Quaresima

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quaresima

Segnalazione del Centro Studi Federici

 

1) COSTITUZIONE NON AMBIGIMUS DI BENEDETTO XIV (30 MAGGIO 1741) 

L’osservanza della Quaresima è il vincolo della nostra milizia; con quella ci distinguiamo dai nemici della Croce di Gesù Cristo; con quella allontaniamo i flagelli dell’ira divina; con quella, protetti dal soccorso celeste durante il giorno, ci fortifichiamo contro i prìncipi delle tenebre. Se ci abbandoniamo a tale rilassamento, è tutto a detrimento della gloria di Dio, a disonore della religione cattolica, a pericolo per le anime cristiane; né si deve dubitare che tale negligenza non possa divenire sorgente di sventure per i popoli, di rovine nei pubblici affari e di disgrazie nelle cose private (…).

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Meditazione per la domenica di Quinquagesima

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quinquagesima

di Fra Leone da Bagnoregio

Qualunque uomo, perché è essere ragionevole, di sua natura possiede, illuminato dalla grazia, una luce per cui può vedere quale sia il suo fine e la giusta sua attività, può infatti comprendere la verità ed esercitare la bontà e cercare la bellezza. Questa luce non viene mai persa dall’uomo, perché fa parte dell’essere umano. La luce di grazia che gli permette di conoscere il vero bene e di vivere rettamente e di piacere a Dio, può essere persa con il peccato, perché il peccato comporta la privazione della luce della grazia santificante che è la luce divina. La cecità mentale avviene come colpa nello spirito umano, perché l’uomo non vuole considerare i principi che lo condurrebbero alla salvezza. Questo è il tema che si scorge nell’Ufficio divino di questa domenica di Quinquagesima.

L’Introito, è preso dal Salmo 30 (versetti 3° –  4° e 2°) Il salmista mostra che l’uomo non può essere salvato se non da Dio ed a Dio l’uomo e rivolge un’invocazione piena di fiducia che non è altro che la virtù di speranza di chi crede nella Verità Eterna e comprende che solo nel Nome del Signore si può giungere in Paradiso per le vie tortuose del Calvario mediante la sua grazia

«Sii per me un Dio protettore, e un asilo che mi salvi, perché la mia fortezza e il mio rifugio sei tu; e per il tuo Nome sarai la mia guida e il mio sostentamento. In te, Signore, io spero, che io non sia confuso in eterno; per la tua giustizia liberami e salvami …».

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Padre Pio: Basta col concilio!

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padre pio

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

… chi (meglio: cosa) vanno a venerare le folle romane giubilanti una cum Bergoglione suo?

Il Settimanale – 4 gennaio 1975

 

BASTA COL CONCILIO! (Lo disse Padre Pio)

Il Cardinale Bacci, reduce da una visita a Pietralcina, riferì al Papa l’esortazione del frate. La clamorosa rivelazione contenuta in una biografia di Padre Pio pubblicata dal Centro Culturale Francescano.

Un Papa, un frate, un cardinale loro tramite. L’aneddotica della Chiesa si è arricchita, inaspettatamente, di una clamorosa rivelazione. È stato Padre Pio di Pietralcina, il cappuccino venerato come un santo dai fedeli ancor prima che fosse introdotta la sua causa di beatificazione e osteggiato in vita dalla Curia romana (subì due inchieste, due “persecuzioni”), a indurre Paolo VI ad anticipare la chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II.

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Meditazione per la Domenica di Sessagesima

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 buon seminatore

di Fra Leone da Bagnoregio

L’Ufficio liturgico di oggi si incentra quasi completamente sulla figura di San Paolo di cui si è festeggiato soltanto da qualche giorno la Sua Conversione, la Stazione Liturgica è presso la Basilica di San Paolo sulla via Ostiense, in cui sono conservate le sue reliquie sotto l’altare papale. Anche le preghiere dell’Ufficio di questa domenica sono intrise di mestizia San Gregorio Papa vedeva ormai decomporsi la Cristianità tra calamità naturali (terremoti) pestilenze e guerre. L’Antica Urbe imperiale si era ridotta a pochi abitanti, tutto crollava quasi davanti al suo sguardo. Similmente oggi si vede disgregare la Cristianità sotto il peso del mondo e del suo principe. Pare davanti ai nostri occhi crollare la Santa Gerusalemme in cui resistono soltanto pochi guerrieri, ormai accerchiati da ogni parte. La disperazione pervade gli animi e gli sguardi atterriti di chi ancora resiste davanti alla desolazione che si rende davanti a noi.

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Don Bosco: “Dopo la venuta di Gesù Cristo gli ebrei non possono più salvarsi senza credere in Lui”

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DON BOSCO

Due giovani amici: San Giovanni Bosco e un ragazzo ebreo. Un dialogo… tutto da rileggere!

I Santi ci insegnano la via del Cielo. Mi hanno insegnato a leggerne la vita e a leggerne gli scritti, per star certo di ciò di cui mi nutro.

Così insegnava San Filippo: bisogna alternare la lettura delle vite dei Santi con la lettura degli scritti dei santi.

Stiamo preparandoci alla festa di San Giovanni Bosco e, stasera, leggendo il testo delle Memorie dell’Oratorio scritte dal Santo, mi sono imbattuto in questo brano. Racconta di un giovane San Giovanni Bosco, a dialogo con un suo caro amico, un giovanetto ebreo, di nome Giona.
Mi ha colpito per la chiarezza dell’insegnamento, l’efficacia della testimonianza, l’abbandono di ogni rispetto umano in favore della verità di Cristo:

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Beato Lorenzino da Marostica, ucciso dai giudei

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BEATO LORENZINO

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

In onore del Beato Lorenzino da marostica martire, ucciso da alcuni Ebrei in odio alla fede cristiana

La miracolosa storia del Beato Lorenzino. Il Beato Lorenzino Sossio (o Fossa o Fosser o De Lorenzoni) nacque nella contrada di Valrovina (frazione di bassano del grappa) nel 1480. Il padre, milite della Serenissima, dopo una sola notte di matrimonio, fu costretto a partire per la guerra; tornato dopo nove mesi trovò la moglie con in braccio il neonato di dieci giorni appena. Credendosi tradito e colto da improvvisa gelosia, sguainò la spada e minacciò di uccidere la sposa, che, devota della Santissima Vergine, ne invocò la protezione nel pericolo. Ed ecco il primo miracolo: l’infante di soli dieci giorni s’interpose, afferrò con le mani la spada del padre, e gli disse: ”Fermati, padre mio, ch’io sono tuo figlio”.

Cinque anni dopo, il 5 aprile 1485, questo fanciullo di grazie preclare, venne attirato in una località isolata (Caluga) da alcuni individui, che lo trafissero con lunghi chiodi di ferro per stillarne il sangue e lo circoncisero; compiuto lo scellerato crimine furono scorti da un eremita mentre si allontanavano dal luogo dopo aver tentato di occultare il cadavere sotto un mucchio di pietre; nonostante ogni loro sforzo, sempre restava tuttavia scoperto qualche lembo del corpicino insanguinato. Dato l’allarme, fra lo strazio dei genitori, gli venne data una prima sepoltura nella nuda terra, segno che, prudentemente, non si dava ancora per scontato trattarsi di martirio. Ma, nella notte, il corpo del piccolo Beato emanava raggi di luce e profumo di fiori fragranti, mentre dalla terra sporgeva il braccino con la mano destra rivolta verso il cielo; questi eventi meravigliarono la popolazione e le autorità. Si decise quindi di dargli sepoltura in chiesa. Ma essendo sorta disputa fra bassanesi e marosticensi, che se ne contendevano le spoglie, ci si accordò di collocare la piccola salma sopra un carro, trainato da due giovenche e di lasciare che fosse la Provvidenza a indicare con qualche suo segno speciale la città prescelta. All’altezza del bivio tra Bassano e Marostica le giovenche spontaneamente si diressero verso Marostica, fermandosi soltanto all’altezza della scalinata che oggi conduce al convento di San Sebastiano e dove un capitello ricorda il Beato innocente. Continua a leggere

Meditazione per la domenica di Settuagesima

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VIGNAIUOLI

di Fra Leone da Bagnoregio

Le tre domeniche che anticipano la Quaresima, sono state istituite durante il Pontificato San Gregorio Magno. Rappresentano un’anticipazione al periodo quaresimale, in cui la Croce di Gesù appare già da lontano. Queste tre Messe riflettono perfettamente il periodo in cui furono istituite, periodo buio per Roma, la peste, la fame e la guerra attanagliavano la Città Santa, antica regina del mondo. Le milizie dei Longobardi erano alle porte di Roma.

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Tempo di Settuagesima

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CROCE

Segnalazione del Centro Studi Federici

Domenica 24 gennaio 2016: settuagesima.

Domenica 31 gennaio 2016 sessagesima.

Domenica 7 febbraio 2016: quinquagesima.

29 D. Quali sotto le domeniche che si chiamano di settuagesima, sessagesima e quinquagesima?

  1. Si chiamano domeniche di settuagesima, sessagesima e quinquagesima la settima, sesta e quinta domenica avanti quella di Passione.

30 D. Per qual ragione la Chiesa dalla domenica di settuagesima fino al sabato santo tralascia nei divini uffici l’Alleluia, ed usa paramenti di color violaceo?

  1. La Chiesa dalla domenica di settuagesima fino al sabato santo tralascia nei divini uffici l’Alleluia, che è voce di allegrezza, ed usa paramenti di color violaceo, che é color di mestizia, per allontanare con questi segni di tristezza i fedeli dalle vane allegrezze del mondo ed insinuare ad essi Io spirito di penitenza.

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