Mons. Henri Delassus

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delassusSegnalazione del Centro Studi Federici

 

Il 12 aprile 1836 nasceva a Estaires (nel nord della Francia) Monsignor Henri Delassus (+1921), uno dei più lucidi e incisivi autori cattolici che si schierarono contro il liberalismo, il modernismo e quella che definiva la “congiura anticristiana” (giudaismo, massoneria, occultismo). Amico di Mons. Benigni e di altri personaggi importanti del “Sodalitium Pianunm”, fu nominato da San Pio X Protonotaio apostolico. Tra le opere tradotte in italiano: “Il problema dell’ora presente”.

 

http://federiciblog.altervista.org/

 

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“Christus Rex”, associazione Cattolica Apostolica Romana integrale, senza compromessi

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Risultati immagini per Christus Rexdi Matteo Castagna

Gran parte delle persone che scrivono su questo sito o che militano nel Circolo Christus Rex sono state, chi più, chi meno, vicine alla Fraternità Sacerdotale San Pio X. Tutti noi, però, ad un certo punto abbiamo scelto di abbandonarla. Naturalmente non si è trattato di motivi personali, quanto di una progressiva maturazione sul piano dottrinale e disciplinare della Chiesa Cattolica, che precedentemente era sottovalutato o, persino, sconosciuto.

Già ai tempi della frequentazione della cappella di Verona, di Lanzago di Silea (TV) e del Priorato di Rimini (primi anni 2000) si rimaneva colpiti dalla pietà e dal coraggioso insegnamento anti-modernista dei sacerdoti, che molti di noi confrontavano con la parrocchia vicino a casa. Un abisso. Avevamo imparato che S.Ecc. Rev.ma Mons. Marcel Lefebvre aveva sostanzialmente salvato la Messa ed il sacerdozio Cattolici dalla devastazione conciliare. Sono due meriti enormi, che nessuno, in buona fede, può togliergli. La sua opera diceva di voler continuare su quel solco. E noi ci fidavamo, senza troppo approfondire, tanto da prodigarci per quanto potevamo nell’aiutare tale apostolato. C’è stato chi, attraverso 90.000 euro elargiti dalla politica ha consentito la ristrutturazione di un intero Priorato e la sistemazione di un altro, chi con altri fondi, sempre provenienti dalla politica, ha consentito la ristrutturazione del tetto e delle scale della chiesetta di Lanzago, ma c’era anche chi si prodigava nell’offrire cibo e bevande, chi aiutava la visibilità pubblica alla Buona Battaglia, chi offriva preghiere, chi si sacrificava nei lavori manuali. Ricordo che il “Papa” veniva attaccato per le posizioni a-cattoliche in materia di ecumenismo, libertà religiosa, indifferentismo, libertà di coscienza, attraverso la comparazione con le Encicliche pre-conciliari. Ricordo la fermezza nel rifiuto della “messa riformata” attraverso il “Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae” dei Card. Ottaviani e Bacci, ma scritto da S.Ecc. Rev.ma Mons. Guerard de Lauriers (quest’ultimo particolare non veniva specificato). Continua a leggere

Meditazione per la domenica in Albis

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Apparizione a San Tommaso Apostolo

di Fra Leone da Bagnoregio

MEDITAZIONE PER LA DOMENICA IN ALBIS

Anticamente i battezzati nella Vigilia Pasquale dismettevano le vesti bianche perché finiva per loro il periodo di festa essendo terminata con la celebrazione dei vespri del sabato.

Nei paesi di origine gallica viene chiamata domenica di Quasi Modo, prendendo spunto dalle prime parole dell’antifona all’Introito.

Oggi è il giorno della dimostrazione della nostra fede, invero la nostra fede non deve essere una fede tiepida, il nostro mondo imbevuto di razionalismo che vuole in ogni cosa trovare certezze materiali ed emargina il soprannaturale, allontana da noi l’aspirazione dell’anima verso il cielo. Tutto l’ufficio della Santa Messa è imbevuto di questa prova di fede. In questo mondo che ci circonda privo di principi soprannaturali è d’obbligo per noi dare prova di fede, non solo nelle nostre famiglie, ma anche pubblicamente definendoci cristiani di fronte ad un mondo che rinnega Nostro Signore Gesù Cristo.

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Messali a confronto

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dolan

 

Segnalazione di Pietro Ferrari

Il tema della liturgìa tradizionale è sempre molto sentito ma non tutti conoscono le differenze tra il Messale conciliare del 1962 e quello precedente. Mons Daniel Dolan ci fornisce una semplice comparazione non solo tra “vecchio e nuovo rito” ma anche tra i messali di G23 e Pio X.

Messali di Pio X e di G23 a confronto

Messa antica vs Nuova Messa

 

 

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IMMINENTE NOVITA’ EDITORIALE: “Cento anni di Magistero” (Pio VI, Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII)

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Segnalazione di Pietro Ferrari

Cento anni di magistero in cento anni di sconvolgimenti culturali, sociali e politici. Le Edizioni Radio Spada ripresentano sette documenti ufficiali della Chiesa, promulgati come spesso capita quando si tratta di materie dottrinali, non soltanto per le incombenze ed emergenze del loro tempo ma come durevoli bussole orientative nel Tempo. Da qui l’inesauribile attualità della voce del Vicario, che attinge come insegnò Papa Pacelli alle labbra stesse del Redentore, comunicando quell’acqua che la samaritana scoprì essere sempre giovane ed eternamente dissetante. Troveremo e troverete sempre utile prestare attenzione ai capisaldi ecclesiali, soprattutto tra i tumulti stroboscopici che ottundono il gregge, colpito, disperso e ingannato coi vitelli d’oro dell’aggiornamento. L’aggiornamento, questo mito nichilista farcito di immigrazionismo terzomondista, incontinenza ormonale, carismatismo narcisista, odio di sé che colorano l’apostasìa in atto di questo lungo Sabato Santo nella Chiesa.
Angelo Braschi (1717-1799) venne eletto pontefice come Pio VI prima ancora di essere nominato vescovo ed aprì ufficialmente la Porta Santa della basilica di San Pietro, per l’anno giubilare del 1775. Allo scoppio della Rivoluzione francese, Pio VI vide la confisca di tutti i possedimenti ecclesiastici in Francia, e dovette subire l’onta di vedere il proprio stesso ritratto dato alle fiamme dalla folla nel Palazzo Reale. Pio VI cercò di prendere di petto la questione: il 10 marzo 1791 condannò con il breve Quod aliquantum la Costituzione civile del clero, approvata dall’Assemblea nazionale francese nel luglio del 1790 ed anche la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Il Giansenismo in Italia – uno pseudo protestantesimo mitigato – ebbe un’influenza limitata, fatta salva l’opera del vescovo di Pistoia e Prato, Scipione deRicci, che riuscì ad influenzare il clero e i politici toscani, soprattutto il granduca Pietro Leopoldo organizzando il Sinodo di Pistoia per promuovere il Giansenismo. Questo vescovo riformatore fu inviso agli aretini insorgenti, noti come “Viva Maria”, che durante la loro insurrezione lo imprigionarono. Ed ecco tornare attuale la Auctorem fidei (bolla dogmatica promulgata il 28 agosto 1794 per condannare il Sinodo di Pistoia, il vescovo Scipione de’ Ricci ed altri vescovi accusati di sostenere la corrente giansenista) – quando è scomodo dover ribadire che “veemente avvampa l’ardore di codesta feroce, interminabile congiura … introducendo importune, sconvolgenti novità…di riunire in un sol corpo i semi delle guaste dottrine…”, in quanto i nemici della Chiesa (ma nella Chiesa) anche oggi, con le varie ermeneutiche “si adoperano per coprire sotto fraudolenti giri di parole i lacci delle loro astuzie… in nessun modo è da praticare in un Sinodo, il cui primo merito deve consistere nell’adottare nell’insegnamento un’espressione talmente chiara e limpida che non lasci spazio al pericolo di contrasti.”.

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Immagine della Resurrezione per la Meditazione domenica di Pasqua

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Pasqua

di Fra Leone da Bagnoregio

Oggi è la festa più solenne dell’anno liturgico, è il giorno in cui il Signore ha vinto i suoi nemici, ha vinto la morte, che era frutto del peccato “stipendium peccati mors” insegna San Paolo, Gesù vincendo la morte ha vinto pure il peccato che ne è la causa, ha portato l’uomo dalla morte alla vita, come Mosè porto Israele fuori dall’Egitto, cioè dalla schiavitù. Questa vittoria sulla morte è anche la vittoria sul demonio, che fu l’istigatore della rivolta dell’uomo contro Dio.

Dopo le tribolazioni e la passione della settimana santa, dal sepolcro sorge la luce di Nostro Signore, il sepolcro vuoto è il fondamento della nostra fede nel Redentore, quel sepolcro è la vittoria della cristianità sull’infedeltà dei Giudei e sul pressapochismo dei gentili. Il nostro cuore deve riempirsi della virtù di fede, perché soltanto la fede, potrà liberarci dai dubbi del mondo che ci circonda.

L’Introito è estratto dal Salmo 138 (versetti 18° e 5° e 6°, poi 1,2) Il salmo celebra in particolare la scienza e la presenza di Dio che pervadono il nostro intimo, ma è stata accomodato per la solennità pasquale.  Nostro Signore risorto appare prima di tutti alla sua Santa Madre. La Vergine Maria è stata durante la passione sempre presente, era lungo la via Crucis era sul Calvario, non poteva che essere presente anche alla sua Resurrezione.  Maria chiusa nella sua casa viene ridestata all’alba dalla voce di suo Figlio divino, che la saluta e gli pronuncia queste parole “sono risorto adesso sono con te”; è altresì il ringraziamento del Figlio verso il Padre celeste, con il quale è sempre stato unito e con il quale ha amato in modo speciale l’umanità decaduta nel peccato originale, che soltanto la scienza divina poteva porvi rimedio. Dio Padre, nell’eterno suo sapere ha previsto la morte del suo Figlio ed anche la sua resurrezione, non poteva la seconda persona della Santa Trinità non risorgere, fu infatti scritto “Non sarà dato al tuo Santo di vedere la corruzione”, Dio dopo aver permesso per la salute del genere umano la morte del Figlio, non poteva non prevederne anche la resurrezione.

«Sono risorto, ed eccomi ancora con te, alleluia: ponesti sopra di me la tua mano, alleluia: mirabile si è mostrata la tua sapienza, alleluia, alleluia, alleluia. Signore, mi hai provato e conosciuto: tu hai conosciuto il mio riposo e la mia resurrezione … ».

Segue l’Oremus, che mostra come la resurrezione di Nostro Signore è anche un anticipazione della resurrezione dell’uomo. I cristiani che sono le membra del corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, vedono oggi la resurrezione del loro capo, e vengono confortate nella speranza della loro, che un giorno conseguiranno nella salvezza, per merito del santo sacrificio che si è consumato sulla Croce.

«Dio, che in questo giorno, debellata la morte per mezzo del tuo Unigenito, ci ha riaperto le porte dell’l’eternità; seconda con tuo aiuto i nostri voti, che tu per primo c’ ispiri. . .».

L’Epistola è presa dalla prima Lettera di San Paolo ai Corinti (V, 7 – 8). Non è molto lunga, ma è densa di significato. L’Apostolo si serve della prassi ebraica, in cui per il giorno di Pasqua, venivano eliminati, tutti i pani che avessero fermento, per cibarsi soltanto del pane azimo confezionato appositamente per la solennità pasquale. Insegna, infatti, che è necessario togliere via l’antico fermento, per poter degnamente celebrare la Pasqua con gli azzimi dell’innocenza. Nostro Signore con la sua Passione e la sua morte come vittima immacolata sul Calvario, ha terminato il Vecchio Testamento ed ha dato inizio al Nuovo. Noi come figli dobbiamo abbandonare la nostra vecchia vita, con i nostri peccati e le nostre negligenze, cercando di non avere più nulla in comune con essa, e dobbiamo seguire e celebrare la Pasqua con gli azzimi della purezza e della verità come uomini nuovi rinati per la salvezza.

Il Graduale è preso dal Salmo 117 (versetti 24° e 1°), mentre il versetto alleluiatico viene da San Paolo dall’Epistola di oggi ai Corinti.

Viene cantato il salmo al Signore perché questo è il suo giorno, un giorno nuovo non più il sabato dell’Antico Testamento, ma il giorno che ha voluto il Signore per celebrare il suo nome. Dio è buono, ed è particolarmente buono in questo giorno, perché la sua misericordia verso l’uomo, ha previsto “ab aeterno” di sacrificare sulla Croce il suo Unigenito e di farlo resuscitare nel giorno da lui istituito la domenica “dies Domini” il giorno del Signore per dare principio ad una nuova era.

Il versetto, infatti, riprende questo concetto: Nostro Signore Gesù Cristo nostra Pasqua è già stato immolato, egli si è dato completamente per la nostra salvezza. Il Salvatore non ha voluto celebrare la Pasqua per se stesso, ma per noi, affinché noi fossimo partecipi prima della sua passione, poi della sua resurrezione. Questa medicina di salvezza, non giova se non mutiamo vita e ci volgiamo interamente a Cristo che deve medicare il nostro cuore vessato dal peccato e dalle passioni disordinate.

«Questo è il giorno che ha fatto il Signore: esultiamo e rallegriamoci in esso. Lodate il Signore, perché è buono: perché la sua misericordia è eterna. Alleluia, Alleluia. Cristo nostra Pasqua, è stato immolato».

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XII Stazione: Gesù muore in Croce

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crocifissione

Oggi, Venerdì Santo, a Verona si svolgerà, come ogni anno, la Via Crucis presso la Scala Santa dell’Istituto don Calabria alle ore 18.30 organizzata dai cattolici tradizionalisti scaligeri. Domani, preghiere e meditazioni per la Vigilia di Pasqua presso TRADITIO in Via Galvani 31 (VR) alle ore 19.30. Domenica, Pasqua di Resurrezione, Santa Messa tradizionale “non una cum” a Rovereto alle ore 18.00

XII Stazione: Gesù muore sulla Croce, meditazione di Mons. Guérard des Lauriers

O Gesù, come sei solo nel morire! Gli uomini Ti hanno tolto tutto, persino le vesti. Della terra non Ti rimane che una corona di spine (1) che Ti diventa il rimedio contro ogni amarezza. Di veramente Tuo avevi ancora Tua Madre, nessuno aveva pensato a toglierTela. Non lo si era pensato, forse non lo si sarebbe osato, e certo non si sarebbe potuto farlo, perché Ella avrebbe trovato abilmente il modo per seguirTi fino alla Croce. Tu stesso Ti privi di Tua Madre. Era molto più dignitoso per Lei subire questo trattamento solo da Te. E Tu sei solo. Le Tue parole mi fanno sentire la profondità della Tua solitudine. Quando Ti rivolgi agli altri, incontri quella durezza che fa istintivamente ripiegare su se stessi.

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E’ iniziata la Settimana Santa

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Istituto Mater Boni Consilii: Palme, Triduo Sacro, Pasqua 

http://www.sodalitium.biz/s-messe-per-il-periodo-pasquale/

http://www.sodalitium.biz/triduo-sacro-gli-orari/

 

Per chi non potesse per ragioni legittime frequentare le funzioni pasquali, i cattolici tradizionalisti veronesi si ritroveranno

VENERDI 25 MARZO ALLE ORE 18.30 PRESSO LA SCALA SANTA DELL’ISTITUTO DON CALABRIA PER LA RECITA DELLA VIA CRUCIS. E’ BENE FERMARSI ALLE ORE 15.00 PER RICORDARE LA MORTE DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO E RECITARE UNA PREGHIERA

SABATO 26 MARZO ALLE ORE 20.30 PRESSO “TRADITIO” IN VIA GALVANI 31 PER PREGARE NEL CORSO DELLA VEGLIA PASQUALE

DOMENICA 27 MARZO ALLE ORE 18.00 “CHRISTUS REX” VERONA SI RECHERA’ ALLA S. MESSA DI PASQUA A ROVERETO

(per informazioni Tel. a Matteo 347/4230340 o scrivere a christusrex@libero.it)

 

OBBLIGATORIO CONFESSARSI E COMUNICARSI NEL PERIODO PASQUALE (DALLE DOMENICA DELLE PALME ALLA DOMENICA IN ALBIS). OBBLIGATORIO SEGUIRE LE PRESCRIZIONI DI PENITENZA, TRA CUI L’ASTINENZA ED IL DIGIUNO DI VENERDI E LA VIGILIA DI PASQUA.

 

 

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