Video del XIV convegno di studi albertariani

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milano

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

http://federiciblog.altervista.org/

Sono disponibili on-line i video del XIV convegno di studi albertariani: “Ipsa Conteret “Ella ti schiaccerà il capo” (GN 3, 15) : Il ruolo di Maria Santissima nella  difesa della fede” (Milano, 14/11/2015).

  • Primo Intervento: “Maria antitesi di Satana: lo sviluppo omogeneo del dogma mariano ai tempi di Pio XII (e negli scritti di padre Guerard des Lauriers).” PRIMA PARTE

http://gloria.tv/media/yHPSQ2goQ9s

  • Primo Intervento: “Maria antitesi di Satana: lo sviluppo omogeneo del dogma mariano ai tempi di Pio XII (e negli scritti di padre Guerard des Lauriers).” SECONDA PARTE:

http://gloria.tv/media/N1P8UD9RuXt

  • Secondo Intervento: ” La Mater Boni Consilii: l’ausilio di Maria contro il modernismo, nei 30 anni dell’Istituto.” PRIMA PARTE:

http://gloria.tv/media/b4MGrGdHrcy

  • Secondo Intervento: ” La Mater Boni Consilii: l’ausilio di Maria contro il modernismo, nei 30 anni dell’Istituto.” SECONDA PARTE:

http://gloria.tv/media/gU8od6mHfKr

Per richiedere i files audio delle conferenze inviate una mail a questo indirizzo: audio.albertario@gmail.com

http://www.davidealbertario.it

info@davidealbertario.it

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“Tocca a noi!”

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SAN PIO X

del Prof. Antonio Diano

L’ultimo “venerdì” di Daniele Arai pubblicato infra ci mostra con evidenza un punto centralissimo, che vorrei telegraficamente ma con la massima emergenza ratificare e rafforzare hic et nunc.

Messo l’uomo al posto di Dio, e sostituito con il “diritto al benessere e al piacere” di origine illuministica lo status di creatura che dipende da Dio, ora anche il “resto del mondo” vuole (o meglio, crede di dover volere, grazie all’abilità espansiva del demonio e alle conseguenze del peccato) la sua parte, senza tappe intermedie, senza rivoluzioni bianche rosse rosa o arancioni (l’assenza storica delle quali viene imputata al cd. Islam radicale!). Una sorta di “tutto e subito” che alle idiosincrasie piccolo-borghesi del ’68 e degli  autonomi del ’77 sostituisce l’assillo atroce della fame, cui si contrappongono, invece dell’ordine che – solo – può con la grazia di Dio sulle nazioni regolare la convivenza giusta tra gli uomini (e non con le “esportazioni” di democrazia), le illusioni denudate dell’opulenza e della vita “spensierata”. Ora la vogliono anche “loro”, ne hanno sentito parlare, l’hanno vista da qualche parte: si mangia, si ride, si balla, non si fa un c., si VIVE come vorremmo anche noi: tutto facile, tutto ok, magari senza preoccuparsi di sterminare, uccidere, derpredare, stuprare, disseminare malattie e quant’altro. Oppure affidandosi ad un animistico spirito di destino che inevitabilmente li avvicina a quegli idoli distruggendo gli aspiranti neo-liberi ad un filo da essi, sulle carrette strapiene di criminali in potenza come di bambini innocenti, di fronte al miraggio delle rivoluzioni del demonio. Futuro migliore, guerre da abbandonare? No, idoli da consumare, basta con le lotte per l’indipendenza, ce ne fottiamo dell’AIDS, ora vogliamo telefonini senza lavorare e vogliamo godercela, come i più fortunati, e allora via, tutti quanti, andiamo a prendercela o portiamogliela via!

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San Francesco difese le Crociate dinanzi al Sultano d’Egitto

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Istruzione Cattolica mercoledì, 15:54
Il Sultano sottopose a Francesco D’Assisi un’altra questione:”II vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vuol togliervi la tonaca,dunque voi cristiani non dovreste imbracciare armi e combattere i vostri nemici”; rispose il beato Francesco:”Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Il perdono di cui Cristo parla non è un perdono folle, cieco, incondizionato, ma un perdono meritato. Gesù infatti ha detto: “Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino”. Infatti il Signore ha voluto dirci che la misericordia va dispensata a tutti, anche a chi non la merita, ma che almeno sia capace di comprenderla e farne frutto, e non a chi è disposto ad errare con la stessa tenacia e convinzione di prima. Altrove, oltretutto, è detto: “Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te”. E, con questo, Gesù ha voluto insegnarci che, se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell’occhio, dovremmo essere disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tentasse di allontanarci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo massima giustizia quando vi combattono, perché voi avete invaso delle terre cristiane e conquistato Gerusalemme, progettate di invadere l’Europa intera, oltraggiate il Santo Sepolcro, distruggete chiese, uccidete tutti i cristiani che vi capitano tra le mani, bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla sua religione quanti uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare, adorare, o magari solo rispettare il Creatore e Redentore del mondo e lasciare in pace i cristiani, allora essi vi amerebbero come se stessi”.

L’episodio è tratta dal numero 2691 delle Fonti Francescane, una raccolta di testi riconosciuta e approvata dalla Chiesa sulla storia dell’Ordine francescano e i suoi protagonisti. L’Opera è risultata fondamentale per numerosissime questione in materia di fede, o per l’agiografia di numerosi santi, tra cui proprio San Francesco.

Insomma, in un colpo solo Francesco, il santo prediletto da Dio, che era già divenuto frate e preso i suoi voti, difese l’opera del crociati e propose al sultano la conversione. Egli non riuscì tuttavia nel suo intento, ma suscitò profonda ammirazione nel sultano che lo vide come un sant’uomo e lo trattò con rispetto: dopo aver offerto invano a Francesco numerose ricchezze, lo lasciò tornare incolume all’accampamento dei crociati.

Gesù scaccia a suon di frustate i mercanti dal tempio.

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Dalla Messa al Catechismo. Dovevamo rendere tutto “comprensibile”, per non capirci più nulla

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Istruzione Cattolica venerdì, 21:44
Stavo or ora riflettendo, parlando con un amico prete, che “non abbiamo mai avuto fedeli così ignoranti” come da quando tutto a messa è diventato “comprensibile” e persino la pastorale “adulta” rasenta l’infantilismo.

Abbiamo dovuto attendere la messa nella nostra lingua per non capirci più nulla. Abbiamo dovuto aspettare la “partecipazione” per diventare così passivi mentalmente nonostante l’attivismo fisico. Siamo giunti al punto in cui è diventato una astrazione indefinibile persino la Presenza Reale sull’altare: spesso i fedeli non ne sono più consapevoli, il clero, dal canto suo, quando non è scettico è indifferente; entrambi sono fermi sulla strinsciante quasi certezza che si tratti di un simbolo.

Eppure le nostre nonne non erano così. Le nostre nonne spesso non sapevano né leggere né scrivere, non conoscevano né il latino né l’italiano, eppure capivano e sapevano non tutto ma l’Essenziale.
Vedete, una mia nonna era nata nel profondo Sud del 1909,in un paese di grande miseria, dove l’analfabetismo era del 99% e la fame pure. Era già vecchia quando io nacqui.
Il giorno prima alla cresima (lo stesso fu per la prima comunione) mi chiamò e così come aveva fatto con i suoi figli, mi spiegò cosa stavo facendo, in due parole: “ADESSO TU DIVENTI un CRISTIANO COMPLETO”.
Capii tutto e rimasi basito, perché, solo allora mi resi conto, dopo tanti anni di catechismo ero arrivato a quel giorno senza sapere di preciso cosa stessi facendo, cosa significasse. Perché nessuno era stato capace di trasmettermelo.
Mia nonna invece, che non aveva alcuna cultura e ciò che sapeva l’aveva imparato da sua nonna e “a (come diceva lei) dottrina”… come chimavano il catechismo di una volta, mi consegnava quello che le era stato trasmesso a sua volta.
Non l’ho mai dimenticato.
Allora ebbe ragione il cardinale di Monaco: il dramma della chiesa è la scomparsa “delle nonne” che trasmettevano quel che avevano ricevuto.

Autore: Il Mastino

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SUL MALE PRESENTE NEL GOVERNO TERRORISTICO DEL MONDO

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imagesL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

E il ruolo di Maria Santissima nel suo superamento

L’apparizione dell’albero della conoscenza del bene e del male è stata la «novità» nella «super creazione» dell’essere capace di conoscere e agire liberamente per partecipare al potere creatore di Dio fattoSi padre dell’uomo. La Creazione, opera di Dio Padre, è essenzialmente buona e l’albero la «novità» mirabile per l’essere umano, che riceveva il potere di aderire liberamente al Bene. Adamo ed Eva, però, invece della meraviglia di fronte a tale «miracolo» creativo, per cui avevano la libertà, a immagine e somiglianza di quella divina, reagirono con la ribellione sorta dall’altra novità, proprio quella causata dalla libertà: la sete di potere e l’orgoglio – già devastante nell’ordine angelico – per cui la creatura si vuole emancipata dal Creatore. Continua a leggere

Il cattolicesimo e la guerra

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Nell’epoca postcattolica in cui imperversano neochierici pacifisti, immigrazionisti e terzomondisti, l’idea stessa della guerra viene bandita dal lessico ‘ecclesialmente corretto’, come concetto clandestino e rivoltante. Il Libro di Giobbe insegna però che “vita est militia”. Un cattolico come deve giudicare il fenomeno antico ma sempre attuale della Guerra? Guerra “sola igiene del mondo” come voleva Filippo Tommaso Marinetti in compagnìa di un variegato filone bellicista che abbraccia De Maistre ed Hobbes, oppure sciagura suprema “senza se e senza ma”, come vorrebbe il vastissimo mondo pacifista che va dagli anarchici ai ‘cattogandhisti’? La guerra è necessaria ed in guerra tutto è permesso oppure non esiste mai una guerra giusta? La Chiesa come si è posta in questo cruciale dilemma? Tra kantismo utopico e machiavellismo cinico, tra gli idealisti bellicosi e l’idealismo bellico, perché se è vero che i cristiani non sono “del mondo” è pur vero che devono vivere”nel mondo”. La tensione irriducibile tra le astrazioni di purezza e il cinismo amorale si risolve nel realismo cristiano: la guerra può e deve essere contenuta ed evitata, ma non è estirpabile da questo mondo così imperfetto, caduco, abitato da persone tutte aventi il fardello del Peccato Originale. La guerra come extrema ratio e con modalità determinate, anche perché Gesù non solo venne a “portare la spada” ma a dare una Pace che non è “quella che dà il mondo”, promettendo beatitudine ai “pacifici”, non ai pacifisti oltranzisti. Vediamo in modo sintetico come il tema è stato trattato nel corso dei secoli.

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Sodalitas Borromaea

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St.-Charles-Borromeo

Segnalazione del Centro studi Federici

San Carlo Borromeo, simbolo della Controriforma, era uno dei patroni del Sodalitium Pianum, associazione fondata da monsignor Umberto Benigni nel 1909 per contrastare i nemici interni ed esterni della Chiesa, in particolare per applicare il programma antimodernista tracciato da san Pio X. Mons. Benigni il 4 novembre 1913 fondò la Sodalitas Borromaea (S.B.) come gruppo dei giornalisti del S.P. Dal regolamento generale della Sodalitas Borromaea si legge: (…) ogni membro della S.B s’impegna a realizzare il programma del Sodalitium Pianum difendendo e diffondendo il cattolicesimo romano integrale, combattendo i suoi avversari interni ed esterni, nella sfera dell’influenza professionale (…). L’iniziativa di mons. Benigni si ispirò all’enciclica Editae saepe Dei di san Pio X (del 26 maggio 1910), nella quale attaccò protestantesimo e modernismo suscitando le ire dei governi laicisti.

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OMELIE del S.Curato d’Ars: Il giudizio particolare

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“Rendi conto della tua amministrazione”
(Lc 16,2)

Fratelli miei, potremmo mai meditare sulla severità del giudizio di Dio, senza sentirci penetrare dal più vivo timore? Pensate, fratelli miei, i giorni della nostra vita sono tutti contati; e per di più, ignoriamo l’ora e il momento preciso in cui il nostro sovrano Giudice ci citerà per comparire davanti al suo tribunale, e forse quel momento sarà proprio quello che meno immaginiamo, allorché saremo meno pronti a rendere un conto tanto temibile!… Vi assicuro, fratelli miei, che quando ci si pensa bene, ci sarebbe motivo di cadere nella disperazione, se la nostra religione non ci insegnasse che noi possiamo addolcire quel momento per mezzo di una vita vissuta in modo tale da nutrire fondati motivi di sperare che il buon Dio avrà pietà di noi. Stiamo bene attenti, fratelli miei, di non farci cogliere impreparati quando arriverà quel momento, come quell’amministratore di cui Gesù Cristo ci parla nel vangelo.

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[AUDIO] M. Castagna e P. Seveso e l’eutanasia della Christianitas: il Re dei Re spodestato dal trono e dall’altare

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La bellissima relazione a due voci tenuta da Matteo Castagna (Circolo Christus Rex Verona, Presidente della neonata associazione culturale Traditio, sempre a Verona) e da Piergiorgio Seveso (Vicepresidente di Radio Spada, direttore della Biblioteca “U. Benigni”) in occasione della Giornata della Cultura radiospadista, lo scorso 25 aprile.

Una magistrale ricognizione dell’involuzione dello Stato e della Chiesa visibile, sotto i colpi del laicismo e del modernismo. Una denuncia “tagliente e puntuale” senza peli sulla lingua.

1a parte:

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2a parte:

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