe opera di Putin. I barconi che attraversano il Mediterraneo, i milioni di profughi islamici (di cui più della metà non sono profughi) che premono ai nostri confini, il rischio di trasformarci in Eurabia, tutto questo sarebbe un complotto russo finalizzato a far implodere l’Unione Europea.
 
INCONGRUENZE

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La più grande truffa degli ultimi 300 anni

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Risultati immagini per no al signoraggioSegnalazione di Ezio Castagna

Continua da oltre 300 anni la più grande truffa che l’intelletto umano sia mai riuscito a concepire. Sopravvive grazie all’ ignoranza delle masse mantenuta costante negli anni grazie al divieto assoluto della stampa ufficiale a parlarne in termini comprensibili. Il suo nome? SIGNORAGGIO. (In fondo all’articolo un interessante articolo del Prof. Giacinto Auriti: “la moneta, Dio o Mammona”)

SCHIAVI DEL SISTEMA 

Attenzione: quello di cui verrete a conoscenza, proseguendo nella lettura, cambierà completamente la vostra visione del mondo. La politica vi sembrerà tutta una farsa ed inizierete ad intuire chi possiede veramente il potere di far crescere o di annientare le economie di interi Stati. Quando avrete capito i meccanismi dell’ incredibile trappola nella quale siete invischiati, vostro malgrado, anche voi, NON POTRETE PIU’ TORNARE INDIETRO!. Se ritenete di essere pronti per sapere la verità proseguite pure. Se non volete aggiungere una preoccupazione (molto grossa) a quelle che già avete, fate dietro-front e RIMANETE TRANQUILLAMENTE NELL’IGNORANZA, è comunque un vostro diritto.

Partiamo con alcune domande fondamentali. Provate a dare una risposta a questi quesiti apparentemente banali, magari pescandola da quanto avete appreso a scuola, oppure leggendo i giornali o ascoltando la TV, la radio ecc… Probabilmente avrete qualche difficoltà a rispondere con sicurezza! Continua a leggere

Alle “inviate” tg che piangono su Aleppo solo adesso

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Alle “inviate” tg che piangono su Aleppo bombardata dai russi

di Fulvio Scaglione

(MB. Poiché i vergognosi telegiornali Rai hanno mandato “le inviate” a spargere lacrime sulle povere “vittime di Aleppo” che scappano “dai bombardamenti russi”, e “si affollano alla frontiera turca” , sarà il caso di ricordare che quelle povere vittime sono coloro che hanno scelto la guerra civile, l’ISIS, Al-Nusrah,   che ora fuggono con le loro famiglie. Hanno tenuto ed assediato Aleppo per oltre tre anni. “Le inviate” però, in tutto questo tempo, non sono andate a documentare le atrocità che hanno commesso. Magari perché sarebbero sapevano che quella “opposizione moderata” fatta di povere vittime, le avrebbe decapitate?)

ASSEDIO. SU ALEPPO LA FABBRICA DELLE BALLE

di Fulvio Scaglione

L’assedio di Aleppo. Forse non lo sapevate ma in questi ultimi giorni, e solo in questi ultimi giorni, il mondo delle persone perbene, di coloro che hanno a cuore la libertà, è angosciato dall’assedio di Aleppo. Il che è un po’ curioso,perché Aleppo è sotto assedio da tre anni e mezzo. Guardate la cartina qui pubblicata: raffigura la situazione di Aleppo dal 2012 fino a un mese fa. Com’è facile notare, il verde circonda su tre lati il rosso. E il verde erano le forze dei ribelli. Che quindi per tre anni e mezzo hanno stretto la città in una morsa aperto solo verso Sud. Un assedio quasi perfetto.

assedio  aleppo

Come hanno vissuto i siriani di Aleppo, quelli rimasti nei quartieri controllati dal Governo e dalle truppe di Assad? Le testimonianze non mancano. Bombe sulle scuole e sugli ospedali. Missili sui palazzi. Niente acqua. Niente elettricità. Pochissimo carburante, e a carissimo prezzo, per riscaldare le case d’inverno. Un sacco di morti civili, perché i missili cadevano dove cadevano. Insomma, le cose che succedono durante un assedio. Quando, nel 2014, lanciò l’appello “Salviamo Aleppo”, la Comunità di Sant’Egidio scrisse cose come questa: “La gente non può uscire dalla città accerchiata dall’opposizione, tra cui fondamentalisti intransigenti e sanguinari”. Oppure: “ C’è l’orribile ricatto dell’acqua che i gruppi jihadisti tolgono alla città. È una guerra terribile e la morte viene da ogni parte. Passando per tunnel sotterranei, si fanno esplodere  palazzi “nemici” “. E lo diceva Sant’Egidio, che non aveva mai lesinato le critiche anche verso Assad. Insomma, pochi dubbi: era un assedio.

Assedio o non assedio?

Riascoltiamo che cosa ha raccontato a Repubblica padre Rodrigo Miranda, cileno, missionario del Verbo Incarnato, parroco ad ALeppo dal 2011 al 2015: “”Era mezzogiorno, l’ora di punta, quando sono caduti i tre missili. L’università era piena e molte persone erano in strada. Quando è caduto il primo missile ho iniziato ad aiutare le persone che avevo davanti a me. Poi mentre stavo correndo verso l’università per aiutare gli altri, ho visto il secondo missile che arrivava. Ho cercato di rifugiarmi tra un muro e alcune auto. Ho sentito un rumore, uno strano silenzio, e poi il disastro. È stato un massacro”. Morirono centinaia di giovani, colpiti dai missili dei ribelli. Come spesso avviene quando si è sotto assedio. Continua a leggere

Report: archiviate tutte le querele. Tosi a processo per calunnia

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REPORT TOSI

Matteo Castagna ha detto solo la verità. Così si legge nelle 14 pagine di richiesta di archiviazione definitiva da parte del Gip, della querela da lui subita da parte di un imprenditore calabrese. Castagna fu uno dei protagonisti della puntata di Report del 7 aprile 2014. Sul sito della trasmissione www.report.rai.it si parla, a ragione, di “sentenza storica” a tutela del giornalismo d’inchiesta. il sindaco di Verona è stato rinviato a giudizio per calunnia, addirittura d’ufficio da parte della Procura.

Vedi articolo:

http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/politica/2016/9-febbraio-2016/report-archiviate-tutte-querele-gip-tosi-processo-calunnia-24027324298.shtml 

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Banche, Tosi: voteremo per salvare Renzi

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tosi-renzi

«Domani voteremo contro la sfiducia al governo». Lo annuncia Flavio Tosi, dopo un incontro a Palazzo Chigi con il premier Matteo Renzi. I tre senatori di Fare si opporranno alla mozione di sfiducia contro il governo sulla questione banche perché, spiega Tosi, «anziché attaccare Bankitalia, Consob e chi ha gestito quelle banche, rischia di far passare per colpevole il governo, che in questa vicenda non ha colpe, e non far pagare nessuno. Ma non entriamo in maggioranza, restiamo minoranza e ci confrontiamo sui provvedimenti».

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Siamo i più corrotti d’Europa, peggio di noi solo la Bulgaria

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Segnalazione Quelsi

corruzioneSecondo Trasparency International, l’Italia è il sessantunesimo paese al mondo per corruzione percepita: in Europa solo la Bulgaria fa peggio di noi. Grecia e Romania ci sono davanti, al cinquantottesimo posto. Ne ha parlato Il Tempo.

Diminuisce, sia pur di poco, la percezione della corruzione in Italia, che risulta però il secondo membro Ue più corrotto dopo la Bulgaria. Nel rapporto 2015 di Transparency International, il Paese risulta sessantunesimo per corruzione percepita in una lista che vede al vertice le nazioni considerate più sane, con un punteggio di 44 punti, in miglioramento rispetto ai 43 punti del 2014. Nel 2014 la penisola si era piazzata al sessantanovesimo posto su 175. Non c’è comunque molto di cui rallegrarsi. In una scala da zero (“molto corrotto”) a cento (“molto pulito”), con 44 punti l’Italia si trova comunque nella parte sinistra della classifica per punteggio, ovvero tra quei paesi dove “la corruzione tra istituzioni pubblici e dipendenti è ancora comune”. E nella classifica dal paese meno corrotto al più corrotto, ci piazziamo significativamente dietro la maggior parte dei membri dell’Ocse, condividendo la sessantunesima posizione con Lesotho, Montenegro, Senegal e Sud Africa. Nella Ue fa peggio solo la Bulgaria (che l’anno scorso condivideva la stessa posizione dell’Italia), mentre Grecia e Romania ci superano al cinquantottesimo posto, salendo entrambe di ben undici posizioni. E tra le nazioni che ci battono in trasparenza figurano Botswana (ventottesima), Ruanda (quarantaquattresima) e Ghana (cinquantaseiesima).

Danimarca più trasparente I paesi del Nord Europa sono i più trasparenti del mondo mentre tra i paesi più corrotti continuano a figurare nazioni attanagliate da conflitti e violenza, a dimostrazione di quanto i fenomeni siano strettamente correlati. È quanto risulta dall’edizione 2015 del ‘Corruption Perception Index’ di Transparency International. “Le proporzioni del fenomeno sono enormi”, sottolinea l’organizzazione”, il 68% dei paesi del mondo ha seri problemi di corruzione e metà del G20 è tra loro”. Classifica alla mano, i dieci paesi meno corrotti sono Danimarca, Finlandia, Svezia, Nuova Zelanda, Olanda, Norvegia, Svizzera, Singapore, Canada e Germania, decima a pari merito con la Gran Bretagna. La nazione più corrotta, secondo il rapporto, è invece la Somalia, a pari merito con la Corea del Nord. Seguono, risalendo dal penultimo posto, Afghanistan, Sudan, Sud Sudan, Angola, Libia, Iraq, Venezuela a Guinea-Bissau. Tra le grandi economie del G20, dopo Canada, Germania e Regno Unito) troviamo gli Usa (sedicesimi), il Giappone (diciottesimo), la Francia (ventitreesima) e la Corea del Sud (trentasettesima). L’Italia, da parte sua, si trova a condividere il sessantunesimo posto con il Sud Africa. Ancora più in basso Brasile e India (settantaseiesimi) e Russia (alla posizione numero 119). Guadagna posizioni la Cina, che l’anno scorso era centesima e oggi è ottantatreesima
“Cinque dei paesi con il punteggio più basso figurano inoltre tra i dieci mosti meno pacifici del mondo”, si legge ancora nel rapporto, “in Afghanistan, milioni di dollari destinati alla ricostruzione sono stati, scrivono, sprecati o rubati”. “Anche quando non sussistono conflitti aperti, i livelli di ineguaglianza e povertà in questi paesi sono devastanti”, prosegue lo studio, “in Angola il 70% della popolazione vive con due dollari al giorno o meno e un bambino su sei muore prima di compiere cinque anni”. Complessivamente i paesi poveri, sottolinea Transparency International, perdono mille miliardi di dollari all’anno a causa della corruzione. Il primato del Nord Europa non deve però ingannare: “Solo perchè un paese abbia una pubblica amministrazione onesta non significa che non sia coinvolto in episodi di corruzione altrove”. “Prendete la Svezia, ad esempio”, sottolinea l’organizzazione, “è terza in classifica ma la compagnia finno-svedese TeliaSonera, controllata al 37% dallo Stato svedese, sta subendo l’accusa di aver pagato milioni di dollari in tangenti per assicurarsi affari in Uzbekistan, che occupa la posizione numero 153”. Tra le nazioni che hanno guadagnato posizioni in termini di trasparenza, l’organizzazione cita Grecia, Senegal e Regno Unito tra i paesi che hanno registrato i maggiori miglioramenti negli ultimi tre anni. Il deterioramento più grave, prosegue lo studio, si e’ registrato invece in Australia, Brasile, Libia, Spagna e Turchia. Ragionando in termini di macro aree, Transparency International ha notato “due tendenze notevoli nelle Americhe: la scoperta di grandi reti di corruzione e la mobilitazione di massa dei cittadini contro la corruzione”, mentre la regione del Pacifico asiatico sembra in “stallo”. Si parla invece di “stagnazione” per l’Europa e l’Asia centrale, sebbene “un pugno di paesi sia migliorato”. Le regioni più problematiche si confermano, poi, Medio Oriente e Nord Africa (“i devastanti conflitti in corso fanno si’ che il rafforzamento delle istituzioni e dello Stato sia passato in secondo piano”) e l’Africa subsahariana, dove quaranta paesi su quarantasei denotano un “grave problema di corruzione”.

Nigeria e Sud Africa non migliorano L’Africa Subsahariana continua a presentare una diffusione della corruzione “preoccupante”, con le maggiori economie, quali la Nigeria e il Sud Africa, che non danno segnali di miglioramento. E’ quanto emerge dall’edizione 2015 del “Corruption Perceptions Index” elaborato da Transparency International. “L’Africa subsahariana ha affrontato innumerevoli minacce nel 2015, dall’epidemia di ebola alla crescita del terrorismo”, si legge nello studio”, vediamo sempre più la corruzione esacerbare le cause delle crisi e minare la capacità di risposta”. Il rapporto di quest’anno “presenta un quadro preoccupante, con 40 paesi su 46 che mostrano un serio problema di corruzione e nessun miglioramento per i pesi massimi economici Nigeria e Sud Africa”. In particolare Abuja mantiene la posizione numero 136 con un punteggio che scende di un grado a quota 26, mentre Città del Capo, pur salendo dalla sessantasettesima alla sessantunesima posizione, resta inchiodata a 44 punti (stesso punteggio e stessa posizione dell’Italia, va sottolineato).
“Il progresso è possibile”, avverte lo studio, che sottolinea il miglioramento “significativo” del Senegal, che sale dalla sessantanovesima alla sessantunesima posizione, al pari con Italia e Sud Africa, e del Botswana, nazione meno corrotta di tutta l’Africa, che sale dal trentunesimo al ventottesimo posto, ai pari del Portogallo e meglio di Polonia (trentesima) e Spagna (trentaseiesima). “La corruzione, però, continua a negare ai cittadini giustizia e sicurezza”, scrive ancora l’organizzazione, “mentre una Somalia devastata dai conflitti finisce di nuovo in fondo alla classifica, molti paesi sono piagati dalla mancata applicazione della legge”, ospitando la polizia e i tribunali “maggiormente interessati da tangenti”. “In molti paesi, tra i quali Angola, Burundi e Uganda, assistiamo a una mancata persecuzione degli ufficiali pubblici da una parte e l’intimidazione dei cittadini che si ergono contro la corruzione dall’altra”, si legge nello studio. L’Angola, in particolare, segnala un notevole deterioramento, scendendo dalla centosessantunesima alla centosessantatreesima posizione (su 167 posti; nel 2014 erano 175) e un punteggio sceso a 15 punti dai 22 del 2012 in una scala da uno a cento. Migliora invece notevolmente la performance del Mozambico, che sale a 31 punti alla posizione 112 (nel 2014 era a 21 punti alla posizione 156). Avanzano in classifica, pur mantenendo un punteggio grossomodo invariato rispetto al 2014, anche Ghana (dalla sessantunesima alla cinquantaseiesima posizione), Congo Brazzaville (dalla posizione 152 alla 146) e Kenya (dalla 145 alla 139). Arretra invece il Gabon, che scende dal novantaquattresimo al novantesimo posto. “Se la corruzione e l’impunità devono diventare ‘una cosa del passato’, come affermato dall’Unione Africana nell’agenda al 2063, i governi devono prendere iniziative coraggiose per assicurare che il rispetto della legge sia una realtà per tutti”, conclude Transparency International, “perseguire la corruzione ripristinerà la fiducia tra le persone che non credono più nelle istituzioni che dovrebbero proteggerle”

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Confessioni2000.it contro la censura rossa

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Risultati immagini per confessioni 2000di Matteo Castagna

In principio fu Anzini!” Così titola il capitolo dedicato ai Cattolici tradizionalisti del lungo, lacunoso, a tratti farsesco e a tratti completamente falso dossier anonimo, scritto da un sedicente Kollettivo veronese contro tutto ciò che non è sinistro nella nostra città. Vengono citate date con abbinati fatti di cronaca e parti di fantasia, vengono messe fotografie e rassegne stampa degli ultimi 20-25 anni di politica scaligera, che subiscono correzioni ed aggiunte nel corso del tempo, con denominatore comune la cosiddetta“trama nera” che unirebbe, nella capoccia degli autori buontemponi, ogni accadimento in riva all’Adige. Vengono abbinate persone, poi movimenti, gruppi e partiti che nell’immaginario dei centri (a)sociali sarebbero uniti dal razzismo, dall’odio del diverso, dalla xenofobia, poi dall’ “omofobia”, dal fascismo e dall’integralismo cattolico. Un apparato, insomma, che dietro le quinte di non si sa qual teatro, muoverebbe le fila della vita civile, nella nostra bella città.

Accade che il 31 Ottobre 2015 il Prof. Manfredo Anzini partecipa all’inaugurazione pubblica di “Traditio”, il locale di servizi d’area tradizionalista e identitaria in Via Galvani 31 e la sua presenza viene notata da alcuni solerti e noti personaggi. Dopo pochi giorni esce su internet l’ultima revisione del poderoso quanto inutile e grottesco Pdf in stile sovietico del Kollettivo che si ricorda e scrive (con errori clamorosi e la consueta faziosità) del Prof. Anzini, ripercorrendone la storia di preside al Liceo Scientifico Fracastoro, ove a causa della sua avversione per i dis-valori sessantottardi e per il suo conseguente rfiuto del comunismo marxista venne attaccato e perseguitato dalle “generazioni rosse” che si ammantavano di democrazia e andavano cianciando di libertà, ma a senso unico, per il pensiero unico e massificatore, cui il preside Anzini opponeva il rigore, la ricerca della verità, la lealtà, l’educazione, il rispetto, il senso del dovere, l’ordine contro il caos. Lo chiamavano “Preside fascista” perché non consentiva occupazioni, scioperi, indisciplina. Era “nero” perché voleva premiare gli alunni meritevoli e bocciare gli scansafatiche, mentre il sistema desiderava promuovere tutti, in nome della comune ignoranza. Era “integralista” perché aveva fondato una casa editrice ed una rivista fedeli ad una linea di pensiero che si discostava totalmente dal social-comunismo imperante.

Fatalità, dopo pochi giorni, il suo sito: www.confessioni2000.it, ricco di pensieri e di riflessioni sulla vita, sul mondo, su Dio e sull’umanità, sull’amore, sulla scuola, sugli abbagli e le falsità del pensiero unico “impegnato”, sugli interrogativi esistenziali di ogni essere pensante e delle sue  aspettative, sito certamente controcorrente, improvvisamente diventa inaccessibile sulla rete. E lo rimane per almeno una ventina di giorni, fino al ripristino da parte dei tecnici informatici incaricati dal Professore.

Strana coincidenza! Non sarà stato il solito, inquietante modus operandi tipicamente sinistrorso, finalizzato a tacitare chiunque non la pensi come la loro parte politica? Tacitare, infangare, delegittimare, screditare, odiare l’avversario, che diventa un nemico da abbattere, che non ha il diritto di esistere, neppure virtualmente. Oggi come ieri, la storia non cambia, perché la verità scotta. Ma noi tireremo dritto – direbbe il Prof. Anzini – perché la verità ha bisogno di testimonianza e non sta mai alla sinistra del Padre… Continua a leggere

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