I martiri della legge naturale

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SANTIMentre da ieri anche in Italia le “nozze” sodomitiche sono legge dello Stato, con somma vergogna e ignominia per il nostro Paese, ricordiamo con speranza la vita di alcuni martiri della legge naturale

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Cristiana de Magistris

NellaSomma teologica san Tommaso afferma che la «legge naturale» è «la partecipazione della legge eterna nella creatura razionale». Secondo l’Aquinate, grazie ad una disposizione innata, la «sinderesi», l’uomo possiede la «cognizione abituale» dei principi primi della legge naturale, iscritti da Dio nella sua anima. In quest’ottica la difesa della legge naturale, la quale altro non è che la partecipazione della legge eterna nella creatura ragionevole, equivale in qualche modo alla difesa dei diritti di Dio, e infine di Dio stesso.

Da ciò si comprende la gravità dei peccati contro la legge naturale, e da ciò parimenti si spiega perché la Chiesa annoveri tra i suoi martiri non solo coloro che hanno versato il proprio sangue per la difesa della Fede, ma anche per la legge divina (ad esempio, san Giovanni Battista, san Tommaso Moro, san Giovanni Fisher che hanno difeso l’indissolubilità del matrimonio) e per la legge naturale. Due santi che la Chiesa ha appena commemorato (il 5 e il 7 maggio) portano questa gloriosa aureola: sant’Angelo di Gerusalemme e san Stanislao, vescovo di Cracovia.

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Novità: IL MISTERO DI CANA di Rodolfo Vivaldi (Edizioni Solfanell)

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ILMISTERODICANA

IL MISTERO DI CANA

Presentazione di padre Eugenio Cavallari Edizioni Solfanelli

Un miracolo “inaspettato” quello avvenuto 2000 anni fa a Cana di Galilea.

Così ce lo propone nel suo Vangelo Giovanni, che sembra riportare più un fatto di cronaca che un evento miracoloso. Una prosa scarna tesa a evidenziare i protagonisti, la sequenza veloce degli avvenimenti, un rapido interloquire tra la Madre e Gesù, e infine la descrizione quasi scientifica della straordinaria mutazione dell’acqua in vino.

Affascinato e quasi turbato da questo passo del Vangelo, l’Autore si addentra a esplorare una misteriosa attrazione, pur nel fondato timore di non giungere a una agnizione finale.

In un intersecarsi di considerazioni e di impressioni, questo “segno”, riportato dal solo Giovanni Evangelista, ci viene proposto dall’Autore come carico di significati che attengono il settore della teologia, ma soprattutto della spiritualità più raffinata.

In contrappunto la figura di un Cardinale di Santa Romana Chiesa, sostanzialmente immaginaria e idealizzata, che consente all’Autore di esprimere, in analogia con la voce del Cristo nel Don Camillo di Giovannino Guareschi, le meditazioni interiori del profondo dell’anima.

Temi e personaggi inequivocabilmente religiosi, ma al fondo resta qualcosa di inespresso, di misterioso che riguarda la vita di tutti gli uomini.

Rodolfo Vivaldi

IL MISTERO DI CANA

A Cana di Galilea, il banchetto di nozze Considerazioni di un cristiano qualunque Presentazione di padre Eugenio Cavallari Edizioni Solfanelli [ISBN-978-88-7497-958-5] Pagg. 72 – € 8,00

http://www.edizionisolfanelli.it/ilmisterodicana.htm

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Meditazione per la V domenica dopo Pasqua

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Santi Filippo e Giacomo

di Fra Leone da Bagnoregio

FESTA DEGLI APOSTOLI SAN FILIPPO E GIACOMO

In questa domenica si celebra la festa degli Apostoli San Filippo e Giacomo (detto minore). Qualcuno si chiederà perché non è festeggiata la festa di San Giuseppe Lavoratore, non vogliamo entrare in inutili dissertazioni che non è lo scopo della meditazione, sia sufficiente comprendere che tutto l’Ufficio liturgico della Festa di San Giuseppe Lavoratore non è un inno alle virtù del Patriarca San Giuseppe, bensì un inno al lavoro. Certo la volontà di papa Pio XII era quella di santificare una festa civile, con l’intenzione di fare ciò che fecero i primi cristiani con le feste pagane, l’unica distinzione che sfugge è quella che si può cristianizzare il paganesimo nonostante tutti i suoi errori, ma non si può battezzare la rivoluzione che intrinsecamente è contraria a qualsiasi dimensione di trascendente e di divino.

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AMORIS LAETITIA

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LEONE XIII

Segnalazione di Luciano Gallina

In allegato copia dell’Esortazione Apostolica AMORIS LAETITIA. Con evidenziati in giallo i commenti di varia natura. In calce a tale documento si trova L’Enciclica di Leone XIII ARCANUM DIVINAE.

Qualsiasi Cattolico e/o persona di onestà intellettuale si può rendere conto che i due Documenti in comune non hanno niente se non le lettere dell’alfabeto.

Naturalmente i commenti non vogliono avere nessuna pretesa assoluta, se non quella di far si che chi legge possa a sua volta riflettere sul testo originale e verificare in base alle sue conoscenze attuali la cattolicità o meno del testo.

AMORIS LAETITIA

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MEDITAZIONE PER LA IV DOMENICA DOPO PASQUA

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Ultima Cenadi Fra Leone da Bagnoregio

In questa domenica si celebra la vittoria di Nostro Signore sulla morte e sul peccato. Per questo motivo, se le solennità delle domeniche dopo Pasqua celebrano principalmente la fede, in questa domenica si pone l’accento anche sulla santità a cui il cristiano deve tendere. Nel contempo si fa emergere il dono della fortezza che è un elemento indispensabile per poter superare tutte le avversità. Per di più Gesù già preannuncia la venuta dello Spirito Santo sulla sua Chiesa appena costituita.
L’Introito deriva dal salmo 97 (versetti 1° – 2°) Ci invita a rendere grazie a Dio per l’opera di redenzione compiuta da Lui tramite il suo diletto Figlio. Il canto nuovo che si deve intonare è un canto di giubilo perché Gesù è stato vittorioso su ogni nefandezza, bassezza umana e sui suoi nemici. La morte in Croce di Nostro Signore invece di essere segno di umiliazione è stata luce di salvezza per tutte le genti.
«Cantate al signore un cantico nuovo, alleluia: perché il Signore ha operate cose mirabili, alleluia: ha rivelato la sua giustizia al cospetto delle nazioni, alleluia, alleluia, alleluia. Ci ha salvati la sua destra, ed il suo santo braccio… ».
L’Oremus, vuole mostraci in primo luogo il miracolo che Dio ha compiuto pe mezzo della fede, infatti, moltitudine di cristiani professano la stessa Santa Religione e cantano lo stesso simbolo di fede. Questa unione di intenti deve indirizzarci anche nell’unione dei cuori verso il bene. Così che possiamo volgere i nostri cuori, nonostante le vicissitudini umane, verso la promessa dell’eternità che sarà il solo luogo di pace per la nostra anima.
«Dio che delle menti dei fedeli fai una sola volontà dà ai tuoi popoli d’amare ciò che comandi e di desiderare ciò che prometti; affinché tra i cambiamenti del mondo, là siano fissi i nostri cuori dove sono i veri gaudi. . .».
L’Epistola è presa da un brano della lettera di San Giacomo (I, 17° – 21°). Questo brano dell’Epistola di San Giacomo ci vuole insegnare, come una morale che non abbia fondamento nel dogma è una casa costruita sulla sabbia. Allo stesso tempo una fede che nega la necessità delle opere conformi ai suoi dettami diventa una mostruosità. Non si può avere soltanto una fede speculativa che però non produce frutto. Questa costruzione è stata la dottrina di Martin Lutero, che pretendeva di salvarsi senza le buone opere. Allo stesso tempo la Lettera di San Giacomo mostra come l’uomo dominato dall’ira non può render il giusto servizio a Dio. La mansuetudine è una caratteristica evangelica è una virtù che può portare le anime di coloro che non credono verso la salvezza. La fortezza non vuol dire essere persone prevaricatrici, ma mostrare la verità con carità. Continua a leggere

“Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici”

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Petrus Canisius als Prediger / Wuilleret - Petrus Canisius as preacher / Wuilleret -Segnalazione del Centro Studi Federici

San Pietro Canisio: preghiera per conservare la vera fede 

“Preghiera per conservare la vera Fede” scritta da san Pietro Canisio (1521-1597), olandese della Compagnia di Gesù, apostolo della Controriforma in Germania, definito “martello degli eretici”, beatificato da Pio IX nel 1868 e canonizzato da Pio XI nel 1925 che lo nominò pure Dottore della Chiesa.

Professo davanti a Voi la mia fede. Padre e Signore del Cielo e della terra, mio Creatore e Redentore, mia forza e mia salvezza, che fin dai miei più teneri anni non avete cessato di nutrirmi col sacro pane della vostra Parola e di confortare il mio cuore. Affinché non vagassi errando con le pecore traviate che sono senza Pastore. Voi mi raccoglieste nel seno della vostra Chiesa; raccolto, mi educaste; educato, mi conservaste insegnandomi con la voce di quei Pastori nei quali volete essere ascoltato e ubbidito, come di persona, dai vostri fedeli.

Confesso ad alta voce per la mia salvezza tutto quello che i cattolici hanno sempre a buon diritto creduto nel loro cuore. Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici; non voglio avere nulla in comune con loro, perché non parlano né sentono rettamente, e non posseggono la sola regola della vera Fede propostaci dall’unica, santa, cattolica, apostolica e romana Chiesa. Mi unisco invece nella comunione, abbraccio la fede, seguo la religione e approvo la dottrina di quelli che ascoltano e seguono Cristo, non soltanto quando insegna nelle Scritture ma anche quando giudica per bocca dei Concilii ecumenici e definisce per bocca della Cattedra di Pietro, testificandola con l’autorità dei Padri. Mi professo inoltre figlio di quella Chiesa romana che gli empii bestemmiatori disprezzano, perseguitano e abominano come se fosse anticristiana; non mi allontano in nessun punto dalla sua autorità, né rifiuto di dare la vita e versare il sangue in sua difesa, e credo che i meriti di Cristo possano procurare la mia o l’altrui salvezza solo nell’unità di questa stessa Chiesa. Continua a leggere

Meditazione per la III domenica dopo Pasqua

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persecuzioni dei cristiani

di Fra Leone da Bagnoregio

In questa Santa Messa inizia nel Vangelo il lungo sermone di Nostro Signore nell’Ultima Cena, che per motivi liturgici non si è potuto leggere il Giovedì Santo, questo discorso di Gesù agli Apostoli si concluderà nella bellissima “precatio sacerdotalis” che sono le basi del sacerdozio cattolico. Questo testamento di Gesù confidato agli Apostoli continuerà nelle prossime domeniche dopo Pasqua. Le riflessioni che Gesù espone agli Apostoli sgorgano dal cuore stesso del Salvatore, dal suo amore che egli nutre per la sua Chiesa e per coloro che crederanno in Lui.

L’Introito proviene dal salmo 65 (versetti 1° – 2° e 3°) E’ un canto di trionfo della Chiesa per la resurrezione di Nostro Signore, il trionfo di lui sulla morte e sul peccato. Questo trionfo si estende alla Chiesa stessa che è il Corpo Mistico del Redentore, la Chiesa, infatti, è il baluardo contro ogni nemico della verità.

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La decadenza della Chiesa Cattolica nelle visioni di Anna Katharina Emmerick

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BEATA KHATARINA

Segnalazione di Federico Prati

di Paolo G.

“Nel centro dell’inferno ho visto un abisso buio e dall’aspetto orribile e dentro di esso era stato gettato Lucifero, dopo essere stato assicurato saldamente a delle catene … Dio stesso aveva decretato questo; e mi è stato anche detto, se ricordo bene, che egli verrà liberato per un certo periodo cinquanta o sessanta anni prima dell’anno di Cristo 2000. Mi vennero indicate le date di molti altri eventi che non riesco a ricordare; ma un certo numero di demoni dovranno essere liberati molto prima di Lucifero, in modo che tentino gli uomini e servano come strumenti della vendetta divina.”

Tuttavia, come è altrettanto noto, anche in altre tradizioni sono innumerevoli riferimenti e descrizioni dell’apocalisse dei tempi ultimi[2]. Così anche in seno alla tradizione cristiana, in cui le visioni e le profezie di mistici e santi in particolare sul declino della Chiesa Cattolica e sulla fine dei tempi sono molteplici e risalgono a tutte le epoche.

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LA ‘DOLCE MORTE’ DELLA “CHIESA”

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SANPIETRO

Segnalazione di Federico Prati

 

Il colpo più devastante degli ultimi tre anni 

di don Elia

 

Geniale astuzia gesuitica. Se non altro, bisogna dargliene atto. Con l’esortazione apostolica sulla famiglia è riuscito a catturare e calamitare su di sé l’attenzione universale, compresa quella di chi lo detesta. Tutti col fiato sospeso in attesa che scoccasse la fatidica ora. Mai la pubblicazione di un documento del Magistero aveva provocato tanta suspense ed era stato atteso con tanta trepidazione, seppure di segno diverso a seconda degli schieramenti. Che si sia d’accordo o meno, una simile ansia, da sola, ha comunque conferito al documento una risonanza enorme a livello mondiale, fuori e dentro la Chiesa.

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Meditazione per la II domenica dopo Pasqua

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Il Buon Pastore

di Fra Leone da Bagnoregio

La domenica seconda dopo Pasqua è chiamata domenica del Buon Pastore, già nell’antichità cristiana la figura del Buon Pastore si può trovare nelle catacombe. Per questo motivo la Chiesa ha sempre voluto le intenzioni di preghiera di questa domenica fossero per le vocazioni sacerdotali e religiose.

I sacerdoti ed i pontefici a maggior ragione, devono essere dei padri e non solo dei principi della Chiesa. Devono, pertanto, con carità andare alla ricerca della pecorella smarrita e caricarsela sulle proprie spalle. Per questo motivo, il Buon Pastore per eccellenza dopo Nostro Signore Gesù Cristo, è il Sommo Pontefice. Sulla fede indefettibile e sull’amore di Pietro, Gesù fondò il primato della sede apostolica.

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