Contro l’islam e il mondialismo sionista ricordiamoci delle parole di Urbano II

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Discorso di Urbano II al Concilio di Clermont (1095)

Popolo dei Franchi, popolo d’oltre i monti, popolo come riluce in molte delle vostre azioni eletto ed amato da Dio, distinto da tutte le nazioni sia per il sito del vostro paese che per l’osservanza della fede cattolica e per l’onore prestato alla Santa Chiesa, a voi si rivolge il nostro discorso e la nostra esortazione. Vogliamo che voi sappiate quale lugubre motivo ci abbia condotto nelle vostre terre; quale necessità vostra e di tutti i fedeli ci abbia qui, attratti.

Da Gerusalemme e da Costantinopoli é pervenuta e più d’una volta è giunta a noi una dolorosa notizia: i Persiani. gente tanto diversa da noi, popolo affatto alieno da Dio, stirpe dal cuore incostante e il cui spirito non fu fedele al Signore, ha invaso le terre di quei cristiani, le ha devastate col ferro, con la rapina e col fuoco e ne ha in parte condotti prigionieri gli abitanti nel proprio paese, parte ne ha uccisi con miserevole strage, e le chiese di Dio o ha distrutte dalle fondamenta o ha adibite al culto della propria religione. Abbattono gli altari dopo averli sconciamente profanati, circoncidono i cristiani e il sangue della circoncisione o spargono sopra gli altari o gettano nelle vasche battesimali; e a quelli che vogliono condannare a una morte vergognosa perforano l’ombelico, strappano i genitali, li legano a un palo e, percuotendoli con sferze, li conducono in giro, sinché, con le viscere strappate, cadono a terra prostrati. Altri fanno bersaglio alle frecce dopo averli legati ad un palo; altri, fattogli piegare il collo, assalgono con le spade e provano a troncare loro la testa con un sol colpo.

Che dire della nefanda violenza recata alle donne, della quale peggio è parlare che tacere? Il regno dei Greci è stato da loro già tanto gravemente colpito e alienato dalle sue consuetudini, che non può essere attraversato con un viaggio di due mesi. A chi dunque incombe l’onere di trarne vendetta e di riconquistarlo, se non a voi cui più che a tutte le altre genti Dio concesse insigne gloria nelle armi, grandezza d’animo, agilità nelle membra, potenza d’ umiliare sino in fondo coloro che vi resistono? Vi muovano e incitino ali animi vostri ad azioni le gesta dei vostri antenati, la probità e la grandezza del vostro re Carlo Magno e di Ludovico suo figlio e degli altri vostri sovrani che distrussero i regni dei pagani e ad essi allargarono i confini della Chiesa. Soprattutto vi sproni il Santo Sepolcro del Signore Salvatore nostro, ch’è in mano d’una gente immonda, e i luoghi santi, che ora sono da essa vergognosamente posseduti e irriverentemente insozzati dalla sua immondezza. Continua a leggere

IL PAPA ERETICO RIMANE PAPA? COME RISPONDERE ALLE ACCUSE DI CONCILIARISMO

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BERGO BERGO BERGOLIO

Al di là dell’opinione personale espressa dall’autore nel testo, laddove aderisce alla Tesi di Cassiciacum, mentre noi di “Christus Rex” siamo sedevacantisti simpliciter, ci complimentiamo per l’articolo segnalatoci, che con piacere pubblichiamo

di Carlo Di Pietro

Negli ultimi mesi mi è capitato di leggere articoli di autori, purtroppo per loro, di dubbia erudizione, i quali sostengono che il cosiddetto “sedevacantismo” sarebbe la riproposizione del conciliarismo di dannata memoria. In parole povere, alcuni di questi autori individuano, ai nostri giorni, l’eresia modernista, precipuamente sulla questione dell’autorità nella Chiesa, in due principali filoni: – della collegialità (ala sinistra, ovvero la vaticanosecondista, alla quale guardano con sì tanta simpatia da esserci “in comunione” – “una cum”); – e del neo conciliarismo (ala destra, ovvero la sedevacantista). La ragione di tale ingiurioso giudizio (sul solo secondo filone, poiché il primo è un dato acclarato) sarebbe la seguente: “Visto che i sedevacantisti ritengono che un Concilio possa deporre un Papa eretico, dunque eleggere in sostituzione un nuovo Papa, essi sono, per il sol fatto, conciliaristi, poiché ritengono che il Concilio sia superiore al Pontefice, al punto da arrivare addirittura a deporlo e sostituirlo”. Mi si consenta una precisazione: laddove inizio dicendo che questi autori, ed il loro seguito agguerrito, dimostrano di essere di dubbia erudizione, non sto affatto giudicando ma constatando, inoltre credo di essere fin troppo benevolo, dovendo rispondere ad una, più o meno, diretta accusa, avendone scritto, pur con tutti i miei limiti, in Apologia del Papato. Continua a leggere

“Opportune Importune” n. 31

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IMPORTUNE

 

Alcuni militanti veronesi e trevigiani di “Christus Rex” hanno avuto il piacere di assistere alla S. Messa presso l’Oratorio di Rimini, assai curato e ordinato, la scorsa Domenica delle Palme

Segnalazione di Casa San Pio X – Rimini

È uscito il n. 31 di “Opportune Importune”, lettera d’informazioni della Casa San Pio X:

http://www.sodalitium.biz/opportuneimportune31/

Clicca qui per scaricare altri numeri: http://www.sodalitium.biz/sodalitium/opportune-importune/

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ESCLUSIVA: Matteo Castagna intervista Mons. Andrés Morello

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mons-andres-morelloESCLUSIVA
Il Responsabile Nazionale del Circolo Cattolico “Christus Rex” Matteo Castagna intervista
S. Ecc. Rev.ma Mons. Andrés Morello
 
Eccellenza Reverendissima, 
La contattammo per la prima volta nell’estate del 2015. Poi, lo scorso Natale Lei inviò una bella lettera di benedizioni, incoraggiamento e auguri al nostro Circolo “Christus Rex”, cui seguì la visita a Verona di Padre Rigoberto Sanchez e del seminarista Marco Rui, che incontrarono una rappresentanza di cattolici tradizionalisti scaligeri, non solo di “Christus Rex”.  In tale occasione vi furono una riunione presso la sede di “Traditio” (ora in fase di trasloco) e varie occasioni di confronto, anche approfondito, relativo alla nostra realtà. Padre Sanchez ci onorò della celebrazione d due Sante Messe presso la sala conferenze di “Traditio”.
 
1) Lei è un Vescovo di Santa Madre Chiesa, cosiddetto “non residenziale”. Può raccontarci la Sua storia fino alla nascita del Suo Istituto, in Patagonia? Può spiegare ai nostri lettori il significato della mancanza di Giurisdizione per i Vescovi ed i sacerdoti sedevacantisti?

Innanzitutto, La ringraziamo della Sua fiducia nei nostri confronti e speriamo di poter contribuire a qualcosa per il bene delle vostre anime e della Santa Chiesa Cattolica.La nostra Congregazione religiosa è nata alcuni anni dopo la nostra espulsione dalla Fraternità San Pio X, alla quale abbiamo appartenuto dall’anno 1978 fino all’anno 1989. Avendo identificato la presenza di alcuni individui nella Fraternità che potevano essere sospettati di infiltrazione per distruggerla o distorcerla, abbiamo chiesto ai Superiori della Fraternità di condurre un’indagine canonica confidenziale su questi individui, sia per confermare i fatti, sia per eliminare il sospetto; la nostra richiesta fu pubblicata ed i Superiori ci diedero la possibilità di ritrattare oppure di abbandonare la Fraternità entro 72 ore; siccome non potevamo agire contro la nostra coscienza, siamo usciti dalla Fraternità entro il termine stabilito. Dopo due anni all’incirca e dopo una matura riflessione, abbiamo abbracciato la posizione sedevacantista ed abbiamo chiesto aiuto a Monsignore José de Jesus Roberto Martinez y Gutierrez, vescovo messicano, consacrato da Monsignor Carmona (il quale è stato consacrato da Monsignor Thuc).

In tempi normali della Chiesa, il clero Le appartiene con l’incardinazione in una diocesi oppure l’appartenenza ad un Ordine, una Congregazione o un Istituto. Non potendo incorporarci in nessuna diocesi, visto che tutte hanno accettato il modernismo, la cosa migliore che ci sembrava fu quella di optare per una Congregazione di Voti. In questo caso si è voluto ripristinare la Compagnia di Gesù.  Monsignor Martinez ha approvato per noi la Regola e le Costituzioni della Compagnia, ci ha imposto l’abito la prima volta il 21 giugno 1993 e ha ordinato sei dei nostri sacerdoti. La residenza in Patagonia fu provvidenziale, visto che prima vivevamo vicino a Buenos Aires in un posto affittato, che non potevamo più sostenere. La posizione attuale del monastero si trova su un terreno che fu in vendita per 21 anni, senza aver mai trovato alcun acquirente, Dio riservandolo per noi…. Prima, non c’erano altro che montagne, alberi e corsi di acqua. C’era la necessità di fare tutto il resto e sono stati i nostri religiosi a farlo.

Dieci anni fa, Sua Eccellenza Monsignor Robert Fidelis McKenna O.P. ci ha chiesto di accettare l’episcopato per aiutare la continuazione della Santa Chiesa. La Consacrazione fu realizzata da Sua Eccellenza Monsignor Robert Neville che, a sua volta, era stato consacrato Vescovo da Monsignor Robert Fidelis McKenna.

I vescovi « residenziali » sono quelli che hanno ricevuto un territorio a carico loro per esercitare la loro giurisdizione ricevuta dal Sovrano Pontefice ; allo stesso modo i Sacerdoti ricevono la loro giurisdizione dai loro Vescovi. La mancanza di un Papa valido, e ciò da oltre 50 anni, causa un’assenza di giurisdizione delegata a Sacerdoti e Vescovi, rimanendo in piedi, per questi casi, solo la giurisdizione contemplata dal Codice di Diritto Canonico promulgato da Sua Santità Benedetto XV. Bisogna sottolineare che la giurisdizione è necessaria e propria alla Santa Chiesa nell’ordine del governo spirituale delle anime.

2) Quale è esattamente la posizione dottrinale del Suo istituto?

Consideriamo che la posizione della Santa Sede è formalmente vacante, tenendo conto del fatto che la sua spiegazione non costituisce un dogma cattolico ma piuttosto una giustificazione teologica, da confermare un giorno da un vero Pontefice della Santa Chiesa.

3) Come vede la situazione del Cattolicesimo in Europa?
 
Non sono europeo e non vivo in Europa per poter dare un giudizio preciso e completo della situazione del Cattolicesimo in Europa, tuttavia ci avventureremo a tentare un giudizio a tale proposito.
Sono 50 anni che l’Europa non vive più il suo Cattolicesimo. Praticamente, tutti i Paesi sono andati avanti con la promulgazione di leggi inique: l’accettazione del consumismo e l’abbandono della morale. Quest’abbandono si aggrava ed aumenta per colpa del silenzio della Chiesa Ufficiale e la reazione tradizionalista è limitata per modificare questa situazione; a questo si aggiunge l’invasione silenziosa e crescente dell’islam, chedispone di una visione della vita opposta alla cultura europea che, anche se lo nega, fu sempre cristiana.
4) E in Italia? 
 
Questa stessa situazione esiste in Italia, aggravata da due elementi :

  • La presenza della Sede Romana oggi consegnata al modernismo e ai principi del mondo ma che il popolo fedele suppone essere la stessa di sempre, inducendolo, così, all’annientamento del Cattolicesimo.
  • I principi, sempre in esecuzione, che furono all’origine della Rivoluzione Italiana del diciannovesimo secolo erano frenati dall’influenza benefica del Papa e dal fervore degli Ordini religiosi e dal clero.
5) Le chiedo di commentare l’ultima “esortazione” di Bergoglio dopo il “Sinodo” sulla famiglia
Quanto all’ultima « esortazione » come conclusione del « Sinodo », la commenteremo in altra sede, se Dio  vuole.
6) Chi oggi può dirsi “tradizionalista”? Ritiene possibile una collaborazione che superi ogni divisione tra i vari gruppi sedevacantisti? Rimanere senza Papa per tutto questo tempo non è una cosa normale…
La collaborazione tra i cattolici è sempre possibile dal momento in cui hanno tutto in comune : la Fede, i Sacramenti, la Santa Messa e la vita cristiana. Una volta che gli elementi comuni sono mantenuti è semplice poter collaborare, tenendo conto delle qualità fondamentali di ogni collaborazione: l’umiltà necessaria, la carità imprescindibile, l’equità necessaria per difendere le posizioni dottrinali che non sono ancora definite dalla Santa Chiesa, la prudenza ed il rispetto nel giudizio degli altri.
 
7) Come sa, a Verona il Cattolicesimo fedele alla Tradizione è impegnato anche in politica, chi sul fronte prettamente legittimista, chi su quello identitario, cosiddetto di “destra”. Come vede l’impegno non istituzionale né direttamente “partitico” dei nostri gruppi (peraltro sempre in crescita) finalizzato ad attività di apostolato e militanza per il Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo?
 
In via generale, in tutto il mondo i partiti politici annoverano nei loro principi alcuni che non sono cristiani, o tacciono di fronte alle esigenze della vita cristiana, preferendo tenere tra i loro sostenitori delle persone diverse, al fine di conservare lo « status » raggiunto. E’ ovvio e lodevole cercare il Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo, senza avere nessun tipo di compromesso con il mondo che lo rifiuta. Bisogna cercare « in primis » questo Regno nelle nostre anime.
 
8) Al telefono mi disse che tutto il Suo convento prega per noi e per le nostre intenzioni e che ha avuto un rapporto molto positivo su di noi. E ora?

La nostra intenzione non è di occupare il posto di nessuno, né di spostare pastori e tantomeno di catturare delle pecore. Noi siamo disposti a fare il Bene, quanto Dio ce lo chiede e dove Dio lo desidera, per la gloria del suo Nome, per il Bene della Santa Chiesa e delle anime. Nei nostri poveri limiti, siamo disposti ad aiutarvi quanto possiamo.

9) Accetta un invito a Verona per una data da concordare?
 
Non siamo padroni del nostro tempo, lo è solo Dio, e nella misura del possibile organizziamo dei viaggi che realizziamo in maniera regolare e periodica. In ogni caso, se Dio lo permette, verremo a trovare volentieri i buoni fedeli di Verona nel nostro prossimo viaggio in Europa.
10) A Verona, ma in generale in Veneto si sente la necessità di sacerdoti. Vede possibile una collaborazione, anche graduale?
 
La Compagnia è disposta a lavorare dove Dio glielo concede ed è la Sua Provvidenza che arbitra i mezzi per indicarlo e permetterlo. Nella misura in cui avessimo più sacerdoti, potremmo fare di più e cosi aiutarvi, cercando il bene delle vostre anime e cercando di essere un mezzo efficace nelle mani di Dio.
 
La ringrazio molto della disponibilità e, a nome di “Christus Rex” La riverisco in Cristo Re e Maria Regina.
Che Dio benedica i vostri sforzi, li mantenga nella sua Grazia e possa suscitare Pastori ferventi verso il Nostro Signore; che la devozione a Maria Santissima senta questi desideri.

Monsignor Andrés Morello 

Patagonia, Argentina, Monastero Nostra Signora de Guadalupe,

25 Luglio 2016

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Don Bosco: “Dopo la venuta di Gesù Cristo gli ebrei non possono più salvarsi senza credere in Lui”

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Due giovani amici: San Giovanni Bosco e un ragazzo ebreo. Un dialogo… tutto da rileggere!

I Santi ci insegnano la via del Cielo. Mi hanno insegnato a leggerne la vita e a leggerne gli scritti, per star certo di ciò di cui mi nutro.

Così insegnava San Filippo: bisogna alternare la lettura delle vite dei Santi con la lettura degli scritti dei santi.

Stiamo preparandoci alla festa di San Giovanni Bosco e, stasera, leggendo il testo delle Memorie dell’Oratorio scritte dal Santo, mi sono imbattuto in questo brano. Racconta di un giovane San Giovanni Bosco, a dialogo con un suo caro amico, un giovanetto ebreo, di nome Giona.
Mi ha colpito per la chiarezza dell’insegnamento, l’efficacia della testimonianza, l’abbandono di ogni rispetto umano in favore della verità di Cristo:- Noi ebrei non possiamo salvarci?
– No, mio caro Giona, dopo la venuta di Gesù Cristo gli ebrei non possono più salvarsi senza credere in Lui.

Ma leggete tutto il racconto di San Giovanni Bosco:

10. L’ebreo Giona

L’anno di umanità, dimorando nel caffè dell’amico Giovanni Pianta contrassi relazione con un giovanetto ebreo di nome Giona.” Esso era sui diciotto anni, di bellissimo aspetto; cantava con una voce rara fra le più belle. Giuocava assai bene al bigliardo ed essendoci già conosciuti presso al libraio Elia, appena giungeva in bottega, dimandava tosto di me. lo gli portava grande affetto, egli poi era folle per amicizia verso di me. Ogni momento libero egli veniva a passarlo in mia camera; ci trattenevamo a cantare, a suonare il piano, a leggere, ascoltando volentieri mille storielle, che gli andava raccontando.

Un giorno gli accadde un disordine con rissa che poteva avere tristi conseguenze, onde egli corse da me per avere consiglio. «Se tu, o caro Giona, fossi cristiano, gli dissi, vorrei tosto condurti a confessarti; ma ciò non ti è possibile».
– Ma anche noi, se vogliamo, andiamo a confessarci.
-Andate a confessarvi, ma il vostro confessore non è tenuto al segreto, non ha potere di rimettervi i peccati, né può amministrare alcun sacramento.
– Se mi vuoi condurre, io andrò a confessarmi da un prete.
– Io ti potrei condurre, ma ci vuole molta preparazione.
– Quale?
– Sappi che la confessione rimette i peccati commessi dopo il battesimo;
perciò se tu vuoi ricevere qualche sacramento bisogna che prima di ogni altra cosa tu riceva il battesimo.
– Che cosa dovrei fare per ricevere il battesimo’?
– Istruirti nella cristiana religione, credere in Gesù Cristo vero Dio e vero
uomo. Fatto questo tu puoi ricevere il battesimo. – Quale vantaggio mi darà poi il battesimo`?
– Il battesimo ti scancella il peccato originale ed anche i peccati attuali, ti apre la strada a ricevere tutti gli altri sacramenti, ti fa insomma figliuolo di Dio ed erede del paradiso.
– Noi ebrei non possiamo salvarci’?
– No, mio caro Giona, dopo la venuta di Gesù Cristo gli ebrei non possono più salvarsi senza credere in Lui.
– Se mia madre viene a sapere che io voglio farmi cristiano, guai a me!
– Non temere, Dio e padrone dei cuori e se egli ti chiama a farti cristiano,
farà in modo che tua madre si contenterà o provvederà in qualche modo per
l’anima tua.
– Ma tu che mi vuoi tanto bene, se fossi al mio posto, che faresti?
– Comincerei ad istruirmi nella cristiana religione, intanto Dio aprirà la via a quanto si dovrà fare in avvenire. A questo scopo prendi il piccolo catechismo e comincia a studiarlo. Prega Dio che ti illumini e che ti faccia conoscere la verità.

Da quel giorno cominciò ad essere affezionato alla fede cristiana. Veniva al caffè e fatta appena una partita al bigliardo cercava tosto di me per discorrere di religione e del catechismo. Nello spazio di pochi mesi apprese a fare il segno della S. Croce, il Pater, Ave Maria, Credo ed altre verità principali della fede. Egli ne era contentissimo ed ogni giorno diventava migliore nel parlare e nell’operare.

Egli aveva perduto il padre da fanciullo, la madre di nome Rachele aveva già inteso qualche voce vaga, ma non sapeva ancora niente di positivo. La cosa si scoprì in questo modo: un giorno nel fargli il letto ella trovò il catechismo che suo figlio aveva inavvedutamente dimenticato tra il materasso ed il saccone. Si mise ella a gridare per casa, portò il catechismo al rabbino e sospettando di quello che era di fatto, corse frettolosa dallo studente Bosco, di cui aveva più volte udito a parlare da suo figlio medesimo. Immaginatevi il tipo della bruttezza ed avrete un’idea della madre di Giona. Era cieca da un occhio, sorda da ambe le orecchie; naso grosso; quasi senza denti, labbra esorbitanti, bocca torta, mento lungo ed acuto, voce simile al grugnito di un poledro. Gli ebrei solevano chiamarla col nome di maga Lili [Lilith], col quale nome sogliono esprimere la cosa più brutta di loro nazione. La sua comparsa mi ha spaventato e senza dar tempo a riavermi prese a parlare così: «Affé che giuro, voi avete torto; voi, sì voi avete rovinato il mio Giona; l’avete disonorato in faccia al pubblico io non so che sarà di lui. Temo che finisca col farsi cristiano e voi ne siete la cagione».

Compresi allora chi era e di chi parlava e con tutta calma risposi che ella doveva essere contenta e ringraziare chi faceva del bene a suo figlio.
– Che bene è mai questo? Sarà un bene a far rinnegare la propria religione?
– Calmatevi, buona signora, le dissi, ed ascoltate: io non ho cercato il vostro Giona, ma ci siamo incontrati nella bottega del libraio Elia. Siamo divenuti amici senza saperne la cagione. Egli porta molta affezione a me; io l’amo assai, e da vero amico desidero che egli si salvi l’anima e che possa conoscere quella religione fuori di cui niuno può salvarsi. Notate bene, o madre di Giona, che io ho dato un libro a vostro figlio dicendogli soltanto d’istruirsi nella religione e se egli si facesse cristiano non abbandona la religione ebraica, ma la perfeziona.
– Se per disgrazia egli si facesse cristiano egli dovrebbe abbandonare i nostri profeti, perché i cristiani non credono ad Abramo, Isacco, Giacobbe, a Mosè né ai profeti.
– Anzi noi crediamo a tutti i santi patriarchi e a tutti i profeti della Bibbia. 1 loro scritti, i loro detti, le loro profezie formano il fondamento della fede cristiana.
– Se mai fosse qui il nostro rabbino, egli saprebbe che rispondere. lo non so né il Misna né il Gemara (sono le due parti del Talinted).” Ma che ne sarà del mio povero Giona?
Ciò detto se ne partì.

Qui sarebbe lungo riferire gli attacchi fattimi più volte dalla madre, dal suo rabbino, dai parenti di Giona. Non fu minaccia, violenza che non siasi usata contro al coraggioso giovanetto. Egli tutto soffrì e continuò ad istruirsi nella fede. Siccome in famiglia non era più sicuro della vita, così dovettesi allontanare da casa e vivere quasi mendicando. Molti però gli vennero in aiuto e affinché ogni cosa procedesse colla dovuta prudenza, raccomandai il mio allievo ad un dotto sacerdote, che si prese di lui cura paterna. Allora che fu a dovere istruito nella religione, mostrandosi impaziente di farsi cristiano, fu fatta una solennità che tornò di buon esempio a tutti i chieresi e di eccitamento ad altri ebrei, di cui parecchi abbracciarono più tardi il cristianesimo.

Il padrino e la madrina furono Carlo ed Ottavia coniugi Bertinetti,” i quali
provvidero a quanto occorreva al neofito che, divenuto cristiano, poté col suo lavoro procacciarsi onestamente il pane della vita. Il nome del neofito fu Luigi

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Dannata Europa che hai dimenticato e tradito la tua Fede e la tua Tradizione

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Camillo Langone

Una firma prestigiosa per un articolo condivisibile nei contenuti fondamentali. Ovviamente non condivisibile nel suo sedeplenismo (n.d.r.)

Segnalazione di Federico Prati

di Camillo Langone

Dannata Europa senza Vangelo

Immigrazione, terrorismo e ascesa del clero neo pauperista. Il cattochitarrismo non basta.

Perché l’Europa rantola da quando ha rinnegato la sua vera religione.

Europa che sembri alla fine della decadenza e che guardi passare piccoli e grandi barbari neri, o ambrati dal sole feroce del deserto, mentre componi editoriali pensosi, tweet ironici, post commossi, tutti ugualmente inutili, ti scrivo. Europa che hai lasciato circondare il castello di Bouillon, in Belgio, da gruppi di donne fazzolettate: me lo racconta, turbato, un amico che lavora in Lussemburgo e che nel tempo libero visita le senescenti province di Fiandre e Vallonia. Come e quando tante maomettane sono arrivate nel pittoresco, verdeggiante paese? Goffredo di Buglione, “il capitano / che il gran sepolcro liberò di Cristo”, scese da quelle mura per scalare quelle di Gerusalemme: ma tu Europa non leggi più Torquato Tasso e la nemesi ti punisce. Europa decrepita che dimostri valida la tesi di Todd Buchholz, l’economista di “The price of  prosperity”: “Con l’aumento della ricchezza, la natalità crolla e l’età media della popolazione cresce. Questo richiede un flusso di nuovi operai e comporta l’apertura delle frontiere agli immigrati che hanno il potenziale per frantumare la cultura prevalente”.

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La doverosa obiezione di coscienza alle Unioni (in)civili

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CERTI DIRITTI

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Tommaso Scandroglio

L’Associazione radicale Certi diritti ha recentemente pubblicato un documento in cui afferma che non si può applicare l’istituto giuridico dell’obiezione di coscienza alle Unioni civili.

Il documento correttamente ricorda che «nel nostro ordinamento non esiste un generico diritto all’obiezione di coscienza». Ciò a voler dire che il mancato rispetto degli obblighi imposti dall’ordinamento giuridico non è lasciato al libero apprezzamento dei singoli cittadini, ma ad una riserva di legge che individua caso per caso quegli oneri verso cui obiettare. Nel nostro ordinamento si contano solo tre casi in cui è possibile eccepire l’obiezione di coscienza: le pratiche abortive, quelle legate alla fecondazione artificiale e le sperimentazioni sugli animali.

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Il Papa buono, quello vero

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SAN PIO X

 

Carissimi,

speriamo di far cosa gradita a ciascuno di voi, pubblicando questo materiale dell’Archivio Segreto Vaticano su vari aspetti dell’attività indefessa di S. Pio X

 

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Lo stato miserabile dei recidivi nel peccato

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Sant’Alfonso Maria de Liguori, dottore della Chiesa

SERMONE XXI. – PER LA DOMENICA DI PASQUA

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Dello stato miserabile dei recidivi.
Nolite expavescere: Iesum quaeritis Nazarenum, crucifixum: surrexit, non est hic. (Marc. 16. 6.)
Spero, cristiani miei, che siccome è risorto Cristo, così anche tutti voi in questa santa Pasqua vi siate confessati e siate risorti. Ma avvertite quel che dice s. Girolamo, che molti cominciano bene, ma pochi son quelli che perseverano: Incipere multorum est, perseverare paucorum. All’incontro dice lo Spirito santo che non è salvo chi comincia a viver bene, ma chi persevera nel ben vivere sino alla morte: Qui autem perseveraverit usque in finem, hic salvus erit. La corona del paradiso, dice s. Bernardo, è sol promessa a coloro che cominciano, ma non è data poi, se non a coloro che perseverano: Inchoantibus praemium promittitur, perseverantibus datur3. Giacché dunque, fratello mio, hai risoluto di darti a Dio, senti quel che ti dice lo Spirito santo: Fili, accedens ad servitutem Dei, praepara animam tuam ad tentationem4. Non credere che sieno finite per te le tentazioni. Ora apparecchiati a combattere, e guardati di ricadere nei peccati che ti hai confessati, perché se torni a perdere la grazia di Dio, sarà difficile che la ricuperi. E questo è quello che voglio dimostrarti in questo giorno, lo stato miserabile de’ recidivi, cioè di coloro che miseramente dopo la confessione ricadono negli stessi peccati di prima.

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