25 agosto, San Ludovico Re di Francia

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Riprendiamo da Facebook questo articolo di http://www.sodalitium.biz/san-ludovico/ che ricorda il grande Santo di oggi:

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25 agosto, San Ludovico Re di Francia, Confessore (Poissy, 25 aprile 1214 – Tunisi, 25 agosto 1270). Terziario francescano, morì in terra infedele nel corso dell’ottava crociata.

O degnissimo Figlio del Serafico Patriarca, san Lodovico, Voi tra lo pompe e le delizie d’una splendida corte, e tra i trambusti e le cure d’un vasto regno, mercè della divina grazia che imploraste con fervido ed incessanti preghiere, sapeste in tutto il corso di vostra mortal vita preservarvi da grave colpa, ed arricchirvi d’inestimabili meriti, con l’esercizio delle più belle virtù, e sognatamente d’una umiltà la più profonda, d’una assidua vigilanza, d’una severa mortificazione dei vostri sensi, e d’un ardente zelo per la gloria di Dio, per la propagazione della fede e per la saluto del prossimo. Noi esultiamo all’imaginarsi anche solo la gloria o la felicità che or godete in cielo, premio della vostra santa vita, e ci sentiamo in cuore una riva brama di partecipare ai vostri ineffabili gaudii. Ma ahi! che a meritarci tanta grazia poco o nulla abbiamo qui operato nella pratica di quelle virtù in cui Voi riusciste cotanto eminente. Deh, soccorreteci, o gran Santo, con la potente vostra protezione, affinchè abborrendo e detestando ogni colpa, ed eseguendo puntualmente tutti i nostri doveri, viviamo e moriamo fedeli al nostro Dio, per giungere poi un giorno ad esser con voi eternamente beati in Paradiso. Così sia. Continua a leggere

Terremoto, tra sciacalli e ira di Dio

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di Matteo Castagna per il quotidiano veneto on-line www.vvox.it

Terremoto-Amatrice

Chi può, aiuti. E’ il primo appello suggerito dall’umano buon senso, dopo il rovinoso terremoto che ha colpito il Centro Italia. Auguriamoci che non si verifichino telefonate tra sciacalli ridacchianti che già intravedono la possibilità di aggiudicarsi appalti milionari, come avvenuto in occasione del disastro a L’Aquila di sette anni fa. E speriamo anche che il governo si attivi immediatamente affinché chi sta subendo una tragedia non sia costretto a vivere per chissà quanto tempo in una tendopoli, mentre i clandestini alloggiano negli alberghi, a spese nostre. I media sono già inondati da dichiarazioni relative all’impreparazione, alla inadeguatezza delle strutture, alla mancanza di prevenzione. Tutte cose che saranno certamente vere, se a dirlo sono degli esperti, anche se, oramai ci si può anche indispettire perché il caos si verifica ogni volta che avviene un evento improvviso. E quindi vien da chiedersi cosa faccia la politica se non utilizza i mezzi che la moderna tecnica mette a disposizione, almeno per limitare i danni.

I sismologi parlano di possibili altri terremoti lungo tutta la Penisola. Imprevedibili e dalle conseguenze drammatiche, hic stantibus rebus.

Bergoglio lancia un messaggio di cordoglio per le vittime e di auguri per i superstiti. Come in altre occasioni, per il momento nessuno fa cenno a particolari impegni da parte del Vaticano nei confronti delle persone colpite dal sisma, proprio nella zona che, fino non troppi anni fa, era inclusa nello Stato Pontificio. Al momento, non sono stati stanziati dal Governo i 35 euro al giorno a sfollato, che invece la “Chiesa ufficiale” gestisce per un ammontare di 127.750.000 euro per l’emergenza “profughi”. Siamo certi che la carità non si fermerà davanti al vil denaro. O no?

Un tempo, che possiamo individuare indicativamente fino agli anni ’60, la Chiesa ufficiale predicava conformemente alle Sacre Scritture, alle istruzioni dei Padri, alla Tradizione, secondo l’insegnamento dei Santi. La Bibbia parla chiaramente di “ira di Dioa causa dei peccati degli uomini, in svariate occasioni, che vanno dall’inondazione con il salvataggio dell’ Arca di Noè, allo squarcio della terra che inghiottì coloro che abbandonarono la fede e si misero ad adoratore il vitello d’oro, alla distruzione di Sodoma e Gomorra per la smodata lussuria e l’impurità contro natura dei loro abitanti. Il Catechismo di San Pio X raccomanda le Rogazioni attraverso processioni e preghiere, per placare quest’ira, che si è sempre manifestata attraverso castighi quali pestilenze, siccità, terremoti, inondazioni, calamità naturali. Nessuna superstizione, per carità, ma visione soprannaturale della vita, che prevede determinate regole da rispettare e altrettante conseguenze paritetiche ed eque per cui esser premiati o da subire.

Oggi che i peggiori affronti ai comandamenti di Dio ed ai precetti della Chiesa vengono addirittura legalizzati, con la benedizione più o meno sottobanco dei religiosi, fino ai massimi livelli (esclusi rari e santi casi) perché dovremmo aspettarci un presente ed un futuro differente, se non peggiore rispetto a quello che Dio ha riservato ai nostri predecessori? Dite che sono cinico? No, sono un realista cattolico alla vecchia maniera. Intendo solo invitare alla riflessione su noi stessi, sul nostro egoismo, sul senso, o meglio sul non senso che diamo al Trascendente, come se non esistesse, in favore del materialismo, del comodo, del vitello d’oro, della lussuria. Oggi, che da liberali, da ipocriti, da falsi cristiani e veri farisei, siamo peggiori dell’epoca biblica perché del peccato ne facciamo un vanto, da ostentare e di cui esser fieri. Beccandoci i castighi, per cui soffriamo e piangiamo, ma senza saper pensare minimamente di tornare alla Verità.

Fonte: http://www.vvox.it/2016/08/24/terremoto-tra-sciacalli-e-ira-di-dio/ (come per ogni giornale: Titolo, sottotitolo e grassetti sono della Redazione del giornale e non dell’autore)

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E’ disponibile il numero 22 (21 agosto 2016) di Sursum Corda

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Dio sia lodato!

Sul nostro sito è disponibile il numero 22 (del 21 agosto 2016) di Sursum Corda®.

Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata agli Associati, oppure si può acquistare nel MiniShop in cartaceo o PDF. Gli articoli sono comunque leggibili gratis sul sito.

In questo numero:

– «Discese al l’inferno, il terzo dì risuscitò da morte». Gesù morto.

– «Discese al l’inferno, il terzo dì risuscitò da morte». Gesù risorto.

– Uso della Scrittura. Metodi errati o incompleti.

– Della confidenza colla quale dobbiamo pregare, parte 2.

– L’Assunzione di Maria.

– Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, numeri LIII, LIV e LV.

– Vita e detti dei Padri del deserto, Antonio il grande, parte 22.

– Comunicato numero 22. Rimosso Dio dal governo, non c’è rimedio alla rovina.

Preghiamo per le nostre famiglie e per le intenzioni della nostra Associazione, affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio.

Ossequi, Carlo Di Pietro.


Sursum Corda
Associazione di volontariato No Profit
C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola
Provincia di Potenza (ITALIA)
Redazione: editoria@sursumcorda.cloud 

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Il regime di El Papa sui cattolici: censura, persecuzione, brutalità e mutismo

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Risultati immagini per El Papa con la Cinadi Maurizio Blondet

El Papa è sul punto di cogliere un altro “grande successo” politico. Più  grosso della riapertura dei rapporti fra Cuba e Washington, che il mondo ha applaudito.  E’ la pacificazione  della Chiesa con la Cina.  L’accordo prevede il riconoscimento reciproco dei vescovi: quelli della Chiesa clandestina fedeli a  Roma, e quelli della Chiesa Patriottica nominati dal Partito Comunista. L’appartenenza alla Chiesa Patriottica era stata dichiarata “Incompatibile” con la dottrina cattolica (…). Adesso c’è molta fretta di “lanciare ponti”, di fatto accettare che lo stato-partito ateo metta mano  nelle strutture ecclesiastiche. Gli applausi del mondo non mancheranno certo: un passo in più verso la globalizzazione delle fedi. Continua a leggere

E’ disponibile il numero 21 (14 agosto 2016) di Sursum Corda

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Dio sia lodato!

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Ossequi, Carlo Di Pietro.


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IL 14 AGOSTO DEL 1480 I TURCHI DECAPITAVANO 813 CATTOLICI DI OTRANTO. SONO TORNATI PER DECAPITARE I CATTOLICI, DIETRO L’EGIDA DEI GIUDAIZZATI DEL VATICANOSECONDO

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martiri_otranto_02adi Carlo Di Pietro

Antonio Primaldo e compagni martiri, conosciuti semplicemente come i “Martiri di Otranto”, sono gli 813 abitanti della città salentina di Otranto uccisi il 14 agosto 1480 dai Turchi di Gedik Ahmet Pascià, per aver rifiutato la conversione all’Islam. Antonio Primaldo, che aveva esortato i suoi compagni a rimanere saldi nella Fede cattolica (NB: non semplicemente “fede cristiana”), pur decapitato, si levò in piedi col solo busto, senza la testa, e restò immobile sino alla decapitazione dell’ultimo otrantino. Otranto ha sempre venerato come beati gli 813 decapitati sul colle della Minerva. Furono dichiarati beati il 14.12.1771 da Papa Clemente XIV.

Il liberale e democristiano giudaizzato G. B. Montini, noto come Paolo VI, dirà: «La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra» (CV2, Nostra Aetate). Continua a leggere

15 Agosto: Festa dell’Assunta

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43-Assunzione-TizianoIl Circolo Cattolico “CHRISTUS REX” augura a tutti una Buona Festa dell’Assunta! Per chi abita in Triveneto, ricordiamo la Santa Messa tradizionale “non una cum” che si terrà a Rovereto DOMENICA 14 AGOSTO alle 18.00. Sempre a Rovereto ci sarà la Santa Messa dell’ASSUNTA il giorno successivo, LUNEDI 15 AGOSTO alle 10.30. Entrambe le funzioni saranno celebrate da un sacerdote dell’ I.M.B.C.

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Il primo scritto attendibile che narra dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo, come la Tradizione fino ad allora aveva tramandato oralmente, reca la firma del Vescovo  san Gregorio di Tours ( 538 ca.- 594), storico e agiografo gallo-romano: «Infine, quando la beata Vergine, avendo completato il corso della sua esistenza terrena, stava per essere chiamata da questo mondo, tutti gli apostoli, provenienti dalle loro differenti regioni, si riunirono nella sua casa. Quando sentirono che essa stava per lasciare il mondo, vegliarono insieme con lei. Ma ecco che il Signore Gesù venne con i suoi angeli e, presa la sua anima, la consegnò all’arcangelo Michele e si allontanò. All’alba gli apostoli sollevarono il suo corpo su un giaciglio, lo deposero su un sepolcro e lo custodirono, in attesa della venuta del Signore. Ed ecco che per la seconda volta il Signore si presentò a loro, ordinò che il sacro corpo fosse preso e portato in Paradiso».
Il Dottore della Chiesa san Giovanni Damasceno (676 ca.- 749) scriverà: «Era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte. Era conveniente che colei che aveva portato nel seno il Creatore fatto bambino abitasse nella dimora divina. Era conveniente che la Sposa di Dio entrasse nella casa celeste. Era conveniente che colei che aveva visto il proprio figlio sulla Croce, ricevendo nel corpo il dolore che le era stato risparmiato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre. Era conveniente che la Madre di Dio possedesse ciò che le era dovuto a motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre e schiava di Dio».
La Madre di Dio, che era stata risparmiata dalla corruzione del  peccato originale, fu risparmiata dalla corruzione del suo corpo immacolato, Colei che aveva ospitato il Verbo doveva entrare nel Regno dei Cieli con il suo corpo glorioso.
San Germano di Costantinopoli (635 ca.-733), considerato il vertice della mariologia patristica, è  in favore dell’Assunzione e per tre principali ragioni: pone sulla bocca di Gesù queste parole:  «Vieni di buon grado presso colui che è stato da te generato. Con dovere di figlio io voglio rallegrarti; voglio ripagare la dimora nel seno materno, il soldo dell’allattamento, il compenso dell’educazione; voglio dare la certezza al tuo cuore. O Madre, tu che mi hai avuto come figlio unigenito, scegli piuttosto di abitare con me».  Altra ragione è data dalla totale purezza e integrità di Maria. Terzo: il ruolo di intercessione e di mediazione che la Vergine è chiamata a svolgere davanti al Figlio in favore degli uomini.
Leggiamo ancora nel suo scritto dell’Omelia I sulla Dormizione, che attinge a sua volta da San Giovanni Arcivescovo di Tessalonica ( tra il 610 e il 649 ca.) e da un testo di quest’ultimo, che descrive dettagliatamente le origini della festa dell’Assunzione, dato certo nella Chiesa Orientale dei primi secoli: «Essendo umano (il tuo corpo) si è trasformato per adattarsi alla suprema vita dell’immortalità; tuttavia è rimasto integro e gloriosissimo, dotato di perfetta vitalità e non soggetto al sonno (della morte), proprio perché non era possibile che fosse posseduto da un sepolcro, compagno della morte, quel vaso che conteneva Dio e quel tempio vivente della divinità santissima dell’Unigenito».
Poi prosegue: «Tu, secondo ciò che è stato scritto, sei bella e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto abitazione di Dio: perciò è anche estraneo al dissolvimento in polvere. Infatti, come un figlio cerca e desidera la propria madre, e la madre ama vivere con il figlio, così fu giusto che anche tu, che possedevi un cuore colmo di amore materno verso il Figlio tuo e Dio, ritornassi a lui; e fu anche del tutto conveniente che a sua volta Dio, il quale nei tuoi riguardi aveva quel sentimento d’amore che si prova per una madre, ti rendesse partecipe della sua comunanza di vita con se stesso».
Restano incorrotti molti corpi di Santi (manifestazioni scientificamente inspiegabili) e come sarebbe stata possibile la dissoluzione in polvere della Corredentrice che ha contribuito, rendendo possibile l’Incarnazione, a liberare l’uomo dalla rovina della morte?
Il dogma cattolico è stato proclamato da Pio XII il 1º novembre 1950, Anno Santo, con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus:  «Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica».

Autore: Cristina Siccardi per il sito www.santiebeati.it

LE ALTRE MESSE CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL’ISTITUTO MATER BONI CONSILII IN ITALIA:


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Cattolicesimo e pena di morte

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Tommaso D’Aquino, nella Somma Teologica, asserisce che il potere pubblico non viola il quinto comandamento (“Non uccidere l’innocente”) se condanna a morte il malfattore o i nemici dello Stato ([1]). La ragione è che se è lecito farsi amputare il piede per salvare il corpo intero, assai di più è permesso alla società di sopprimere un cittadino eversore del bene comune e della tranquillità pubblica: “laudabiliter et salubriter occiditur ut bonum commune conservetur” ([2]). Infatti, l’uomo peccando decade dalla dignità prossima di persona, pur restandogli la dignità remota e radicale di natura umana, e si abbassa così al livello del bruto, destinato a servire l’uomo come mezzo utile. Quindi, il delinquente incorreggibile merita di essere trattato come un animale pericoloso, per cui può lecitamente e senza peccato essere ucciso per il bene comune, dalla legittima autorità ([3]). Nella Somma contro i Gentili S. Tommaso approfondisce il tema e scrive: “Siccome alcuni disprezzano le punizioni inflitte da Dio, perché, essendo dèditi alle cose sensibili, badano soltanto alle cose che si vedono, la divina Provvidenza ha ordinato che ci siano sulla terra  degli uomini, che con pene sensibili e presenti obblighino costoro ad osservare la giustizia. Ora, è evidente che tali persone non peccano quando puniscono i malvagi…” ([4]). Lo Stato, perciò, può infliggere la pena di morte al colpevole, senza ledere il quinto comandamento “Non uccidere l’innocente”. Ancora S. Tommaso spiega che “Il bene comune è superiore al bene particolare. Quindi è giusto eliminare il bene particolare per conservare il bene comune. Ma la vita di certi uomini pestiferi impedisce il bene comune che è la concordia della società umana. Quindi, è giusto che codesti uomini siano eliminati, con la morte, dalla società umana. […] Il medico fa una cosa buona e utile quando recide un organo putrefatto, che minaccia d’infettare tutto il corpo. Quindi anche il Capo dello Stato fa uccidere giustamente e senza far peccato, gli uomini malvagi, affinché non sia turbata la pace dello Stato…” ([5]). Inoltre “sin dalle origini dell’umanità la pena di morte è stata sempre in vigore, e nessuno ha mai pensato di ritenerla ingiusta […] solo nel periodo illuministico si cominciò a dubitare della liceità della pena di morte. La reazione, sempre più vivace, fu favorita dalla mentalità liberale che preparò la Rivoluzione francese, e indubbiamente fu provocata dalla facilità estrema con la quale si soleva infliggere quella pena […]. Di fatto i legislatori hanno dimostrato che la pena di morte non può essere né ammessa né esclusa in modo assoluto: Le due tesi peccano – rispettivamente – di eccessivo pessimismo e ottimismo esagerato nei riguardi della natura umana; ossia, non può supporsi che il cittadino sia ovunque e sempre un criminale in potenza, né che ovunque e sempre sia un santo in atto. […] Soggetto ad infinite influenze, abusando dell’arbitrio, si può abbandonare agli eccessi più incontrollati dell’egoismo e quindi risultare pericoloso per la società […]; e, illuminato dalle esperienze più disparate, può non solo rinsavire, ma maturarsi fino ad essere sensibile alle esigenze della vita sociale e rispettarne le leggi […]. Per il diritto naturale, se la società è una persona giuridica perfetta e autonoma, come ha il diritto di vivere, prosperare e conservarsi, così ha quello di difèndersi contro chiunque tenti di sovvertirne l’ordine, minacciando il bene comune. Dunque, se può difèndersi solo sopprimendo il proprio nemico, lo Stato può respingere la sua aggressione infliggendogli la pena di morte. Oppure se la difesa contro l’ingiusto aggressore è ritenuta ovunque e sempre legittima per l’individuo, anche se spinta sino alla violenta soppressione dell’avversario; a più forte ragione è legittima per un’intera Nazione, la quale personifica tutti i cittadini ed è impegnata a tutelarne i diritti. Ora l’auto-difesa dell’individuo […] risponde ad un legge non scritta ma naturale, che non dobbiamo né all’insegnamento, né alla tradizione né alla cultura, ma esclusivamente alla natura […] per istinto; è essa dunque che nel caso in cui la nostra vita venga a trovarsi esposta a qualche agguato oppure alla violenza e ai colpi dei briganti o dei nemici, fa considerare lécito ogni mezzo usato per assicurare la nostra incolumità […]. Perciò se la nazione per difendersi, non potesse punire di morte il cittadino, che minaccia di colpirla sovvertendo l’ordine pubblico: 1° per non far violenza ai violenti, sarebbe violenta contro gli innocenti; 2° renderebbe più insolenti e incorreggibili i criminali, incoraggiati a mal fare dalla debolezza dello Stato; 3° dichiarerebbe il proprio fallimento…” ([6]).

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SACERDOTE SGOZZATO A ROUEN: MARTIRIO O CASTIGO?

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Il Circolo Cattolico “CHRISTUS REX” si riconosce pienamente in questo comunicato dell’Istituto Mater Boni Consilii, chiaro, preciso, conciso e realistico. Un’analisi che ogni cattolico dovrebbe far propria, in questi tempi di crisi e decadenza. (n.d.r.)

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MARTIRIO O CASTIGO?

Come tutti sanno, due militanti maomettani hanno sgozzato, nella chiesa parrocchiale di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia, un sacerdote, don Jacques Hamel. Inutile dire che si tratta di un crimine orrendo e sacrilego, e che preghiamo in suffragio dell’anima di questo confratello nel sacerdozio (era stato ordinato nel 1958).
Molti battezzati si sono chiesti se non si possa parlare di martirio, nel senso stretto e “canonico” del termine: così ad esempio il superiore del distretto francese della Fraternità San Pio X, Christian Bouchacourt, che considera la povera vittima un martire dell’Islam, ucciso in chiesa “durante una messa”.
Le testimonianze sulla vita e sul ministero dell’anziano sacerdote francese, però, parlano d’altro. Don Hamel, non diversamente da tutti i fedeli seguaci del Vaticano II, era attivamente impegnato nel  “dialogo interreligioso” con i negatori della Trinità e della divinità di Cristo.  E la “messa” che la vittima celebrava era quella riformata che il fondatore della società religiosa di don Bouchacourt chiamava, a ragione, la “messa di Lutero”.
A meno di diventare adepti del wojtyliano “ecumenismo del martirio”, non si può riconoscere in un modernista, anche se ucciso in quanto cristiano, un “martire della fede”, specie in senso stretto e canonico del termine. Il martire testimonia infatti col sangue, della verità e della fede professata in vita e in morte. I Padri della Chiesa hanno sempre negato ai battezzati eretici o scismatici, anche se soffrivano e venivano uccisi in quanto cristiani, lo statuto di martiri. L’ignoranza invincibile (incolpevole) può rendere esente da peccato (formale) chi cade in errore contro la fede, ma non può farne però un testimone della verità.
C’è da chiedersi allora se quanto accaduto, e quanto forse ancora accadrà (Dio non voglia), non sia piuttosto un castigo, non tanto verso la singola persona vittima dell’odio sacrilego (cf Luca XIII, 1-5), quanto del modernismo tutto, per l’empia sua benevolenza verso i nemici della divinità di Gesù Cristo e della Fede nella Santissima Trinità.  Ammonisce il Signore: “Se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo”. Queste parole fanno tremare, se si pensa che l’invito alla penitenza, l’ammonimento del Signore, con i suoi castighi, ad abbandonare lo spirito apostatico della dichiarazione Nostra aetate, che sta dando i suoi frutti a tutti evidenti, non è stato accolto. Al contrario!   Domenica 31 luglio i musulmani sono stati invitati a predicare nelle chiese cattoliche profanate di Francia e d’Italia!  Nessun cattolico che non voglia cadere nella fossa può prendere come guida dei ciechi che guidano altri ciechi. Nessun cattolico che voglia salvarsi, e non perire in eterno,  può seguire  chi considera irrilevante – almeno di fatto –   il credere o non credere alla divinità di Cristo e alla Santissima Trinità. Che Dio ci salvi, salvi la fede dei cattolici dal modernismo, e ci scampi dai giusti castighi con i quali il Signore punisce e punirà l’offesa fatta al Suo Nome.

Verrua Savoia, 1° agosto 2016, San Pietro in Vincoli

Fonte: http://www.sodalitium.biz/martirio-o-castigo/ Continua a leggere

Il Rosario va recitato intero ogni giorno. Se non si ha tempo, ecco cosa si può escogitare…

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A volte pensiamo che pregare sia una cosa complicata…
Premesso che possibilmente è bene recitare il Rosario devotamente e in ginocchio, ho deciso che recitare il Rosario ogni giorno sarà una priorità nella mia vita. Se pensi di non avere 20 minuti per sederti a recitare preghiere a Maria e a meditare sui misteri della vita di suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, io troverò 20 minuti nella tua agenda piena. Tieni conto del fatto che non devi recitare i cinque misteri in modo continuativo. Puoi dividerli durante la giornata, e non è necessario portare un rosario con te, perché hai 10 dita che ti aiuteranno allo scopo.
Ecco 9 occasioni perfettamente appropriate per recitare il Rosario OGGI, per quanto sia piena la tua giornata.

1. Mentre corri
Sei abituato a correre regolarmente? Accompagna la tua attività fisica recitando il Rosario, anziché ascoltando musica. Su Internet puoi trovare molti podcast (mp3) e applicazioni che ti permetteranno di ascoltare e pregare mentre corri.
2. In automobile
È sorprendente come ho imparato a recitare il Rosario mentre mi sposto da una parte all’altra, mentre vado al supermercato, a fare benzina, a portare i bambini a scuola o a lavoro. I viaggi in macchina in genere durano più di venti minuti, e quindi ne approfitto attivamente. Uso un CD con il Rosario e lo recito mentre lo ascolto. Mi fa sentire come se stessi pregando in gruppo.
3. Mentre pulisci
Prega mentre passi l’aspirapolvere, pieghi i panni, spolveri o lavi i piatti. Mentre lo fai, puoi intercedere e benedire con la tua preghiera tutti coloro che si vedranno beneficiati dai tuoi sforzi per una casa più pulita e organizzata.
4. Mentre porti a spasso il cane
Porti il tuo cane a spasso tutti i giorni? Approfittare della durata della passeggiata per recitare il Rosario è molto meglio che lasciare che la tua mente vaghi senza senso. Tienila concentrata su Gesù e Maria!
5. Nella tua pausa pranzo
Prendi un tempo di riposo ogni giorno per pranzare e sederti in silenzio a recitare il Rosario. Nei mesi estivi potresti farlo all’aperto e contemplare le bellezze della natura che Dio ci ha donato.
6. Passeggiando da solo/a
Una volta a settimana, pensa di recitare un Rosario camminando. Tieni il rosario in mano e cammina al ritmo della preghiera. Altre persone potrebbero vederti mentre lo fai, quindi dovrai essere coraggioso/a e dare una testimonianza allegra di preghiera. Un sacerdote della mia parrocchia era solito farlo in luoghi visibili della città ed era incredibilmente potente vederlo pregare mentre camminava sotto gli occhi di tutti.

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