Il prof. De Mattei, “teologo” della FSSPX e le infanganti accuse contro il Papato ed Onorio I

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Risultati immagini per keep calm and be sedevacantistdi Carlo Di Pietro

Il prof. De Mattei, “teologo” della FSSPX e le infanganti accuse contro il Papato ed Onorio I

INTRODUZIONE

Lo storico De Mattei, talvolta “teologo” della FSSPX che lo rilancia al bisogno e senza indugio alcuno,  inaugura il 2016 con una breve dissertazione  (del 30.12.2015 – ore 16:37 – da me consultata il giorno 2.1.2016 dalle ore 00.00 circa) contro il Papato, partendo dalla rilettura “dematteiana” del caso di Onorio I.

L’articolo del professore viene pubblicato su Corrispondenza Romana:
http://www.corrispondenzaromana.it/onorio-i-il-caso-controverso-di-un-papa-eretico/

E prontamente rilanciato dal sito della FSSPX (Distretto Italiano), probabilmente a corto di argomenti:
http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1709:onorio-i-il-caso-controverso-di-un-papa-eretico&catid=64&Itemid=81

PRECISAZIONI Continua a leggere

Miracolo Eucaristico di Offida (Ascoli Piceno) 1273

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Siamo nel 1273, una donna su invito di una maga a cui si era rivolta per farsi benvolere dal marito getta un Ostia consacrata sul fuoco, la particola rimasta solo in piccola parte pane si trasformò in carne, da cui sgorgò Sangue abbondante; l’Ostia, il coppo, che conteneva il fuoco e la tovaglia insanguinati sono ancora visibili nel santuario di Sant’Agostino.

Chiesa di Sant’Agostino o del Corpus Domini

Offida (AP)

In fondo all’abside, in una edicola protetta da una cancellata in ferro e da due sportelloni in noce del sec. XV, sono conservati i resti di un miracolo eucaristico avvenuto a Lanciano (Abruzzo) nel 1273.
Tali resti sono rappresentati da una parte di ostia convertita in sangue e carni umane, da una tovaglia del sec. XIII e da un coppo, ove sono visibili tracce di sangue. Parte dell’ostia è conservata in un’artistica croce in argento dorato del sec.XIV, opera di un valente orafo veneziano.

Anticamente la ricorrenza del 3 Maggio assumeva carattere di particolare solennità ed otto giorni prima della festa, mentre le campane suonavano a distesa e le salve degli archibugi rompevano il silenzio, sulle torri del Palazzo Comunale e della Chiesa di S. Agostino, ove erano custoditi il Tesoro comunale e il Bussolo del governo (Statuto Libri 10, cap. lI), venivano issate le bandiere della franchigia ed in questo periodo gli Offidani venivano esentati dal pagamento dei debiti ed i commercianti forestieri dal pagamento del dazio. Continua a leggere

Articolo di Roberto De Mattei sul Papa eretico e sul caso di Onoro I. Ambiguità e ricaschi presenti

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Onorio-IA cura di Maurizio-G. Ruggiero

A questo link l’articolo di Roberto De Mattei su Onorio I, il caso controverso di un “papa eretico”:

http://www.corrispondenzaromana.it/onorio-i-il-caso-controverso-di-un-papa-eretico/

NOTA CRITICA:

Questo articolo di De Mattei è, come al solito, molto ambiguo: ammette che possa esistere un Papa eretico, come da dottrina tradizionale, nonostante le giuste proclamazioni infallibiliste del Concilio Vaticano I. Ma evita di richiamare la dottrina circa la non assunzione nella carica da parte dell’eretico o la sua decadenza da essa, come sarebbe cosa logica (Bolla Cum ex apostolatus officio di Papa Paolo IV, del 15 marzo 1559) rispettivamente per l’eretico che stia per accedere all’ufficio o per quello che incorra nell’eresia, una volta eletto.

No. Secondo de Mattei Onorio cadde nell’eresia: perché propugnò dottrine eretiche, certo; ma anche perché non esercitò pienamente il mandato petrino, poiché il suo atto magisteriale (eretico) non era munito della volontà di definire. Dunque non era un atto infallibile.

Così Bergoglio (questo il ricasco pratico del ragionamento) potrebbe essere eretico a cagione dei suoi atti; ma siccome si troverà magari che essi non sono sempre obbliganti, come pure ciò che dice (o stradice), ecco ch’egli resterebbe Papa, né perderebbe la carica.

In realtà tutte o quasi le pseudoriforme conciliari e le nuove dottrine della nuova “chiesa” sono state imposte coattivamente. Per tutti, si pensi ai nuovi Sacramenti, ai nuovi “santi”, al nuovo Codice di diritto canonico (ch’è legge universale), al neo magistero del vaticano II e post-conciliare. Continua a leggere

Meditazione sulla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo

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NATIVITA

di Fra Leone da Bagnoregio

Il canto degli angeli nella notte del Natale annunzia agli uomini il fine della vita umana ed è insieme il trionfo dell’opera di Dio.  Oggi proporremo alla riflessione la Santa Messa del giorno, in cui è evidente la regalità di Cristo. Se la prima Messa nell’antichità era celebrata all’altare del presepio che si trova ora nella confessione della Basilica Liberiana a cui potevano accedere solo poche persone. La Messa del giorno era celebrata, invece, all’altare papale della Basilica ed il papa in persona celebrava il Santo Sacrificio a cui accorreva gran numero di fedeli per dare gloria alla nascita terrena del Divino Salvatore.

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Natale a Betlemme, 1943

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Matt-Lybia

Mentre i nemici di Nostro Signore Gesù Cristo rinnovano la folle aggressione di Erode contro tutto ciò che nel mondo è innocente e simile a Cristo, scagliandosi persino contro il Natale, il Santo Bambino di Betlemme rinasce, come ogni anno, vincitore sulla terra. Il racconto che segue è tratto dal Diario di guerra del giornalista Walter L. Matt, fondatore della rivista cattolica americana The Remnant, che nel 1943, aveva 28 anni e serviva nell’esercito americano in Europa e in Medio Oriente.

Il figlio Michael, che ora dirige la rivista, l’ha ripubblicato per ricordarci che per quanto gravi e numerose siano le guerre che lacerano il mondo, gli adoratori del Bambino di Betlemme vinceranno, purché non perdano la speranza. Proponiamo questo racconto di Natale ai nostri lettori, augurando loro un Santo Natale ed un felice Anno Nuovo.

Mi ricordo il sentimento di estasi che provai una volta, nel coro del mio college, ascoltando il prorompere di un centinaio di voci nelle note trionfali del Messia di Haendel. Un simile sentimento di settimo cielo mi ha preso di nuovo l’altro giorno quando sono arrivato con i miei compagni a Betlemme!

È una cittadina da fiaba, un piccolo posto tranquillo annidato sul fianco d’una collina coperta di fiori. Tutte le campane di Natale che avete mai sentito sembrano concentrate all’ombra di queste colline verdeggianti e il cuore vi batte in petto mentre vi avvicinate al luogo dove «i pastori hanno vegliato» e la buona novella ha risuonato dal cielo sulla terra: «Oggi è nato a voi un Salvatore che è il Cristo Signore!» Continua a leggere

MEDITAZIONE SULLA IV DOMENICA DI AVVENTO

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Adventszeit

di Fra Leone da Bagnoregio

La Chiesa oggi vuole commemorare la propiziazione, vuole insegnare all’uomo che vuol fare della vita soltanto fatuità con una condotta peccaminosa e crede di prendere in gito l’Eterna Sapienza, che la vita ha un carattere sacro, perché Dio ne è l’origine e la fine.

L’Introito pone davanti ai nostri occhi l’immagine della rugiada, della pioggia che discende lentamente a rifrescare l’aridità. E’ tratto dal Profeta Isaia (45, 8) che è l’oracolo divino dell’Avvento e dal Salmo 18 versetto 2. Si vede che la crescita del Signore nell’anima non è impeto, ma è come pianticella che cresce, baciata dai raggi del sole, che è la luce della fede e la rugiada è la grazia santificante che ci sorregge e ci aiuta nelle avversità.  Il Signore sta per venire egli sarà la maestà divina scesa sulla terra al quale il cielo e il firmamento proclamano la sua grandezza e regalità.

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Si possono contestare e rifiutare le decretazioni di Magistero ordinario ed universale della Chiesa?

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costituzione

A cura di CdP Ricciotti

Sebbene l’oggetto formale della fede soprannaturale sia l’autorità di Dio rivelante, anche la fede, per rapporto alle verità determinate cui aderisce, si distingue in divina e cattolicaed in semplicemente teologica o divina. Siffatta distinzione è espressa dal Concilio Vaticano quando accenna ai dogmi che si devono credere con fede divina e cattolica. Quindi, per intendere correttamente questo decreto conciliare, bisogna spiegare bene in che cosa differiscano le dette due maniere di fede. A tal scopo, si vuol notare che, quando un uomo è certo che una dottrina o un fatto è rivelato da Dio, sia perchè la rivelazione venne a lui immediatamente fatta (ps. il riferimento non è ai sedicenti “veggenti”, NdR), sia perchè ne ha così sicuri argomenti da non poterne dubitare, è tenuto a prestarvi intero consenso. Se il Magistero della Chiesa non ha pronunciato alcun giudizio decretoriointorno alla rivelazione medesima, allora l’obbligo di credere non si estende alla universalità dei fedeli, ma è ristretto all’individuo, al quale la rivelazione venne fatta, e che non ha una cognizione certa; e anche questo individuo, se mancasse al suo dovere di credere alla rivelazione suindicata, peccherebbe e sarebbe eretico in faccia a Dio; ma non soggiacerebbe alle pene dalla Chiesa inflitte contro gli eretici. Questa è la fede semplicemente divina e teologica. La fede che invece tutti gli uomini, non appena ne abbiano sufficiente cognizione, sono obbligati a prestare alle verità proposte a credersi dalsupremo Magistero della Chiesa come da Dio rivelate, è fede non solo divina, ma altresìcattolica.

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I veri sacerdoti e il clero di Giuda

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Segnalazione di Federico Prati

di Stefano Arnoldi

Don Dolindo Ruotolo, nel commento alla seconda lettera di San Paolo ai Romani, scrive che “un sacerdote o un religioso indegno è causa di disonore a Dio”, infatti “il popolo si lascia trascinare dall’esempio di quelli che lo guidano, e se il loro modo di vivere è in contraddizione con quello che insegnano, il popolo perde la luce della Fede e bestemmia il nome adorabile di Dio sia con le parole empie sia con la vita scellerata. Lo stato miserando di un popolo […] è un indice sicuro dello stato del clero e degli Ordini religiosi”.

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MEDITAZIONE SULLA IIIª DOMENICA DI AVVENTO

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di Fra Leone da Bagnoregio

Oggi è il giorno della gioia, la Chiesa gioisce a metà dell’Avvento anche con i paramenti rosa anziché violacei. La vera gioia sgorga dall’amore come l’acqua dalla sorgente. L’amore puro e alto conduce alla gioia, pura ed alta. Lo spirito creato gode del bene del prossimo e non del male altrui.

L’Introito deriva dall’Epistola di San Paolo ai Filippesi (IV, 4) e si adatta bene alla circostanza. La venuta del Signore è prossima e quest’annunzio inonda il cuore di gioia. E’ però una gioia diversa da quella a cui si abbandona il mondo e particolarmente il mondo contemporaneo, la gioia che viene da Dio è frutto della pace interiore. La pace interiore non trova ostacolo nei dolori che possono accadere nella vita esteriore, ma l’umile confidenza in Dio e la preghiera ci aiutano ad assorbire delicatamente i dolori e le ansie che sempre incombono. Il salmo che segue la prima parte dell’Introito è il salmo 84 versetto 2° che è un canto di liberazione, la liberazione di Israele è la liberazione dal peccato: “State sempre gioiosi, nel Signore; lo ripeto state gioiosi. La vostra moderazione sia palese a tutti gli uomini, poiché il Signore è vicino. Non vi affannate per nulla, ma in ogni preghiera le vostre domande siano manifestate a Dio. Hai benedetto, o Signore, la tua terra: hai liberato Giacobbe dalla schiavitù”.

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